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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ASPIRANTI MAGGIORDOMO A CONFRONTO

Pubblicato su 24 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Martedì a Ballarò c’erano Renzi e Tabacci, mentre Bersani era ospite di Otto e mezzo. Il rilievo mediatico dato alle primarie del centrosinistra magari giustifica lo sfoggio di aspiranti maggiordomi del palazzo neoliberista e nel caso non fosse sufficiente, nel salotto di Floris era stata comunque convocata anche l’Annunziata.

 

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La pacatezza dalemiana di Bersani, la verve di Renzi, la placidità di Tabacci, l’eloquenza di Puppato ed il lirismo di Vendola, messi tutti insieme, sembrano essere costruiti apposta per nascondere innanzitutto ai propri elettori la politica economica di un eventuale esecutivo a guida Pd. Tutto quel che se ne può arguire è che dovrebbe trattarsi di una prosecuzione di sonori ceffoni ma con il guanto di velluto, nel nome di una fasulla attenzione ai ceti meno abbienti.
Sennonché l’attenzione verso i ceti meno abbienti non può andare d’accordo con la politica che Monti ha seguito grazie anche all’entusiastico sostegno del Pd. La compressione del potere d’acquisto, la guerra aperta allo stato sociale, il siluramento dei diritti dei lavoratori e l’insostenibile pressione fiscale fanno parte di una politica che mira a trasferire la ricchezza verso le classi agiate. Trattasi in sostanza di un ritorno all’indietro di almeno un secolo, con l’obiettivo di ricreare i rapporti sociali e di classe esistenti all’inizio del Novecento, prima della rivoluzione bolscevica; prima cioè che la crisi degli imperialismi aprisse la strada all’alternativa del socialismo, nelle sue varie e successive applicazioni.
Che i maggiordomi del Pd siano lontani dal socialismo quanto può esserlo un pesce dalle nuvole, è cosa risaputa. Quel che rimane da scoprire è come faranno questi lacchè a servire i loro padroni fingendo di mitigare l’oppressione di classe di cui si son resi valletti.
La soluzione l’ha resa nota Bersani, forse senza volerlo: la vendita dei beni pubblici. Lo si è capito tra le righe, collezionando frammenti di risposte elargite a domande evidentemente inopportune. Più che vendita, dovrebbe chiamarsi svendita, dato che l’offerta massiccia di beni in un lasso limitato di tempo non può che provocarne una caduta verticale del valore.
Per molti sarà l’uovo di Colombo, ma pochi si soffermano a considerare che i beni dello Stato sono nominalmente beni della collettività, così come appartengono a tutti i condomini di uno stabile le parti comuni: scale, ascensori, cortili, androni, ecc... Ora invece si progetta di cedere ai privati ciò che prima apparteneva a tutti. E si badi che ciò non avviene per risollevare l’economia italiana, ma soltanto per pagare l’interesse sul debito agli stessi che beneficeranno della svendita.
La situazione è simile a quella di una famiglia che, non potendo pagare i debiti agli usurai, svende loro una parte dell’alloggio per avere i soldi da dare agli usurai stessi come interesse sul debito. Chiedendo loro subito dopo un altro prestito, in un paranoico vortice autolesionista di cui non si intravede la fine e di sicuro non l’intravede chi coltiva l’insano proposito di votare per un partito che ha fatto del doppiogiochismo la ragione della propria ignobile esistenza.

Anna Orsa

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ottavio Credo che Monti avrebbe voluto sempreviva 11/24/2012 19:59


e' vero  questi provvedimenti del governo hanno molto prnalizzato i poveri e la classe media,,perchè se alla casta  togli  il2o.3o% dei suoi redditi,questi a fine mese ci
arrivano,non fanno certo la fame,ma se a chi guadagna 500  o anche mille euro togli solo 50 euro,essendo già in crisi,certamente  ,per lui, la fine del mese si allontana. Certamente
Monti avrebbe voluto ben altro,ma con la casta imperante  che tuttora imperversa  ha dovuto negoziare al  ribasso.