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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

AUTOLESIONISMO-PRIDE A LAMPEDEUSA

Pubblicato su 9 Luglio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Tutti questi paladini della " povera gente" mai che abbiano pronunciato una parola contro i veri responsabili dell'immigrazione, specialmente africana. Le multinazionali, con la complicità dei governi locali e non, depredano, distruggono,inquinano, operano in maniera tale che gli abitanti siano sempre più poveri e che, alla fine, siano costretti ad emigrare.

Oro, diamanti, rame, coltan, petrolio, e tanto altro ancora se non venisse rubato basterebbe ed avanzarebbe per una vita più che dignitosa di tutte le popolazioni africane.

Contro le sanguisughe dell'Africa, mai una parola ! La strategia è chiara: far sentire in colpa i popoli europei per questo massacro perpetrato dalla finanza e dai mercanti, e , dall'altro lato, illudere quella povera gente che qui da noi ci sarebbe il paradiso terrestre e che siamo noi che non vogliamo dividerlo.

Solita strategia: distogli l'attenzione dalle cause vere.

Chi predica l'accoglienza è il vero razzista: vuole l'immigrato sfruttato nei campi e nelle fabbriche, ha bisogno di manodopera a basso costo e non sindacalizzata, magari da pagare in nero e reclutare da qualche caporale.

Ma queste cose probabilmente il Papa non le sapeva: adesso le sa. Vedremo cosa dirà.

Claudio Marconi

A Lampedusa è andata in scena una pagliacciata macabra, una sorta di ‘autolesionismo-pride’ dove è convenuta la componente masochista del Crisianesimo. Una componente sempre presente nella Storia della religione cristiana con radici ancora precedenti nello stoicismo. Una sorta di ‘virus’ mediorientale che vede un ‘valore’, nell’annullamento di sé.

L’idea dell’annientamento di sé in nome dell’altro  è uno dei cardini di questo virus. Nasce dall’errata esegesi del comando evengelico ‘ama il prossimo tuo come te stesso’. Distorcendo il giusto invito di Gesù all’amare chi ti è vicino – i consenguinei, i ccnnazionali -in un’espressione anti-umana e antinaturale del degradare se stessi sull’altare di un presunto amore indifferenziato. Amore indifferenziato che conduce, inevitabilmente, all’entropia e al non amare nessuno veramente: all’indifferenza. La stessa cieca indifferenza che porta Abramo a sacrificare il figlio solo perché un dio glielo ha chiesto.

Questa deriva mediorientale e patologica del Cristianesimo non è e non può essere la nostra religione. Noi non siamo come quegli eremiti che si lasciavano morire di fame nel deserto.

E attenzione, questo ‘virus dell’autolesionismo non è limitato ad ampi settori di un Cristianesimo senescente, ne è impregnato anche il pensiero laico dell’Occidente, che vede nell’altro, e nella mortificazione di sé in nome dell’altro, l’unico modo per espiare i ‘peccati’. Questo pensiero patologico connota una evidente natura psichiatrica dell’accoglienza a tutti i costi.

Non è strano, ne è anzi una ovvia conferma, che questa patologia cresca di pari passo con la distrofia morale della società: l’accoglienza dell’altro, in questo caso dell’invasore, non è dettata da ‘amore’, ma da ‘indifferenza’: non c’è più amore per il prossimo, e quindi non c’è più amore civico per la società che ci circonda, e l’individuo si ritrae nel proprio piccolo ambito familiare.

Il Cristianesimo dovrebbe essere ‘amore per il prossimo’, si è invece degradato ad amore indifferenziato verso un’inesistente umanità. E come diceva Simone Veil, chi ama tutti, in realtà non ama nessuno. Perché l’amore è tale perché esclusivo. L’amore è il più grande sentimento di discriminazione: ama il prossimo tuo, e difendilo.

Non lasciarlo indifeso davanti all’invasione, non lasciarlo preda di belve feroci.

Tratto da: identita.com

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gengiss 07/11/2013 16:23


Ma che di quale "invasione" stai parlando? Sono uomini, donne e bambini in cerca di un futuro migliore, in patria sfruttati dalle multinazionali occidentali, nel viaggio rischiano
l'annegamento, arrivati qui vengono sfruttati come manodopera  a basso costo, senza diritti, a rischio sempre di finire nella clandestinità e nell'illegalità. Se un Cristiano non sta
immediatamente dalla loro parte, allora il Cristianesimo non esiste (sarebbe solo una delle tante religioni etniche)

frontediliberazionedaibanchieri 07/11/2013 18:59



Ma un cristiano che sta dalla loro parte dovrebbe denunciare le multinazionali e chi li sfrutta: è questo che il cristiano non fa. Claudio Marconi