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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

L'IGNORANZA STORICA DI CHI NON ACCETTA I MURI

Pubblicato su 23 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in IPHARRA

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Barnard: infame bugiardo, Varoufakis ha tradito la Grecia

Pubblicato su 22 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM

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L'EUROZONA E' UN SISTEMA MONETARIO MALATO

Pubblicato su 15 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

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E' GUERRA, E SI PUO' VINCERE. BASTA COMBATTERLA

Pubblicato su 14 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

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LA NUOVA MEDICINA GERMANICA SPIEGATA ALLA MAMMA ED AGLI AMICI

Pubblicato su 13 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in MEDICINA ALTERNATIVA

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PUNIRANNO LA GRECIA, ANCHE CON LA GUERRA

Pubblicato su 12 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in EUROPA

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A QUANDO VORREMO PRENDERE IL VOLO......

Pubblicato su 11 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in IPHARRA

Di: Claudio Marconi

Con l’articolo appena pubblicato questo blog sospende le pubblicazioni per come le avete conosciute fino ad oggi.

Non c’è cosa più inutile che fare un blog per informare chi non vuole essere informato o che, al limite, si limita a bestemmiare a casa sua davanti ad un video.

Sporadicamente verrà ancora pubblicato qualche articolo che riterremo interessante, ma senza una linea di continuità.

Questa non è una delle tante "lettere aperte", nè un "contributo al dibattito", nè l'espressione di un punto di vista. E' l'urlo di rabbia e di esasperazione, l'equivalente di un cazzotto in faccia o di un calcio nel culo, sferrato con tutti i sentimenti da uno che, come il sottoscritto ,si è battuto  tutta la vita, non contro il nemico, come avrebbe voluto, ma in grande prevalenza contro la balordaggine o la malafede del cosidetto popolo.

Non ce l'ho con tutti voi, è chiaro: solo con tutti quelli che , non di meno, sono riusciti a vanificare ogni anelito di riscossa dei migliori e dei più,  ogni volontà di lotta, ogni sforzo positivo, ogni fedeltà, ogni sacrificio, persino di giovani e meno giovani vite. 

Chi avrà la bontà di leggere queste mie righe, interroghi la propria coscienza, e saprà se merita di essere incluso nella nefasta categoria. Questo, a dirla fuori dei denti, si chiama tradimento, e al punto in cui siamo arrivati, sono sempre più restio a concedere l'attenuante della buona fede. Qualcuno viene a dire che il tristo  fenomeno sarebbe "umano", ma è segno che, costui  nutre un'opinione assai scadente dell' Uomo, che gli fa definire "umano" quello che per noi è vile, e "sovrumano" quel che per noi è proprio di un autentico Uomo, per cui onore=fedeltà.

Non ci può essere ormai alcun dubbio che la Sovranità Nazionale e Monetaria è l'unica idea politica che merita tale nome. Le altre, TUTTE le altre, non sono che elucubrazioni intellettualistiche su  ammuffiti filosofemi, che in passato, quando erano "fedi", hanno infestato il mondo con la loro astrattezza, e oggi sono solo vecchie etichette ingiallite applicate su contenitori di immondizie.

Per chi, anzichè starsene a ponzare e polemizzare davanti a un computer, tra quattro mura, si sposta continuamente tra le più diverse piccole realtà della nostra Patria, non ci può essere dubbio che la nostra è l'unica “idea politica”, la Sovranità, che può contare su un fiorire continuo di iniziative militanti, che coinvolgono decine di migliaia di giovani dalle Alpi alla Sicilia, senza soldi, senza mezzi, senza alte protezioni, alimentate solo dalla fede.

Il desiderio di  Sovranità Nazionale e Monetaria, di cui si continua a proclamare l'avvenuto decesso, condito con le balle diffamatorie più fantasiose, non solo è più vivo che mai, ma è l'unica idea rimasta viva, mentre tutte le altre se l'è digerite il mondialismo finanziario e il suo ermetico umanitarismo a senso unico. E quello è paranoia, non idea politica.

