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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

FRANCIA IN PIAZZA CONTRO L'AUSTERITY ED I TRATTATI EUROPEI

Pubblicato su 1 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in COMUNITA

Migliaia in piazza a Parigi. Vogliono il referendum contro i trattati imposti dall'Unione Europea e stoppare le misure antipopolari. Letto in piazza il messaggio dal'Italia del Comitato per la No Monti Day del 27 ottobre a Roma.

Contro “l’austerità permanente" in Europa e la prossima ratifica del Fiscal Compact, una sessantina di organizzazioni della sinistra, sindacali e movimenti sociali manifestano oggi a Parigi. Il corteo è partito intorno alle 14.00 a Place de la Nation per concludersi in Place d'Italie.

Gran parte delle organizzazioni che partecipano al corteo sono componenti del Fronte di Sinistra, tra cui il Partito della Sinistra e il Partito Comunista, ma anche il Nuovo Partito Anticapitalista (NPA), così le diverse filiali sindacale come la Federazione dei Sindacati Unità (FSU), Sud, Cgt.o associazioni come Attac, Copernico, DAL, la Cimade, o Act Up Paris. "Pensiamo che sarà un grande evento", ha detto Jean-Luc Mélenchon.

 La manifestazione chiederà al Presidente della Repubblica Hollande di indire un referendum al fine di permettere ai francesi di esprimersi sul Fiscal Compact. I sondaggi dicono che il 65% della popolazione francese ritiene necessaria l’indizione del referendum e considera un atto del tutto antidemocratico l’approvazione parlamentare in assenza di una consultazione popolare.

Il Presidente della Repubblica vorrebbe che il Parlamento ratifichi quanto prima il Trattato sulla Stabilità, il Coordinamento e la Governance (TSCG) nell’Eurozona, meglio conosciuto in Francia con il "Patto di Bilancio" o Fiscal Compact , che era stato firmato da Nicolas Sarkozy il 25 marzo. Nel nostro paese il Fiscal Compact è stato approvato dal parlamento di soppiatto, quasi senza darne notizia. Il governo Monti con la sua larga maggioranza parlamentare e il suo larghissimo sostegno mediatico, ha fatto pressoché scomparire la notizia e gli italiani e le italiane in larga parte non sanno che cosa sia il Fiscal Compact né hanno la possibilità dio potersi pronunciare tramite referendum. Il Comitato No Debito mesi addietro ha condotto una prima campagna per chiedere un referendum di indirizzo costituzionale che consentisse al paese e alla società di discutere, conoscere ed eventualmente opporsi con un referendum al Fiscal Compact e al Pareggio di Bilancio, una campagna snobbata da molti ma che adesso torna ad essere centrale nell’agenda politica così come l’opposizione frontale alle misure antipopolari varate dal governo Monti. Su questi temi in Italia è stata convocata la manifestazione nazionale del 27 ottobre prossimo. Un messaggio del comitato promotore della manifestazione è stato letto alla manifestazione di Parigi. Qui di seguito il testo:

Care compagne e cari compagni, il comitato organizzatore della manifestazione "No Monti Day" contro l'austerità del governo italiano che si terrà a Roma sabato 27 ottobre saluta con entusiasmo la vostra manifestazione. Gli obiettivi e le parole d'ordine della vostra manifestazione sono anche quelli della nostra. Infatti in Italia cambiano solo gli attori, da voi il governo Hollande-Ayrault, da noi il governo Monti. Ma il dramma che va in scena è esattamente lo stesso: la distruzione sistematica dei diritti, delle condizioni di vita, della stessa democrazia e della volontà popolare. Gli autori del copione sono sempre gli stessi: la grande speculazione finanziaria, il padronato, le multinazionali. E' lo stesso dramma che con conseguenze devastanti è andato in scena in Grecia e che sta andando in scena in Spagna e in gran parte dei paesi europei. Ma i popoli del nostro e del vostro paese e tutti i popoli europei cominciano a ribellarsi: Le manifestazioni di Madrid dei giorni scorsi, quelle in Portogallo, quelle di Atene, di Parigi e di Roma, quella che si svolgerà a Londra il 20 ottobre sono il segnale di un vento che sta cambiando. A partire da queste nostre iniziative e guardando anche alle prossime dobbiamo intessere un intenso e proficuo rapporto per costruire una risposta comune di tutti i popoli europei. Insieme ce la possiamo fare. Viva l'unità delle classi subalterne del nostro continente, contro l'Unione europea dei padroni e dei tecnocrati.

 --Comitato promotore No Monti Day Manifestazione nazionale Roma, 27 ottobre

Tratto da: contropiano.org  53eb750596872bcf71c0a70c8d91d37f_L.jpg

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barbara 10/02/2012 02:08


Mi piacerebbe tanto sapere come mai il popolo della sinistra tanto entusiasta delle masse in piazza altrove e nel frattempo ignorano completamente l'iniziativa promossa dalla catena umana che
questo fine settimana erano in piazza per accerchiare il parlamento. Proprio non digeriscono la trasversalità che possa unire i cittadini invece di dividerli? Le ribellioni vanno bene, purché
siano sotto stretta sorvegianza dei manipolatori delle piazze.

frontediliberazionedaibanchieri 10/02/2012 08:27


Il problema è sempre lo stesso da parecchi anni. I partiti, sindacati e istituzioni varie vogliono incanalare le proteste " pro domo sua " per poterle sfruttare propagandisticamente. Già nel 1968
si trovarono spiazzati con i fatti di Valle Giulia, che fu rivolta spontanea e trasversale, da dove iniziò il '68 che finì 20 giorni dopo quando i partiti, uno di retroguardia, il MSI, ed uno di
avanguardia, il PCI, si " impossessarono " della protesta e fecero in modo che lo spontaneismo, che era trasversale, di dividesse nelle ideologie, facendo il gioco del sistema. Questa è una
trappola nella quale non dobbiamo più cadere: le giuste rivendicazioni del popolo non hanno nè colore, nè ideologia. Claudio Marconi