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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

CON LA LIBERTA' DI STAMPA NON SI SCHERZA

Pubblicato su 28 Settembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

In Italia, anche se può sembrare assurdo, si rischia la galera per il reato di opinione. Ciò che stupisce, in questo caso, e di cui si stupisce lo stesso Sallusti, è che la critica mossa ad un magistrato che aveva autorizzato una tredicenne ad abortire, sia approdata in un tribunale penale anziché risolversi in sede civile. Cosa che spesso accade ai giornalisti, senza molte eccezioni. Si sconta una pena pecuniaria ed il caso è chiuso. Il caso Sallusti, al di là dell’inquietudine che può aver procurato nel direttore che, tuttavia, si dichiara tranquillo, ha se non altro un merito: tutti stanno dalla sua parte e non perché è Sallusti, visto che si è schierato in prima linea anche uno dei suoi più acerrimi nemici: Antonio Di Pietro. Semplicemente tutti ritengono assurdo che si possa finire in prigione per un’opinione non condivisa. E’ una concreta minaccia alla libertà di informazione che, se non fermata, rischia di diventare un bavaglio per tutti, non solo i giornalisti, anche per i blogger, ad esempio, perché come si sa, la responsabilità penale è personale. Proprio da questo principio prende avvio la riflessione di Giovanni Valentini per Repubblica:

 “Rispetto al principio fondamentale per cui la responsabilità penale è necessariamente personale, appare già di per sé mostruoso l’istituto della responsabilità oggettiva che incombe sul direttore di un giornale, per tutto ciò che viene scritto e pubblicato, anche indipendentemente dalla sua impossibilità fisica o materiale di controllarne il contenuto. È una presunzione giuridica ormai inaccettabile, un automatismo intimidatorio e vessatorio, che configura una forma indiretta di censura preventiva. E rappresenta perciò una grave limitazione – questa sì, davvero oggettiva – alla libertà di stampa.”

 Poi, ricordando che difficilmente i magistrati pagano per i loro errori, lamentandosi di una giustizia che è discriminante nel momento in cui i giudici, anche quando chiamati in causa, si servono di “corsie preferenziali”, grazie all’appoggio dei colleghi compiacenti, Valentini conclude:

 Nel nostro sciagurato Paese, collocato non a caso agli ultimi posti nelle graduatorie mondiali della libertà d’informazione, sono già troppi i vincoli e i condizionamenti che gravano sulla stampa. Non c’è bisogno di mandare in galera i giornalisti per difendere l’onore e la reputazione di nessuno. E neppure di riservare trattamenti di favore ai magistrati, come se fossero una casta di intoccabili, per tutelare le prerogative di una categoria composta da tanti rispettabili servitori dello Stato.

 Anche un ex magistrato, oggi uomo politico, il leader di Idv Antonio Di Pietro ha presentato un’interrogazione al governo per chiedere il varo di un provvedimento che abolisca la galera per i giornalisti. Ospite della Parodi a La7, Di Pietro ha dichiarato che la sua non è soltanto difesa del giornalista Sallusti, quanto piuttosto del diritto costituzionale all’informazione libera e plurale e del diritto ad essere informati. In extremis, il Capo dello Stato può concedere la grazia, come è successo in passato in casi simili. Certo è che il direttore de Il Giornale ha detto no alle scorciatoie proposte dai suoi avvocati, come osserva nel suo editoriale, ed è convinto che una sentenza che lo condanni non farebbe onore né alla Giustizia italiana né ai vertici dello Stato né alla politica:

“Vogliono fare concludere il settennato di Napolitano (l’ho aspramente criticato in passato, se sarà il caso lo rifarò ma lo rispetto e ringrazio per l’interessamento annunciato ieri) che dei magistrati è anche il capo, con una macchia indelebile per le libertà fondamentali? Vogliono mandare Monti in giro per l’Europa come il premier del Paese più illiberale dell’Occidente? Lo facciano, se ne hanno il coraggio.“

 Non so se questo coraggio l’avranno, ma ci consola il fatto che sulla libertà di opinione almeno sono tutti d’accordo. Come scrive Pino Scaccia sul suo blog: ci si può scannare sulle idee ma con la libertà di stampa non si scherza.

Rosa Zingaro   ROSA.png

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