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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

BERLINO CI CHIEDE LAVORATORI-SCHIAVI, CHE PARLINO TEDESCO

Pubblicato su 21 Luglio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Trovo questo articolo su una rivista di supernicchia che si chiama “Orizzonte Scuola”. Mentre leggo, sento i sudori freddi e mi chiedo come mai tutto ciò non sia sulle prime pagine, e come mai non se ne discuta nei programmi politici serali. Perchè la notizia che “la Germania chiede ai paesi del Sud più scuole-lavoro, perché ha bisiogno di manodopera a basso costo”, è roba da rispolverare i libri di storia, da fare interrogazioni parlamentari, da scendere in piazza terrorizzati nel vedere il ripetersi di percorsi ed eventi che non risalgono a millenni fa, ma di cui abbiamo testimoni ancora in vita. Racconta “Orizzonte Scuola”: «La Germania ha così finanziato, ad esempio in Portogallo, progetti di scuola-apprendistato, lo stesso in Spagna con la quale è previsto il trasferimento di 5.000 giovani spagnoli da formare ed eventualmente assumere in Germania».

«Così dalla Spagna sono giunte nelle fredde terre germaniche 20.000 giovani (il triplo rispetto al 2008), 34.000 dalla Grecia, 11.000 dal Angela MerkelPortogallo, e ben 42.000 dall’Italia. Si punta ad un’azione più incisiva, con corsi di tedesco durante le esperienze scuola-lavoro, bisogna pensarci per tempo. La Germania ha fretta e la Merkel invita i paesi ad avviare queste “riforme”». La Germania chiede insomma che i giovani del sud siano appositamente formati in scuole tecniche con corsi di tedesco, e poi inviati a lavorare nella Grande Germania che ha bisogno di manodopera. Io li immagino salire sui treni, con la valigia legata con lo spago, mentre salutano mamme con la veletta e nonne vestite di nero e l’altoparlante della stazione diffonde le canzoni del Trio Lescano.

Settant’anni sono passati invano, eccoci di nuovo al punto di partenza. E di nuovo, abbiamo un governo che supinamente acconsente a mandar braccia in cambio di nulla, a farsi servo di stranieri chiaramente sulla strada di distruggere l’Europa intera e non per la prima volta. Come si possa essere così ciechi e immemori è un mistero. Per fortuna esiste la stampa libera e senza bavaglio, come “Orizzonte Scuola”. «Vi chiedo una sola cosa: se sopravvivete a questa epoca non dimenticate. Non dimenticate né i buoni né i cattivi». (Julius Fucik, eroe della Resistenza Cecoslovacca).

(Debora Billi, “Orrore, la Germania ci ordina manodopera a basso costo che sa il tedesco”, dal blog “Crisis” del 25 giugno 2013).

Tratto da: libreidee.org

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giulia 08/20/2013 08:01


Buongiorno, sono docente presso una scuola turistico-alberghiera della provincia di BERGAMO. Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, il tedesco nei nostri curriculi e' sparito... sta
sperendo pure il francese e siamo sommersi da richieste di spagnolo... Secondo lei come mai questa controtendenza? Forse i tedesci NON hanno bisogno di lavoratori del settore turistico visto che
la Germania non vive di turismo e se ne farebbe un baffo dei mie alunni in uscita, diplomati nel settore?

frontediliberazionedaibanchieri 08/20/2013 11:00



Ai tedeschi serve manodopera altamente tecnica da utilizzare nelle loro industrie e senza avere i costi della formazione. Il fenomeno è talmente vero che basta guardare i numeri di nostri
laureati e ricercatori che emigrano verso la Germania e non solo. Se continua così diventeremo un paese di consumatori e di salariati a livelli cinesi. Claudio Marconi