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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

DOPO LA GRECIA, ANCHE IN SPAGNA ADDIO TREDICESIMA. LA PROSSIMA E' L'ITALIA ?

Pubblicato su 12 Luglio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Il disastro dell'euro non conosce nè limiti, nè confini. Ormai è diventato un mostro feroce a fauci spalancate, inghiotte tutto ciò che resta di quelli che una volta erano chiamati popoli. Siamo stati facili profeti quando sostenevamo, un anno fa, che dopo la Grecia toccava alla Spagna e, probabilmente, dopo la Spagna toccherà all'Italia. Rigor Montis fa esclusivamente gli interessi dei banchieri, è totalmente al servizio di questi super predatori finanziari. Chi ci rimette è il popolo sempre più tartassato. La Spagna, purtroppo, è la fotografia della nostra prossima situazione. A questo sistema non c'è rimedio. E' scappato di mano anche a loro, stanno navigando alla cieca, non sanno dove si andrà a finire perdurando questa situazione. La sola cura che ridarebbe dignità e ricchezza ai popoli è uscire dall'euro e tornare a stampare moneta direttamente dallo Stato. Nel 1940 il debito pubblico era del 20%, nel 1945, dopo 5 anni di guerra, era passato al 25%, nel 1970, dopo tutta la ricostruzione post-bellica, era tornato al 20%: ma la moneta era emessa dallo Stato. Giova ricordare che l'Italia ha una delle più grandi tradizioni di emissione monetaria sovrana è durata dal 1874 al 1975. Poi il disastro dello Stato che ha abdicato dalle sue funzioni: ha autorizzato le banche ad emettere moneta ed è iniziato quel che oggi è sotto gli occhi di tutti. Claudio Marconi

 

Eliminazione della 13/esima per i dipendenti pubblici già a partire da quest'anno, riduzione dei sussidi di disoccupazione a partire dal sesto mese, aumento dell'Iva dal 18% al 21%, riduzione del 20% delle sovvenzioni a partiti, sindacati e organizzazioni imprenditoriali nel 2013.

Sono alcune delle misure annunciate oggi al Congresso dal premier Mariano Rajoy, per tagliare il deficit pubblico spagnolo di 65 miliardi nei prossimi due anni. Fra le nuove misure, che saranno in parte approvate dal Consiglio dei ministri di venerdì, anche "la liberalizzazione dei settori aeroportuale, portuale e dei trasporti", ha sottolineato Rajoy, con la previsione di privatizzazioni; la riforma dell'amministrazione pubblica e "la revisione integrale della funzione pubblica".


Le nuove misure anti-deficit si aggiungono al programma statale di tagli per 27,3 miliardi della spesa, e a quello di 16 miliardi per le regioni, già previsto per quest'anno nella Finanziaria. "So che le misure annunciate non sono gradevoli, ma sono necessarie, non c'è alternativa", le parole con le quali il premier ha giustificato la nuova pesante stretta dovuta alle condizioni imposte da Bruxelles, dopo aver tracciato "un panorama oscuro" della situazione economica spagnola.


PS: Se non altro i tagli hanno riguardato anche i partiti in Spagna...

Fonte:nocensura   thumbnail

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