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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

DEMOLITO L'EURO, UN ''NIDO'' PER L'AQUILA 'MONETA COMPLEMENTARE PER RINASCERE'

Pubblicato su 16 Gennaio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in MMT - BARNARD

AL CONVEGNO DI ABRUZZOWEB L'ECONOMISTA FORSTATER SVELA IL SUO PIANO. IL GIORNALISTA BARNARD CONTRO LA MONETA UNICA, ''UN GOLPE FINANZIARIO''
 
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L’AQUILA - “Una moneta complementare per L’Aquila, il Nido, da affiancare all’Euro ma pienamente sovrana e che si userebbe solo in questo territorio, per pagare una tassa locale, garantire piena occupazione, ottenere beni e servizi e anche per ricostruire”.
Questa la proposta fatta dall’economista statunitense Mathew Forstater dell’Università del Missouri Kansas City, ospite del convegno scientifico “Salviamo L’Aquila, salviamo l’Italia”, organizzato da AbruzzoWeb presso l’auditorium dell’Associazione costruttori provinciale (Ance) davanti a un folto pubblico.
Al convegno è intervenuto telefonicamente anche il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Forstater, già consulente del governo dell’Argentina, è esponente della Modern money theory portata in Italia dal cronista Paolo Barnard, anch’egli ospite dell’evento, sostenuto anche dalle principali associazioni di categoria cittadine.
Il Nido proposto da Forstater “non è nulla di nuovo o scapestrato, perfino in Germania di valute complementari ce ne sono centinaia”.
La nuova banconota, da far disegnare “ad artisti locali”, “si userebbe solo nel territorio per offrire occupazione a chiunque è in grado e disposto a lavorare, sarebbe accettato come pagamento di un’unica imposta locale. In questo modo - ha aggiunto - ciascuna famiglia dovrebbe procacciarsene per pagare la propria imposta. Questo porterebbe a un inevitabile dialogo tra chi ne ha di più e meno, a uno scambio di beni e servizi. Ho studiato le leggi in vigore in Italia sulla valuta e mi sembra un’ipotesi realizzabile”.
Per suffragare questa teoria il macroeconomista americano ha raccontato di una moneta creata nella sua stessa università, il Bakaroo.
“I miei studenti pagano imposte e ottengono servizi, è assolutamente simile allo Yen e al Dollaro ma non all’Euro - ha spiegato - Ogni anno abbiamo registrato un deficit di bilancio: la spesa è superiore agli introiti, da 15 anni registriamo un deficit eppure il valore non è mai cambiato, l’inflazione è zero”.
“Sono convinto - ha aggiunto Forstater - che questo piano possa stimolare l’economia cittadina e generare migliaia di ore di servizi per la comunità, per esempio per la rimozione delle macerie. Ci sono tantissime cose da fare e disoccupati disposti a farle, si tratterebbe di riunire questi due estremi grazie alla moneta complementare”.
Mentre Forstater ha costruito il Nido, Barnard ha demolito l’Euro.
Nella prima parte dell’evento, infatti, il giornalista ha ricordato i precetti della Mmt con un’aspra critica alla moneta unica. “Lui è un mediano di sfondamento, prende le botte così io posso andare a fare punto”, ha detto scherzando Forstater.
“Viviamo in un mondo di dissennati criminali che hanno consegnato interi popoli a una esigua minoranza di speculatori, con un programma oggi approdato con tutta la sua violenza in Italia con il governo di Mario Monti”, ha sbottato il cronista.
“Che l’Italia abbia speso al di sopra delle possibilità, e abbia accumulato un debito impossibile è una bugia - ha rincarato - Il debito pubblico era al 132% nel 1998 nessuno sentiva parlare di spread, di allarme, di Paese in fallimento perché c’era la lira, eravamo un Paese sovrano e i mercati ci rispettavano”.
“Le tesi di Barnard sono interessanti e suscitano riflessioni preoccupate - ha ammesso Chiodi al telefono - L’Abruzzo risente della crisi internazionale non solo finanziaria, le imprese hanno problemi di competitività. Il fatto di non avere una valuta che possa fare una guerra dà molta ansia e margini di manovra limitati”.
Quanto alla ricostruzione dell’Aquila, Chiodi, già commissario del governo, ha spiegato che “i finanziamenti a oggi sono ancora utili per qualche anno ma siamo molto preoccupati: saranno necessari finanziamenti significativi che il governo italiano non è in grado di finanziare. Non abbiamo strumenti per intervenire - ha concluso - come li ha uno stato nella sua sovranità”.
Barnard ha ribattuto che “ci sarebbe da replicare ma apprezzo il coraggio di Chiodi, alcuni suoi colleghi come Vasco Errani si sono palesemente rifiutati. Ora però - l’ammonimento - oltre che su Facebook parli di questo anche in Conferenza delle Regioni, sarebbe meglio”.
Nel finale spazio anche alle domande del pubblico. Tra questi la capolista abruzzese al Senato del Movimento 5 stelle, Enza Blundo, che ha assicurato sostegno dei candidati ‘grillini’ alle idee Mmt. Scettico Barnard, “se non vi liberate di Beppe Grillo e della Casaleggio, un’azienda di marketing e manipolazione di massa che gestisce un intero partito, non avrete indipendenza di pensiero”.
Oltre a Chiodi, hanno partecipato anche il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, quello provinciale Luigi D’Eramo, i presidenti dell’Ance, Gianni Frattale, della Camera di commercio, Lorenzo Santilli, di Apindustria, Luciano Mari Fiamma, il direttore regionale di Confcommercio, Celso Cioni, il presidente del Comitato tecnico della Banca dell'Aquila, Rinaldo Tordera.
Fonte: abruzzoweb.it - Scritto da: Alberto Orsini
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