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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

CHE FARE ? ...ovvero ' non bisogna sperare per intraprendere'

Pubblicato su 7 Agosto 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Un nostro lettore in un commento all’articolo “ Pro Memoria “ di Francesco Torriglia, ci chiedeva di essere più pragmatici, di dare idee, suggerimenti.

E’ da qualche anno che stiamo lanciando delle idee, ma la cassa di risonanza, per il momento, non ha risposto.

Non ne facciamo un dramma. Continueremo, caparbiamente e testardamente, sulla nostra strada, da uomini liberi, senza più lacci, laccetti o catene.

E’ da qualche anno che stiamo lanciando delle idee, ma la cassa di risonanza, per il momento, non ha risposto.

Non ne facciamo un dramma. Continueremo, caparbiamente e testardamente, sulla nostra strada, da uomini liberi, senza più lacci, laccetti o catene.

“ Non bisogna sperare per intraprendere “.

Claudio Marconi

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I fatti della Grecia ci inducono a qualche considerazione sconveniente.

Abbiamo visto che in quel Paese il liberismo sfrenato di BCE, UE e FMI ha dato il meglio di sé ed ha applicato alla perfezione il suo postulato principale: “ si può fare tutto ma in base ad una procedura”.

Anni fa, in mirabili pagine, Josè Antonio scriveva: “ poco importa al liberalismo che un popolo decida di suicidarsi, purchè il proposito di suicidio sia regolarmente sottoposto alla procedura elettorale “ ( maggio 1934 ) e continuava “ Lo Stato liberale non crede a niente, tantomeno a se stesso. Assiste a braccia conserte ad ogni sorta di esperienza, ivi comprese quelle destinate a distruggerlo. Gli basta che tutto si svolga seguendo talune regole procedurali”.

Per il liberismo, i popoli, le nazioni, non sono interlocutori principali, ma secondari e neanche molto significativi. Il suoi interlocutori privilegiati sono le ditte, le multinazionali, il mercato, non le nazioni ed i popoli.

Con questo pensiero hanno distrutto quel che restava delle Comunità di Popolo, Comunità nelle quali una qualsiasi persona era disposta a sacrificarsi e ad operarsi per il bene della Comunità stessa. Nella società mercantile, voluta dal liberismo, nessuno è più disposto a sacrificarsi per la Comunità, nessuno vuole più accollarsi il fardello dei doveri per la semplice ragione che ha abituato, quel che resta del popolo, a dare la priorità ai diritti rispetto ai doveri.

Lavorare è un dovere. Io mi presento in una qualsiasi azienda dicendo quello che so fare, e questo è il dovere verso il quale mi impegno, a fronte di questo mio dovere chiedo dei diritti, solo allora, se io adempio al mio dovere e l’altro non adempie ai diritti, bisogna agire e pesantemente.

L’assunto delle Comunità è diametralmente opposto a quello del liberismo: lo svolgimento del dovere mi da accesso a dei diritti.

Se così non fosse qualsiasi tipo di società è destinata alla morte per il semplice motivo che nessuno intende più impegnarsi per essa.

Castoriadis descriveva in maniera ottimale quello che sono le odierne nazioni:

“ Le società occidentali sono assolutamente decomposte. Non esiste più al loro interno una visione d’insieme che permetta di determinare e di applicare una politica….Le società occidentali non sono più, praticamente, degli Stati…..Sono semplicemente agglomerati di lobbies, che tirano a campare alla giornata, ma ognuna delle quali è capace di bloccare qualsiasi azione contraria ai suoi interessi”.

Per noi l’Idea fondamentale è che sono le Comunità di Popolo, e di conseguenza le Nazioni, il soggetto principale della vita civile. L’economia deve essere posta al servizio della Nazione e non viceversa, come avviene oggi.

L’economia è un mezzo politico, non un fine a se stesso. Essa deve contribuire a rinsaldare e rinvigorire la sovranità e l’indipendenza nazionale, è ora di dire basta a tutti quei cialtroni della stampa e della televisione di regime, per non parlare dei politici, più o meno mascherati da tecnici, che ci propinano, da mane a sera, che è necessario rinunciare alla sovranità nazionale a favore di questa Europa, della BCE e delle banche, per restare in questo circuito mortale.

