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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

CREARE IL TERRORE PER MEGLIO DOMINARE I POPOLI

Pubblicato su 28 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

L'esecutivo Monti-Napolitano è un perfetto artefice del mutamento del capitalismo da produttivo a finanziario. Stanno lavorando per tornare ai tempi dei bambini sfruttati di Liverpool e Manchester, il popolo, in generale, ed i lavoratori in particolare, debbono avere sempre meno diritti. I diritti non sono un regalo ma qualcosa che mi spetta a fronte di un mio dovere, se svolgo bene il mio dovere debbo avere i diritti concordati. Oggi svolgiamo bene il nostro " dovere", paghiamo come non mai, attraverso la tassazione,che ormai è una vera e propria vessazione, i servizi/diritti che lo Stato ci deve concedere e la risposta dei tecnocrati e dell'esecutivo Monti-Napolitano è annunciare la non sostenibilità del sistema sanitario. Mandanti: l'Europa e le sue creature, esecutori Monti-Napolitano, complici tutti quelli che sono d'accordo con questi due. Altro che primarie ! C.M.

 

krieg-und-finanz

 

Una delle letture più inquietanti dell’attuale situazione politica è quella che vede la presenza di un governo impegnato non tanto a risolvere i problemi economici, quanto piuttosto ad esacerbarne gli effetti per finalità che non possono essere pubblicamente rivelate.
Leggere “Shock economy” di Naomi Klein sarebbe una cosa oltremodo salutare per chiunque, in particolare per coloro che ancora si domandano (o non si sono mai domandati) da dove arriva questa crisi e chi se ne avvantaggia.
Gli analisti e gli economisti alternativi alla propaganda di regime non escludono del tutto che se la crisi è insita nelle storture del capitalismo finanziario e ne costituisce il punto d’arrivo obbligato, è anche vero che la crisi stessa può essere sfruttata dai poteri finanziari che ne sono artefici per imporre i modelli sociali a loro più favorevoli.
Quali siano questi modelli, è presto detto; lo snaturamento delle regole democratiche e la trasformazione dello Stato in uno strumento il cui unico potere è quello di obbedire ai potentati economici, se necessario usando la violenza contro gli oppositori laddove non risulta sufficiente il condizionamento ideologico.
Monti e la sua giunta di non eletti, imposta dall’alto da un personaggio che se anche ha letto la Costituzione, non deve aver trovato nessuno che glie la spiegasse, sono artefici del più colossale tracollo economico italiano fin dai tempi della guerra.
Qui le strade si dividono, poichè i più ottimisti (e a mio avviso i più ingenui) ritengono che l’attuale giunta sia composta da persone quantomeno insensibili alla sofferenza popolare. Se così fosse ci sarebbe quasi da rallegrarsi, poiché le deformità di una politica hanno le gambe corte e vengono a galla in tempi rapidi.
Invece la seconda interpretazione vuole che la giunta abbia tutto l’interesse a provocare un disastro di proporzioni gigantesche, poiché soltanto in questo modo sarà possibile procedere con la costruzione di un “nuovo ordine” consistente nel capitalismo nella sua versione più feroce e inumana. Esempi di questa strategia non mancano negli ultimi decenni in svariati paesi, dal Sudamerica alla Russia e dall’Indonesia a parecchi paesi africani.
L’artefice ideologico di tale impostazione è l’economista Milton Friedman, secondo il quale lo shock causato da una brusca immersione nell’insicurezza collettiva disorienta la popolazione al punto tale da poterle imporre ciò che in tempi normali sarebbe impensabile, compresa naturalmente l’aggressione senza limiti ai diritti civili ed al potere d’acquisto. Il tutto, s’intende, a vantaggio dei beneficiari del mercato selvaggio.
E’ in fondo la trasposizione politica della blitzkrieg, la tecnica della guerra-lampo che nella prima fase della seconda guerra mondiale, dal 1939 al ’41, permise ai tedeschi di fagocitare mezza Europa subendo perdite limitate.
La dottrina dello “shock” di Friedman deve essere ben presente nella giunta Monti, a giudicare dai provvedimenti che stanno causando un aumento abnorme della disoccupazione e lo smantellamento dell’apparato industriale. Di pari passo si procede con la compressione dei salari e col ricatto che costringe i lavoratori ad accettare condizioni di lavoro sempre più degradanti.
L’obiettivo finale è la restaurazione di una società basata sull’ineguaglianza di classe. Più che fantapolitica, si tratta nientemeno che del modello sociale esistente all’incirca fino ad un secolo fa.
I reazionari non hanno bisogno di far lavorare la fantasia; per loro basta rifarsi a quel che c’era prima.
Ovviamente la propaganda esiste per far credere che le cose siano diverse da come sono in realtà, per cui i servi che dirigono quasi tutti i telegiornali italiani non fanno altro che mostrarci l’azione della giunta come il “male minore” rispetto al presunto “disastro” che comporterebbe una politica alternativa al neoliberismo. Tacendo naturalmente sulle esperienze di quei paesi che dalla dittatura capitalista stanno emergendo con grande coraggio e determinazione.
La prima cosa che non dobbiamo sapere, com’è ovvio, è che un’alternativa esiste ed è praticabile, quando si ha a disposizione una classe politica vera e non una discarica di rottami umani.
Il primo passo verso l’alternativa è quindi comprendere che essa esiste e che ce la stanno nascondendo. Il secondo passo prevede che si aprano gli occhi sull’opera distruttiva dell’attuale giunta Monti-Napolitano, perchè un conto è credere di essere governati da qualcuno che sbaglia, un altro è capire che il disastro è lo strumento scientemente utilizzato per sovvertire quel poco di democrazia che le generazioni passate hanno costruito.
Soltanto a partire da queste basi è possibile organizzare la riconquista dei diritti, della dignità del lavoro e in una parola di tutto quanto ci rende civili e ci eleva al di sopra della condizione di plebe rincretinita e sfruttata.

Anna Orsa
 

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