Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

CONTINUANO A FARCI GUARDARE IL DITO E NON LA LUNA

Pubblicato su 22 Maggio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Si, è proprio così. Da venti anni ormai la strategia è sempre la stessa, puntare la luna e costringerci a guardare il dito. E con sciente strategia continuano con la sempre efficace tecnica del “dividi et impera”.

 

Letto l’interessantissimo post del professor Mela (che trovate qui) sul numero di decunce anonime a carico di presunti evasori, mi sono reso conto che stanno perseverando in questa semplice strategia. Cos’è la luna in questo caso? Riuscire ad abbassare le tasse per tutti. Bello slogan no?

Come ci dividono? Mettendo l’uno contro gli altri “evasori” e “brava gente”. Li ho messi tra virgolette perchè è difficile distinguere chiaramente chi è evasore (o cerca di sopravvivere) e chi è brava gente (o muore d’invidia o sono semplicemente creduloni in buona fede).

 

Ragioniamo idealisticamente e poniamo che l’evasore è colui che non può pagare le tasse altrimenti si vedrebbe costretto a chiudere l’azienda o la propria attività, e che la brava gente sia chi crede che in questo modo lo Stato terrà fede allo slogan e abbasserà le tasse a tutti.

D’altronde, uno Stato senza tasse non può esistere, ed è il caso di metterselo in testa, perchè se pensiamo alla libertaria maniera, le chiameremo in un altro modo, ma sempre tasse saranno.

Il libertarismo profetizza uno Stato inesistente e comunità autonome di persone che si aggregano liberamente. Ma dall’instante T+1 queste nuove “comunità” si daranno delle regole e si tasseranno. E’ ineviatabile. Su che strade cammirerebbero? Chi penserebbe ai bisogni base delle nuove comunità? Mi riferisco alle cose più banali: la rete fognaria, l’illuminazione delle città, la tutela della proprietà privata, ecc.

 

Quindi se la vostra intenzione è non pagare le tasse non dovete cambiare sito web o città o nazione, dovete cambiare pianeta!

 

Ma…..le tasse devono essere “giuste”. E con questo aggettivo si può intendere, un livello adeguato e proporzionato al tipo di servizio che ricevo in cambio dal pagamento di quest’obolo, senza che questi servizi siano limitanti della mia libertà di pensiero, di espressione, di creazione. Moltissimi interventi sono portati a livello statale perchè solo a quel livello si può avere l’opportuna economia di scala tale da poter garantire a tutti il minor costo. E il nocciolo della questione è proprio questo, oggi lo Stato italiano non garantisce a suoi cittadini il “minor costo” frutto dell’economia di scala. Anzi, si appropria indebitamente di un markup che serve a tenere in piedi il baraccone formato da partiti, caste, privilegiati, protetti, ecc, ecc, ecc.

 

Ogni comunità di persone reagisce in questo modo (evadendo) se vede il frutto del proprio lavoro sperperato al solo scopo di mantenere in piedi un carrozzone inefficiente che offre da mangiare (e che mangiare!) ad una pletora di parassiti.

 

Vi faccio un esempio. Immaginiamo di organizzare un pic-nic in campagna. Siamo venti persone e decidiamo di distribuirci le spese e i lavori. Alcuni cucineranno distribuendosi il lavoro tra i primi, i secondi, i contorni (lavoratori dipendenti). Altri porteranno i cibi da cucinare (le imprese). Altri decideranno di organizzare il tutto, fornire le informazioni, apparecchiare, pulire i tavoli, preparare il barbeque (lo stato). Altri sceglieranno di contribuire solo economicamente magari comprando le tovaglie, bicchieri di plastica, piattini e così via (i risparmiatori). Poi ci sono gli amici che hanno perso il lavoro a cui diciamo, vieni pure, non è necessario che tu porti nulla (i disoccupati con indennità). Poi c’è una quinta categoria, quella di chi viene, vi promette di acquistare i piattini con i vostri soldi, ma ci fa la cresta, mangia più del dovuto lasciando a bocca asciutta gli altri commensali, porta in generale meno pur ricevendo in cambio un beneficio pari o superiore agli altri. E in più per evitare di essere additati come colpevoli di rovinare la piacevole giornata, diranno ad una parte che la tavola non è stata ben pulita, che il mangiare non era eccellente, che chi ha fatto la spesa poteva risparmiare, in modo che tutti avranno di che discutere con gli altri, magari azzuffandosi e perdendo vista l’unica verità: che la quinta categoria sono dei PARASSITI.

 

 Continuano a farci guardare il dito e non la luna!

 

Torniamo alla vita reale. L’attività di recupero dell’evasione è corretta, se e solo se, mira all’effettiva riduzione delle tasse per tutti, in modo che anche chi ha evaso fino ad oggi, domani riterrà più opportuno pagare le proprie tasse perchè sa di riceverne in cambio un beneficio collettivo oltre che personale.

Le strade da percorrere per raggiungere quest’obiettivo sono tre, una parallela all’altra.

La prima: non si convince la gente a pagare le tasse facendo la “spia”, ma facendo percepire le tasse come un’utilità per la comunità e per se stessi, quindi bisogna alzare il livello dei servizi, o abbassarne il costo.

La seconda: la “spia”, e in questo caso si chiama “abbattere il muro di omertà”, va fatta soprattutto per la corruzione, vero nemico della comunità, e costo che ci accolliamo tutti. Ingrossa le spese ma non il servizio corrispondente a beneficio dei pochi corrotti (senza considerare che sono pagati dalla stessa comunità, quindi ci fregano due volte).

La terza: pretendere dallo Stato un rapporto 1:1 tra evasione recuperata e riduzione della tassazione! In modo da tradurre in realtà lo slogan sbandierato.

 

Solo percorrendo contemporaneamente queste tre strade si può arrivare a migliorare la situazione del Nostro Paese, altrimenti non avremo via di scampo, né noi né i nostri figli.

Smettiamola di farci dividere con il giochetto “dividi et impera”, abbiamo perso già troppo!

La battaglia non è tra “evasori” e “brava gente”, ma tra Cittadini nel loro complesso e parassiti che succhiano il lavoro sia degli evasori (perchè se sono evasori qualcosa la devono aver prodotta) e brava gente.

Guardiamo la luna non il dito.

Fonte: rischiocalcolato  toccare-la-luna-con-un-dito.jpg

Commenta il post