Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

DOCUMENTO ECONOMICO di PER IL BENE COMUNE

Pubblicato su 16 Febbraio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

DOCUMENTO ECONOMICO

Proponente: Fernando Rossi

 

Il Movimento Politico di Liberazione Per il Bene Comune, ha definito una proposta rivoluzionaria in grado di unire tutte le persone e tutte le forze politiche, sociali, economiche e culturali che, volendosi liberare dall’oppressione della grande finanza internazionale e dei suoi partiti e media del centrodestrasinistra, libereranno l’Italia, garantendo una vita dignitosa e serena ai nostri cittadini.

Denominatori comuni, in materia economico-finanziaria, che vincoleranno tutti i firmatari del PATTO PER LA PATRIA, saranno la moneta pubblica e il reddito di cittadinanza.

I luoghi del confronto, della socializzazione dei saperi e delle decisioni, assunte con il metodo della democrazia diretta, saranno le Assemblee Sovrane della Comunità Locale, che coincideranno con gli attuali Comuni. PBC vi parteciperà con le proprie elaborazioni.

Il seguente documento è quindi un aggiornamento delle posizioni autonome di PBC, aperte al confronto con le posizioni e idee altrui nelle Assemblee Sovrane, alle cui decisioni dovranno attenersi tutti gli aderenti locali di Per il Bene Comune.

EUROPA – TRATTATI - BCE – SOVRANITA’

Il potere politico, sociale ed economico dell'Unione Europea, attraverso la BCE, è di fatto esercitato dalle grandi banche private che fanno capo alle più potenti famiglie della grande finanza internazionale.

Ciò è avvenuto attraverso tre precise fasi.

La prima fase, attuata quasi simultaneamente nei singoli Stati, per iniziativa dei partiti al Governo, e il sostanziale accordo di quelli all'opposizione, si chiuse con la privatizzazione delle Banche Nazionali che erano di proprietà pubblica e che vennero consegnate ai grandi Banchieri privati.

La seconda fase ha strutturato la Banca Centrale Europea come organismo composto dalle Banche che erano di Stato dei singoli paesi.

La terza fase si è completata con i trattati di Maastricht e di Lisbona, che hanno brutalmente ridotto la sovranità degli Stati membri dell'UE, sancendo la separazione tra potere politico e potere finanziario. Tale autonomia dalle scelte politiche, degli Stati, come da quelle delle Istituzioni Europee che dovrebbero rappresentarli, ha ratificato la piena sovranità della BCE, legittimandola ad adottare decisioni, politiche, economiche e finanziarie, coercitive per tutti gli Stati Membri.

Questa non è l'Europa che doveva unire le sovranità, le esperienze ed i saperi nazionali per farne una Federazione di Stati, un nuovo soggetto geopolitico per affermare la coesistenza e la cooperazione internazionale nella pace, dopo il macello della seconda guerra mondiale. Questa è l'Europa delle Banche e del mercato globale.

Regole e funzionamento delle Banche, come del mercato globale sono stati decisi ed ora vengono gestiti dalla grande finanza, i cui interessi sono palesemente in contrasto con quelli dei cittadini italiani ed europei.

L'unico modo di fermare questa deriva che colpisce duramente la vita ed ancor più il futuro di imprese, lavoratori e cittadini, sarebbe la cancellazione dei trattati di Maastricht e Lisbona, ma non lo vorranno né potranno fare i governi e i partiti “sponsorizzati” dai poteri finanziari internazionali che hanno voluto quei trattati.

L'unica strada credibile e percorribile è allora quella dell'uscita dell'Italia da questa Europa e il pieno recupero della nostra sovranità, con la nostra moneta pubblica e con il reintegro delle dogane.

E' infatti assurdo che imprenditori che, con intenti speculativi, hanno delocalizzato la produzione (dopo aver intascato rilevanti contributi pubblici, e venduto come residenziali o commerciali le strutture e le aree dismesse, grazie anche alla connivenza degli amministratori locali), poi la riportino in Italia a prezzi che fanno saltare intere filiere e distretti produttivi. Ciò ha già determinato l'aumento della disoccupazione e il crollo della speranza di occupazione nelle nuove generazioni, mentre continua a produrre un drastico taglio di profitti, salari, stipendi e diritti, per chi non ha altra alternativa che cercare di rinviare il più possibile il sicuro esito fallimentare di questa impari gara.

