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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

DI TROMBATO IN TROMBATO

Pubblicato su 20 Aprile 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Non esiste partito al mondo che nel giro di 4 ore tromba il suo fondatore più prestigioso, il Presidente ed il Segretario: il PD è riuscito in questa impresa da record mondiale destinato a durare per centinaia di anni.

 

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L’apparato stalinista bolscevico che si era messo in moto alle primarie non ha funzionato, e non poteva funzionare, non ci sono i “ pecoroni “ che sono andati a votare a quelle elezioni, ci sono quelli che sono stati eletti e che si fanno i cavolacci loro.

Tanto per farvi un esempio chiedevo ad un mio amico, che ha una carica pubblica in quota PD, per quale motivo si era schierato con Bersani: la risposta è stata lapidaria ed illuminante: “ se non faccio così, alle prossime elezioni non mi votano”. Ecco perché parlo spesso di apparato stalinista bolscevico.

Bersani è andato per smacchiare ed è tornato a casa smacchiato. E non solo per “ merito “ di Berlusconi, ma anche del fuoco amico, che ha un nome e cognome, “Baffino “ D’Alema.

Qui sta la chiave del disastro PD. Perfino Renzi ha capito che se si vuole andare avanti in quel che resta del partito, si deve fare, se non un accordo vero e proprio, almeno una linea di intenti con il leader Maximo.

Il PD davanti a se ha solo la strada della resa incondizionata, l’unico dubbio è a chi arrendersi: al M5S, a Monti , allo psico nano, o a D’Alema.

Se vuole infierire sul cadavere ancora caldo non deve far altro che votare Rodotà.

Se vuole chiedere “ scusa “ a Monti e Berlusconi non deve far altro che votare la Cancellieri.

Se vuole consegnarsi a D’Alema non deve far altro che proporlo al Quirinale.

Ma sempre di resa incondizionata si tratta.

Claudio Marconi

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Orazio 04/20/2013 18:47


Come nella trasmissione di ieri sera, che non ricordo bene quale, emerge in modo chiarissimo che il P.D. potrebbe benissimo chiamarsi:


Partito dei diversi, diverse come sono le anime che albergano all'interno del partito, che partito non è.


Dalle discussioni è emerso come, la sinistra se così si può chiamare... ma ho fortissimi dubbi, è minoritaria in quanto in tale partito, ci troviamo di tutto, fuoriusciti dalla vecchia dc, dai
reciclati del vecchio P.s.i, dalla margherita, dall'Udeur, e da altri che al momento non ricordo.


Questo che cosa vuol dire? Vuol dire semplicemente, che come si è potuto vedere, alla "prima" si fa per dire decisione, sempre che ci sia stata  una decisione...  questo castello di
carte è semplicemente imploso, in quanto il collante era il potere.