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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

CHI DEVE STAMPARE MONETA ?

Pubblicato su 24 Ottobre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

Questo è il testo, pubblicato integralmente dal Corriere di Forlì sabato 22 ottobre, di una lettera sull'emissione monetaria di Ipharra Forlì, aderente al Fronte di Liberazione dai banchieri ( ndr )

 

Abbiamo letto con molta attenzione la lettera del Sig. Michele Rubino “Le proposte per un nuovo sistema” pubblicta il 20 ottobre.

Siamo totalmente d’accordo con le prime 9, ed abbiamo una piccola osservazione sulla 10: il coordinamento dovrebbe essere composto da tutte le persone singole e dai gruppi, al di là ed oltre le schematizzazioni politiche od ideologiche create dal Sistema esclusivamente per dividere, che si riconoscono nelle proposte presentate e non esclusivamente da chi ha partecipato alla manifestazione di Roma del 15 u.s. ( noi, ad esempio, abbiamo effettuato un volantinaggio davanti alla Banca d’Italia di Forlì ).

Chiarito questo, sempre dal nostro punto di vista,nell’elenco delle proposte manca la più importante ed incisiva: Riappropriarci della Sovranità Monetaria con la stampa della moneta da parte dello Stato.

 La B.C.E. (Banca Centrale Europea), per conto della Banca d'Italia, mette in circolazione le euro/banconote stampate a costo zero “prestandole” agli Stati, in cambio di titoli del tesoro (B.O.T o C.C.T) ma attenzione: non “accreditando” bensì “addebitando” agli stati sovrani, ovvero cedendo le banconote non al costo tipografico ma al valore nominale (50, 100, 500 euro), gravandole poi degli interessi, al tasso che la stessa Banca Centrale decide in totale autonomia e senza alcun reale controllo da parte delle istituzioni pubbliche.

Inoltre, questo è possibile grazie alle direttive impartite dal famigerato, nonché incostituzionale, “Trattato di Maastricht”, (trattato sulla moneta unica europea) entrato in vigore il 1° novembre 1993.

La Banca Centrale Europea, quando “fabbrica” una qualunque banconota, sostiene un costo materiale di soli 0.3 centesimi di euro.

La differenza tra il costo di stampa e il valore facciale delle banconote viene comunemente definito “Reddito da Signoraggio”e viene attribuito alla Banca Centrale per la sua funzione di emissione.

Ad esempio: su un biglietto da 100 la Banca Centrale incamera 100 euro più gli interessi, diciamo del 2,50%, meno il costo di produzione di circa 3 centesimi, perciò il guadagno da Signoraggio per la banca è pari a euro 102.47, che in parte vanno ad incrementare il debito pubblico e in parte vengono incassati come interessi dalla stessa Banca Centrale.

In Italia la Banca Centrale di emissione è denominata “Banca d’Italia” ma in realtà non è “pubblica” o “dello Stato” come ingenuamente è indotta a credere la gente comune, sopratutto per la generica ma ingannevole definizione di “Istituto di diritto pubblico” contenuta nel suo statuto.

La banca d’Italia in pratica è e si comporta come una S.p.A. ed è gestita da privati e anche se continua ad apparire a tutti come “la Banca Centrale dello Stato Italiano”, in realtà Bankitalia è “di fatto privata” perché controllata per il 90%, attraverso “le quote”, dalle maggiori banche private italiane e da alcune grandi Assicurazioni come “Le Generali” e solamente il 5% di quote è posseduto dall’INPS come “ente pubblico” (più una parte trascurabile dall’I.N.A.I.L.).

Tutto questo è in contrasto con quanto stabiliva lo stesso Statuto di

Bankitalia che all’Art. 3, recitava: “in ogni caso dovrà essere assicurata

la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale da parte

di Enti pubblici”.

Se la Banca Centrale non fosse stata di fatto “privatizzata” e fosse lo Stato ad emettere la “nostra moneta”, il cosiddetto “reddito da Signoraggio” tornerebbe allo Stato e non sarebbe sottratto al Popolo sotto forma di interessi sul tristemente famoso “debito pubblico”.

Lo Stato Italiano infatti è oberato da un debito pubblico che ormai supera 1.900 miliardi di euro proprio a causa di questo perverso indebitamento statale in larga parte nei confronti della Banca Centrale e per pagare gli interessi sul debito pubblico, il governo tassa impunemente i cittadini, il lavoro, i servizi, i beni primari e tutto ciò che è tassabile.

Praticamente quando si fanno le manovre finanziarie lo Stato fa l’esattore per conto delle banche alle queali “ deve” l’interesse per i soldi ricevuti.

La triste realtà è che i cittadini italiani sono costretti a sborsare, su questo debito pubblico inventato da politici e banchieri, oltre 90 miliardi di euro di interessi all’anno, estorti dal Governo con l’imposizione fiscale e attraverso il prelievo forzoso di innumerevoli tasse e odiose gabelle.

In definitiva, secondo il nostro punto di vista, è allo Stato che spetta il compito di emettere “tutta” la nostra moneta, come ha già fatto dal 1874 al 1975.

Auriti

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