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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Ecco quelli che non pagano mai Graziati solo gli evasori

Pubblicato su 3 Dicembre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

Fonte: Libero

In Italia sfuggono al fisco circa 120 miliardi di euro l'anno: ma l'aumento dell'Irpef colpisce solo chi lavora e i pensionati, non certo i furbetti

Circa 120 miliardi di euro l'anno, 8 punti di Pil, da 2 a 3 volte l'entità riscontrabile negli altri Paesi avanzati: sono questi gli ultimi dati sull'evasione fiscale in Italia che, non serve sottolinearlo, tra i gravosi problemi del nostro Paese è quello principale. Detto in altre parole, l'evasione in Italia è un vero e proprio problema di massa che coinvolge milioni di persone (e imprese) per cifre unitarie che possono anche non essere elevatissime, ma le cui somme sono impressionanti. Sono queste caratteristiche che rendono particolarmente difficile il contrasto all'evasione nel nostro Paese poiché l'attività di monitoraggio pone un problema di consenso rilevante. In altre parole la riduzione dell'evasione in Italia è più un problema politico che un problema tecnico. E in questo contesto, secondo le ultime indiscrezioni, il governo Monti avrebbe deciso di aumentare di 2 o 3 punti le aliquote Irpef per gli scaglioni oggi al 41 e al 43 per cento. Risultato? Verranno tassati ancora di più gli onesti, poiché il reddito Irpef è per l'82 a loro appannaggio.

Chi evade di più - Quali sono le categorie economiche ed i soggetti che più di tutti evadono il fisco? Gli evasori fiscali più "accaniti" sono gli industriali, con a ruota i bancari e gli assicurativi; a seguire ci sono i commercianti, gli artigiani ed i professionisti, mentre i fanalini di coda sono i lavoratori dipendenti che, avendo i redditi tassati alla fonte, al più possono evadere le tasse con un secondo lavoro in nero. Considerando invece i dati dell’indagine dal punto di vista territoriale, il tasso di evasione più elevato nel nostro Paese si registra al Sud con un’incidenza pari a quasi il 30%; a seguire c’è il Nord Ovest, poi il Centro ed infine il Nord Est dove l’incidenza è al 20,80 per cento.

L'Italia e L'Europa - Non a caso, secondo quanto emerge da un'indagine effettuata da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, il nostro Paese è primo nella speciale classifica europea del maggior reddito in termini percentuali non dichiarato; il tasso di imponibile non dichiarato, secondo quanto emerso dai dati a cura delle Polizie tributarie dell’Ue, è in Italia pari al 51%, ben più alto della Romania che, con il 42,7%, è al secondo posto; al terzo, al quarto ed al quinto posto ci sono la Bulgaria, l’Estonia e la Slovacchia.


Lotta all'evasore - Ma alzare le aliquote Irpef in un Paese in cui il carico fiscale è prevalentemente sulle spalle di chi le tasse le paga fino all'ultimo centesimo (dipendenti e pensionati) non fa che mantenere l'ingiustizia. E si graziano i finti poveri, quelli che evadono il fisco. Su 40 milioni di contribuenti, solo 1,5 milioni dichiarano di guadagnare più di 55mila euro. E di questi più di 1,3 milioni vivono di pensioni e stipendi. Aumentare le aliquote oiù alte vuol dire colpire chi lavora e paga le tasse. Non chi evade.

 Monti

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