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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

EUROADDORMENTATI

Pubblicato su 25 Giugno 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Semplicemente scioccante. Siamo ormai nel quinto anno di crisi economica, in quella che ormai possiamo definire senza tema di smentita una ‘depressione’. E al di là delle stupide promesse di Letta – à la Monti – non c’è alcuna ‘luce in fondo al tunnel’.

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E non c’è per un motivo piuttosto evidente: per risolvere un problema, devi eliminarne la causa. E noi, la causa della depressione economica in atto, non l’abbiamo rimossa: siamo ancora nell’euro.
Potrete inventare qualsiasi cosa, raccontare ai cittadini disinformati che l’euro è bello e che la fine della crisi è vicina: non è così. Non sarà così. Finché rimarremo nell’euro, il declino continuerà.

L’intervento per far scendere lo spread, atto criminale con cui Draghi e la Bce hanno ‘comprato tempo’ per il “progetto”, spacciandolo per un’azione di solidarietà verso gli Stati, non ha fatto altro che rimandare il redde rationem. Non ha fatto altro che esacerbare il problema: perché la causa non è, finanziaria, la causa è strutturale. La causa è l’euro. Quindi, addomesticare artificialmente ‘lo spread’, non è servito ad altro che a ritardare il crollo dell’euro e conseguentemente disastrare ancora di più l’economia reale.

Lo spread, non era il problema, era il segnale di un problema. Era la valvola di sfogo attraverso cui si manifestavano problemi strutturali profondi.

L’assurdità della situazione è che le cosiddette ‘persone serie’, ancora oggi propagandano la assoluta necessità di rimanere nell’euro: pena la catastrofe. E lo fanno, senza essere sbertucciate.
L’euro, prima o poi cesserà di esistere, è inevitabile. Resta da vedere i danni che avrà fatto per quando questo accadrà e verrà pensionato. Prima è, meglio è.

Ci si domanda anche dove siano le proteste. Paesi come la Grecia e la Spagna, con disoccupazione al 30%, non reagiscono. Lo fanno, ma non in proporzione alla situazione economica in cui versano. Il che ci fa capire quanto profondo sia stato il lavaggio del cervello praticato da sessent’anni di ‘cacocrazia’. Quanto il benessere, inevitabilmente, finisca anche per intontire le menti e addomesticare le anime. C’è, nell’uomo, purtroppo, un legame tra benessere e incapacità di reazione. Le società non decadono nella povertà, lo fanno nella ricchezza e nella cornucopia. Poi, arriva la povertà, e gli individui non sono più nemmeno in grado di reagire. Non sanno più nemmeno cosa sia la “reazione”.

Fonte: identita.com

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