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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ECONOMIA MONDIALE 2013: ILLUSIONI E REALTA'

Pubblicato su 10 Gennaio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

La logica oggettiva del sistema del profitto è la forza trainante dietro i programmi di austerità che le classi dirigenti stanno realizzando negli Stati Uniti, in Europa e in tutto il mondo. Stanno cercando di risolvere la crisi attraverso l'impoverimento della classe operaia, riducendo le sue condizioni a quelle del 1930 e anche peggio.

 

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Quando si scriverà la storia economica dell'ultimo periodo, può anche darsi che l'anno 2012 sarà considerato importante quasi quanto il 2008.

Il crollo della Lehman Brothers quattro anni e mezzo fa, è stato la scintilla che ha messo in moto il crollo del sistema capitalistico mondiale. Ma l'anno scorso ha lasciato il segno. Ha visto la distruzione di una serie di finzioni assiduamente promosse dai portavoce delle élite al potere in seguito alla scoppio della crisi finanziaria globale.

Prima di tutto, ha portato allo scoperto la tesi secondo cui l'economia mondiale si sarebbe in qualche modo raddrizzata attraverso le operazioni del ciclo economico, e che la "magia del mercato" sarebbe venuta in soccorso. Ma proprio nel quinto anno della crisi globale, il sistema finanziario è stato sostenuto solo dalle attività delle principali banche centrali del mondo, che stanno fornendo centinaia di miliardi di dollari alle grandi banche e agli istituti finanziari attraverso varie forme di "quantitative easing" - un eufemismo per indicare la stampa di banconote.

Lungi dal creare le condizioni per il "recupero", tuttavia, tali operazioni stanno semplicemente finanziando l'accumulo di profitti attraverso la speculazione, la stessa cosa che ha portato al crollo del 2008, e ponendo le basi per un altro collasso.

Scrivendo sull'edizione di Lunedì del Financial Times, Mohamed El-Erian, amministratore delegato e co-direttore responsabile per gli investimenti del gigante operatore di titoli Pimco, ha osservato che "molte categorie di asset hanno prezzi fortemente manipolati a causa di attività bancarie sperimentali, concrete e segnalate, "e che" questa situazione ricorda quella del 2006-07."

Gli ultimi 12 mesi hanno messo fine all'illusione che, dopo un periodo di turbolenze finanziarie, il "recupero" sarebbe stato proprio dietro l'angolo. Tutti i dati dell'economia mondiale puntano al continuo calo della crescita o recessione in tutti i principali paesi.

Nella loro relazione sull'economia mondiale pubblicata il mese scorso, le Nazioni Unite hanno sottolineato che vi sono "debolezze nelle principali economie sviluppate" alla base dei continui "guai economici globali", e che la maggior parte di queste economie, in particolare in Europa, stanno "precipitando in una spirale verso il basso" con elevata disoccupazione, riduzione dei consumi, continuo rischio bancario, inasprimento fiscale e rallentamento della crescita" che si alimentano l'un l'altro in un circolo vizioso." I rapporti di tutte le altre principali istituzioni finanziarie internazionali mettono in rilievo gli stessi processi.

Secondo le Nazioni Unite, l'area dell'euro dovrebbe crescere solo dello 0,3 per cento nel 2013 e solo dell'1,4 per cento nel 2014, dopo una contrazione dello 0,5 per cento nel 2012. Per gli Stati Uniti è previsto l'abbassamento del tasso di crescita all'1,7 per cento nel 2013, dopo aver raggiunto appena il 2,1 per cento, ben al di sotto del livello sperimentato durante qualunque altro "recupero" nel periodo post guerra mondiale. Il Giappone, che ha registrato un trimestre di contrazione, è destinato a crescere solo dello 0,6 per cento nel 2013, dopo una crescita dell'1,5 per cento nel 2012.

Il rapporto delle Nazioni Unite ha anche sottolineato i dati relativi al commercio che evidenziano i processi che sono alla base della contrazione dell'economia mondiale. Il commercio mondiale è diminuito del 10 per cento nel 2009, ma poi è rimbalzato in maniera significativa nel 2010. Tuttavia nel 2011, la crescita delle esportazioni ha cominciato a rallentare e poi ha subito un forte rallentamento nel 2012, "principalmente a causa del calo della domanda di importazioni in Europa ... e della scarsa domanda aggregata negli Stati Uniti e in Giappone."

