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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ALBA DELL'ANNO ZERO, CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE DELLA MISERIA

Pubblicato su 28 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Oggi è un anno che abbiamo fondato questo blog ed è tempo di fare il punto della situazione.

E' di nuovo tempo di dibattiti sul che fare. Sgombriamo, prima di tutto, ogni incertezza di premessa. Con un triplice interrogativo retorico. Darsi alla macchia? Ritirarsi in torri d’avorio? O rinascere nell’azione politica? E' evidente che l'unica scelta possibile è quella positiva, attiva: quella della lotta politica. Per identificare e forzare gli ostacoli, per ripristinare l’ordine magnifico e naturale delle differenze culturali che esprime la nostra Terra... Per sbarrare il passo a quel pensiero unico che vuole omologare, massificare, uomini e popoli nel nome del "mercato", dove l’uomo, il produttore, il creatore, è un costo da tagliare... E per riprendere, riconquistare, le nostre chiavi di casa, la nostra libertà, la nostra sovranità, il nostro diritto al progresso e alla prosperità, il nostro stesso destino...Se questa è la scelta non è dunque il che fare che va stabilito, ma il quando dare inizio alla nostra battaglia e il come organizzare le nostre file. Il quando è già scritto, è nelle cose. Dopo decenni di sortite, magari gloriose, ma sempre respinte dal muro di gomma alzato ovunque dal nemico - il re, il regime, il pensiero unico, liberaldemocratico - e poi soffocate, è giunto l'anno zero. Dietro di noi, il nulla.

Non necessariamente tutto quello che pubblichiamo rispecchia il nostro pensiero e conseguentemente non concordiamo su tutto: ma, fondando questo blog, ci siamo dati un solo punto fermo ed inamovibile: dare spazio alle Idee.

Quello che c'era - o credevamo ci fosse - non esiste .Attorno a noi, il nulla. Salvo alcuni disperati appelli di uomini soli, liberi, ma dispersi in un deserto di valori, di idee, di azioni. Davanti a noi, però, il tutto. Crollate le costruzioni teoriche riuscite a dividere generazioni e generazioni di uomini e di donne in antitesi di accatto, in buoni e cattivi, in ghetti di destra e di sinistra, il re - ingrassato dal sangue degli uni e degli altri - è ora nudo e privo di sirene, basta togliergli gli artigli.

Non può più fermare l'offensiva che siamo chiamati a sferrare. Si tratta allora di apprestare lo strumento, l'esercito, organizzare il fronte d'attacco. E' dunque il come agire, il come fare, la chiave di volta di quella che potrà essere la nostra vittoria o la nostra sconfitta. Se è vero, come è vero, che tutto dipende da noi, dalla nostra volontà e dalla nostra capacità, il primo imperativo è fare tesoro di ogni nostra energia e di ogni nostra passata esperienza nella costruzione della nostra macchina da guerra .Innanzi tutto con parole d'ordine semplici e chiare perché la nostra propaganda vada nel profondo e raggiunga ogni strato del nostro popolo. Il nostro appello contro la società multirazziale, contro il dominio militare atlantico e la nostra inesistente sovranità nazionale, contro l'Europa di Maastricht ,di Lisbona e la globalizzazione della miseria deve essere univoco, martellante, duro come l'acciaio.

Organizzando i nostri ranghi secondo una stretta selezione di merito, con un'apertura totale verso tutte le componenti del nostro popolo. Senza preventive museruole ideologiche ma pretendendo da ogni aderente la massima responsabilità nella massima libertà. Chiamando a raccolta quegli ambienti, quei quadri dirigenti isolati, polverizzati, che compongono sia l'area nazionale che l'area socialista; invitando coloro che hanno conservato intatta la loro passione politica alla più difficile delle prove: ripercorrere, a ritroso, il cammino che l'hanno condotti all'atomizzazione. Costruendo un'azione unitaria sulle basi di una gestione collegiale nel più assoluto rispetto di un pluralismo culturale e di una disciplina interna. Individuando in quella maggioranza di popolo insoddisfatta, stanca delle ipocrisie del regime e ribelle all'oppressione mercantile, la grande forza d'urto di questo anno zero. Ricomponendo così quella congiunzione magica che sempre nella storia ha rappresentato il prologo ai grandi cambiamenti: l'incontro tra dissenso popolare e validi quadri disposti generosamente a indirizzarlo.

Per anni siamo stati ingabbiati negli schieramenti ideologici, c’è stato un piacere, quasi masochistico, di chiudersi in sé stessi, di rifiutare, a priori, qualsiasi idea che non provenisse dal “ nostro mondo”, o dalla costruzione, parziale, che di esso ci eravamo fatti.

Tutta la società “contestatrice” è stata prigioniera di una pigrizia mentale che impediva di elaborare tesi e soluzioni alternative a questo sistema disumano.

Le ideologie sono servite a svolgere una sapiente opera di diseducazione: l’abitudine allo scontato, l’incapacità del nuovo, l’accontentarsi del poco.

Forse i “ puristi” delle varie parrocchie ideologiche, di destra, di sinistra, di centro e limitrofi, si scandalizzeranno, ma non ce ne diamo pensiero. Questi “ puristi” che hanno impedito un serio esame  delle  soluzioni capaci di contrastare e di elaborare un modello alternativo a quello attuale, soffocando le giuste aspirazioni di libertà, di vivere dignitosamente, di valorizzare l’uomo, che si levavano da varie parti del popolo, farebbero bene a recitare il mea culpa ed a sparire per sempre dalla circolazione.

