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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Sel: vietato pubblicare i crimini commessi dagli immigrati, è razzismo

Pubblicato su 28 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

ECCO I VERI NEMICI DELL'ITALIA, CIOÈ QUELLI CHE VOGLIONO VEDERE DISTRUTTE LA NOSTRA TRADIZIONE, LA NOSTRA CULTURA, LA NOSTRA ARTE, QUELLI CHE DICONO PRIMA TUTTI GLI ALTRI E LASCIANO PER ULTIMI I NOSTRI CONNAZIONALI. E NON VENGONO DA FUORI, SONO CRESCIUTI QUI, CON NOI, IN MEZZO A NOI. ADESSO, SECONDO I TRADITORI DEL SEL, NON SI PUÒ NEMMENO PIÙ PARLARE DEI REATI COMMESSI DAGLI IMMIGRATI. L'ITALIA È MALATA NEL SUO DNA SE CREA MOSTRI COME QUESTI.

Cesare Ferri

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Il “Made in” non passa, vince la Germania

Pubblicato su 28 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Durante la presentazione presso Expo del “segno distintivo dell’agroalimentare italiano”, un fuori onda della diretta streaming svela la sconfitta italiana nella protezione dei prodotti del “Made in”. 

«Le abbiamo provate tutte, Renzi ha chiamato la Merkel, si è mosso anche Squinzi (presidente di Confindustria, ndr)», ma non c’è stato niente da fare, ammette Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo economico, davanti al ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. 

Alla domanda «domani vai a seguire il “Made in”?» di Martina, Calenda ha svelato la sconfitta dell’Italia nella partita, ammettendo anche che eserciterà il veto in Europa, ma a nulla servirà rispetto alle resistenze tedesche.  

Giovedì prossimo a Bruxelles i ministri del Consiglio competitività voteranno sull’obbligo di indicare il Paese di provenienza delle merci vendute in Europa. 

Tratto da:http://www.linkiesta.it/notizie-brevi/breaking-news/il-made-non-passa-vince-la-germania

Il “Made in” non passa, vince la Germania
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Galli (PD): una tassa per salvare la Grecia

Pubblicato su 28 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

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LA UE FREGA L'ITALIA: LE QUOTE VALGONO SOLO PER I NUOVI SBARCHI E SOLO PER ERITREI E SIRIANI. RESTANO IN CAPO ALL'ITALIA I 73 MILA GIA' PRESENTI

Pubblicato su 27 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Alla fine l'Unione Europea ha deciso, e non certo in una direzione che va bene all'Italia: prima di tutto, la distribuzione dei migranti riguarderà solo i nuovi arrivi (quelli già in Italia ci resteranno) e comunque non saranno tutti i migranti a poter essere collocati in altri paesi d'Europa: solo eritrei e siriani. In più, la quota massima di profughi da distribuire in Europa sarà di 24 mila in due anni. Solo nel 2015 in Italia sono sbarcate 41.470 persone di cui circa 13.000 tra eritrei e siriani. Il peso in Europa dell'Italia Renziana è pari a zero. 

La notizia, data oggi dal Corriere della Sera con dovizia di particolari, conferma che l'Europa di questo problema se ne infischia abbastanza e non ha alcuna voglia di prendersi in carico il problema. Del resto era chiaro che la grande occasione per porre e risolvere il problema con la necessaria forza era il semestre italiano di presidenza europea, lasciato scorrere dal premier Matteo Renzi senza alcun risultato su questo tema.

La posizione dell'Europa è chiara: l'Italia dovrà continuare a farsi carico dei circa 90.000 migranti che sono già arrivati e sono stati sistemati nelle strutture di accoglienza, altro che 'situazione temporanea'. I 24 mila migranti da distribuire con il resto d'Europa vanno considerati nell'arco di due ani (quindi 1.000 al mese, contro la media di 8.000 arrivi mensili in Italia del 2015) e comunque dovranno essere solo Eritrei e Siriani. 

Al contrario di quanto veniva sbandierato nei giorni scorsi, la situazione è drammaticamente simile a quello che viene descritto dal Governatore Zaia e dal sindaco Bitonci: siamo un emergenza, c'è un flusso continuo di persone in arrivo in Italia, e se le cose restano così, in Italia rimarranno. Non è più un problema di accoglienza, adesso si pone una questione di convivenza visto che la situazione sembra lontanissima dal tornare alla normalità. 

E c'è un altro problema: se si continua a questo ritmo, vuol dire che in due anni l'Italia si troverà con 168 mila migranti da gestire, a fronte dei 24 mila inviati nel resto dell'Europa. E' una cosa gestibile ? 