L'economia britannica quest'anno è destinata a muoversi verso una recessione a "triplo minimo", dopo che l'attività nel settore dei servizi, che compromette circa il 75 per cento dell'economia britannica, ha subito un forte calo nel mese di dicembre.

La produzione alla base dell'economia tedesca si avvia lungo la stessa strada. Secondo l'ultimo rapporto pubblicato dall'Istituto per l'economia mondiale di Kiel, la Germania si trova ora di fronte ad un "pronunciato rallentamento economico" dopo aver sperimentato una "decelerazione della crescita" per tutto il 2012. Si prevede che la produzione globale diminuirà dell'1,2 per cento nel quarto trimestre a causa delle "esportazioni lente" e di una "riduzione significativa della spesa per gli investimenti delle imprese."

Gli eventi economici nel 2012 hanno anche portato alla luce la finzione secondo cui, nonostante la stagnazione dei paesi capitalisti avanzati, le economie dei cosiddetti paesi BRIC potrebbero fornire una nuova base per l'espansione del capitalismo globale. L'affermazione secondo cui i mercati "emergenti" sarebbero in grado di "separarsi" dalle maggiori economie è stata distrutta, la loro dipendenza dai principali mercati è dimostrata dai tassi di crescita in calo.

Lo scorso anno, il tasso di crescita in Cina è sceso dal 10,4 per cento al 7,7 per cento. Il Brasile, dove la crescita è stata del 7,5 per cento nel 2010, ha registrato un tasso di appena l'1,3 per cento nello scorso anno, mentre la crescita in India è scesa dall'8,9 al 5,5 per cento.

Un recente rapporto pubblicato dal McKinsey Global Institute (MGI) rende chiaro che l'economia capitalistica mondiale non sta attraversando una crisi congiunturale, ma un crollo analogo a quello che ebbe inizio nel 1914 e continuò nei successivi tre decenni. Questa analisi, che è stato anticipata dal World Socialist Web Site più di quattro anni fa, è in fase di conferma nei fatti e nelle cifre.

Il rapporto McKinsey ha scoperto che alla base della recessione in Europa c'è stato un crollo degli investimenti privati. Tra il 2007 e il 2011, gli investimenti privati ​​nei 27 Stati membri dell'Unione europea sono diminuiti di oltre 350 miliardi di Euro, "un calo superiore a qualsiasi precedente calo in termini assoluti." Si è trattato di più di 20 volte il calo dei consumi privati ​​e quattro volte il calo del prodotto interno lordo.

L'investimento privato è ora 15 per cento in meno rispetto al 2007, questo significa che alle aziende non sarà possibile produrre, tra il 2009 e il 2020, i circa 543 miliardi di Euro di fatturato che avrebbero avuto in altre circostanze. Il rapporto MGI ha sottolineato che le imprese europee avevano liquidità in eccesso per 750 miliardi di euro per i quali non riuscivano a trovare sbocchi redditizi. L'accumulo di cash points insieme ad una rottura nella dinamica di base della produzione capitalistica, in cui gli investimenti portano all'accumulo del profitto, che si traduce poi in ulteriori investimenti ed espansione economica.

Lo stesso processo è in corso per l'economia degli Stati Uniti, dove le aziende stanno accumulando denaro, mentre i profitti vengono sempre più creati attraverso la speculazione sui mercati finanziari.

La logica oggettiva del sistema del profitto è la forza trainante dietro i programmi di austerità che le classi dirigenti stanno realizzando negli Stati Uniti, in Europa e in tutto il mondo. Stanno cercando di risolvere la crisi attraverso l'impoverimento della classe operaia, riducendo le sue condizioni a quelle del 1930 e anche peggio.

La classe operaia internazionale deve rispondere con una sua strategia indipendente basata sul rovesciamento del corrotto sistema del profitto e l'instaurazione del socialismo. Il peggior errore che si potrebbe fare è quello di credere che le mezze misure basteranno o che l'economia capitalistica finirà col raddrizzarsi. Gli eventi del 2012 hanno mandato in frantumi l'illusione e posto le basi per importanti lotte sociali nel prossimo anno.

Nick Beams

Fonte: Global Research 8 Gennaio 2012
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

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