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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

'DESTINAZIONE ITALIA': WALL STREET E PAESI DEL GOLFO

Pubblicato su 23 Settembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Il nuovo piano economico e finanziario italiano preannunciato ieri dal Presidente del Consiglio conferma l’opzione occidentale e la rinuncia alla sovranità nel segno della “globalizzazione”

 

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Il primo giro promozionale (“il road show nelle principali piazze finanziarie ed economiche”) sarà, come facilmente prevedibile, “New York, dove incontreremo gli operatori finanziari di Wall Street”; il secondo, previsto nella prima decade di ottobre, “nei Paesi del Golfo”; il Presidente del Consiglio  ha delineato il percorso preferenziale di “Destinazione Italia”, il piano destinato ad attrarre investimenti esteri  (“l’Italia ha un drammatico bisogno di investimenti esteri”), o, più esattamente, a procedere alla liquidazione di beni e risorse pubbliche.

“L’Italia non ha paura della globalizzazione, anzi, vogliamo stare in questo sistema” ha precisato Letta, annunciando “un percorso di privatizzazioni” riguardante “cose che è giusto privatizzare” (quali esse siano si può forse immaginare ma ancora non conoscere con certezza:  nemmeno il Parlamento al momento lo sa).

Le decisioni italiane sono sempre meno italiane e soprattutto sono sempre meno conformi agli interessi reali dell’Italia: il sottosegretario all’Economia Baretta ha sottolineato che “le misure di cessione e di privatizzazione di beni pubblici” sono finalizzate a “ridurre il debito”, che Bankitalia ha certificato essere cresciuto di 84,2 miliardi dall’inizio del 2013. Il meccanismo di autoriproduzione del debito – originato dalla rinuncia alla sovranità monetaria da parte dello Stato, con conseguente circolazione di moneta a debito gestita e spacciata dalla finanza privata – determina non soltanto lo spropositato peso fiscale che tramortisce imprese e famiglie italiane ma anche la progressiva cessione e privatizzazione di beni pubblici e i tagli ai servizi sociali, entrambi giustificati con l’asserita esigenza di  frenare l’indebitamento. Mentre le aziende italiane frontaliere cercano rifugio in Svizzera (cfr.http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_settembre_18/chiasso-aziende-italiane-chiedono-trasferimento-ticino-svizzera-sindaco-2223177703090.shtml), il governo italiano mira a rafforzare la dipendenza nazionale dalle centrali finanziarie occidentali, “Paesi del Golfo” inclusi.

Scritto da: Aldo Braccio - Fonte: eurasia-rivista.org

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elegantissimo 09/23/2013 13:54


Ecco il figlioccio di Monti, ecco la continuità su ogni fronte, ecco la parola fine alla curatela fallimentare di Monti. Ve lo ricordate Monti con la sua spedizione negli emirati arabi nel 2012 a
garantire costoro del prezzo bassissimo delle ns proprietà e società? Nei film classici questo si chiama secondo tempo, con lieto fine...o the end.