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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

300 ECONOMISTI CONTRO L'AUSTERITY DI MONTI

Pubblicato su 23 Novembre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

Fonte: Lettera 43

Gli esperti propongono un programma politico alternativo.

Che l'agenda politica del governo Monti non fosse condivisa da tutti è stato abbastanza chiaro fin dall'inizio, ma quello che forse ha sorpreso di più è che tra coloro che hanno apprezzato le proposte dell'ex presidente dell'Università Bocconi ci sarebbero un considerevole numero di economisti italiani e stranieri, anche tedeschi, molti dei quali assai illustri. I colleghi del premier italiano hanno infatti sottoscritto un documento per un programma politico parecchio diverso da quello che il nuovo esecutivo italiano si appresta a varare.
ITALIA, IL CAPRO ESPIATORIO DI MERKEL-SARKÒ. Secondo gli economisti anti-austerity le misure di restrizione dei bilanci pubblici imposte dall’Europa avrebbero solo aggravato la recessione e la crisi finanziaria lasciando l’Eurozona senza una bussola e trasformando l’Italia nel capro espiatorio dell'«incapace» coppia Merkel-Sarkozy, ma il nostro Paese non sarebbe nè la causa nè la soluzione della crisi europea. Sulla base di ciò le difficoltà italiane non possono essere affrontate se non nel quadro di politiche espansive europee strutturate in modo da riequilibrare gli svantaggi commerciali che sono seguiti alla moneta unica.
STABILIZZARE RAPPORTO DEBITO PUBBLICO/PIL. Gli esperti di economia hanno poi sostenuto che la BCE dovrebbe intervenire, prima che sia troppo tardi, a garanzia illimitata dei debiti sovrani riconducendo a tutti i costi i tassi di interesse a livelli compatibili con l’attuazione delle menzionate politiche di ripresa che non possono che basarsi sul sostegno della domanda aggregata soprattutto, ma non esclusivamente, nei paesi in surplus commerciale.
In questo ambito il nostro paese, e gli altri «periferici», si dovrebbero impegnare a stabilizzare il rapporto debito pubblico/Pil, respingendo con fermezza ogni ipotesi di inutili abbattimenti che annichilerebbero la crescita e la coesione sociale: con tassi di interesse sufficientemente bassi, «i tassi li fanno le banche centrali, se vogliono, e non i mercati», qualunque debito è perfettamente sostenibile (come in Giappone che l’ha doppio del nostro).
CONTRO LA CLAUSOLA DI PAREGGIO DI BILANCIO PUBBLICO. Per questo, nel documento sottoscritto, gli economisti si sono dichiarati fermamente contrari all'iscrizione nelle Costituzioni nazionali della clausola del pareggio del bilancio pubblico.
Gli esperti hanno poi affermato anche di essere per un più pieno coordinamento delle politiche fiscali, monetarie e salariali in Europa, che includa a pieno titolo la piena occupazione fra gli obiettivi e non certo l’accentramento di politiche di bilancio restrittive a Bruxelles con ulteriore mortificazione della democrazia parlamentare.
RIAPRIRE IN EUROPA LE TRATTATIVE. Nella finale del documento, i firmatari hanno quindi invitato il governo italiano a riaprire le trattative in Europa per imporre questi obiettivi: «Il nuovo esecutivo deve rapidamente muoversi nelle sedi europee appropriate, con la necessaria determinazione e le necessarie alleanze politiche. Un nuovo esecutivo che si configurasse invece come mero esecutore delle richieste europee, quali espresse nelle scorse settimane, determinerebbe un aggravamento della crisi economica e finanziaria in Italia e in Europa, con devastanti conseguenze sociali e l’insostenibilità degli attuali accordi, monetari e commerciali, nell’UE».

Martedì, 22 Novembre 2011

euro eclate

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