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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

EUROPA, C'E' LA POSSIBILITA' DI INDIRE REFERENDUM, MA NESSUNO LO SA....

Pubblicato su 28 Aprile 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Su acqua, roaming tlc e, perché no, tassazione sulle transazioni finanziarie dal primo aprile i cittadini dell’Unione europea hanno voce in capitolo. Come? Attraverso il classico strumento del referendum. Venne scritto dal Trattato di Lisbona ma, in questi tempi di crisi politica ed economica, ha avuto scarsa risonanza. In sostanza basta raccogliere un milione di firme in sette stati sui 27 dell'Unione Europea per imporre ai legislatori europei di regolare materie fondamentali agli occhi dei cittadini, quali la disoccupazione, l'acqua, il roaming dei telefonini e la tassazione delle transazioni finanziarie.

Si chiama European Citizen’s Initiative e non ha granché di miracoloso dal punto di vista della democrazia. Però permettere alle reti di poter esercitare qualche pressione diretta.

Secondo Martin Schultz, leader dei Socialisti al Parlamento Ue, potrebbe essere lo strumento decisivo per convincere le autorità ad adottare una tassa sulle transazioni finanziarie. Della quale si discute da anni, ma di cui non si è mai vista l'ombra, per via della divergenza di opinioni tra le potenze mondiali e d'Europa. Se i politici non riescono a trovare un'intesa, spetta ai cittadini imporre la direzione da prendere. Un po’ come avviene nella Confederazione Elvetica.

Nell'articolo 11 al paragrafo 4 del Trattato di Lisbona si legge che "un milione di cittadini residenti in un numero significativo di stati membri puo' invitare la Commissione Europea, nell'ambito di quelle che sono le sue facoltà, a sottomettere qualsiasi proposta nelle materie sulle quali i cittadini considerano indispensabile che l'Unione emetta un atto legale volto a implementare i Trattati".

Le procedure e le condizioni richieste per un'iniziativa popolare di questo tipo sono determinate nel primo paragrafo dell'articolo 24 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFEU). Secondo i promotori si tratta del "primo esperimento di democrazia partecipativa trasnazionale". Ma solo in pochi sanno di cosa si tratta o sono stati informati della sua esistenza. Un esempio su tutti: in Irlanda un sondaggio ha rivelato che l'86% della popolazione non ha la minima idea di cosa si tratti, non avendone mai sentito parlare.

Il 70% degli interpellati nel 2010, tuttavia, ha dichiarato che prenderebbe seriamente in considerazione l'ipotesi di servirsene. Un altro esempio: alla consultazione pubblica del 2009-2010, in cui la Commissione chiedeva ai cittadini cosa ne pensassero dell’iniziativa, sui 500 milioni che la Eci punta a coinvolgere, hanno risposto appena 160 persone.

Fonte: controlacrisi   referendum-2009-scheda.jpg

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luig 04/29/2012 07:55


anch'io avevo sentore che non era possibile essere condannati alle dcizioni elettorali dei nostri governi 


estesi  come dal trattatto Ogni governo degli sttai membri ha competenza eslusiva  sulla politica  sociale e dei redditi , e  , erisponde al proprio elettorato...quindi la
domanda se occrono un milione di firme per cambiare qualche dispositivo  in  europa  con 7 paesi perchè non poterlo fare soolo col nostro? 

lorenzo 04/28/2012 12:48


Non mi risulta.Nell'articolo 11 comma 4 del Trattato viene evidenziato che "i cittadini possono prendere l'iniziativa di  invitare la commissione europea a presentare una proposta su
materie..." non si parla di nessun referendum e il testo che pubblicate non corrisponde a quello del Trattato.Quello di cui parlate è lo strumento di iniziativa popolare dell'ICE, strumento
puramente consultivo che non vincola assolutamente la UE nell'aspetto decisionale.