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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ASSIEME PER RISORGERE di A.B.MARIANTONI

Pubblicato su 18 Febbraio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

La Storia ci insegna che – nel contesto della vita umana – ci sono due sole maniere di potersi aggregare con altri nostri simili per tentare, assieme, di fare qualcosa:

1.   la prima, quella naturale e tradizionale (in senso greco e romano), suggerisce che – indipendentemente dalle idee o dai punti di vista di ciascuno (quot homines tot sententiae) – è sufficiente stare (fisicamente e psicologicamente) bene assieme nella vita di tutti i giorni (ciò che, ovviamente, non è possibile verificare in chatt o per mail!) ed avere la comune volontà di perseguire un medesimo obiettivo: ad esempio, il bene comune della societas a cui si appartiene;

2.   la seconda – che io considero innaturale, astratta e totalmente sovvertitrice dei principi e dei valori fondamentali delle antiche societas naturali – è quella che ci è suggerita dalla visione ideologica della vita e della storia; “visione” che è stata studiatamente ed interessatamente inculcata alle nostre popolazioni dalla colonizzazione culturale che stiamo subendo, ormai, da all’incirca 17 secoli, e di cui la stragrande maggioranza, per semplice “riflesso condizionato”, continua ad essere direttamente o indirettamente vittima.

La prima maniera – che si inserisce perfettamente nella dinamica della vita e della Storia – è fondata sulla constatazione che gli uomini sono tutti unici, originali, irripetibili e complementari (in questo caso, se intelligenti…). E’ nella differenza (incontro, scontro), infatti – purché si sia coscienti di fare parte della medesima societas (esse ergo sum), e ci si impegni a perseguire il bene comune (koinos bios) – che c’è lo scambio. Dunque, l’affinamento, il perfezionamento e la crescita. In altre parole, la Civiltà.

La seconda maniera – che è palesemente in totale contraddizione e contrasto (anche se molto pochi, ormai, ai nostri giorni, sembrano accorgersene…) con la dinamica della vita e della Storia – pretende che gli uomini siano tutti uguali, e che l’aggregazione umana possa realizzarsi, a partire da una (presupposta) comune idea o da un (ipotizzato) comune punto di vista.

Dove risiederebbe, dunque, in quest’ultimo caso, la contraddizione in termini e l’assurdo e drammatico contrasto con l’effettiva dinamica della vita e della Storia?

Se si riflette un attimo, ci si accorge immediatamente che se, per pura ipotesi, riuscissimo davvero a convincere tutti a pensarla allo stesso modo, ci ritroveremmo, tutti, a far parte di un medesimo, statico ed inanimato “museo delle cere”. Insomma, non avremmo più nulla da dirci!

Se, invece, come spesso avviene, riuscissimo soltanto a convincerne una parte (convenzionalmente, in quanto nessuno, in realtà, può pretendere riuscire esattamente a pensarla come un altro…), contribuiremmo esclusivamente a creare una nuova ed aggiuntiva “fazione ideologica”, a quelle che, purtroppo, già esistono. E che, dal 313 delle nostra era, hanno direttamente e particolarmente contribuito alla distruzione verticale, orizzontale ed obliqua delle nostra antiche Società.

Se è questo che vogliamo… Continuiamo pure, a lunghezza di giornata (e qualche volta, pure di notte…) a chattare anonimamente ed impersonalmente sul Web con i nostri simili ed a litigare tra di noi (ognuno, evidentemente, credendo di essere l’unico possessore visibile e tangibile della “verita” assoluta ed indiscutibile!), come degli utili idioti, da dietro la comoda tastiera del nostro inanimato e virtuale computer, alimentando contemporaneamente e stoltamente la nostra individualizzazione e compartimentazione forsennata, fino alla nostra completa ed inevitabile autodistruzione psichica.

Se non lo vogliamo, prendiamo il Web per quello che effettivamente è: una maniera come un’altra per entrare occasionalmente in contatto con persone terze. Ed una volta stabilito il contatto formale, tornare nella realtà, incontrarsi e conoscersi fisicamente, per verificare concretamente se si sta bene assieme, oppure no.

L’anthropos che è in noi e l’istinto che lo caratterizza – grazie alle radiazioni, ai feromoni, alle cariche emotive, etc. che il nostro corpo emette o trasmette – ci indicheranno se “l’altro” conviene o meno alla nostra natura.

Se ci accorgeremo che stiamo bene assieme (insomma, che non ci facciamo reciprocamente schifo, disgusto, orrore o repulsione), avremo constatato il pares cum paribus facillime congregantur dei Latini. E se riusciremo ugualmente a fissare un obiettivo comune da raggiungere, qualsiasi traguardo diventerà immediatamente possibile. Anche quello di riuscire immancabilmente ed efficacemente a ricostruire, pietra su pietra (ed ognuno portando la “sua” pietra al cantiere…), il tessuto connettivo della nostra antica ed imperitura Civiltà. 

Alberto B. Mariantoni ©

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