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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ARGENTINA ESULTA: RIPIANAMENTO DEBITI, L'EUROPA IMPARI DA NOI

Pubblicato su 8 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA


Il presidente Kirchner (nella foto) esulta e afferma che il suo paese ce l'ha fatta senza adottare misure di austerity. Lancia accuse contro le banche. Ma i critici non mancano.

Finalmente ce l'ha fatta. Dopo più di dieci anni, da quando fece default su debiti esteri per un valore superiore a 100 miliardi di dollari, l'Argentina ha onorato i suoi impegni. Esattamente, stando a quanto riporta AP, il paese ha rimborsato il 92,4% di quelle obbligazioni, e l'ultimo pagamento avverrà oggi, e sarà pari a 2,3 miliardi di dollari.

La bella notizia riguarda quei risparmiatori che rischiarono di più e che si trovarono a fare una difficile e terribile scelta, quando l'Argentina fu sull'orlo del collasso e, in modo particolare, quando il governo sequestrò, nel 2002, i depositi denominati in dollari, al fine di porre un freno alla corsa agli sportelli: la scelta fu decidere di convertire i loro depositi in pesos - una valuta dal valore crollato - per accedere a quanto era rimasto dei loro risparmi, oppure accettare un pezzo di carta, che conteneva la promessa che il governo avrebbe ripagato l'ammontare in dollari nel corso dei 10 anni successivi.

La bella notizia è, ovviamente, per chi optò per la seconda opzione, mettendosi in tasca un pezzo di carta che un decennio fa era a dir poco carta straccia.



Il presidente Cristina Fernandez de Kirchner non ha fatto nulla per mettere in evidenza l'obiettivo raggiunto dal governo e, nel corso di un suo discorso, ha puntato il dito contro i colossi finanziari, responsabili a suo avviso della crisi che afflisse l'Argentina allora, e che ora stanno minacciando l'Europa. E ha anche detto che l'Argentina è una lezione per l'Europa, affermando che il modello argentino ha avuto successo, e ciò è avvenuto senza l'imposizione di misure di austerity, e in un contesto di crescita economica e di rafforzamento delle reti di protezione sociale.

"Questi sono i soldi che le banche avrebbero dovuto restituire ai cittadini argentini", ha detto, parlando in un discorso alla nazione dal mercato azionario di Buenos Aires", mostrando grafici e numeri, e aggiungendo che il perdono del debito "ci ha assicurato una indipendenza immensa dall'attività dei mercati".

Ramiro Castineira, della società di consulenza Econometrica, ha fatto notare che il debito argentino in valuta estera è sceso dal 166% del Pil alla fine del 2002 a un decisamente più gestibile 42% del Pil alla fine del 2011. "Se prima era un fardello da portarsi dietro, ora ha la leggerezza di una borsa a mano. Non pesa sull'economia come faceva in passato".

Tuttavia, in termini nominali, il debito è cresciuto nello stesso arco temporale, da 137 miliardi a 179 miliardi e molti critici di Kirchner sottolineano che il governo argentino ha semplicemente trasferito il peso del debito sui cittadini, imponendo condizioni che potrebbero mettere a repentaglio il futuro del paese.

fonte: wallstreetitalia.com - Tratto da: nocensura   Cristina-Fernandez-de-Kirchner.jpg

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Mauro Merlino 08/09/2012 00:29


Vi invio questo nostro Articolo, sono Mauro Merlino Vicepresidente dell'Associazione Attivisti Gay Harvey Milk :
Presidenti Associazione Marco Bottaro e Angela Paradiso-I locali gay promiscui devono chiudere i battenti? E’ questa la proposta avanzata nei giorni scorsi dai membri dell’associazione ”Attivisti
Gay Harvey Milk” che al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Monti chiedono espressamente di promulgare un disegno di legge atto alla chiusura dei locali
frequentati da clienti omosessuali e promiscui, fra i quali vengono menzionate le saune, i Battuage e le dark room.
A rend
erlo noto sono stati i membri dell’Associazione gay Harvey Milk, che si battono affinché l’odio contro le persone omosessuali possa essere cancellato una volta per tutte.

“Fermare per sempre l’omofobia nel nostr
o Paese, fermare la pedofilia, la transfobia e il razzismo in tutto il mondo, avere i nostri diritti umani e civili, avere una legge contro il reato dell’omofobia, avere il diritto di sposare la
persona che si ama, avere il diritto di adottare dei bambini”, sono questi gli obiettivi prefissi dall’associazione, che alle Forze dell’Ordine chiedono adesso un aiuto concreto affinché possano
essere arginati alcuni spiacevoli fenomeni definiti “scandalosi”.

All’interno dei locali “sotto accusa” si farebbe infatti un eccessivo consumo di sostanze stupefacenti, e sarebbero servite bevande alcoliche anche ai clienti minorenni. All’esterno inoltre
avverrebbero continuamente episodi di brutale violenza, spesso ”provocati” proprio dall’orientamento sessuale dei clienti dei locali.

“Chiediamo a voi alte cariche dello Stato di provvedere inoltre al contenimento, alla restrizione e all’eliminazione di siti web pornografici e chat, per la grandissima minaccia concreta e
tangibile della pedofilia”, fanno sapere i membri dell’associazione, che dal canto loro si dicono pronti a cooperare “perché troviamo sia giusto e doveroso poter collaborare e camminare insieme
per la costruzione di politiche sociali anti-discriminatorie”.

“Se le nostre richieste di democrazia, libertà e tutela non saranno riconosciute e garantite dal nostro Governo e dalle vostre persone – fa però sapere Mauro Merlino, Vicepresidente
dell’Associazione Harvey Milk – faremo un esposto all’Alta Corte Del Parlamento Europeo e all’Onu chiedendo il loro appoggio, aiuto e sostegno per mettere in mora questo Paese, visto che il
nostro Governo rimane cieco e sordo di fronte alla legittima richiesta di diritti civili e umani”.