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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ERRI DE LUCA: NO-TAV, IN VAL DI SUSA IL RISCATTO DELL'ITALIA LIBERA

Pubblicato su 19 Agosto 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in AMBIENTE

Un contadino esce di casa per andare a zappare la sua vigna che sta dall’altra parte della strada. Per farlo deve passare un posto di blocco fisso di soldati, esibire tutti i giorni un documento all’andata e al ritorno, nei dieci metri da casa a vigna. La strada non segna un confine tra due stati, è tutta in un solo territorio. Un giardiniere viene denunciato per possesso di arma impropria atta a offendere: nel bagagliaio della sua auto hanno trovato e sequestrato il corpo del reato, un paio di cesoie da potatura. Di quale luogo del mondo questi due fotogrammi sono esempio di ordinaria persecuzione? Il vincitore del quiz vince un viaggio premio nel posto indovinato: la Val di Susa.

Si sente parlare in questi giorni di ius soli, il diritto di essere cittadini del luogo in cui si nasce. Da noi è negato. Importiamo in abbondanza termini Nemico pubblico: libro No-Tav, firmato anche da Erri De Lucainglesi per qualunque argomento, con la goffaggine provinciale di crederli più autorevoli. In questo caso però non adoperiamo il corrispondente “birthright citizenship”, cittadinanza per diritto di nascita. Perchè in quella lingua è diritto automatico per chiunque nasca su suolo degli Stati Uniti, navi e aerei compresi. Usare il termine inglese comporterebbe la necessita di adeguarsi alla norma. Perciò viene esumato il latino, utile a negare. Esiste un altro tipo di ius soli, di buon diritto al suolo. E’ quello di una comunità che difende il proprio territorio dalle invasioni. In Val di Susa da molti anni è in corso una invasione di truppe al servizio di uno Stato che vuole imporre con la forza la riduzione in servitù di una vallata, di una comunità, di un suolo.

In Val di Susa è in corso da altrettanti anni la più decisa e insuperabile resistenza al programma di stupro del territorio. La lotta a oltranza della comunità della Val di Susa è legittima difesa della salute della loro madre terra. E’ diritto di sovranità sul proprio suolo, sulla propria aria, sulla propria acqua: sulla vita stessa minacciata. Buffoni di corte dellebanche dichiarano strategica l’opera di sventramento che è invece superflua, tossica e sfruttata solo per spendere fondi europei. Mi arrogo abusivamente uno scampolo di profezia: quell’opera di scasso, sostenuta da occupazione militare, non si farà mai. La Val di Susa vincerà perché non ha altra Erri De Lucapossibilità, non ce l’ha una valle né una vita di riserva e non si lascerà deportare.

A fronte dell’incarognimento della rappresaglia di Stato contro la loro comunità, cresce la resistenza corale, pubblica, unanime, che insieme al suolo riscatta la dignità di cittadini, che non si fanno degradare a sudditi di un feudo. Oggi la Val di Susa è una grande piazza Taksìm di Istanbul, una estesa Plaza de Mayo di Buenos Aires, una delle cellule del mondo immuni al cancro della sottomissione. Perchè chi si arrende, si ammala. Invece la vallata sprizza di salute pubblica, di fraternità, di volontà di battersi. Se ne andranno le truppe di occupazione, il contadino andrà a zappare la sua vigna attraversando la strada sgombra dal posto di blocco. Al giardiniere verranno restituite le cesoie e l’onore.

(Erri De Luca, intervento per il volume “Nemico pubblico – pecorelle, lupi e sciacalli”. Il libro – sottotitolo “Oltre il tunnel dei media: una storia NoTav” – è stato scritto con Chiara Sasso, Claudio Calia, Ascanio Celestini,  Wu Ming 1 e Simone Tufano. Edito da “Spinta dal bass”, il volume – 96 pagine, 10 euro – è ordinabile via web sul sito “Spinta dal bass”).

Tratto da: libreidee.org

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Marino 08/19/2013 17:10


Io non sono d'accordo con Erri De Luca,sicuramente è anche contro il ponte sullo stretto