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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ELEZIONI FRANCESI: FU VERA GLORIA ?

Pubblicato su 26 Aprile 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

In Francia, almeno per ora, ha vinto la voglia di ribellarsi a questa Europa dei tecnocrati e dei banchieri, a questa Europa che ha perso l’anima, che non possiede più quei caratteri distintivi che ne facevano il faro del mondo, che rappresentavano la Civiltà.

Questa Europa non sa trasmettere altro che messaggi che trasudano di economia, spread, debito pubblico, rapporto deficit/pil. Non sa più parlare ai propri figli, non sa infondere fiducia ai propri figli, quella fiducia che faceva guardare con occhi disincantati al  futuro, quella fiducia che era presente tutte le sere, a tavola, nelle case e nelle famiglie, dove si discuteva del proprio avvenire, di quello dei figli e dei nipoti.

Ha tolto la voglia di sognare.

Questo è il più grande crimine della politica di oggi: avere distrutto l’anima dei popoli, la fiducia che il proprio popolo debba incamminarsi verso un periodo migliore e più prospero di quello attuale, la voglia di una vita migliore che infondeva nelle persone una caparbietà operativa, nel proprio agire, tipica di chi vuole, a tutti i costi, riuscire e sa che ci riuscirà. Oggi è già buona se si arriva alla fine del mese, altro che futuro.

Ma torniamo alla Francia. Tutti i candidati, ad esclusione di Sarkosy, si sono presentati con programmi fortemente critici verso le politiche oppressive di Bruxelles, fortemente preoccupati dei guasti e dei danni che la politica della BCE sta portando alla Francia, non dico rispetto alla situazione del Sud dell’Europa, ma rispetto al Nord dell’Europa: un periodo di ristrettezze e sacrifici, sempre e solo per pagare gli interessi ai banchieri.

Hollande ha vinto questo primo turno proponendo una giustizia sociale, andare a prendere i soldi dove ci sono, far pagare di più a chi più ha. Rinegoziazione del Patto di Stabilità con la Germania, riportare l’età pensionabile a 60 anni, attuare politiche miranti a creare lavoro. Che cosa ci troverà in comune la sinistra italiana è un mistero della vita, questi camerieri dei banchieri sono talmente autoreferenziali che perdono, se mai ne hanno avuta, la minima capacità di ragionamento critico.

La Le Pen raggiunge un risultato storico parlando ai francesi, al cuore prima che ancora alla ragione ,sostenendo che prima si deve dare un lavoro ai francesi, che si deve tornare ad essere liberi e sovrani, che ci si deve liberare delle basi straniere in Patria e che è giunta l’ora di disdire il patto Nato. Oltre a questo, aggiunge la Le Pen, bisogna uscire, ed alla svelta, da questa Europa dei mercanti e dei banchieri.

Anche i comunisti ottengono un ottimo risultato sempre parlando di lavoro, di equità sociale, di dignità.

Sarkosy parla la lingua dei banchieri, e perde. Da da pensare.

Nel frattempo in Olanda cade il governo sulla politica dei sacrifici che vogliono imporre i tecnocrati a servizio a tempo pieno dei banchieri.

Credo che la distanza che separa ormai il popolo dai politici ( leggi camerieri ciarlatani ) sia misurabile in anni luce, si tratta di una distanza siderale.

Nel momento in cui questi criminali vogliono distruggere le comunità, vogliono distruggere la vita, vogliono rubare il futuro, i popoli cercano di difendersi, hanno il sacrosanto diritto di difendersi.

Se tanto mi da tanto mi sembra estremamente chiaro perché, dalle nostre parti, le elezioni non solo fanno paura, ma sono foriere di terrore per i partiti.

Ma, c’è sempre un ma. Il sistema non si rattoppa, si cambia. Se non si mettono in atto scelte e cambiamenti radicali votare non serve a niente, serve solamente a convogliare il dissenso nei canali congeniali al sistema stesso. Prima di ogni elezione viene fuori il “ santone “ di turno che ha il compito di convogliare su di sé le frange più “ estreme “ dell’elettorato, di farle gridare, tanto non serve a nulla, di lasciarle protestare, ma sempre dentro la gabbia ed i canali che il sistema gli ha creato intorno. Di uscire dalla gabbia non passa neanche per l’anticamera del cervello a questi imbonitori.