Questa consapevolezza è crescente in molti Stati Europei, nonostante le cortine fumogene create dai partiti, sindacati e media che puntellano il sistema. Per il Bene Comune sta avviando contatti con tutti quei movimenti politici europei che, per difendere i diritti e il futuro dei loro compatrioti, vogliono liberarsi dal giogo della grande finanza, uscendo dall’€ e dalla Europa da lei costruita, riappropriandosi della sovranità popolare.

Prima chiuderemo questa infausta esperienza e prima l'Europa rinascerà come Federazione di Stati sovrani e indipendenti, capace di coesistere e cooperare con tutti gli stati e popoli del pianeta, che non opprimono altri popoli.

LA CRESCITA FELICE (Decrescita)

I detrattori del progetto della decrescita vanno sostenendo che “il grande capitale” (noi diremmo le lobby finanziarie) ci sta già facendo “decrescere”, impoverendo popoli e lavoratori, e accusano, non solo retoricamente, i sostenitori della Decrescita Felice di essere dei ricchi snob, che possono tranquillamente fare un po’ di “decrescita” e che si prestano a facilitare e/o indorare la pillola che “il grande capitale” vuole farci ingoiare.

Il problema dei partiti del centrodestrasinistra e dei movimenti a loro legati è quello di abbeverarsi culturalmente, politicamente ed emotivamente alle fonti costruite dal potere finanziario che, con gli strumenti di persuasione di cui dispone, ci ha fatto bere un concetto della crescita e di sviluppo legato ai suoi interessi. Un vero e proprio “tabù”, entrato nella cultura liberista e marxista, in base al quale il progresso non è che una continua esponenziale crescita di produzione e consumo, con annessi “usa e getta” e sempre nuovi “bisogni indotti” creati da media e pubblicità.

La loro crescita ed il loro sviluppo non è che un sistema inumano, che hanno messo al centro il “Dio Denaro” e sta criminalmente portando il pianeta verso la catastrofe con l'irresponsabile accaparramento e distruzione di tutte le risorse energetiche, minerarie, umane ed ambientali. Le intuizioni e le tesi degli economisti, dei filosofi, dei sociologi e degli artisti, che denunciavano la follia di questo “consumo del pianeta e delle sue risorse” lasciavano il posto ai peana delle “vestali” del sistema che stava producendo profitti, salari, stipendi e pensioni crescenti e sempre nuovi beni di consumo o simboli di “benessere” acquistabili. “ Finora tutto bene” , diceva la persona che stava precipitando del 150° piano del grattacelo !

Di fronte ai dati sull’inquinamento di aria, suolo ed acqua, così come di fronte alle tesi e studi sull’anno in cui si stima che finiranno i depositi petroliferi e le risorse minerarie, nonché in presenza dei tragici effetti della “loro” globalizzazione sulla vita di milioni di italiani e di miliardi di abitanti del pianeta, ed ancor più nel pieno della irrisolvibile “crisi” del sistema finanziario-debitorio con cui sono stati imprigionati gli Stati: Chi non si ferma è perduto !

Altro che “decrescita” vista come maggiore povertà, o vita di maggiori stenti. E’ proprio non interrompendo l’attuale sistema, costruito dalla grande finanza, che, come ognuno può già oggi vedere, stiamo mandando in rovina imprese, lavoro, socialità, diritti e tutto il nostro sistema paese .

L’intero progetto di PBC è nitido e trasparente e sarà costruito insieme alle persone, ai movimenti e dalle associazioni che hanno capito, e che via, via capiranno, che l'attuale sistema, di profonde ingiustizie ed infelicità, è al capolinea.

La crisi in atto ed i suoi dirompenti effetti quotidiani aiuteranno la maturazione di nuove coscienze, il compito di chi ne ha capito le ragioni e i drammatici sbocchi che ne potranno conseguire, è quello di costruire la via d'uscita e farla comprendere ai popoli.

La via d'uscita è fermarsi e ricostruire un sistema valoriale che tolga il “Dio Denaro” dagli altari del potere e rimetta al centro l'uomo, i suoi bisogni primari, la sua vita comunitaria, la sua creatività, la sua dignità e la sua salute fisica e mentale. Questa è l’unica vera “liberazione”, una “crescita”, il vero “sviluppo” che può portare tutti gli abitanti del pianeta al ben-essere, alla serenità e quindi alla felicità.

