Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

CARTELLA EMESSA E RITIRATA: CONDANNATE AGENZIA ED EQUITALIA

Pubblicato su 17 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

L'arroganza di questi gabellieri non conosce limiti. C.M.

 

fitimage.aspx

 

Volevano suonare e invece sono stati suonati. Brutta avventura per l’Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate   e per Equitalia, entrambe condannate dal giudice tributario a risarcire un contribuente che si è ribellato all’aggressione del Fisco. Al termine di una battaglia legale, un professionista barese ha ottenuto il pagamento dei danni per complessivi 350mila euro, oltre alle spese processuali, dopo aver subìto un pignoramento di oltre tre milioni di euro, sui propri conti bancari, per una cartella di pagamento rivelatasi poi illegittima. La sentenza è stata pronunciata dalla commissione tributaria provinciale di Bari, presidente Carlo Volpe, relatore Renato Sfrecola, il 22 gennaio scorso e depositata il successivo 20 febbraio.  

Al termine di un lungo dibattimento, l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia sono state condannate per aver intrapreso una «lite temeraria», ossia per aver resistito in giudizio con malafede e colpa grave, nonostante fossero consapevoli di non avere ragione e con il chiaro intento di allungare i tempi della contesa. Tutto è iniziato con un fax, inviato ad ottobre del 2010 dalla Banca nazionale del lavoro ad Oscar Lojodice, noto avvocato del foro di Bari, per comunicare a quest’ultimo che l’Agenzia di riscossione aveva pignorato 3.307.085 euro: 2.9 milioni di euro per tributi, quasi 47mila euro di interessi e il resto per spese di riscossione coattiva e diritti di notifica. E proprio sulla notifica del procedimento è iniziata la controffensiva del contribuente, il quale ha dimostrato di non aver mai ricevuto comunicazione dell’accertamento in corso.  

Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it

http://www.noiconsumatori.org/articoli/articolo.asp?ID=13459

Tratto da: perchiunquehacompreso.blogspot.it

Commenta il post

Orazio 03/17/2013 17:29


Non è la prima ne sarà l'ultima... il fatto è rappresentato dal fatto che , pochissimi si possono ribellare.


Per cui anche se su 1000 che espropriano, ce ne è uno che si ribella, alla fine, hanno sempre avuto la meglio.


Il punto di svolta, potrebbe essere se, in casi di dolo... questi andassero in galera e venissero estromessi da tutte le attività pubbliche.


All'ora si che starebbero molto più attenti, è vero che tutti possono sbagliare, ma sbagliare con dolo, beh questa è un'altra storia


 

frontediliberazionedaibanchieri 03/17/2013 18:31



D'accordissimo con te: o si mettono in galera o non gliene frega niente, tanto paga lo Stato, cioè sempre noi