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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

DELOCALIZZO, EVADO LEGALMENTE....TANTO PAGATE VOI !

Pubblicato su 11 Aprile 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

In questa Italia disastrata e bancarottiera, dove il rag. Fantozzi assurge al ruolo di maschera nazionale, al peggio non c’è mai rimedio.

Non passa giorno che non ci raccontino qualche storia di “ ordinaria ruberia” messa in atto da partiti, politici e trafficoni vari che ruotano intorno alla politica, che continuano a gozzovigliare mentre il popolo non sa più come fare per arrivare a fine mese ( tempo fa si diceva non si arriva alla quarta settimana, adesso si fa fatica ad arrivare alla terza ).

I soliti “ opinionisti” ci bombardano tutti i santi giorni con analisi politiche, economiche e sociologiche su come affrontare ed uscire dalla crisi.

Una sequenza di cazzate senza limite né ritegno.

Davanti a questo quadro drammatico sta arrivando il “ conto “ di rigor Montis:

a)   Addizionali regionali Irpef a partire dal mese di marzo

b)   Aumenti dei costi energetici ( carburanti esclusi ) mediamente del 5%

c)   A giugno la prima rata dell’Imu, da pagare comunque, anche se l’appartamento non è il tuo, ma della Banca, perché fino a che non hai finito di pagare il mutuo, è “ tuo” solo nominalmente )

d)   Ad ottobre l’aumento di 2 punti di IVA che così passa al 23% ed a gennaio 2013 un altro 0,5 per portarla al 23,5%

e)   A dicembre il conguaglio Imu che sarà una vera e propria salassata in quanto i Comuni hanno tempo fino al 30 settembre per stabilire quali saranno le aliquote da applicare

f)    Poi c’è un’altra “ tassa” della quale si parla poco, ma che incide, e pesantemente, sulla spesa giornaliera per la sopravvivenza: l’inflazione. E’ stato calcolato che nel 2011 la spesa maggiore per ogni famiglia sia stata pari ad euro 373 ( ma è sempre una media, e come tutte le medie da prendere con le molle: io mangio un pollo, tu nessuno: abbiamo mangiato mezzo pollo a testa ). Nel 2012 hanno calcolato che a questa cifra, già di per se pesante, si dovranno aggiungere altri 500 ò 600 euro in più, portando il totale, più o meno, a 1.000 euro, praticamente uno stipendio in meno ogni anno.

g)   Poi ci sono le accise sui carburanti, già applicate, gli aumenti dei bolli sui conti correnti ( obbligatori anche per i pensionati che superano 1.000 euro, in pratica tutti, anche perché una pensione miserrima di 510 euro al mese a dicembre, con la tredicesima, diventa di 1.020 euro ), e tutti gli altri balzelli che non citiamo per brevità.

Il fatto drammatico è che la gente non reagisce, i sindacati non protestano, i politici pensano ai fattacci loro ed il popolose ne sta a testa bassa a sopportare queste “ rapine “ che ancora non sono a mano armata, ma nel futuro si miglioreranno: possono fare di più e molto meglio.

Ad esempio in Irlanda è stato messo in atto uno sciopero fiscale contro la tassa sulla casa, di 100 euro, dico 100 euro, molto più bassa della nostra Imu. Il popolo si organizza e non paga in massa: cosa da noi, conoscendo gli italiani, impensabile.

L’unica vera riforma fiscale che avrebbe un senso, una equità, ed una giustizia sociale non viene proposta da nessuno ( non vi fate abbindolare dai proclami parolai ai talk show televisivi: mentono con la coscienza di mentire ) sarebbe una esenzione fiscale per i bassi redditi con conseguente patrimoniale sui grandi patrimoni. Sarebbe applicabilissima e, giusto per fare un esempio, anche se non ci piace molto Renzi, ma quel che è giusto è giusto, a Firenze hanno applicato l’aliquota minima Imu per le prime case, applicando la massima per le seconde, e con i soldi recuperati sono riusciti anche a dare l’esenzione Imu agli ospiti delle Case di Riposo, che, secondo questi “ pseudo legislatori”, dovrebbero pagarla addirittura come seconda casa.