Una cosa sola manca, dalla nostra parte: la voglia ed il coraggio di lottare. E questo è così evidente che nessuno osa nemmeno negarlo. Solo che, quando si tenta di fare un passo concreto in quella direzione, non si riesce ad andare oltre a una dichiarazione d'intenti. Saltano fuori mille riserve, mille incomprensioni, mille incompatibilità, mille polemiche, mille antipatie personali. Si cerca il pelo nell'uovo per escludersi a vicenda, a base di pettegolezzi, dietrologie e "impurità" ostative. E l'iniziativa di una lotta unificante resta asfittica o si lascia cadere.

Tutto ciò è degradante e falso. Basta frequentare un certo numero delle comunità di base, maggiori o minori, ascoltare il battito di quei giovani cuori, per accorgersi come, pur non essendo esse intercomunicanti, l'impostazione e lo "schieramento", rispetto a ciascuno dei dilemmi e dei conflitti che affliggono questo schifo di "mondo moderno" è sicuro e unanime, più di quanto una qualsiasi disciplina di partito abbia mai potuto garantire. 

L'atmosfera che si respira in esse, gli "umori" che vi circolano, le figure storiche di riferimento, il "linguaggio" e lo stile usati sono assolutamente identici. Ed è logico che sia così, perchè quella che ci accomuna NON E' UN' IDEOLOGIA, MA UN MODO DI ESSERE,  e chi E' in un modo non può che reagire all'unisono con gli altri della medesima sostanza.

Ma allora, se la lotta è rigorosamente necessaria e urgente; se esiste (al di là di tutti i bizantinismi) un comune sentire che di tale lotta è la solida base, che stiamo a fare, come tanti idioti, a inseguirci la coda intorno ognuno al suo piolo ?Come si spiega l'assurda situazione? Come si può realizzare l'esortazione di Dante: "Uomini siate, e non pecore matte - sì che il Giudeo di voi, tra voi, non rida!" ?

Perdonatemi se non uso il linguaggio "intellettuale", e uso il rozzo parlare del militante, ma questo io sono. La causa, io credo, è la prassi democratica, che, anche se in teoria la neghiamo, pur adottiamo bigottamente anche tra noi, e che, come anche i più fessi dovrebbero aver capito, porta ad emergere un determinato tipo umano.

E' chiaro, però, che così non si cava un ragno da un buco, e continueremo giulivi a fare i capponi di Renzo, mentre gli "altri" seguiteranno indisturbati a banchettare con la nostra Patria, a svenderla a prezzo fallimentare e a fare del già popolo italiano un torpido branco di maiali da ingrasso per i festini altrui, secondo il compitino che è stato loro assegnato anni or sono.

Siamo chiari. nulla di grande è mai stato fatto nella storia, senza un capo. E nessuna battaglia è mai stata vinta. Ma (checchè ne pensino i democratici), il capo non si può eleggere a maggioranza. Egli emerge dalla lotta, dove le qualità umane vengono tese al massimo. Non dai dibattiti, dalle polemiche o dalla dialettica, e tanto meno dalle "urne".

Ma, d'altro canto, un esercito atto alla lotta non può mettersi insieme senza un capo, o almeno è difficilissimo, ed esige una eccezionale tensione spirituale di tutti.

Guardiamoci in faccia: siamo o non siamo noi gente di tal fatta ?

Siamo o non siamo gli uomini del nuovo ciclo ?

Perchè i casi sono due: o lo siamo, e allora, come dice la canzone, è assolutamente certo che "il domani appartiene a noi"; o non lo siamo e non siamo diversi dalle pecore del gregge democratico, e allora non vedo proprio perchè stiamo a perdere tempo in cento convegni e discussioni: mettiamoci l'anello al naso e andiamo a ingorgare il traffico con la "massa".

Che gente siamo, è il momento di dimostrarlo ora coi fatti.

