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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Barnard: padroni del nostro destino, la politica ci ascolti

Pubblicato su 16 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Pubblichiamo l'articolo sulla conferenza MMT di Rimini del 20 e 21 ottobre prossimi, con alcume nostre note, in rosso, mentre in nero è il manifesto di Barnard. Claudio Marconi

 

Il ritorno alla nostra moneta sovrana, con cui creare politiche che porteranno il governo a promuovere azioni al servizio del pubblico, includendo:

 

Secondo la MMT, ad esempio, il dollaro statunitense è una moneta sovrana, ma non è vero, è una moneta emessa dalla FED, che è una banca privata, e richiede interessi sulla moneta. Con questo metodo si cambia solo il percettore di interessi, ma non gli interessi stessi che andrebbero comunque pagati. La situazione cambierebbe, rispetto all’euro, solo perché la politica monetaria sarebbe in mano ad una banca “ nazionale” e non internazionale, come la BCE, e non si dovrebbe sottostare alle politiche repressive, anti-democratiche e anti-sociali come avviene ora con l’euro. Per continuare nell’esempio questa situazione era stata compresa benissimo da Kennedy che iniziò a stampare dollari di Stato che riportavano la scritta “ United States note” e non “ Federal Reserve note”,ma i teorici della MMT e Barnard di questo non parlano mai.

 

L’emissione diretta della moneta da parte dello Stato è l’unica e sola economia salva-vite.

 

Il recupero della piena sovranità democratica controllata sempre dal volere popolare;

 

Se si emette moneta di Stato e si passa da un sistema di politica rappresentativa ad un sistema partecipativo si realizza da solo

 

Il sostegno alle aziende italiane creando le condizioni per l’aumento di domanda;

 

Anche su questo dissentiamo: si debbono sostenere le aziende per produrre quello che serve al popolo ed alla Nazione, non si può pensare di continuare all’infinito con questo modello di crescita aumentando la domanda di beni non utili, e si deve iniziare a ripensare al nostro modello industriale. Non siamo una Nazione industriale, dovremmo avere una economia basata sull’agricoltura ed il turismo e questi sono i settori da sostenere. Inoltre si dovrebbe ripensare il modello industriale e ristrutturare quelle aziende, se ritenute utili, per far produrre senza avvelenare la popolazione.  Prendiamo l’esempio dell’Ilva di Taranto: il problema non sono i parchi minerali e le polveri ma è il sistema di produrre acciaio. Se, al posto degli altiforni alimentati a minerale, si producesse con forni alimentati da rottame sarebbero risolti sia i problemi ambientali, sia i problemi di importazione di materie prime in quanto di rottame, in Italia, ne abbiamo.

 

Ma di questa soluzione, essendo logica ed industrialmente sostenibile, naturalmente, nessuno ne parla

 

Assicurare i conti correnti bancari e limitare la funzione bancaria al servizio dei sistemi di pagamento, al servizio dei correntisti, e alla fornitura di prestiti al servizio della collettività;

 

Basterebbe vietare alle banche di avere proprietà azionarie delle aziende, abolire l’attuale legge bancaria e tornare a quella precedente che funzionava benissimo: per il popolo, non per i tecnocrati

 

Eliminare il pagamento governativo degli interessi attraverso la creazione di un sistema di fondi a zero rischio e a tassi zero, in coordinamento con la Banca d’Italia.

 

Se si emette moneta di Stato questa proposta è semplicemente inutile.

Nel febbraio 2012, praticamente da solo, Paolo Barnard ha organizzato il primo summit sulla Modern Money Theory (Mmt), a Rimini. Il risultato fu sorprendente: 2.200 persone paganti giunte da tutta Italia. Nulla di simile si era mai verificato in Italia, e forse in Europa. Ora, a distanza di qualche mese, Paolo Barnard, giornalista già co-fondatore di Report ma da qualche anno confinato quasi in un esilio informativo che ne fa un raro esempio di giornalista-attivista, rilancia: a fine ottobre, prima a Rimini (20-21) e poi a Cagliari (27-28) si svolgeranno altre due conferenze. Il titolo è esplicito: “Non eravamo i Piigs. Torneremo Italia”. Relatori, Warren Mosler e Mathew Forstater, statunitensi, e Alain Parguez, francese, economista circuitista ed ex consigliere economico di Mitterrand (e quindi molto addentro alle vicende che portarono all’unificazione monetaria europea). 

«Lo scopo degli incontri di Rimini e Cagliari sarà quello di scrivere un Manifesto per avere una via



Paolo Barnard

 

di uscita concreta dall’eurocatastrofe», spiega Barnard. «Affronteremo tutti i temi ingiustamente usati dall’informazione ufficiale per terrorizzare i cittadini: saranno organizzati attraverso capitoli degli argomenti principali. Come gestire il debito pubblico, quello privato di famiglie e imprese, come evitare l’inflazione che si teme possa arrivare con la svalutazione. E poi ci sarà spazio per illustrare come, attraverso le politiche della Mmt, sarà raggiungibile la piena occupazione e ci sarà la possibilità di rilanciare, e alla grande, l’economia nazionale; e come saranno regolati i commerci internazionali». In pratica si cercherà di dare la risposta ai timori che cittadini e imprenditori hanno quando immaginano una “rottura” dell’euro. «Certo. L’obiettivo è che un Manifesto così costruito possa entrare nel dibattito pubblico e costituire una valida alternativa rispetto al terribile presente».

