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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

BERSANI - MONTI, TUTTO DECISO

Pubblicato su 23 Febbraio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

 

Di fronte a questo teatrino politichese siamo convinti più che mai che domani e lunedì resteremo a casa, al calduccio, e non complici della distruzione nazionale. Intendiamoci, la distruzione ci sarà comunque, sia che vinca l'uno o l'altro. E' ormai di una chiarezza limpida come l'acqua di fonte ( quelle di una volta, perchè oggi sono inquinate ) che i " giochi" si fanno a Bruxelles ( leggi Berlino ): prima Bersani, poi Monti ed infine Napolitano sono andati o stanno andando a rapporto dalla Merkel.

E noi dovremmo votare per decidere ? Cosa ? Ormai tutto è stato deciso a Berlino, come per la Grecia, e se il risultato non piacesse ai teutonici si riandrà a votare. 

Come la Grecia già ci siamo, ne riparleremo tra 3 o 4 mesi, augurandoci, per il bene del nostro popolo, di avere torto.

Dalla stessa palude non può che uscire lo stesso gracidio.

Claudio Marconi

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Cresce il numero di candidati nella lista Monti che non voteranno il “loro” Gabriele Albertini come presidente della Lombardia, ma il candidato del Pd,Umberto Ambrosoli. La pietra nello stagno era stata gettata da Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fai e capolista dei “montiani” alla Camera in Lombardia. Ieri le file si sono notevolmente ingrossate. Voto disgiunto: Ambrosoli in regione, Scelta civica in Parlamento. Il povero Albertini incassa in silenzio la figuraccia e si “accontenta” del posto garantito in Senato.

Mario Monti pare sia seccato di queste novità, dice di essere danneggiato perché il voto disgiunto è un “suicidio politico“. Ha ragione: induce incertezza tra i suoi sostenitori che così potrebbero convincersi a votare Pd anche a Camera e Senato, tanto il risultato finale (l’accordo Bersani-Monti) non cambia. Anzi, sarebbe un voto più “utile” soprattutto per l’attribuzione dei seggi lombardi per il Senato su cui probabilmente si gioca la maggioranza del prossimo Parlamento.

Silvio Berlusconi diceva: chi vota Monti vota Bersani. Ora l’orientamento dei colonnelli montiani è sotto gli occhi di tutti: in Lombardia tra le due coalizioni maggiori i centristi scelgono quella di sinistra perché, come ha detto Lorenzo Dellai, “è più coerente con le nostre idee”. Ora non si vota più Monti ma direttamente Bersani. E comunque l’accordo per il prossimo governo è nell’ordine delle cose.

E’  una svolta importante nella campagna elettorale. Vedremo come reagirannoRoberto Maroni, i leghisti e il Pdl.

Fonte: blog.ilgiornale.it

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