Attendo.

A QUANDO VORREMO PRENDERE IL VOLO......
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TEATRO GRECO: DOVE VUOLE PORTARCI QUESTA TRAGICA CRISI ?

Pubblicato su 11 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in IPHARRA

Articolo scritto il 1 luglio ma altamente profetico ed illuminante. C.M.

L’attenzione dei media è calamitata dalla vicenda del possibile “fallimento” – default - della Grecia.

La notte scorsa doveva pagare 1,55 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale, e non lo ha fatto. Ed è solo una minima tranche di quello che deve ripagare al Fondo. E deve inoltre somme spaventose anche all’ESA (Fondo Europeo Salvastati) e poi alla BCE. Che non sarà mai in grado di restituire.

Da anni ormai assistiamo al teatro tragico dell’impoverimento di una parte consistente del popolo greco mentre i governanti ateniesi ( di centro prima, di sinistra ora ) portano avanti drammatiche trattative – finora mai risolutive - con i propri creditori. E con l’ Unione Europea in particolare.

La Germania si mostra ferocemente contraria alle concessioni mentre Italia e Francia meno. Il governo greco precedente sembrava sempre accondiscendente verso le richieste degli strozzini internazionali, mentre il gabinetto ateniese guidato da Tzipras appare battagliero e disposto a tutto pur di non cedere alle pressioni internazionali.

Tzipras e il suo partito Syriza hanno del resto vinto le elezioni proprio promettendo ai greci una via d’uscita, se necessario anche dall’Euro.

Tutta l‘Europa segue con ansia la vicenda agitandosi ogni volta che le trattative si interrompono e la Grecia non paga. I mercati internazionali reagiscono facendo calare le borse europee e l’euro perde colpi rispetto a dollaro e sterlina. Mentre il dibattito si infuoca nei vari paesi tra ipereuropeisti, che accusano Tzipras di essere un avventuriero, e “populisti” antieuropei che fanno il tifo per l’uscita della Grecia dall’Euro.

Fino ad ora in effetti non è successo ancora nulla di sostanziale. La BCE di Draghi, che stampa quanti euro vuole, sta ancora tenendo in vita il sistema bancario greco con vagonate di euro emergenziali. Vedremo nei prossimi giorni come evolverà la situazione.

Ma la cose stanno proprio come ce le presentano?

Sappiamo troppo bene che in genere il balletto mediatico delle crisi internazionali è fatto apposta per noi, per manipolare e dirigere le masse, e che spesso gli attori internazionali stanno solamente interpretando un copione dettato dai poteri da cui più o meno tutti dipendono.

Nelle moderne democrazie la manipolazione è arrivata da tempo al punto di assicurarsi il dominio sia delle maggioranze parlamentari che delle opposizioni. Compresi i cosiddetti “populisti” che giocano la parte antisistema. Ed è quello che avviene anche quando ci sono in atto conflitti militari, come la crisi ucraina o il problema islamico: di norma i poteri sovrapolitici controllano entrambi i fronti, dando luogo a dinamiche il cui scopo – come abbiamo più volte sottolineato – è quello di condizionare le nostre coscienze.

Anche nell’ambito della crisi greca, per comprendere cosa in realtà sta avvenendo occorre non perdere di vista il quadro di fondo, sia dal punto di vista della reale credibilità della indipendenza di Tzipras e del suo partito, sia per quanto riguarda i grandi obiettivi dei poteri di manipolazione delle coscienze.

Veniamo al primo punto:

  1. E’ veramente indipendente Tzipras?

Questo giovane leader dal volto e dai modi accattivanti fa parte di una schiera di giovani capi di governo divenuti improvvisamente famosi e appoggiatissimi da vaste maggioranze. Non si sa bene perché… in quanto un attimo prima non erano nessuno. Potremmo citare gli analoghi casi di Cameron, Renzi, Obama. Lo stesso Putin qualche anno fa e perfino la Merkel. Leaders improvvisamente spuntati dall’ombra e diventati potenti in poche mosse. Come per magia.

