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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

DAL 2002 CI DERUBANO 1.155 EURO L'ANNO. SIAMO MESSI PEGGIO CHE NEL 1929

Pubblicato su 16 Aprile 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

In Italia la crisi sistemica, resa ancor più grave dall’assenza assoluta di concorrenza e da norme basilari di trasparenza in settori vitali come banche, assicurazioni, elettricità ed energia, ha saccheggiato le tasche delle famiglie italiane al ritmo di 1.155 euro l’anno dal 1 gennaio 2002, con un conto finale in 11 anni di 12.700 euro a carico di ogni nucleo famigliare ed un trasferimento totale di ricchezza pari a 279,5 miliardi di euro. A calcolarlo sono Adusbef e Federconsumatori.

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Gli effetti negativi della crisi economica che stiamo vivendo in questi ultimi anni sono più pesanti di quelli registrati negli anni Trenta: basti considerare che se tra il 1929 e il 1934 la contrazione degli investimenti in Italia fu del 12,8%, tra il 2007 ed il 2012 il calo è stato del 27,6%, cioè più del doppio rispetto a quanto accaduto 80 anni fa.

 

In linea con quello degli investimenti anche il dato del Pil dimostra che, a livello aggregato, la ricchezza prodotta dal paese al netto dell’inflazione durante la crisi degli anni Trenta diminuì del 5,1%, laddove tra il 2007 e il 2012 la contrazione è stata del 6,9%. Così, il Pil pro capite durante la grande crisi scese dell’8,6% a fronte del calo del 9,4% registrato in questi ultimi anni. Tendenza invertita, invece, solo per i consumi delle famiglie che registrarono la caduta drammatica del 9,4% negli anni Trenta a fronte della diminuzione del 5% di questi ultimi anni.

 

E’ chiaro, sottolinea la Cgia, che questa comparazione presenta dei limiti riconducibili all’incompletezza delle statistiche riferite agli anni Trenta. Pertanto, i risultati vanno presi con le molle, anche se ci consentono di realizzare una comparazione che ci ribadisce la gravità della situazione che stiamo vivendo.

 

Va altresì ricordato che in questa analisi sono stati presi in esame gli unici indicatori che potevano essere confrontati e che negli anni Trenta la durata media della vita, la mortalità infantile, il livello di istruzione, le condizioni abitative, quelle igienico/sanitarie e la ricchezza media delle famiglie non erano minimamente paragonabili a quelle attuali.

 

Fonte: freeondarevolution.blogspot.it

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