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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ENTI INUTILI, INVECE DI ABOLIRLI LI RIFINANZIANO CON ALTRI MILIONI. E NOI PAGHIAMO....

Pubblicato su 27 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Un piccolo esempio di come vanno le cose in Italia anche con i governi tecnici. Con la prima versione della spendig review, il governo dei tecnici aveva previsto di sopprimere in via definitiva quegli enti che fino a ieri erano ritenuti dannosi e inutili dalla maggior parte degli italiani. Ora invece si scopre che il governo non li ritiene più inutili, anzi, e ha deciso di finanziarli con la bellezza di 18 milioni di euro. Tant’è che una decisione prima intransigente e poi lassista fa intendere di una scelta solo di natura politica e forse anche opportunistica in quanto, per non essere accusati di aver tagliato i fondi sulla ricerca, si è preferito procedere con un loro finanziamento dimostrando così di avere poche idee e pure ben confuse.

Nella prime bozza della revisione della spesa, pur di dimostrare la vera politica del risparmio, avevano cancellato l’Istituto nazionale di alta matematica, l’Istituto italiano di studi germanici, la Stazione zoologica Anton Dohrn e l’Istituto nazionale di ricerca metrologica. Ai suddetti istituti si sarebbe dovuto aggiungere successivamente il Museo storico della fisica e l’Istituto nazionale di astrofisica che nelle previsioni governative avrebbero dovuto poi essere accorpati con l’Istituto nazionale di fisica nucleare. L’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale sarebbe dovuto essere inglobato nell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. E’ chiaro che, quando si tratta di tagliare per far vedere di risparmiare si finisce, come sempre accade in Italia, a non voler tagliare niente, dovendo così inventare nuove gabelle e tasse per coprire il buco determinato dai tagli che non si sono voluti fare. Ciò che proprio fa incazzare la gente è dire una cosa per poi farne un’altra che, guarda caso, ha sempre il bisogno di essere finanziata attraverso l’inasprimento fiscale sulle tasse dei poveri cristi.

Le cancellazioni degli enti di cui sopra sono però scomparse con l’ultima versione del provvedimento di riduzione della spesa e più precisamente ai primi di luglio quando si sapeva che la Gazzetta ufficiale avrebbe dovuto pubblicare il provvedimento. L’assurdo di tutto ciò è determinato da un perfetto tempismo del ministro dell’Istruzione e dell’Università Francesco Profumo che, con una certa abilità, il 25 luglio scorso ha trasmesso un decreto in Parlamento affinché fosse presa la decisione del caso. Ecco che, nel totale silenzio della politica, nel decreto firmato dal ministro compare una lista, messa peraltro in evidenza nel testo del provvedimento, dove son indicati i seguenti finanziamenti: 17 mila euro all’Istituto italiano di studi germanici, 304.500 euro al Museo storico della fisica e Centro studi e ricerche «Enrico Fermi», 280 mila euro all’Istituto nazionale di alta matematica, 963.244 euro alla Stazione zoologica «Anton Dohrn», 2.469.800 euro all’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, 3.983.500 euro all’Istituto nazionale di ricerca metrologica e 10 milioni e 600 mila euro all’Istituto nazionale di astrofisica, tutti soldi destinati a finire nelle casse di quegli enti che sarebbero dovuti scomparire per sempre. Ma non finisce qui: il ministro Profumo si è ben guardato dallo spiegare il motivo per cui detti finanziamenti fanno parte di uno stanziamento complessivo di 125 milioni di euro e questo perché c’era da foraggiare anche realtà come il Consiglio nazionale delle ricerche e l’Agenzia spaziale italiana. Ecco che il provvedimento messo in campo va a chiarire che i 125.000.000 di euro complessivi corrispondono al 7% del Fondo ordinario per gli enti di ricerca per l’anno 2011, ma si è voluto dare la parvenza di vera necessità con una motivazione farsesca, cioè risorse «finalizzate al finanziamento di specifici programmi e progetti, anche congiunti, proposti dagli enti, da considerarsi quali contributi premiali». In più, nel medesimo decreto, Profumo aggiunge alla fine che si provvederà all’assunzione di un altro provvedimento per l’impegno di spesa.

Anche se non parliamo di cifre enormi, il ministro ci spieghi ora dove va a trovare i fondi per finanziare ciò che fino a ieri lui in prima persona, in compagnia del suo governo, aveva deciso di cancellare davanti a tutti i cittadini.

Fonte: networkeblogs.com - Scritto da: Fabrizio Dal Col  piogge-254x300.jpg

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