Ma non illudiamoci: nessuno arriva a certi vertici per caso. Potentissime lobbies sovranazionali devono comunque muoversi per assicurare le grandi maggioranze ed i grandi sostegni di cui improvvisamente godono questi leaders

Per quanto riguarda Tzipras, senza entrare nel meandro del labirinto politico greco, vogliamo solo citare un evento, che mostra con chiarezza il suo vero fronte di appartenenza: la vicenda della lista Tzipras alle ultime elezioni europee in Italia. Quando venne lanciata la lista e Tzipras invitato nel nostro paese, chi era nella cabina di regia di questa iniziativa politica? Chiaramente, in modo inequivocabile fecero campagna tutti i movimenti connessi al mondo gesuita. Uno dei principali sponsor fu il Sindaco di Palermo Orlando, allievo di Padre Pintacuda e di Padre Sorge. Quello stesso fronte gesuita-massonico che ha sbaragliato i nemici italiani e mondiali e che si è aggiudicato il Vaticano, il Quirinale, Palazzo Chigi, la BCE, i vertici dell’Unione Europea, la Casa Bianca, ecc..

E vogliamo qui anche accennare al fatto che non solo nella ex DC da cui vengono Orlando, Mattarella e Renzi, ma anche in tutti i movimenti della sinistra radicale italiana è avvertibile da decenni la traccia di una forte influenza delle manovre gesuite. Da quelli più estremi, coinvolti negli anni di piombo del terrorismo, fino agli attuali SEL, Verdi e al PD. Naturalmente senza che la gran parte degli attivisti e parte degli stessi dirigenti ne abbia mai avuto alcun sentore. Questo gioco al controllo delle sinistre da parte del fronte gesuita-massonico funziona in quasi tutte le democrazie occidentali, compresa quella greca.

E’ quindi singolare assistere a questo apparente litigio tra una Unione Europea ed un governo greco sostanzialmente influenzati dalla stessa componente del potere. Quale sarà il motivo vero di questa tragica pantomima? A cosa mira?

Passiamo quindi al secondo punto

  1. Come la vicenda greca ha a che fare con i più generali progetti di manipolazione delle coscienze?

Abbiamo spesso ricordato che il principale fenomeno in atto è quello del risveglio delle coscienze (per approfondimenti vedi i nostri articoli precedenti, ed in particolare …..). Un fenomeno che si espande velocemente in orizzontale, minacciando i vecchi capisaldi dei poteri di manipolazione E che ha costretto questi poteri a mirare ad un decisa strategia di verticalizzazione e centralizzazione del potere. Per arrivare a formare megastati regionali, e quindi un unico superstato mondiale, più facilmente dominabili dalle lobbies, molto meno controllabili dall’opinione pubblica, e difficilmente raggiungibili nelle loro istituzioni dal nascente movimento del risveglio delle coscienze.

A colpi di crisi economiche e di guerre il gioco sta funzionando. Le crisi emergenziali servono a creare il clima attraverso il quale i popoli vengono spinti a cedere sovranità. Fino ad ora ha funzionato così.

Ma anche nel cammino dei poteri oscuri ci sono sempre ostacoli. E questi vengono soprattutto dalle opinioni pubbliche.

Una parte della gente è facilmente inquadrabile attraverso i media ad obbedire ai dogmi imposti dal potere, come quello della necessità assoluta e costante di una unione europea forte ed autoritaria, oppure quello della urgenza di una guerra “umanitaria”, o antiterroristica. Ma ci sono anche importanti settori delle cittadinanze che non vogliono farsi trascinare in queste imprese, sentendole come contrarie ai propri interessi. Il malcontento viene in genere assorbito manipolando e perfino creando movimenti e partiti cosiddetti “populisti”, il cui compito è quello di incanalare dentro di loro il malcontento. La cui attività è poi quella di vociferare, manifestare e agitare bandiere di libertà, ma mai – proprio mai – incidere realmente sul corso degli eventi. Mai – proprio mai – fare qualcosa di effettivo per bloccare realmente il processo di verticalizzazione e centralizzazione del potere.

