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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

AUTOCOSTRUZIONE ASSISTITA, QUANDO UN BANDO PUBBLICO SI TRASFORMA IN TRUFFA.

Pubblicato su 29 Luglio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in COMUNITA

Riceviamo da Matteo e volentieri pubblichiamo:


autocostruttori.jpg

sono un autocostruttore di Ravenna che nel 2005 ha partecipato ad un bando pubblico del Comune per la selezione di 14 famiglie per un progetto di edilizia sociale.
Siamo stati selezionati solamente in base al merito di reddito ed alla disponibilità di lavorare "gratuitamente" alla realizzazione delle nostre case.
Case che avremmo dovuto acquistare a lavori completati senza alcuna sovvenzione o finanziamento pubblico, ma con un risparmio che veniva quantificato (sia dalla Alisei ONG, vincitrice dell'appalto, che dal Comune) nel 30, 40%.
Il Comune aveva firmato insieme alla ONG citata un protocollo d'intesa nel quale si impegnava a VIGILARE E SOVRAINTENDERE i lavori.
Inoltre avrebbe dovuto istituire una commissione consigliare che doveva essere informata regolarmente dello stato di avanzamento dell'opera.
Inutile dire che tutto ciò non venne mai fatto.
Il risultato fu che la ONG delegò, furbescamente, una S.r.l. omonima, Alisei S.r.l. di gestire il cantiere, gli acquisti, la direzione lavori, l'amministrazione burocratica del progetto.
La società al momento giusto si è fatta di nebbia, abbandonando prima gli uffici di Ravenna senza darne comunicazione, poi dichiarando fallimento nel maggio 2010.
A nulla sono serviti i solleciti, gli incontri con il Comune che se ne è lavato letteralmente le mani.
Così fino ad oggi, nonostante una occupazione del cantiere per sensibilizzare l'opinione pubblica, e la causa civile sollevata da Banca Etica e quella finora solo ventilata da parte delle famiglie di autocostruttori.
Le responsabilità che il Comune non si vuole assumere sono diverse, dalla mancanza di vigilanza, all'omissione di atti d'ufficio (abbiamo addirittura lavorato in cantiere per 3 mesi senza il permesso di costruire perchè il responsabile del Comune non ne aveva notato l'assenza), senza parlare della violazione dell'Art. 25 della Dichirazione Universale dei Diritti Umani, e dell'art.2 della Costituzione. 

Le cose sconcertanti di questa vicenda sono tantissime.
Alisei ONG ha ordito una truffa? Dei circa 20 cantieri avviati dal 2002 quelli realizzati nei tempi e con le modalità previste sono 2.
In Lombardia sono stati avviati 7 cantieri, questo l'esito: http://bit.ly/12psFmP

Nonostante questa carneficina, l'opinione pubblica e le amministrazioni locali continuano ad avallare questi progetti, per ignoranza o per malafede.
Tant'è che in Campania, dopo l'avvio nel 2009 di 2 progetti, a Villaricca e Piedimonte Matese, si parla di avviarne altri due, a Caiazzo e Baia e Latina.
In Puglia sono state poste le basi per l'avvio di nuovi progetti con l'approvazione delle linee guida in febbraio, con la L.R. 05/02/2013 n.4.

Per diffondere queste notizie sono stato diffidato dalla ONG, ma continuerò a sostenere la verità finchè sarà necessario.

Vi segnalo questi due link:
http://matteo-equilibrio1.blogspot.it/
http://difesaconsumatori.eu/

P.S. Questa vicenda ha molte cose in comune con l'articolo da voi pubblicato sull'indagine che vede coinvolto il Premier, Alisei opera nel campo dell'immigrazione e del sociale/sanità con legami sia con Legacoop che con la Compagnia delle Opere, su tutto il territorio italiano.

Cordiali saluti
Matteo Mattioli - @autocostruttore

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Ulisse Di Bartolomei 07/03/2016 13:18

La questione anomala o.n.g. consiste che è divenuto un modo per farsi finanziare da tutti, anche dai “nemici”, proponendosi impegnate nella filantropia, ma poi condurre prioritariamente propaganda ideologica (marxista…). Questa tradizione si è avviata nel secondo dopoguerra perlopiù seguendo i gruppi mistici nel farsi passare “no profit”, in scopo di finanziarsi le spese di esercizio con donazioni, ma divenuto poi un modo per apparire eticamente meritevoli e incassare tanto ma soprattutto da tutti, anche quelli che se consci delle attività reali, si asterrebbero dal contribuirvi. Il pioniere dell’ “incassa e dimentica” fu probabilmente Sun Myung Moon, il santone coreano che facendosi legalizzare “no profit” dappertutto a suon di avvocati, riuscì a deviare alle sue aziende, centinaia di milioni di dollari. Questa epopea della truffa, la racconto nel mio libro “Sun Myung Moon e la Sindrome del Piccolo Dio” acquistabile su Amazon o scaricabile gratis qui http://lasindromedelpiccolodio.blogspot.it/