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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

E' FALLITO IL REGIONALISMO

Pubblicato su 25 Settembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

- Posso dire che trovo odioso dire: “l’avevo detto io…”. Epperò i fatti di questi giorni ci restituiscono riflessioni che già qualche settimane addietro erano sotto i nostri occhi, se solo le si fosse volute vedere .

Giustamente si parla di collasso del sistema istituzionale. Spero i partiti (per quel che esistono ancora) abbiano la sensibilità di accorgersi che un mondo si sta dissolvendo, che interi muri portanti dei sistemi di governo stan venendo giù. Ha ragione chi si chiede se la vicenda Lazio/Polverini sia un fatto in sé ovvero la denuncia di una crisi (politica, morale, culturale, spirituale) che interessa tutta la società.

“Capitale corrotta, nazione infetta” titolava l’Espresso qualche decennio fa. Oggi che la ‘ndrangheta continua a controllare il territorio della Locride a bordo delle motocarrozzette vendendo frutta e, nel contempo, i flussi finanziari globali da comode ed ergonomiche postazioni davanti a schemi di computer in giro per il mondo, faremmo bene a porci nuovi interrogativi.

Secondo me sta collassando il sistema, e sta cedendo proprio sul piano che più di altri avrebbe dovuto reggere il rapporto fra le popolazioni e i territori, fra le domande, i bisogni e la capacità di risposta istituzionale: le regioni.

A 42 anni dalla istituzione degli enti a statuto ordinario non possiamo che costatarne il fallimento. Nel loro insieme, al di là di sporadiche capacità di governo, con la tara di piccoli e grandi scandali, le Regioni si sono ridotte ad essere centri di potere, che utilizzano in modo distorto la forza loro derivante dalla potestà legislativa.

In una società sempre più anziana, bisognosa di assistenza, la spesa sanitaria e sociale diviene un centro di spesa di formidabile portata clientelare, ma altresì capace di plasmare il senso di uno sviluppo sociale. Non ha senso, se non distorto, che vi siano tot consiglieri regionali a decidere tutto ciò. Non ha senso, se non perverso, che alle attuali regioni, con la scusa dell’accorpamento delle province, vengano attribuiti compiti gestionali che sono propri degli enti locali, degli enti di prossimità.

E’ ora di mettere mano ad una vera e profonda riforma costituzionale che prenda atto del fallimento di un regionalismo, tanto “speciale!” quanto “ordinario”, dispiegatosi in questi ultimi 40 anni. O la prossima legislatura sarà costituzionale o non sarà! O si terrà Grillo al 20% o si legittimeranno le sue (o altre, ben più pericolose) tensioni al 100% dei consensi. Otto regioni son più che sufficienti (leggo che l’ex ministro Rotondi si slancia oggi a proporne appena 3!).

A me hanno insegnato che la democrazia è un bene prezioso poiché scarso. Mi piacerebbe tutelarlo, annaffiarlo, farlo crescere, nel giardino che gli anziani europei sapranno coltivare, nel giardino degli Stati Uniti d’Europa.

Fonte: tusciaweb.eu - Scritto da: Valerio de Nardo  de_nardo_valerio-copia-1.jpg

 

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