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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

E TU, DA CHE PARTE STAI ? CON IL CAPITALISMO O CONTRO IL CAPITALISMO ?

Pubblicato su 7 Febbraio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri

Le leggi del capitalismo sono sempre le stesse: non esiste sfruttamento senza oppressione.

Oggi l’oppressione non è più brutale come una volta, non ci sono più le repressioni organizzate, non ci sono più gli scontri durante le manifestazioni, non ci sono più le fabbriche presidiate contro gli scioperi, è stata attuata una repressione più dolce, quasi indolore: il debito pubblico.

Il capitalismo non parte mai da zero, non è mai isolato dal cuore pulsante della nostra società.

Ci ha costruito tutto intorno una prigione dove l’essere sfruttati è la regola.

Lo sfruttamento è lo strumento primario ed indispensabile per pagare gli interessi ai banchieri: i governi sono il braccio armato degli usurai  e le manovre finanziarie sono le “ armi “ per depredare il popolo.

Le “libertà” delle nostre “ democrazie ”sono sorvegliate, controllate, manipolate e gestite da centrali finanziarie, il FMI e la BCE, nel nome della “ salvezza” finanziaria, del “ benessere “ delle future generazioni, della “ modernizzazione “del Paese, e con la continua certezza che, perpetrando sempre di più il  sistema di rapina ai danni del popolo, vengano pagati gli interessi, interessi che per il 2011 ammontano a circa 90 miliardi di Euro per la sola Italia.

Quando una parte del popolo tenta di ribellarsi dalle catene usurocratiche, di gettare, una volta per tutte, nella pattumiera della storia questo sistema economico per riappropriarsi della sovranità nazionale e monetaria, scatta, inesorabile, la provocazione ultima del capitalismo: dividere le proteste popolari “ a caldo”.

“ La tua malattia è il tuo modo di pensare diverso”, diagnosticano le centrali che fanno riferimento ai capitalisti: partiti, sindacati, associazioni, stampa, televisione, mass media, talk show, più o meno politici, e via dicendo.

Tutte le proteste, le proposte, la voglia di libertà, organizzata autonomamente al di sopra, ed al di fuori, degli attivisti di sistema di cui sopra, non ha futuro – ci vogliono far credere –al di fuori di queste vere e proprie “ sette” non c’è speranza, non c’è salvezza.

Se il controllo operato dalle “ sette” non raggiunge lo scopo, viene messa in campo un’altra strategia, tanto subdola quanto efficace, mirante ad impedire alle diverse rivolte di unirsi tra di loro: si esasperano le differenze esistenti, si rispolverano le ideologie – veri e propri cancri del libero pensiero – si coltiva l’egoismo e la cecità, si invocano i” diritti “ dei cittadini toccati dalle conseguenze delle proteste, mettendo il popolo l’uno contro l’altro, con la meta finale di giungere a disperdere in mille rivoli le proteste stesse.

Tutte le operazioni orchestrate dal capitalismo e dai suoi camerieri convergono verso lo stesso obiettivo: ripristinare le divisioni che il popolo cerca di superare, coltivandole ed aizzandole, per crearne e farne esplodere sempre di nuove.

Quando il capitalismo vuole proteggere e rafforzare l’esistenza del suo potere di sfruttamento, non può tollerare rivolte popolari unitarie, se non vuole deragliare, deve serrare, sempre più forte, le catene delle gabbie dove ha rinchiuso il popolo.

Quando le oligarchie esagerano e, di conseguenza, diventano più assillanti e soffocanti, i popoli, rovinati da questo sistema finanziario, iniziano ad essere spinti verso una giusta rivolta, necessaria alla loro stessa sopravvivenza.

L’unità di popolo non si crea di colpo e, tantomeno, spontaneamente, le ribellioni non sono tutte uguali, ognuna tenta di sconvolgere, scardinare ed annientare il sistema imperante nella maniera che gli è più congeniale.

Solamente quando le rivolte scardinano i lucchetti e le catene – serrate appositamente dai banchieri - , quando il popolo capisce che le statistiche che ci sciorinano tutti i santi giorni sono spazzatura, quando impedisce alla rassegnazione di impossessarsi della sua anima, quando capisce che debbono essere abbattute le mura nelle quali si vuole che rimanga chiuso ,indifeso ed amorfo, quando capisce che un nuovo sistema è possibile, allora l’unità di popolo diventa realtà e si fa veramente insidiosa, pericolosa e efficace contro i banchieri ed i loro camerieri.

E tu da che parte stai ? Con il capitalismo o contro il capitalismo ?

Claudio Marconi

capitalista

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Marino 02/07/2012 16:09


Ma voi cosa proponete.

frontediliberazionedaibanchieri 02/07/2012 16:32


Se vai a vedere nella pagina del blog ci sono le nostre proposte, l'articolo è " costruiamo l'azione contro i bankster". Siamo in attesa di risposte, nel frattempo qualcosa, anche se molto piano,
si sta muovendo.