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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

AGEA, QUANDO IL GOVERNO TECNICO SI IMPIPPA DELLE REGOLE

Pubblicato su 25 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

E’ un’interpellanza che potrebbe avere gli effetti di una bomba: è stata presentata dal senatore leghista Massimo Garavaglia e rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai ministri interessati, al Parlamento, alle Procura della Corte dei Conti e a quella presso il Tribunale di Roma. In questione continua ad essere l’Agea e più precisamente la seconda defenestrazione dalla presidenza del prof. Dario Fruscio, professionista e professore universitario a lungo di riferimento per la Lega Nord.

 l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura che ogni anno distrubuisce al settore circa 6 miliardi di contributi europei, secondo l’interpellante fin dal luglio scorso è tenuta priva di rappresentanza legale, con assoluta ostinazione da parte di un governo di cosiddetti tecnici che dovrebbe essere rispettoso delle norme e delle procedure, e che invece sembra fregarsene.

Ma vediamo il contenuto dell’interpellanza.

Al Presidente del Consiglio dei ministri – Premesso che:
il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, all’art. 12, rubricato “Soppressione di enti e società”, al comma 13, dispone: “a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto, gli organi dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, sottoposta alla vigilanza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sono: a) il direttore dell’agenzia, scelto in base a criteri di alta professionalità e conoscenza del settore agroalimentare; b) il collegio dei revisori”;
il comma 14 del medesimo articolo dispone: “Il direttore è nominato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, L’incarico ha la durata massima di tre anni, è rinnovabile per una sola volta ed è incompatibile con altri rapporti di lavoro subordinato e con qualsiasi altra attività professionale privata”;
in sede di conversione del decreto-legge n. 95 del 2012, il comma 14 dell’art. 12 è stato modificato, prevedendo che il decreto di nomina del direttore dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) venga sottoposto al parere delle competenti Commissioni parlamentari;
il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, precedentemente alla conversione del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, aveva ritenuto di poter procedere, mediante decreto dell’11 luglio 2012, ad effettuare la nomina del direttore dell’Agenzia;
a giudizio dell’interpellante dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 95 del 2012, l’Agea è venuta a trovarsi in una situazione di più evidente irregolarità e illegittimità: l’assetto del vertice legale dell’Agea ha continuato ad essere quello imposto da un decreto ministeriale e non quello risultante da quanto stabilito dal legislatore. Per realizzare ciò si è fatto ricorso ad un altro passaggio, ad avviso dell’interpellante di ancor più grave illegittimità: in sede di adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 settembre 2012, rilevata la decadenza del direttore di nomina ministeriale, la medesima persona è stata nominata commissario dell’Agea, in totale assenza delle condizioni di norma, di statuto e di uso per l’effettuazione del commissariamento;
si è così realizzata una rischiosa situazione per l’Agea. Per l’Agenzia dall’attività importante, delicata e imprescindibile per l’agricoltura italiana. L’Agenzia che direttamente e/o indirettamente gestisce un flusso annuo di risorse finanziarie comunitarie di sostegno al settore primario del Paese dell’ordine di 6 miliardi di euro. Conseguentemente l’Agenzia dovrebbe essere risparmiata da provvedimenti recanti turbativa alla sua gestione e operatività, a partire dalla necessità del ripristino dei suoi organi di indirizzo, a parere dell’interpellante a suo tempo illecitamente e illegalmente fatti venir meno;
l’interpellante chiede di conoscere:
quali siano le ragioni che hanno determinato l’operare del Ministro, a giudizio dell’interpellante in contrasto con la normativa vigente che ora prevede il parere delle Commissioni parlamentari competenti, e se il Ministro in indirizzo non ritenga che tale atteggiamento possa determinare un vizio formale di legittimità sulle scelte adottate e sulle attività nel frattempo poste in essre in Agea;
quali siano le ragioni che impediscono l’adozione di un normale e usuale provvedimento ministeriale di autotutela nell’interesse dell’Agenzia, consistente nella restituzione della legittima titolarità amministrativa al presidente e al Consiglio d’amministrazione dell’Agea, fino all’acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari per la nomina del direttore dell’Agenzia. Una legittima titolarità, a giudizio dell’interpellante, sottratta agli organi amministrativi dal decreto ministeriale dell’11 luglio 2012, confermato nullo e reso definitivamente tale dalla legge di conversione del decreto-legge n. 95 del 2012.

Fonte: networkedblogs.com

 

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