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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

COSA SUCCEDE SE RITORNA LA LIRA ?

Pubblicato su 9 Aprile 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

A condizione però che sia del Popolo e Stampata da una NUOVA Banca PUBBLICA davvero, non come la Banca d'Italia che è privata e possiede il 15% della BCE.
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Le stime del gruppo bancario Nomura rese pubbliche nel 2011 prevedono che rispetto all'Euro attuale la "nuova lira" avrebbe una svalutazione di circa il 30%. Oggi il rapporto euro/dollaro è 1.30 circa, occorrono 1.30 dollari per acquistare 1 euro. Tornando alla lira occorrerebbe circa 0.95 dollari per acquistare 1 “nuova lira”. Sarebbe lo stesso rapporto che esisteva tra euro e dollaro dal 2002 al 2006, quando occorreva circa 1 euro per acquistare 1 dollaro, per cui un rapporto sostenibile e non drammatico come si vuole far credere. Inoltre non è vero che la svalutazione si scarica in toto su ogni bene prezzato circolante, in quanto solo una parte dei beni circolanti è prodotta all'estero e importata.

http://mobile.ilsole24ore.com/sole24orem/post/99?pagina=2&url=Aabi5jSE

Ma ancora più importante: la svalutazione della “nuova lira” rilancerebbe tutto l’export italiano a livelli altissimi, con entrate forti di capitale straniero. Poi, è importante capire che nulla accadrebbe al livello dei redditi italiani, che saranno prezzati in lire e con un'economia totalmente diversa, potranno essere sostenuti senza limiti dallo Stato. Tutto ciò che è prezzato in lire e prodotto e venduto all’interno dell’Italia non subirebbe variazioni alcune. Per la quota non maggioritaria di beni e servizi che la “nuova lira” dovrebbe acquistare all’estero, vale il discorso dell’aumento di entrate nazionali in valuta straniera con cui pagare quegli acquisti, grazie all’aumentato export italiano che una “nuova lira” svalutata ci garantirebbe. Inoltre, oggi sempre meno produttori di energia (Russia, Arabia Saudita…) desiderano pagamenti in Euro. Infine, la piena occupazione con la rivisitazione di ogni campo economico e quindi lavorativo con la piena occupazione, rilancerebbe la nostra economia e dunque attirerebbe gli investimenti stranieri in Italia, che significano altro capitale estero con cui pagare le nostre importazioni.

Tratto da: noi-i diritti del cittadino   432215_286808828059416_145336488873318_732411_193507306_n.jpg

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