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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

FUGA DELL'EURO, VIGILIA DI PANICO: L'EUROZONA STA PER SALTARE

Pubblicato su 25 Dicembre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

Natale 2011, vigilia di panico: mentre Londra si prepara all’eventualità di dover evacuare gli inglesi che lavorano in Spagna e Portogallo, temendo il caos per una possibile «implosione delle banche» con assalti ai bancomat, almeno due colossi bancari «di caratura mondiale» si stanno preparando al collasso dell’euro: hanno infatti contattato Swift, l’azienda belga che gestisce i sistemi per le transazioni finanziarie internazionali. Obiettivo: ottenere la tecnologia e i codici necessari per tornare ad effettuare transazioni in vecchie valute pre-euro, come la lira italiana, la dracma greca e l’escudo portoghese. La doppia notizia è rivelata dal “Wall Street Journal”: gli inglesi hanno già attivato i servizi segreti per una possibile fuga da Madrid e Lisbona, mentre due super-banche hanno «preso le misure» in vista dell’eclissi dell’euro.

Un portavoce di Swift, aggiunge “La Stampa”, ha detto al quotidiano finanziario che l’azienda belga è pronta a fare «tutto quanto sarà necessario per garantire il regolare svolgimento delle transazioni», ma che «non è il caso fare commenti su questioni specificamente legate alla zona euro». Sempre secondo il “Wall Street Journal”, le banche stanno studiando tutti gli aspetti del possibile impatto che avrebbe l’uscita di uno o più paesi dalla zona euro. Ora sappiamo cosa c’era dietro l’allarme lanciato sul “Financial Times” da Lorenzo Bini Smaghi: la linea rigoristica di Mario Draghi porta dritto alla catastrofe e ormai i topi di preparano ad abbandonare la nave, scrive Paolo Barnard sul suo sito alla vigilia di Natale. L’agenzia Swift fornisce i codici per tornare a scambiare dracme e lire nei pagamenti? «Sanno che saltiamo in aria, si stanno preparando alla nostra uscita dall’euro, all’esplosione dell’Eurozona: adesso, oggi».

I tassi sui titoli di Stato britannici a 10 anni, aggiunge Barnard, il 23 dicembre hanno toccato il minimo storico dal 1890: chi è al corrente della situazione «sa che l’euro salta» in almeno due paesi, Italia e Grecia, e quindi «si avventa sui titoli di Stato della Gran Bretagna». Motivo? Il Regno Unito «ha moneta sovrana», quindi chi compra titoli britannici «se ne frega dell’enorme debito pubblico inglese», pari al 149,1% del Pil. Moneta sovrana, ovvero: certezza di solvibilità. Per questo gli investitori mollano i titoli italiani per quelli britannici: per sua fortuna, «il governo inglese vede crollare i tassi che paga», mentre quelli italiani «schizzano alle stelle, per nostra rovina».

Ancora: «Le grandi banche francesi sono già fallite, perché chi sa le cose, sa che la loro esposizione al debito italiano e greco è enorme, impossibile da saldare per Italia e Grecia con la moneta euro, e soprattutto impossibile da saldare perché noi saltiamo in aria». Le maggiori banche italiane, sostiene Barnard, «falliranno con le francesi, che si trascineranno le tedesche, le austriache e poi tutto il resto». Per salvare le banche, secondo l’autore del saggio “Il più grande crimine” occorrerebbe un “Quantitative Easing”, cioè un salvataggio fatto dalla Bce a forza di denaro pompato nelle riserve delle banche fallite, nell’ordine di dieci volte i miseri 489 miliardi di euro che Draghi ha finora messo a disposizione: «Non sarebbero soldi dei contribuenti, come erroneamente tutti strillano, ma semplicemente denaro inventato dal nulla dalla Bce».

Questo chiedeva Bini Smaghi: che la banca centrale di Francoforte si decidesse a sostenere ben diversamente il sistema bancario, pena il tracollo dell’Eurozona. Ma salvare gli istituti di credito è «immorale», secondo Barnard, perché le banche «andrebbero nazionalizzate, e poi salvati i non-speculatori e le aziende». Peraltro, il salvataggio forzato delle banche sarebbe anche inutile, perché anche se le banche si ritrovassero con le riserve improvvisamente piene di soldi, non si rimetterebbero certo a prestare denaro a economie ormai impoverite dal “rigore” imposto dall’Unione Europea attraverso trattati-capestro e diktat della Bce. «Risultato: le banche ci fanno fallire sia che le si salvi, sia che non lo si faccia e le si lasci fallire».

A fronte di tutto questo, finora Mario Draghi non ha fatto assolutamente nulla, limitandosi anzi a ribadire il suo “no” al salvataggio dei titoli di Stato dei paesi a rischio, come Italia e Grecia: «La scorsa settimana – scrive “Il Sole 24 Ore” – la Bce ha praticamente azzerato l’acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario». Tradotto: il nocciolo del reattore nucleare chiamato euro sta fondendo: stiamo per saltare in aria? Sicuramente, dice Barnard: e se si tornerà alla lira senza un’economia sana, sarà «un macello sociale mai visto in sessant’anni». Al 99,9%, è quello che ci aspetta: lo sanno benissimo i servizi segreti inglesi e le mega-banche che chiedono alla Swift i nostri codici pre-euro. Piano-B, la nascita dell’euro a due velocità, con eventuale «kosovizzazione dell’Italia», o la Bce trasformata in bancomat e pronta a erogare migliaia di miliardi? Niente di risolutivo, ma solo un modo per prolungare l’agonia, secondo la “Modern Money Theory”: privi di sovranità monetaria, restiamo costretti a usare una moneta “privata”, da ottenere in prestito a caro prezzo. Senza una valuta sovrana, da poter impiegare in modo illimitato come il dollaro e la sterlina, gli Stati europei non avranno scampo.

Fonte: Libreidee

 

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