Tra gli ostacoli principali all’ulteriore centralizzazione europea ci sono appunto le porzioni di opinione pubblica che si oppongono per vari motivi. In parte perché contrarie alla perdita di libertà e sovranità, ed in parte perché contrarie a sacrifici economici. A riduzioni del proprio tenore di vita. Tra questi ultimi in particolare i tedeschi, che in un qualsiasi processo di integrazione europea vera vedrebbero necessariamente livellarsi verso il basso la propria ricchezza, dovendola “spartire” in vari modi con paesi molto meno ricchi.

E come si fa a spingere verso una maggiore integrazione europea tedeschi riottosi e opinioni pubbliche europee, ed anche greche, contrarie a perdite di sovranità?

Il tragico teatrino del confronto tra Tzipras da una parte e Unione Europea, FMI e tedeschi dall’altra, crea una situazione che viene usata molto bene dai media del potere.

Viene ogni giorno evidenziato drammaticamente un enorme rischio: i “populismi” antieuropei, come quello dell’”avventuriero” Tzipras, mettono a rischio l’Euro e l’Europa e tutto potrebbe crollare, coinvolgendo noi tutti. Quelle file a svuotare i bancomat greci che vediamo in televisione, e la chiusura delle banche, e il crollo dell’economia – vero o presunto – potrebbero veramente impoverirci tutti. Lo spettro della povertà e della disoccupazione viene scatenato dai media per condizionare le coscienze europee.

Una parte di quelli che volevano l’uscita dall’Europa, di fronte a questi enormi e tangibili rischi potrebbe “rientrare nei ranghi” e accettare meglio le future, ulteriori e brutali perdite di sovranità che ci attendono nei prossimi anni. Gli stessi tedeschi, di fronte alla possibilità di un male ancora peggiore, come il caos europeo, potrebbero diventare meno inflessibili nel fare concessioni ai paesi meno ricchi. Ed anche questo faciliterebbe il percorso della formazione del superstato.

Ecco il senso della tragedia greca messa in scena in queste ora dagli attori della stessa compagnia di potere: condizionarci in senso ancora più filoeuropeista: Europa come unica ancora di salvezza rispetto al caos ed alla povertà.

Non funzionerà ovviamente con tutti noi, ma con una parte degli europei indecisi e degli “inflessibili” tedeschi certamente sì.

Cosa accadrà ora?

Quello che i soliti poteri riterranno necessario. Tanto sono sempre loro che guidano la danza, che guidano i loro politici nella tragica farsa che serve ad orientare noi in certe direzioni.

Potrebbero quindi ora ritenere che è il caso di far rientrare la crisi greca, perché la lezione per noi, per i greci, i tedeschi e tutti gli altri europei è stata sufficiente. Oppure ritenere che serve uno shock maggiore - come un ulteriore aggravamento della crisi greca, fino alla stessa uscita dall’euro - per indurre tutti a maggiori concessioni al processo di centralizzazione.

Ma nessuno si illuda che il confronto politico sia vero, che Tzipras sia l’eroe della libertà o altro. Smettiamola di credere al gioco che ci viene presentato scambiandolo per reale.

Gli attori che stanno drammatizzando questa crisi lavorano per lo stesso impresario… che vuole il superstato contro di noi.

Obiettivo delle crisi internazionali – lo diciamo da tempo – sono le nostre coscienze. E queste devono mantenersi libere, indipendenti ed attive per il bene di tutti.

Concentriamoci su quello che noi ogni giorno possiamo fare di bene intorno a noi. Non abbiamo bisogno di farci coinvolgere dal teatro montato per noi e dagli attori scelti dal potere per spingerci ad affidarsi ancora e sempre ai loro fantasmi. Ai nemici delle nostre libere coscienze.