Ma, come al solito, i sacrifici fiscali sono sempre a carico dei soliti noti, la povera gente e sempre “ larghi “ per chi ha la possibilità legale non dico di evadere, ma di eludere il carico fiscale.

Per dimostrarvelo vogliamo raccontarvi una “ storiella “ che pochissimi conoscono. Se un qualsiasi imprenditore italiano delocalizza, praticamente apre una ditta all’estero, in un qualsiasi paese che non sia un paradiso fiscale, ha un trattamento fiscale agevolato.

Gli si presentano non una, ma due opzioni, per eludere ( per noi evadere ) il fisco:

1)   Una persona fisica che incassa i dividendi della sua società estera dovrà pagare le tasse sulla percentuale del 47,5% di quanto percepito decurtata ( sempre del 47,5% ) delle imposte pagate nel paese dove la ditta è ubicata. Chiariamo meglio: ho una società in un paese X, prendo 100.000 euro di dividendi sui quali pagherò una tassazione media del 20%; la somma che dovrò dichiarare in Italia sarà pari ad euro 100.000 x 0,475, cioè 47.500 dalla quale dovrò decurtare il 0,475 della tassazione pagata all’estero, 100.000 x 0,20 = 20.000 x 0,475 = 9.500 euro; il mio imponibile in Italia diventerà 47.500 – 9.500 = 38.000. Avete capito bene 38.000 su 100.000, niente male come “ regalo “ ai delocalizzatori. E sono 100.000 euro che entrano in Italia senza nessun problema in quanto si pagano le imposte su 38.000.

2)   Ma abbiamo detto che c’è una seconda “ chicca “: se il proprietario della società estera è una società di capitali italiana ( spa, srl ect. ) quei 100.000 euro possono entrare in Italia, puliti e candidi, pagando il 5% sul totale. Su 100.000 euro si pagano 5.000 euro di imposte italiane. Praticamente hanno fatto uno scudo fiscale permanente, senza bisogno di pubblicizzarlo ai quattro venti, poco conosciuto, per nulla propagandato e, proprio per questo, nessuno ne parla. Avete mai sentito qualcuno che abbia tirato fuori questa storia ?

Ed il nostro ineffabile Presidente della Repubblica, con sottofondo del Presidente del Consiglio, e compagnia cantante, si lamentano che in Italia non c’è più crescita e che la recessione sarà ancora più lunga e dolorosa di quanto già non lo sia.

Ma con queste normative fiscali, che rasentano l’autorizzazione all’evasione, chi è quel pazzo di imprenditore che continua a rimanere in Italia ? Chi è, l’altrettanto pazzo, che viene ad investire in Italia ?

Ma abbiate un minimo, dico un minimo, di decenza. Invece di rompere i coglioni alla gente che ancora, e nonostante tutto, crea impresa ed occupazione in Italia, andate a rivedere, e modificare, le normative fiscali, andate a cercare l’evasione dove veramente è, e lasciate in pace i piccoli commercianti e le piccole imprese artigiane, anche perché, con le percentuali di tassazione esistenti in Italia, se questi non tirano fuori il loro stipendio in nero, debbono chiudere. Debbono chiudere, avete capito ?, per la voracità del fisco e debbono fare del nero per sopravvivere. Questa è la realtà: voi avete voluto questo e continuate ad alimentarlo.

Ma, ne siamo sicuri, verrà il giorno in cui questa massa informe si ricorderà di essere stato un grande Popolo, ed allora, finalmente, vi caccerà a calci in culo per fondare una nuova democrazia: quella partecipativa.

Che il domani ci trovi pronti !

Claudio Marconi   pernacchio--400x300

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