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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

DA MAGGIORDOMO DI ARCORE A " SCENDILETTO " DELLA KYENGE

Pubblicato su 6 Luglio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

E’ la storia di Angelino Alfano e, in gran parte, del Pdl. Che dopo avere rastrellato voti in nome della sicurezza e del taglio alle tasse, si sono accomodati al governo con ex clandestini e tartassatori.

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Ma è nell’enfant poco prodige Alfano, che si sintetizza in maniera perfetta questa metamorfosi. Mentre Lampedusa è presa d’assalto da folle di africani – alcuni persino accompagnati da giornalisti – lui si gingilla tra convegni e ospitate. Assicura che si, arrivano mille clandestini al giorno ma in fondo, non è un’emergenza, tanto li sparpaglia in tutta Italia: i nuovi Kabobo. In questo suo progetto di ‘minimizzazione’ del fenomeno, è ben accompagnato dai giornali, che hanno relegato Lampedusa in un angolo buio della loro coscienza. Per ripescarla – statene certi – l’8 Luglio, quando il capo dello Ior sbarcherà anche lui.

In tre mesi che è al governo, Angelino nostro ne ha combinate parecchie. Ha dato il via libera alla svuotacarceri – dopo avere promesso il contrario – non ha respinto neanche un clandestino e ne ha accolti a migliaia. Si gloriò, settimane fa, mentre ne arrivavano cento all’ora, di averne rimpatriati una novantina in una settimana. Ma la sua non è solo incapacità, c’è del ragionamento, perverso, ma c’è. Perché la Kyenge ha assicurato che loro due, insieme, rivedranno la legge sulla cittadinanza e il reato di clandestinità. E Alfano non ha smentito. E’ da mesi che fa lingua in bocca con la congolese.

Come tutti i politicanti che fanno politica per mero arrivismo personale e non perché ‘credono’ – stile Renzie per intenderci – è anche lui affetto da poltronismo. Essere al governo lo ‘eccita’, si sente importante. Cosa sarebbe, lui, dopo la fine del governo Letta? Un nulla travestito da niente. E’ la sindrome di Fini.
Un ministro degli interni dovrebbe abbandonare Roma, e porre la sua base su una nave militare nel Canale di Sicilia finché l’emergenza invasione non fosse risolta. Lo so, è un sogno, ma dovrebbe essere la normalità. Ma a gente come Alfano non frega nulla dell’Italia e della sua gente, a loro interessa solo il proprio tornaconto politico.

Svuotano le carceri e spalancano le porte. Tanto loro hanno le scorte, e i clandestini non busseranno a casa loro. Non stupreranno le loro figlie. Non aggrediranno i loro genitori. Loro sono intoccabili. E fanno l’accoglienza con il sedere degli altri. Esattamente come il capo dello Ior. Tanto i clandestini non vanno in Vaticano.

Tratto da: identita.com

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