Ma questo non dipenderà soltanto dai relatori, aggiunge Barnard in un’intervista sul sito “Democrazia Mmt”: sarà importante che se ne facciano carico gli stessi partecipanti dei summit: «Se torneranno a casa come se non fosse accaduto nulla, sarà stato tutto inutile. Se invece lo diffonderanno ai lavoratori, alle famiglie, agli artigiani, agli imprenditori, la speranza è che il nostro lavoro diventi un patrimonio comune». Obiettivo: rivolgersi alle forze politiche che chiederanno il voto ai cittadini per le elezioni del 2013. «Il mio – aggiunge Barnard – è un discorso democratico classico, per questo sembra strano se rapportato alla situazione italiana: si darà l’appoggio soltanto a chi si impegnerà pubblicamente a rispettare i punti programmatici del Manifesto. Primo fra tutti, i piani di piena occupazione».

Nei due summit ci sarà una forte interazione tra i presenti e i relatori: un ampio spazio dedicato al dibattito, per chiarire tutti gli aspetti necessari a garantire sovranità monetaria, piena occupazione, tutela dei risparmi e controllo dell’inflazione. Domande organizzate in base alle diverse necessità: le famiglie e il loro risparmio, le imprese e gli investimenti e la concorrenza, il ruolo dello Stato. «Tutti argomenti che poi confluiranno nel Manifesto». A febbraio la stampa nazionale “silenziò” del tutto il primo summit di Rimini, ignorato anche da partiti e sindacati. Barnard teme una replica della “congiura del silenzio”: «In questo momento la Mmt e i suoi attivisti italiani “devono” essere ignorati. O manipolati. Quindi saranno tutti assenti, di nuovo. In questo momento il potere si sta attivando per distruggere o disattivare la portata della Mmt: ecco i tentativi dei meridionalisti o addirittura della massoneria di serie B italiana. Certo, ho diversi segnali di

 

Mmt summit, Rimini 2011

 

 

interesse, ma tutti stanno attenti ad uscire allo scoperto, perché hanno paura. Parlo ad esempio di un chiaro sommovimento interno al Pdl».

Eppure, negli Usa non mancano giornali come il “Washington Post” che si sono occupati della Modern Money Theory. Quello italiano è puro provincialismo bigotto oppure c’è davvero il timore che una proposta del genere possa far saltare l’Eurozona e quindi l’attuale ordine continentale? «Anche negli Usa non è stato facile rompere il silenzio dei media», ammette Barnard. «Qui in Italia la stampa e la politica hanno ignorato la Modern Money Theory anche quando non c’era un fronte anti-euro così marcato». Manca, ovviamente, un approccio laico su cos’è veramente la moneta e su come la si può usare a favore delle comunità nazionali, e non contro – come invece avviene nell’Eurozona. Senza contare, ovviamente, le manovre di disturbo orrchestrate nell’ambito di «una campagna di discredito preoccupante». Esempio: a due giorni dal primo summit di Rimini, febbraio 2011, Federico Rampini su “Repubblica” «scrisse un articolo sulla Mmt senza citarci, ed ora dedica un capitolo del suo libro alla Mmt senza scrivere neanche una riga su quello che sta avvenendo in Italia».

Atene, Madrid e Lisbona sono in piazza. Molti si chiedono perché in Italia le misure di austerità, chiaramente recessive, siano comunque così bene accettate, apparentemente. «Va detto che rispetto a Spagna e Grecia la ricchezza privata è superiore di tre o quattro volte, anche sei rispetto agli ellenici», premette Barnard. «Un popolo si ribella quando è alle strette, mentre credo che solo una minoranza di italiani sia nelle condizioni che attualmente riguardano almeno la metà degli spagnoli».

 

Gli spagnoli sulle barricate contro l'austerity

 

In questa fase si attinge al risparmio privato, stimato in 8.900 miliardi di euro. «Però c’è anche il fattore del carattere italiano, e questo è desolante: siamo incapaci di sentirci grandi, si ripete quello che avveniva ai tempi di Roma, duemila anni fa. Si spera nei favori, nella questua, nelle furbate. Ecco perché si preferisce non esporsi».

Altro capitolo, le frizioni con alcuni “economisti eterodossi”, come Gennaro Zezza, Sergio Cesaratto e Alberto Bagnai. In Italia, sostiene Barnard, gli economisti sono migliaia, però nessuno di loro mostra interesse per questa teoria: molti «la considerano deleteria per il futuro della loro carriera accademica». Zezza, Cesaratto e Bagnai? Secondo il promotore italiano della teoria della moneta moderna, «si ostinano a non capire i fondamenti della Mmt e soprattutto non sono in linea con la denuncia coraggiosa della catastrofe in corso». Problema: «Non possiamo pensare di cambiare le cose senza coraggio e decisione, non possiamo compiere passi indietro nella nostra denuncia». Per Barnard, sta accadendo ciò che si era previsto: austerità, recessione, fallimenti, disoccupazione. «Per questo pensavo in una maggiore presa di posizione degli imprenditori». Nonostante tutto, però, le adesioni al summit sono già un migliaio: «Se in Italia si facesse un convegno e partecipassero 800 persone, sarebbe considerato da tutti un successo. Se aggiungiamo che c’è un costo di partecipazione di 40 euro, siamo a livelli impensabili».

Fonte: libreidee.org

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