Abbiamo visto quale è la solidarietà europea di fronte al dramma della Grecia. Questa storia ha dimostrato, come se ce ne fosse stato bisogno, che questa Europa è morta, che questa Europa è una vecchia baldracca che ha puttaneggiato in tutti i bordelli contraendo tutte le infezioni liberal-capitaliste.

Questa Europa ci ha dimostrato, in maniera lapalissiana, come con l’intrigo economico si distruggono gli Stati, si azzera la sovranità nazionale, si considerano i cittadini al pari dei bancomat: spremere finchè c’è sangue, e quando il sangue sarà finito, che muoiano tranquillamente, non ci interessano più, non c’è più niente da prendere, sotto un altro.

I soliti cialtroni, chiamati mass-media, ci vogliono far credere che la crisi è mondiale, ma non è così, la crisi è di questo occidente americanizzato, prova ne sia che Cina, Brasile, India e tanti altri non hanno la “nostra “ crisi, ne sono immuni.

Questo sistema ci sta portando alla catastrofe ed alla fame, questo sistema sta travolgendo l’intera Europa, questo sistema ci sta dimostrando che la crisi è del capitalismo, che non è né sistemica né monetaria: abbiamo poco tempo per reagire. Costruiamo l’azione di riscossa delle Comunità di Popolo.

 

Claudio Marconi

 

....i magistrati capirono che potevano divenire autonomi, non più strumenti delle ideologie e dei partiti e delle mafie, ma loro stessi centro di potere politico/economico.

E tali ora sono.

Non facciamo l’errore delle Brigate Rosse che volevano colpire “il cuore dello Stato”: questo Stato non ha un cuore, ma tanti stomaci: Banca Mondiale, Logge, EU, Vaticano Spa, USA, Entità sionista, Equitalia...Magistratura!

Tanti nemici coalizzati contro il popolo italiano...che non lo capisce è anch’esso un nemico e come tale va trattato.

Quante volte ci è stata posta questa domanda...quante volte abbiamo risposto con coerenza e le nostre soluzioni sono cadute nel vuoto per la pigrizia, per  timore di fallire, per antipatie personali.

Ed allora eccoci ancora una volta a ripetere la sola formula possibile: studiare..studiare..studiare..per divenire soldati politici.

Abbiamo visto che i nemici sono diversi, ma rappresentano la holding del male. Con alleanze temporanee e estemporanee portano avanti i loro progetti criminali. Allora non possiamo focalizzarci su uno e non sull’altro, oppure fare una panoramica del “gruppo” perché rischieremo di perdere di vista i singoli particolari delle loro strategie.

Quello che è assolutamente necessario è una analisi globale e particolareggiata del problema, perché il nemico ha mezzi e uomini per essere sempre davanti a noi. Un rivoluzionario non deve giocare in difesa , ma al contrario sorprendere il nemico, introducendo linguaggio nuovo, nuova estetica, nuovi mezzi.

Chi continuerà a guardare indietro, ad essere anticomunista o antifascista, può semplicemente visitare il mausoleo di Lenin o andare in gita a Predappio. A noi simile gente non interessa perché ( anche se in buona fede) è strettamente legato al passato e quindi utile e colluso con il Sistema che da 60 anni usa gli anti od i neo per consolidare se stesso creando strategie della tensione, finti antagonisti, i puri e duri.

Quello che noi dobbiamo fare è creare “l’uomo nuovo” con una nuova visione politica, non più legata alle vecchie logiche, ma che vada oltre.

Vediamo praticamente come strutturare tutto questo:

Usiamo FB come mezzo di contatto e prima aggregazione, ma passiamo poi velocemente alla creazione di “Centri Studi” sul territorio. Non importa se composti di solo due o tre elementi. L’importante è il collegamento tra i vari nuclei più vicino sul territorio per “esportare” le nostre idee e progetti. Infatti il progetto è valido solo se il laboratorio politico è dinamico e non statico, non rinchiuso tra pochi ma sviluppato tra molti, anche e soprattutto di provenienze diverse.

Il superamento dei preconcetti e delle dottrine devono essere i punti di partenza del progetto che dopo, solo dopo, aver sviluppato idee e creato il soldato politico potrà prendere in considerazione la creazione di un Movimento.

Il resto sarebbe solo la ripetizione stupida e criminale dei fallimenti politici che abbiamo vissuto in tutti questi anni.

 

Francesco Torriglia

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