Ma è anche l’unica “crescita” e l’unico “sviluppo” che è razionalmente compatibile con la responsabilità di lasciare un pianeta vivibile alle future generazioni. Fingere che le risorse fossili e minerarie, che l'acqua e il suolo, che l'atmosfera e capacità di adattamento di flora e fauna (tra cui la specie umana) siano infinite, è una follia, è il delirio di onnipotenza delle famiglie della grande finanza che governano media, governi, partiti e loro pifferai. Continuare sulla strada da loro indicata sarebbe la fine della vita sul pianeta, accelerata dalle guerra nucleari già all'orizzonte. I pensatori della “decrescita felice” ci hanno indicato la strada della vera CRESCITA FELICE, noi la condividiamo. La Crescita Felice (decrescita) non sarà felice solo se il metro di misura resteranno i valori su cui il Dio Denaro ha costruito il sistema attuale, che è felicità, effimera, per pochi e mal-essere per tutti gli altri. Più la serenità e la sicurezza diverranno dei valori fori, più la persona avrà tempo per la sua crescita culturale e spirituale, più potremo considerare felice la società che costruiremo. Questo è il paradigma politico, culturale, scientifico e imprenditoriale che PBC porterà al confronto e sosterrà nelle Assemblee delle Comunità e nel rapporto con gli altri movimenti italiani, europei e internazionali.

COSA FARE

  • Le persone consapevoli sono chiamate, da subito, se non è troppo tardi, a “ripensare”, “premiare” e “favorire” lo sviluppo delle positive esperienze già avviate o allo studio in tante regioni, che hanno recuperato o “inventato” idee, tecniche produttive, comportamenti civici, efficaci rapporti tra produttori e consumatori (Gruppi d’Acquisto Solidale, ecc.), Banche del Tempo, scambi di prestazioni professionali, strumenti e tecnologie che non sprecano energia e consentono di salvaguardare e ricreare i naturali equilibri ambientali, garantendo salubrità dei prodotti ed attività economiche a ridottissimo impatto ambientale.

  • Da subito vanno promosse e sostenute le positive esperienze delle monete locali (come Simec e Sardex) di cui fu pioniere il professor Auriti, che hanno il pregio di superare la mancanza di liquidità delle Banche e quello di mantenere i profitti in circolo all’interno della comunità.

  • Da subito pretendere l’applicazione del “Basic Income” (entrata base), che è una delle poche positività dell’UE , frutto della cultura sociale dei paesi nordici e che può attenuare i morsi della crisi verso le fasce più povere (l’Italia e la Grecia sono gli unici paesi a non applicarla).

E’ infatti necessario operare affinché nella giusta solidarietà verso le imprese, i lavoratori e le persone generalmente colpite dalla crisi e dalle decisioni del Governo della Trilaterale, come dalle sacrosante proteste dei cittadini abbandonati alla loro disperazione, prenda corpo, sia percepibile il progetto di liberazione del paese dalla oppressione della grande finanza.

La riconquista della proprietà pubblica della moneta sarà lo spartiacque tra il vecchi e il nuovo; essa potrà consentire allo Stato di finanziare il reddito di cittadinanza, per cancellare la povertà e , studiandone l’applicazione, liberare le persone dallo spreco di intere vite, in attività non volute ma dettate dal bisogno di sopravvivere, rinunciando ai propri reali interessi culturali, lavorativi e imprenditoriali. Con le risorse pubbliche derivanti dalla moneta di proprietà pubblica potranno essere rilanciate l'istruzione scolastica e permanente, l'arte, la cultura, non più mercificate o retrocesse ad attività semi clandestine. Si potranno finanziare il risanamento ambientale e il recupero della materia prima chiamata “rifiuto”. Si potrà finanziare il recupero e la valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico, ambientale. La salute, le strutture sanitarie ed i presidi farmaceutici, se necessari, l'acqua e l'energia potranno tornare beni primari che garantiranno la giusta retribuzione a quanti vi operano con serietà e competenza, cessando di essere oggetto di speculazione. Torneranno centrali i saperi dell'agricoltore e dell'artigiano; le imprese e gli imprenditori, liberati dallo strozzinaggio dei cappi bancari e dal killeraggio di Equitalia, torneranno ad assumere i fini e le funzioni sociali che la Costituzione affidava loro, in un fecondo e riconoscente rapporto con le comunità sovrane in cui operano.