Il quotidiano intorno a noi, l’orizzontale, la famiglia, il lavoro, l’ambiente, gli ideali umani: questo il vero campo d’azione delle nostre coscienze e della nostra libertà.

Non facciamoci distrarre da quello che avviene sul palco. A noi interessa la vita vera, quella che ci scorre davanti ogni giorno. Là dove possiamo veramente intervenire a fare qualcosa di buono per noi e per tutti.

Tratto da: http://coscienzeinrete.net

 

 

Aquile Jerve

TEATRO GRECO: DOVE VUOLE PORTARCI QUESTA TRAGICA CRISI ?
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IL TEOREMA DELLA TRUFFA DEL DEBITO PUBBLICO (Il teorema di Gambini)

Pubblicato su 10 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

di Danilo Gambini

Un teorema è una proposizione che, a partire da condizioni iniziali arbitrariamente stabilite, trae delle conclusioni, dandone una dimostrazione.

Un teorema è composto da una o più ipotesi, una tesi ed una dimostrazione della tesi.

  • Le ipotesi sono le condizioni iniziali su cui si vuole ragionare.
  • La tesi è la conseguenza delle ipotesi, in un teorema tutte le volte che si verificano le condizioni iniziali descritte nelle ipotesi allora si verifica anche la tesi.

  • Un teorema, per essere tale, deve contenere una dimostrazione, cioè un insieme di implicazioni logiche che possano assicurare che le ipotesi implichino la tesi.

Questa breve premessa serve solo per precisare, ai meno attenti alla etimologia delle parole, che quello che andrò a dimostrare nel seguito del post non è una semplice Teoria ma bensì un qualcosa che è dimostrabile matematicamente e/o scientificamente e quindi non discutibile, ovvero se prendiamo ad esempio il Teorema di Pitagora non possiamo metterci a discutere sul fatto che forse la sommatoria delle aree costruite sui cateti di un triangolo rettangolo è equivalente a quella costruita sull’ipotenusa, perché Pitagora l’ha dimostrato ed è così ed ognuno di noi geometricamente può procedere a verificarne la veridicità, BASTA LA VOLONTÀ E LA CAPACITÀ DI FARLO.

IPOTESI:

il DEBITO PUBBLICO DELLO STATO ITALIANO è una Truffa ai danni del 99,5% del Popolo Italiano

TESI: 

LA Truffa è basata essenzialmente su tre elementi:

sovrano1 – Cessione della Sovranità Monetaria ad una Banca Privata, Il 12 febbraio 1981 il Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta (mano armata dei Banchieri contro il Popolo Italiano), in spregio della Costituzione Italiana, scrisse al Governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi (Banchiere) una lettera che sancì il “divorzio” tra le due istituzioni. In pratica con una semplice lettera, senza alcun dibattito Politico e senza che TV e Giornali dessero il minimo risalto alla notizia, lo STATO ITALIANO veniva privato della Sovranità Monetaria – sovranità (sottratta al Popolo) che i Padri Costituenti hanno ammesso potesse essere limitata, solo a condizioni di pace e giustizia fra le nazioni e a situazioni di parità con altri stati, ma mai ceduta (art. 11 Cost.). In pratica, da quella data, la Banca D’Italia non garantiva più l’acquisto dei Titoli che pertanto dovevano essere collocati presso gli investitori privati (il 95% dei Titoli erano e sono acquistati e detenuti dalle stesse Banche) ad alti interessi, in spregio della Costituzione Italiana che non la contempla minimamente. Successivamente la cessione ha avuto la completa attuazione con la sottoscrizione dei nostri Governanti dei trattati Europei. L’art. 1 stabilisce che l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro e che la SOVRANITÀ appartiene al POPOLO che la esercita attraverso il Parlamento. Ecco appunto il Parlamento può esercitare la SOVRANITÀ ma non può assolutamente cederla, cosa che invece TUTTI i Politici succedutisi in Parlamento negli ultimi venti anni hanno incostituzionalmente fatto e/o accettato in danno della Popolazione, firmando e/o approvando e/o tacendo sui Trattati che hanno di fatto tolto allo Stato Italiano qualsiasi capacità decisionale in tema di politiche economiche. Preciso che tre sono i requisiti fondamentali che definiscono una Nazione, ovvero: Un Popolo, Un Territorio, La Sovranità. Da un post dell’avv. Marco Mori:«….La differenza tra uno Stato democratico ed una dittatura sta semplicemente nel fatto che in democrazia la sovranità appartiene al popolo complessivamente inteso. Ribadisco in una democrazia rappresentativa come quella italiana il popolo elegge i suoi rappresentanti così delegando momentaneamente l’esercizio della sovranità agli eletti. Conformemente alla Costituzione dunque la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione stessa (art. 1). E se quote di sovranità vengono cedute che succede? Semplicemente accade che i rappresentanti votati dal popolo non possono più decidere in determinate materie e che dunque quando il popolo tornerà a votare non avrà più influenza su di esse. Questo è ciò che è accaduto in materia monetaria ed economica in forza dei Trattati Europei. L’Italia ha ceduto la propria sovranità e dunque economia e moneta sono state sottratte alle determinazioni sovrane della nostra popolazione. I nostri rappresentanti hanno esorbitato i limiti del loro mandato cedendo il potere che avevano unicamente in delega. La Costituzione non prevede in alcun modo la possibilità di cedere sovranità. Ciò è ovvio poiché se si cede la sovranità si smantellano, come detto, Stato e democrazia. La crisi è legata al fatto che lo Stato non dispone di moneta in quantità sufficiente a sostenere economia ed occupazione. Il popolo non è libero di decidere democraticamente se immettere più moneta nel sistema economico, non è libero di scegliere la direzione economica del Paese. Non è libero, ad esempio, di preferire alla stabilità dei prezzi una sana inflazione atta a riassorbire la disoccupazione. Non è libero di stoppare alcune storture fisiologiche del libero mercato al fine di tutelare un preminente interesse pubblico. Senza sovranità su ogni aspetto della politica nazionale non possiamo in alcun modo definirci ancora una democrazia. Non lo siamo tecnicamente. Nulla può essere considerato più grave di questo. Tenetelo ben a mente quando considerate irrilevante per le vostre vite il tema della sovranità.»

debito pubblico2 – Avanzi primari del Bilancio dello Stato. Passiamo ora ad esaminare questo elemento che nessun giornalista e/o conduttore di talk-show e/o Politico ha mai spiegato pubblicamente e che perciò sfugge alla comprensione delle masse. L’avanzo primario è il principale responsabile della crisi e pertanto è fondamentale che il Popolo ne comprenda i contenuti. Cercherò quindi di porre rimedio a questa lacuna di molti provando a spiegare con un semplice esempio cosa significhi per una Nazione fare Avanzo Primario. Esempio: «In un qualsiasi Stato ipotizziamo che la massa di moneta totale circolante sia pari a 100 miliardi che i Cittadini utilizzano per il libero scambio di beni e servizi (senza preoccuparci di come è distribuita tra la Popolazione, occorre sapere solo che alla data X esistono 100 miliardi), lo Stato durante l’anno X procede alla Spesa Pubblica necessaria a fornire beni e servizi (Sanità, Istruzione, Opere pubbliche, ecc.) aumentando la massa monetaria di 10 miliardi, l’anno successivo però ritira attraverso le Tasse 15 miliardi. Questo vuol dire che nell’anno X lo Stato ha fatto un AVANZO PRIMARIO di (15-10)= 5 miliardi. Quindi questo significa che dopo un anno la massa di moneta circolante si è ridotta a 95 miliardi e se, per assurdo, lo Stato dovesse procedere ad ulteriori avanzi primari di 5 miliardi ogni anno, dopo venti anni la massa monetaria circolante sarebbe ridotta a 0 miliardi. Tutto questo è per assurdo perché nessuno Stato Sovrano e DEMOCRATICO avrebbe motivo di mettere in crisi l’economia con questo meccanismo. In Italia però i nostri Politici Parlamentari, a servizio del Sistema Bancario, degli ultimi 25 anni (di Dx, Sx e Centro, senza distinzione) hanno assurdamente fatto Avanzi Primari a ripetizione creando di fatto una crisi economica senza precedenti dovuta a mancanza di moneta, moneta che ricordo la Nostra Costituzione impone sia di proprietà dello Stato e quindi del Popolo. Voi direte ma non è possibile, ma come i mass media continuano a ripeterci che la crisi è dovuta al fatto che abbiamo speso troppo. E proprio qui sta l’inganno giornali e TV anch’essi a totale servizio del Sistema Bancario ignobilmente hanno taciuto degli avanzi primari ed addirittura hanno divulgato l’esatto opposto. Quello che sto affermando naturalmente posso dimostrarlo attraverso questa tabella:

