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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

E' UN CRIMINE SOCIALE

Pubblicato su 14 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

La trattativa sul lavoro tra la ministra Fornero e le parti sociali sta prendendo una piega niente affatto buona per i lavoratori.

Il teorema della ministra è: datemi la libertà di licenziare ed io, in cambio, distruggo lo stato sociale.

Non si tratta più di macelleria sociale, è ancora peggio: si vuole tornare ad un capitalismo gretto, ottuso e sfruttatore, di stile ottocentesco: ci vogliono riportare alla situazione dei lavoratori di Manchester e Liverpool, praticamente a bestie da soma alle quali bisogna pur dare il minimo di vitto, altrimenti muoiono.

Con una situazione occupazionale come quella italiana, il 9,2% ufficiale di disoccupazione ed il 35% dei giovani in attesa di un lavoro, parlare di licenziamenti non solo è un’eresia ma un “ crimine “ sociale.

Ma questi, tutti, nessuno escluso, che stanno al tavolo delle trattative lo sanno o no che le aziende stanno chiudendo ? Lo sanno o no che se ne stanno andando tutti all’estero ? Lo sanno o no che ci sono centinaia di migliaia in cassa integrazione ed in mobilità senza nessuna speranza di essere reintegrati nel posto di lavoro ?

Il problema dei problemi, secondo questi cialtroni, è il famigerato art. 18. Questo è uno dei tanti problemi  inventati per distogliere l’attenzione, in questo momento l’art.18 a chi serve ? A nessuno. Tanto licenziano lo stesso con la scusa della crisi aziendale.

Otto ogni dieci assunti, oggi, non hanno le tutele dello Statuto dei lavoratori perché sono assunti ( sic ! ) con contratti atipici; dal 1997 ad oggi sono aumentati in maniera esponenziale i contratti precari – attualmente ce ne sono circa 47 tipi differenti – per avere contratti a tempo determinato e, soprattutto per pagare salari più bassi rispetto a quelli a tempo indeterminato, mentre, in una nazione civile, dovrebbe essere l’esatto contrario.

Il dramma sfiora la farsa: nelle intenzioni della banda del loden l’art. 18 dovrebbe essere abolito anche per le aziende che chiedono lo stato di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale.

Il tutto viene fatto passare per un moderno sistema per aumentare l’occupazione, pertanto l’equazione dovrebbe essere: più libertà di licenziamento più occupazione. Una strana teoria che non sta né in cielo né in terra.

Lo Statuto dei lavoratori fu varato nel 1970 per dare una difesa alle maestranze rispetto allo  strapotere industriale: nei contratti ante quella data era previsto il licenziamento per scarso rendimento, senza che fosse scritto da nessuna parte quale dovesse essere il rendimento del prestatore d’opera.

Ogni mattina che ti recavi nel posto di lavoro non avevi la certezza di tornare a casa ancora con una occupazione. Tutto era demandato al volere insindacabile dei padroni, eri equiparato ad una macchina, ad un tornio, ad un computer, ad una fresa: non eri un uomo, eri uno dei tre fattori variabili della produzione.

Lavoratore non devi avere più una fonte di diritto, non devi avere più dignità, non devi avere più assistenza sociale, devi lavorare e ringraziare il padreterno che ti danno un lavoro.

Vogliono creare un ambiente di lavoro dove lo strapotere dei capi e capetti, cresciuti in un clima di sottocultura operaia, sia la legge, il solo ed unico verbo, dove la legge, unica ed insindacabile sia quella del padrone.

Se non ci credete chiedete referenze a Marchionne.

Questa non è una trattativa sul lavoro: è un crimine sociale.

Claudio Marconi

fabbriche lagher 10

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