Le produzioni agricole, industriali e manifatturiere in eccesso, potranno essere merce di scambio, giustamente remunerata, con materie prime e risorse energetiche di cui l’Italia avrà ancora bisogno per un breve e medio periodo e che potranno provenire da paesi con cui l'Italia stabilirà, liberamente e sovranamente, di poter commerciare.

Sviluppo, quindi, di scienza, cultura e ricerca, di produzioni utili e rispettose della salute dei lavoratori, dei consumatori e dell’ambiente; sviluppo del sistema scolastico pubblico e del sistema sanitario; sviluppo di retribuzioni dignitose, di lavoro stabile e di sicurezza sociale, recupero dei diritti sociali e pensionistici ora persi e minacciati.

Altro che povertà o pauperismo, la CRESCITA FELICE (decrescita) è il suo esatto contrario! E' la fine delle opere inutili e dannose, degli sprechi, è cultura civica che cresce sentendosi parte della Comunità Sovrana, con cittadini liberi di scegliere una occupazione o l'altra, in base alle proprie aspirazioni e versatilità, non più in base al bisogno. Coniugata con l’acquisizione di potere delle ASSEMBLEE DELLA COMUNITA’, la Crescita Felice è la fine della criminalità organizzata e della solitudine delle persone, poiché il “controllo del territorio” diventa compito della comunità e della sua Assemblea, così come sarà la fine delle ruberie di denaro e risorse pubbliche in virtù della trasparenza delle scelte, anche urbanistiche, che saranno adottate dalle Assemblee Sovrane.

IL DEBITO

La BCE, banca privata, batte gli euro in cartamoneta e li vende agli stati membri appropriandosi del signoraggio (differenza tra il valore nominale scritto sulla moneta e il suo costo di produzione), profitto che viene ripartito tra le Banche Nazionali (private anche loro) titolari di quote della BCE.

Gli stati si indebitano per la moneta ricevuta e per i relativi interessi, emettendo buoni del tesoro e vendendoli, a interessi ancor maggiori in “Aste Pubbliche” egemonizzate dal cartello delle famiglie storiche della grande finanza internazionale che governano anche la BCE. Questo “debito” degli Stati viene poi rivenduto dalle Banche ai propri fondi di investimento o a singoli clienti.

Questo debito dello Stato con la BCE è un grande inganno, una truffa legalizzata.

La moneta non ha una copertura aurea, e quindi non ha alcun valore in se; appartiene al popolo che la accetta attribuendole un valore simbolico per lo scambio di beni e servizi. A ben vedere, alla BCE siamo unicamente debitori del costo unitario della cartamoneta prodotta, che è stimato in circa 0,30 € .

Noi proponiamo di non pagare questo “debito pubblico”, contratto con BCE e con le lobby finanziarie, da chi ha governato il paese, mentre riteniamo sacrosanto onorare i crediti, fino ad un massimo di 250.000 €, dei cittadini italiani che, con i loro risparmi, hanno “comprato” i Buoni del Tesoro .

Ma il debito pubblico dell'Italia non è solo un prodotto della truffa del signoraggio.

Per senso di giustizia, per onorare i Buoni del Tesoro in possesso dei risparmiatori italiani e per conferire risorse finanziarie al nuovo Stato Italiano, vanno colpiti i patrimoni, in patria e all'estero, degli amministratori pubblici, dei politici e delle società truffaldine che hanno svuotato le casse pubbliche, in combutta tra loro e con la compiacente complicità di organi e strutture dello Stato.

Costoro, che oltre ad aver venduto la nostra sovranità ai grandi gruppi finanziari, hanno dilapidato risorse e patrimoni finanziari, ambientali e produttivi, per trarne profitto personale e per disporre di risorse illecite con cui giocare al tavolo della corruzione e del potere partitico, dovranno rifondere il mal tolto e il mal speso (dal TAV, ai cacciabombardieri, ai cancrovalorizzatori, alle false consulenze, ecc., ecc.). fdafarm

Commenta il post