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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

GRECIA: OLTRE L'EURO C'E'DI PIU'

Pubblicato su 16 Maggio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Come andrà a finire la questione greca ce lo diranno i risultati delle elezioni che saranno indette probabilmente per il  17 giugno prossimo.

Questa Europa non funziona, non ha unita politica ed ha una moneta che, praticamente, e controllata dalla Germania ed in misura minore dalla Francia. Non è una moneta sovrana, è una moneta a debito che costa cara e, costringendo gli Stati a coprire i debiti contratti facendo ricorso a nuovi debiti stringe sempre più il cappio intorno al collo dei popoli.

E si, perché tutti fanno analisi economico-politiche, ma alla fine chi paga sono i popoli, costretti a svenarsi per i diktat imposti dai " gestori " della moneta unica. Ma il fallimento di questa politica economica, che eufemisticamente chiamano comun, è ormai lapalissiano: si era costruita l'unione europea e poi l'euro per fare un fronte unico dei Paesi aderenti, un fronte solidale che consentisse una comune azione e rappresentasse la forza di questo mostro giuridico-politico economico al quale hanno dato vita. Al momento del bisogno ci siamo noi, asserivano i ciarlatani di Bruxelles, e quanto sia "vera" questa affermazione ce lo dimostrano le vicende greche. Dicevamo del fallimento di questa Unione ed è facilmente dimostrabile: il Regno Unito è composto da quattro stati che vogliono essere solidali tra di loro e continuare a fare blocco comune, è noto che il paese più povero sia il Galles che da solo non ce la farebbe a tenere il passo degli altri ed allora  l'Inghilterra ogni anno da al Galles molto di più di quanto l'Europa abbia mai dato alla Grecia. E’ per questo che loro tengono unito lo United Kindmon mentre questa Europa si sbriciola al primo problema che gli si presenta.

Rehn si sgola, e con lui i suoi portavoce, a ripetere " la Grecia deve restare nell'eurozona, è chiaro, e tornare ad una crescita sostenibile e a finanze pubbliche sane in linea con il programma di riforme e consolidamento fiscale ", e questo perché il pericolo di contagio è enorme, rappresenta una possibilità concreta che gli potrebbe, se non rompere almeno incrinare, il sistema usuraio che hanno messo in piedi.

Stanno diffondendo una quantità di notizie " terroristiche" su cosa potrebbe significare il ritorno alla dracma, fanno esempi come quello argentino sostenendo che ci sarebbe, nell'immediato una svalutazione del 60-70%, che il governo greco sarebbe costretto a bloccare immediatamente il prelievo dei capitali depositati, ma " dimenticano" di dire che dopo il primo periodo di seria difficoltà - come se ora non ce ne fosse, chiedere ai greci per avere notizie - l'Argentina ha iniziato a crescere al ritmo dell'8% circa ogni anno e si è liberata dalle catene del FMI, mica poco, è ! Ammoniscono che la BCE chiuderebbe i rubinetti, la Grecia perderebbe credibilità e non potrebbe più fare ricorso ai finanziamenti tramite emissione di titoli pubblici. Pertanto il governo greco sarebbe costretto a battere moneta creando inflazione: e qui casca l' asino, come si dice dalle mie parti. Il vero terrore che hanno è proprio questo: che uno Stato europeo  torni a battere moneta in proprio. E per demonizzare questa infausta ipotesi, per loro ma non per i popoli, tirano in ballo il fantasma dell'inflazione a due cifre.

Solite cazzate. Se i greci tornassero a battere moneta questa sarebbe messa in circolo per pagare gli stipendi, le opere pubbliche, la sanità, il sociale e creerebbe ricchezza e lavoro per questo povero popolo. Naturalmente l'emissione statale deve essere controllata, le tasse che si andrebbero a pagare non servirebbero più per coprire gli interessi ma andrebbero accantonate in un fondo di riserva che sarebbe rimesso in circolo per le opere di cui dicevamo prima.

Ma ve la immaginate la reazione dei banksters davanti a questa prospettiva? Terrore puro !

 Altro spauracchio agitato da questi predatori finanziari è quello dell'approvvigionamento di materie prime che, a loro dire, sarebbe devastante perché i greci sarebbero costretti a pagare molto di più del reale valore. Anche in questo caso si fa del "terrorismo" perché se è vero, come è vero, che la Grecia è povera di materie prime e ricca di prodotti artigianali ed agricoli  si potrebbe proporre uno scambio con i produttori di materie prime: un vero e proprio baratto. Queste sono nostre ipotesi, ma crediamo che non siano poi tanto inverosimili: su queste basi si è sviluppato il miracolo economico tedesco degli anni '30 e su queste basi i popoli possono continuare a vivere e prosperare, su quelle attuali c'è  solo miseria e povertà.

In Grecia, ed in tutta Europa, oltre l'euro c'è di più.

Claudio Marconi  Grecia-senza-euro

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