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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

COMUNITA' IDEOLOGICA E/O INNATA SOCIETAS

Pubblicato su 27 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Ben sapendo di correre il rischio di ripetere concetti ed idee già espressi su questo blog, oggi pubblichiamo due articoli sul perchè e come si dovrebbero organizzare le singole comunità,

Comunità composte da liberi cittadini, autonome ed autogestite.

Ognuno dovrà camminare con le proprie gambe e, se verrà ritenuto utile, ogni tanto fare un incontro tra i vari nuclei.

Gli incontri dovrebbero avere lo scopo di studiare una comune linea di azione.

Dopo un periodo di opportuno rodaggio si potrà, sempre e solo se si vorrà, verificare la opportunità di fare un movimento che, pur lasciando l'autonomia organizzativa e territoriale ai singoli gruppi, agisca in maniera concordata ed uniforme in tutto il territorio.

E' bene chiarire da subito che non è nostra intenzione omologare nessuno, se e quando il movimento si costituirà, dovrà essere una libera espressione dei singoli e se qualcuno ha la smania di arrogarsi il ruolo di capo, vice-capo, assistente-capo o capo manipolo ha sbagliato indirizzo.

Comunità di uomini liberi che liberamente decidono di mettersi insieme.

Questa, secondo noi, è la strada da seguire, ma se ci sono proposte ed idee migliori che ben vengano, non abbiamo la presunzione di avere la verità in tasca. Che l'alba del nuovo giorno ci trovi pronti.

Claudio Marconi     

 

Ideologia è quel cancro che a partire da soggettive ed arbitrarie “costruzioni intellettuali” e/o da schemi (religiosi, politici, economici, sociali, culturali, ecc.) preconcetti, dogmatici e statici – non solo ribaltano diametralmente i termini dell’equazione umana e dell’assetto naturale del mondo, ma pretendono intervenire ed agire sulla realtà, suggerendo e/o imponendo una visione delle cose che lascia direttamente o indirettamente credere  all’uomo della strada che il reale delle sue naturali percezioni, è sempre e comunque irreale.

Come è facile dedurlo,  infine,  per una visione strettamente “ideologica” della realtà, il domani è sempre e comunque ieri. Dopodomani, è ancora ieri. E dopodomani l’altro, immutabilmente ed inalterabilmente ieri: uno ieri virtuale, cioè, che non solo contribuisce a deformare costantemente la nostra percezione dell’oggi e del domani, ed a falsarne sistematicamente le basi di analisi e di

giudizio, ma tende soprattutto a suscitare e ad intrattenere, nella nostra psiche, ogni sorta di inutili speranze d’avvenire. Come ha spiegato lucidamente Alberto Mariantoni questa è una “Comunità  ideologica”.

Non tenendo in considerazione il fatto che ogni uomo è unico, originale ed irripetibile – quindi, potenzialmente complementare – i responsabili delle diverse e variegate forze antagoniste che esistono all’interno delle nostre società, pretendono puerilmente omologare il pensiero e l’azione dell’insieme dei loro adepti, forzandoli ad identificarsi al “modello” personale che essi stessi si sono soggettivamente ed arbitrariamente forgiato o strutturato.

Risultato: chi non la pensa ed agisce esattamente alla ideologia è il nemico da avversare e da combattere. Da eliminare.

E’ la ragione per la quale, i responsabili di “Comunità ideologiche” per cercare di evitare, attenuare o contenere il continuo e costante frazionamento e/o l’ineluttabile atomizzazione/scomposizione centrifuga dei loro ranghi tendono prioritariamente a concentrare l’attenzione dei loro affiliati sugli eventuali nemici interni o esterni  che potrebbero minacciare o rimettere in discussione le presupposte credenze comuni e/o la congetturata unità del gruppo.

Al contrario invece che cos’è una Innata Societas?

E’ un ‘modello di società’ che – con tutte le sue possibili ed immaginabili varianti politiche, economiche, sociali e culturali interne – tende naturalmente e spontaneamente a costituirsi e ad organizzarsi, senza l’ausilio di nessun artificio o, se si preferisce, di nessuna costruzione o elaborazione intellettuale, né di nessuna finzione ideologica, politica, giuridica o amministrativa. Quello che Paolo Signorelli intendeva per “Laboratorio Politico” libero da preconcetti, dogmi, forzature ideologiche di destra o sinistra, nostalgismi varii, ingerenze partitiche o di gruppi.

L’Innata Societas deve nascere non da gruppi, ma da uomini liberi, che facciano tabula rasa del nostro primo nemico: l’ideologia.

Solo così si potrà costruire una risposta al Dominio ed ai suoi servi, ed alla loro terribile arma che permette di soggiogare il popolo: l’ideologia.

Gli uomini e le donne di Ipharra Comunità Innata Societas   Comunita-2.jpg

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