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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

GIUSEPPE BULGARELLA SUICIDA A TRAPANI LASCIA UN BIGLIETTO NELLA COSTITUZIONE. COME FOSSE IL VANGELO

Pubblicato su 10 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Giuseppe Burgarella voleva che si sapesse del suo suicidio, perchè si era tolto la vita.

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Con le sue mani? C’ è voluta una settimana perchè si sapesse, e io aggiungo per quello che posso.  Giuseppe era un operaio che viveva  in un paesino del Trapanese come il fratello,  con la passione della politica da condividere. Il  fratello  Giovanni, ” si vide pure costretto a vivere sotto scorta dopo che da segretario della federazione provinciale degli edili aveva denunciato la diffusa presenza della mafia nei cantieri, con le lacrime agli occhi definisce “uomo della nuova resistenza” il fratello, Giuseppe, 61 anni, morto suicida una settimana fa. Pino, come lo chiama suo fratello, da tempo era disoccupato, il dramma di non avere un lavoro lo ha travolto. Domenica mattina Giovanni lo ha trovato con una corda al collo, penzolante sotto al gazebo del giardino della loro casa che si trova nella frazione di Guarrato, a pochi chilometri da Trapani. Le sue ultime parole Pino Burgarella le ha scritte su un foglio di agenda che i carabinieri hanno trovato dentro una busta sigillata sotto al maglione. In passato Burgarella si era anche rivolto a Napolitano e a Susanna Camusso. Non ci sono altri drammi, altri “guai” dietro la sua morte, se non quello di un uomo che, sindacalista come il fratello, si era battuto per il lavoro, prima quello per gli altri e poi il proprio. Pino Burgarella ha combatutto fino all’ultima riunione del direttivo degli edili. Con toni forti intervenne per denunciare la crisi del settore dell’edilizia (in provincia di Trapani il comparto ha quasi 4mila senza lavoro, rispetto al 2012 siamo già a un 20 per cento in più di disoccupati) e prendendo la parola aveva detto: “Dobbiamo suicidarci tutti per fare capire quanto grave sia la crisi che stiamo vivendo?”. Il suo testamento è racchiuso nelle parole scritte su quel foglio del primo febbraio 2013: “44 giorni di lavoro dal 2010 ad oggi… da oggi ho trovato un impiego…un posto fisso per sempre…”. A casa è rimasto un libretto, la storia della Costituzione italiana, regalo della Cgil lo scorso 25 aprile. “Mio fratello aveva sottolineato le frasi relative al lavoro, al diritto che ogni cittadino ha di avere un lavoro, era profondamente convinto che a quel diritto nessuno poteva rinunciare né qualcuno poteva in qualsiasi modo negarlo, lui la pensava in modo chiaro, il lavoro come unica condizione per avere piena dignità sociale”. In quel foglietto d’agenda che ha lasciato c’è scritto il suo malessere di uomo: “Mio fratello è morto per credere fino in fondo a quello che c’è scritto nella nostra Costituzione a proposito di diritto al lavoro”. Infine uno sfogo. “Qui – dice Giovanni Burgarella – chi è di sinistra, chi fa sindacato, è segnato, non è facile che trovi lavoro chi è così schierato a difendere i diritti… Lui che era molto più rigido di me ha sofferto in silenzio questa realtà”.

Il popolo elegge i cittadini che  si impegnano a portare la voce del popolo nel Parlamento e ad applicare tale voce alla Costituzione Italiana? L’ Italia è una Republica fondata sul lavoro? C’è dignità sociale nel non avere  un minimo sostegno garantito? Giuseppe ha tentato di salvare la Costituzione e non è riuscito a salvare sè stesso. Abbraccio tutte le persone oneste, come lui, il fratello Giovanni e tanti  lavoratori e tanti tanti  disoccupati. E dei tanti tanti tanti mai più non so che farmene.

Non ci sono papaveri in questa stagione, e allora mando  piccoli fiori rossi che spero riescano a resistere anche con la  neve.

FonteReset-Italia  http://www.reset-italia.net/2013/02/09/giuseppe-burgarella-suicida-a-trapani-lascia-un-biglietto-nella-costituzione-come-fosse-il-vangelo/#.URbZ-FpLi0s

Tratto da: informarexresistere.fr

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Antonella 02/10/2013 20:39


Tutti presi a scaricare su "i politici" e "il governo" le colpe del mondo, e nessuno si accorge che nel biglietto scritto dal bulgarella non c'erano due parole di fila scritte in italiano
corretto. Essere semianalfabeti nel 2013.... e tirare in ballo la Costituzione? Ma non facciamo ridere và.. questa è solo selezione naturale.