E questa è anche la situazione in Francia.  Tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare, diceva un vecchio proverbio popolare. In questi miei pensieri spero di sbagliarmi, ma va a finire che ci prendo. Vedremo dopo le elezioni, se vincerà, come sembra, Hollande, come e quando saranno messe in pratica le buone intenzioni dispensate a piene mani in campagna elettorale, Il mio scetticismo è dettato da quanto sostenevo prima: o si cambia il sistema o si balla un ballo, si diverso, ma sempre sulla musica dettata dal sistema stesso. Sarkosy o Hollande, la Le Pen  o Melenchon, sembrano differenti tra loro, e probabilmente lo sono, ma sempre, drammaticamente, congeniali al sistema, ci sono dentro fino al collo, si è impadronito delle loro anime, delle loro menti; la loro libertà di azione è limitata, potrà anche prendere le distanze da quella dei turbo liberisti, ma non potrà certamente portare a quella rivoluzione copernicana indispensabile per liberare il popolo dalla schiavitù del denaro e dell’economia.

Dalle elezioni francesi dobbiamo trarre un solo insegnamento: quando si propongono ricette serie, dalla parte del popolo, quando si parla di giustizia sociale, quando si parla di sovranità nazionale ed economica, il popolo si incanala sulla strada che crede migliore per portarlo verso la salvezza. E figuratevi voi se si parlasse anche di sovranità monetaria, nessun candidato ne ha parlato, ma neanche accennato, di quel diventare padroni della propria moneta, azzerando il debito pubblico, realizzando le opere pubbliche necessarie alle persone, garantendo la piena occupazione. Pensate ala reazione che si avrebbe dicendo al popolo che da oggi è sparita la moneta a debito e che, al suo posto, è stata realizzata la proprietà popolare della moneta stessa.

Il tipo di mondo che ci stanno imponendo non è nato per caso, è stata svolta una efficace  operazione culturale, è stata applicata una opportuna strategia: sostituire un sistema di valori con un altro. Hanno svolto un sapiente lavoro di rovesciamento  culturale, si sono distrutti i valori sui quali da sempre si sono fondati i popoli, con quelli diabolici ed anti umani dell’economia e dell’emissione monetaria. Gramsci ci ha mirabilmente dimostrato che la conquista del potere politico passa necessariamente attraverso quella del potere culturale, nessun politico è destinato a durare per sempre, neanche i tiranni, allora necessitava sostituire questa concezione del potere: impadronirsi della moneta, questa è stata la chiave di volta per imporre vita natural durante il potere delle oligarchie finanziarie. In questa ottica i governi, le coalizioni, le maggioranze possono anche cambiare, ma sempre e solo all’interno del sistema, dentro la gabbia.

Le strategie messe in campo dai vari schieramenti del sistema non sono in grado, consciamente o inconsciamente, di rovesciare, di cambiare, di buttare a mare la concezione culturale oggi dominante: assegnare la funzione principale della gestione dello Stato all’economia e non alla politica, e, conseguentemente, relegare l’economia alla funzione per la quale è nata: aiuto e coordinamento all’azione politica.

Per questi motivi sono scettico sulla reale capacità di cambiamento da parte dei partiti oggi presenti nel quadro politico delle varie nazioni, per la loro totale incapacità, consapevole o inconsapevole, di analisi critica della situazione attuale, di analisi dei bisogni reali del popolo, della gente, delle famiglie.

Dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo iniziare a svolgere noi, tutti i ribelli, una sapiente operazione culturale per sovvertire questi pseudo valori impostici dai tecnocrati, dobbiamo far capire che la sola ed unica salvezza passa attraverso la riappropriazione della moneta da parte del popolo, e questo si può ottenere solo ed esclusivamente con l’emissione monetaria da parte dello Stato.

Fuori di questo non c’è futuro, non c’è speranza, se non ridiventiamo padroni della nostra moneta siamo finiti, smettiamo di essere uomini e diventiamo delle macchine o bestie da lavoro.

Fu vera gloria in Francia ?

Claudio Marconi   211463 1598597307 1809044 n

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