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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

AVVELENARE LE GIOVANI GENERAZIONI ? MISSIONE COMPIUTA

Pubblicato su 13 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Ma cosa ci si aspettava? Oggi la gioventù è stata distrutta da una sapiente opera di rincoglionimento collettivo. L’impegno nel politico o nel sociale, le idee, il vivere civile respirando l’aria fresca che emanava una società a dimensione umana, sono stati sostituiti da altri “ miti”: il grande fratello, la febbre del sabato sera, le veline, i secchioni e, massimo delle capacità espressive di questo sistema, “ c’è posta per te “ e “ amici”. Da molto tempo andiamo sostenendo la tesi che bisogna ri-creare l’uomo, bisogna riportarlo a quella dimensione umano-spirituale che lo colloca nelle meravigliose dimensioni dell’universo come protagonista, bisogna dargli qualcosa di alto, di nobile, di sublime, qualcosa che sa di vette e non di acquitrino maleodorante. Claudio Marconi
 
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Piazza del Popolo, 30mila 15mila per il Gangnam style
Hanno invaso la storica piazza di Roma per ballare sulle note del tormentone del rapper sudcoreano Psy. L’obiettivo dell’iniziativa, partita da Facebook, era di entrare nella storia dei flash-mob
Finché ci saranno individui simili, mentalmente degradati dalla modernità, i Monti e i loro padroni potranno godere di ottima salute.
Immaginiamo la tristezza di chi cerca, in un momento storico di soppressione della volontà popolare, di organizzare manifestazioni contro il sistema, e lo fa invano perché la gente “non risponde” all’appello, e poi vede migliaia di cerebrolesi riunirsi in una piazza al comando di qualche marchio pubblicitario.
Il consumismo, inteso come “religione moderna”, ha completamente annichilito la capacità di pensare di larghe componenti delle comunità occidentali.
Il totalitarismo moderno non controlla la società attraverso l’uso della violenza, ma con i “divertimenti”, con l’intontimento mediatico. Un tempo i popoli si riunivano nelle piazze per decidere del loro destino, o per protestare contro chi, quel destino, aveva sequestrato. Si riunivano nelle piazze per festeggiare i trionfi o per piangere le sconfitte.
 Oggi, fanno i “flash-mob”, altra parola demente, per definire una cosa demente.
 Missione compiuta, il nulla avanza incontrastato.
 La sovranità è sequestrata, e gli scemi festeggiano.
Francesco Torriglia
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Anna Orsa 11/13/2012 14:42


La pratica del “panem et circenses” non è certo nuova ed oggi cntinuiamo solo a verificarne l’efficacia. Di esempi come quelli descritti nell’articolo del sig. Torriglia se ne possono trovare in
ogni epoca e a qualsiasi latitudine.


Tutto vero quel che egli scrive. Vero anche che non si può circoscrivere la maledizione del rimbecillimento di massa all’Italia o soltanto ad alcuni paesi.


Il mondo anglosassone ad esempio, ma non solo quello, offre una pletora di dimostrazioni circa gli effetti dell’allucinazione collettiva guidata dal potere economico o dai suoi lustrascarpe.


In sostanza, direi che ovunque venga a mancare un modello culturale alternativo, prevale quello che pretende un minor numero di connessioni cerebrali. Il modello alternativo però bisogna
costruirlo e una volta costruito occorre rinforzarlo o quantomeno tenerlo in piedi attraverso la scuola, l’informazione, l’organizzazione politica.


Né si può pretendere che resti intatto nei decenni quando si permette sia all’ignoranza che alle forze della restaurazione di picconarlo a piacimento.


Panem et circenses, si diceva. Il gran problema di tutti noi è che il “circenses” sembra sopravvivere anche senza “panem”, almeno entro certi limiti. Ciò significa che la compressione del potere
d’acquisto e la proletarizzazione di grandi masse popolari non provoca di per sé una sollevazione e l’aggressività di ognuno può benissimo essere dirottata verso distrazioni innocue per il
potere.


D’altra parte, se bastasse la miseria per produrre rivoluzioni, la storia del pianeta sarebbe stata decisamente diversa. Come sappiamo, la rivoluzione non è solo il prodotto di un bisogno e
nemmeno di un bisogno più un’idea. Perché la rivoluzione prenda forma e non si traduca in un’inutile jacquerie, occorre aggiungervi organizzazione, ovvero un partito (o movimento, o qualcuno
scelga la parola più adatta) che detti le linee d’azione senza perdere di vista gli obiettivi.


In mancanza di ciò, la politica continuerà ad annoiare, la crisi economica sarà opera del destino e Gangnam style sarà l’ultima divertente trovata in un mondo senza spessore, inchiodato ad un
eterno e imbambolato presente.

frontediliberazionedaibanchieri 11/15/2012 12:05


Totalmente d'accordo. Ed è quello che stiamo cercando di fare. Claudio Marconi


Koenig m.b. 11/13/2012 08:18


Di Nobile,di Sublime,invece............DEGENERO UMANO!!!


Buongiorno Claudio

frontediliberazionedaibanchieri 11/13/2012 08:48


Buongiorno a te