BILANCI DELLO STATO DAL 1981 AL 2013 (Dati ufficiali ISTAT)

Valori assoluti in milioni di Euro

ANNI

USCITE

(Spesa per Servizi)

INTERESSI

TOTALE

(Uscite+Interessi)

ENTRATE

(Tasse Pagate dal Popolo)

AVANZO PRIMARIO

(Entrate – Uscite )

DEBITO PUBBLICO

( Entr. – Usc. + Int.)

DEBITO PUBBLICO NEL 1981

(data della Cessione della Sovranità Monetaria dell’Italia al SISTEMA BANCARIO )

-142.427

1981

97.959

12.409

110.368

83.880

-14.079

-26.488

1982

117.121

18.891

136.012

107.228

-9.893

-28.784

1983

139.568

26.153

165.721

131.866

-7.702

-33.855

1984

157.615

32.095

189.710

145.753

-11.862

-43.957

1985

179.796

36.200

215.996

162.786

-17.010

-53.210

1986

199.689

41.710

241.399

184.598

-15.091

-56.801

1987

219.428

41.058

260.486

200.653

-18.775

-59.833

1988

245.301

47.891

293.192

229.407

-15.894

-63.785

1989

271.205

58.099

329.304

256.842

-14.363

-72.462

1990

302.776

70.727

373.503

293.255

-9.521

-80.248

1991

329.296

86.913

416.209

329.041

-255

-87.168

1992

349.631

98.534

448.165

364.534

14.903

-83.631

1993

364.902

105.040

469.942

386.612

21.710

-83.330

1994

372.462

99.704

472.166

392.373

19.911

-79.793

1995

389.919

109.794

499.713

429.479

39.560

-70.234

1996

412.580

115.611

528.191

458.361

45.781

-69.830

1997

430.522

97.448

527.970

499.920

69.398

-28.050

1998

IL TEOREMA DELLA TRUFFA DEL DEBITO PUBBLICO (Il teorema di Gambini)
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Orban e il muro del pianto progressista

Pubblicato su 10 Luglio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in EUROPA

Ovviamente la costruzione del muro anti-immigrazione da parte di Viktor Orban in Ungheria ha scatenato le preoccupazioni dei progressisti di casa nostra, che quando si parla di lavoro e reddito, o svendita di aziende statali, tacciono volentieri, ma se si parla di immigrazione saltano come cavallette.  La verità è che quanti si scandalizzano oggi per il muro verso la Serbia non hanno battuto ciglio quando sulla Serbia hanno mandato i bombardieri, ne hanno occupato parte del territorio edificando un mostro del diritto internazionale come il Kosovo, "murando" in casa le enclaves serbe rimaste. Non c'è bisogno di scomodare il fascismo, bastano e avanzano le sconcezze delle "democrazie".

(Marino Rore)

 
Tratto da:http://viaculturale.blogspot.it/
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