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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

COSA SONO,COME NASCONO I PRODOTTI DERIVATI ? LO SPUNTO: IL CASO MPS

Pubblicato su 25 Gennaio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

I prodotti derivati, la pietra dello scandalo in vari casi di finanza allegra, non sono spuntati fuori solo nell'ultimo caso del Monte dei Paschi di Siena. Già a metà degli anni 90 Nick Leeson, aveva fatto saltare la banca della Regina, la Barings Bank, con una serie di arbitraggi sull'indice giapponee, il Nikkei, speculando su presunte discrepanze tra le sue quotazioni di Osaka e Singapore. La Barings venne successivamente ricomperata da Ing (banca olandese) per una sterlina nel 1995.
Sempre nel 1998 il leggendario Hedge Fund LTCM (Long Term Capital Partners), gestito dal mito John Meriwether con i suoi discepoli della Salomon Brothers di Londra e New York, fecero tremare le Borse mondiali per le loro ''puntate" su derivati su tassi d'interesse, azioni ed operazioni riferibili a titoli di Stato Italiani CCt e BOT. Intervenne la Federal Reserve a ripristinare la calma sui mercati... Il fondo in oggetto era controparte quotidiana dello scrivente che si azzufava mensilmente con loro operatori poco modesti a dir poco.
I derivati hanno origine lontane Nel 1971 Nixon sospese la convertibilità aurea del dollaro sganciandolo dall'oro. Malgrado tutto, il dollaro rimaneva di fatto la moneta di riserva degli scambi a livello globale, con il marco tedesco e la sterlina a seguire... La succesiva liberalizzazione dei movimenti di capitale stabilita da un acordo ronald Reagan-Thatcher poneva un ulteriore tassello allo sviluppo dei derivati e a strumenti finanziari sempre più complessi e rischiosi.
L'abolizione di fatto del Glass-Steagall Act (introdotto nel 1933) che costringeva ad una netta separazione tra Banche commerciali e Banche d'Investimento, avvenne a partire dal 1985 e con il Big Bang inglese del 1986 che lanciava di fatto le Borse elettroniche ed il LIFFE (London Financial Future Exchange). Questa ''innovazione" thatcheriana fece decollare il mercato dei derivati in Europa dove venivano trattati i Future sui famigerati Bunds (Obbligazioni tedesche a 10 anni), mentre negli USA già esistevano il CME (Chicago Mercantile Exchange) ed il CBOT (chicago board of Trade).
In sostanza il mercato USA era in condizioni di monopolio su derivati di materie prime, tassi d'intersse, indici di Borsa. Dal 1986 le banche di Londra incominciarono a ''spingere'' sul mercato dei derivati, creando una fonte alternativa di utili al mercato dei prestiti che generava sempre meno utili. Perfino le Banche giapponesi rimasero invischiate in clamorose perdite su derivati a cavallo degli anni 90. Nel frattempo colossi quali Merrill Lynch e Salomon brothers si "ingarellavano" creando vere e proprie strutture parallele al private Banking e all'attività tradizionale commerciale.
Nel 1990 la Merrill Lynch decise di puntare sui derivati europei e i Titoli di Stato italiani, assumendo lo scrivente e costituendo unità autonome che operando in derivati prducevano 500 milioni di dollari di profitto all'anno, La vera regina di questi prodotti era la Salomon Brothers con il suo leggendario arbitrage desk mondiale capitanato da John Meriwether e con operatori miliardari tra i quali, a Londra, Kave Alamouti (iran Prof di Economia alla London School of Economics) , Paul MAthews e Miogin a Tokyo. La merrill lynch aveva pero' un team fortissimo sull'Europa, comprendente, Michele Di Stefano (leggenda sui cambi), Olivier doria e Alessandro Ceccaroni che rano stati tra i primi con Marco Mazzuchelli della Morgan Stanley a lanciare titoli di Stato italiani e derivati sui BTP nel mondo.
Ma in sostanza che cos'e' un derivato?
Si tratta di uno strumento ''collegato'' ad un sottostante (per esempio un'azione, un tasso d'interesse o un titolo di Stato): il derivato ne riproduce esattamente la dinamica sia da un punto di vista di rischio finanziario, che del ritorno.
La differenza essenziale sta nell'impiego del capitale che nel prodotto derivato è una frazione del sottostante.
Il cosiddetto margine varia dal 2 al 7 % del sottostante. Per questo si parla di leva finanziaria... poiche' con 50 mila euro di capitale si può controllare un milione di euro di BTP ad esempio... circa 20 volte l'importo iniziale investito... se il prezzo del BTP si sposta del'1 % a favore della mia posizione, guadagno il 20 % (1 unità divise le 5 iniziali investite). Mentre se operi in maniera tradizionale, il guadagno sarebbe dell'1 % solamente e viceversa!!
Tutta questa flessibilità dei derivati ha consentito il loro impiego per strategie sempre più complicate come il famoso spread BUND_BTP che nel 1987 veniva considerata un'operazione banalissima. Inoltre i dirigenti delle banche centrali europee hanno fatto un largo uso di derivati per migliorare i ratios relativi al trattato di Mastricht. Le banche giapponesi e italiane li hanno usati da 20 anni per ''modulare'' il conto economico delle stesse: in annate brutte gli consentivano di gonfiare gli utili e in annate buone di diminuire il carico fiscale riportando utili ad annate future.
Olivier Doria
Ultima modifica il Venerdì, 25 Gennaio 2013 18:41
Fonte:di-Roma.com
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