Sono stati persi troppi anni e troppe energie a cercare le fate nei boschi: ma le fate nei boschi non ci sono.

Le ideologie, tutte ,nessuna esclusa, ormai sono solamente dei cadaveri in attesa dell’eutanasia, che non è troppo lontana. Hanno creato delle sette, e come tutte le sette, destinate all’estinzione: se da un albero ( che è la setta ) inizio a tagliare dei rami, uno dietro l’altro, alla fine non rimane neanche uno stuzzicadenti.

Noi vogliamo definitivamente prendere le distanze dalle ideologie che sono vere e proprie droghe, più pericolose di quelle chimiche, inventate ad arte per dividere tutte le componenti che sono contro il sistema, il divide et impera è stato, ed è ancora, applicato in maniera magistrale.

Con la Comunità  Ipharra, e con questo blog che ne è diretta emanazione, abbiamo,  diamo, e vogliamo, dare spazio alle Idee.

Se una battaglia è condivisa si deve fare con tutti quelli che ci stanno – è così che si forma un popolo - , se l’obiettivo è per il bene del popolo che ce ne frega se i nostri compagni di lotta hanno avuto in tasca la tessera del Pd, di Rifondazione, del Pdl, dell’Udc  o di qualsiasi altro partito o movimento di qualsiasi altra estrazione ideologica.

La battaglia delle Idee, che è anche battaglia dell’estetica: una estetica nuova, un nuovo modo di comunicare, forme e contenuti moderni, svincolati da retaggi storici, che non ci debbono interessare più.

Studio, formazione personale, elaborazione di tesi, apertura al mondo questa è la strada da percorrere. Far veicolare le idee per confrontarle con altre, per raggiungere una sintesi che ci conduca verso obiettivi di lotta chiari, comprensibili ed inerenti alla nostra epoca: aprirsi alla società civile, a quella che paga a più caro prezzo la crisi del capitalismo, essere in ogni contesto in cui si lotta e ci si batte per quello che è necessario ad una vita dignitosa, dobbiamo essere presenti nelle lotte per la libertà di pensiero, per una giustizia giusta, per uno stato che sia veramente sociale, a fianco degli studenti, dei lavoratori licenziati od in cassa integrazione, dei precari, dei disoccupati, delle massaie, di tutti i diseredati, e ce ne sono tanti, che chiedono soltanto di poter vivere con dignità.

Vogliamo dare vita ad una unione di forze di varie realtà esistenti sul territorio chiedendo solamente il confronto sulle Idee, non soltanto nostre, ma di chiunque volesse portare acqua al mulino degli eretici e dei ribelli.

Avvertiamo l’esigenza di dire qualcosa di nuovo, di cercare qualcosa di nuovo: l’abbiamo trovato nella politica delle Idee, cerchiamola in tutti i campi, perché fare politica non è solo fare comizi e distribuire volantini, politica è vivere anche la vita in un determinato modo, che è il modo di aprirsi alle Idee, e intendiamo portarla avanti in tutti i campi.

Abbiamo una ottima cassa di risonanza: la capacità di incidere nella realtà e di vivere in sintonia col proprio tempo, una omogeneità di stile e di comportamenti: ecco il valore assoluto dell’estetica e delle Idee.

In questo anno siamo cresciuti, oltre ogni più ottimistica previsione, ma dobbiamo e possiamo fare di più attuando queste poche e semplici regole:

1)   Visitare tutti i giorni il blog ed iscriversi al ricevimento delle notizie via mail

2)   Continuare a dibattere sui vari articoli nello spazio dei commenti posto sotto ogni articolo

3)   Propagandare e far conoscere a più gente possibile la nostra pagina Facebook “ liberazione dai banchieri “ invitando a sottoscrivere

“mi piace”

4)   Iniziare a ritrovarsi tra singole persone determinate a combattere questo sistema disumano e nemico dell’uomo, costruire dei piccoli nuclei territoriali che, un poco alla volta, diventeranno più consistenti

5)   Propagandare in ogni dove l’inganno che i tecnocrati finanzieri stanno perpetrando ai danni del popolo ad esclusivo beneficio dei banchieri

6)   Far capire a chi ci ascolta che la sola via di salvezza è ritornare ad una moneta di proprietà popolare ( emessa dallo Stato ) e ad uno Stato che ritorni ad essere tale togliendo ai banchieri quella funzione, che subdolamente, cinicamente e criminalmente, gli ha dato: il potere di emettere moneta, che è la causa di tutti i disastri odierni

Grazie a tutti voi abbiamo ottenuto un buon risultato, ma il prossimo anno vogliamo dire che è ottimo: a voi l’azione di propaganda, noi faremo del nostro meglio per non deludervi. Ma non fatevi illusioni: un blog può fare molto, ma non tutto, la priorità, oggi, è quella di creare dei piccoli nuclei territoriali di uomini liberi.

Se avete bisogno del nostro aiuto, nel nostro piccolo, siamo a disposizione.

Che l’alba del nuovo giorno ci trovi pronti.

C.M. e lo staff di Fronte di Liberazione dai Banchieri  Alba-di-un-nuovo-anno-zero.jpg

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