Tratto da:http://www.quiveneto.it/index.php/it/component/k2/item/222-la-ue-frega-l-italia-le-quote-valgono-solo-per-i-nuovi-sbarchi-e-solo-per-eritrei-e-siriani-restano-in-capo-all-italia-i-73-mila-gia-presenti
LA UE FREGA L'ITALIA: LE QUOTE VALGONO SOLO PER I NUOVI SBARCHI E SOLO PER ERITREI E SIRIANI. RESTANO IN CAPO ALL'ITALIA I 73 MILA GIA' PRESENTI
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COSA C'E' DIETRO. Il disegno complessivo dietro a questa crisi programmata.

Pubblicato su 27 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Mi raccomando prendetevi 27 minuti liberi e guardate e ascoltate tutto!


Video molto interessante e ben fatto di Claudio Messora

curatore del blog di informazione 
www.byoblu.com.

Claudio in questo video fa un pò un riassunto dal 2011 con l'avvento

"magistralmente" orchestrato dall'Europa del Governo Monti

fin ai giorni nostri...

Si parla della Crisi Europea e del ridisegnamento dell'Occidente anche a

attraverso la firma di trattati come il TTIP,passando dalla deindustrializzazione

dell'Italia a molto altro.

Da guardare assolutamente fino alla fine,27 minuti spesi bene;)

 
Tratto da:http://democrazy-democracy.blogspot.it
COSA C'E' DIETRO. Il disegno complessivo dietro a questa crisi programmata.
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TUTTA LA VERITA' SUL RITIRO DELL'ESERCITO SIRIANO E IL MASSACRO DI PALMYRA...

Pubblicato su 27 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ESTERI

Vi proponiamo il disagio di vedere le brutture prodotte, dalla creatura della CIA e associati, sulla città museo siriana di Palmyra dai terroristi takfiri dell'ISIS... 
 
trd Sa Defenza 
 
 Dopo molte chiamate urgenti richieste dal direttore dei Musei della Siria, Mamoun Abdulkarim per la preservazione e conservazione del prezioso patrimonio archeologico di Palmyra (UNESCO) e dopo diversi giorni di feroci combattimenti tra l'esercito siriano e ISIS, all'ultimo ha dovuto ritirarsi prima dell'arrivo di migliaia di terroristi armati.
Il giornalista francese  reporter dalla guerra e cronista di fama internazionale Frédéric Helbert, dal suo account Twitter, il 21 maggio lo aveva già menzionata:
 
 «Sia via satellite che con i droni, la coalizione seguiva via etere  l'avanzata dello stato islamico a Palmyra. Il non intervento è stata una decisione consapevole ».



Pochi minuti dopo, ha aggiunto:
 «La coalizione militare era pronta a prevenire l'attacco contro Palmyra, afferma un militare. Ma i politici che hanno visto hanno rifiutato l'aiuto a Bachar con un netto «no» ».



Forse molti dei sostenitori del governo legittimo Siriano, sono stati feriti da quello che è successo a Palmyra e alcuni di loro si sono chiesti perché l'esercito arabo siriano si è ritirato dalla città, in un tempo relativamente breve.

Secondo fonti militari siriane, e le testimonianze di soldati siriani che combattevano lì, l'esercito siriano è stato sopraffatto dal preponderante numero di combattenti takfiridel ISIS, concentrati a Palmyra.
 ISIS ha attaccato la zona con più di 14.000 terroristi è arrivato molto velocemente a bordo di potenti macchine da guerra come l'AmericanaHAMER, uno specifico armamento per il combattimento in zone desertiche ben carico di armi non convenzionali.
In effetti, gli islamisti takfiri hanno attaccato  l'esercito siriano con i razzi che hanno comportato un effetto molto strano: non esplodevano come al solito, ma fondevano i ripiani metallici,  il primo pensiero ha portato a credere che si trattava di un bombardamento con missili al fosforo bianco.

In una situazione critica del genere, la decisione più saggia da adottare è stato l'immediato ritiro, poiché avrebbe portato ad un inutile sacrificio degli eroici soldati siriani di cui preservare loro in vita è nostra priorità, come comprensibile recentemente con un'operazione militare di successo abbiamo evacuato l'ospedale di Al Schougour.

 Per quanto riguarda la sorte delle rappresentazioni d'arte provenienti dall'area greco-romana presenti nel museo, la maggior parte delle statue e reperti sono stati trasferiti dalla città, e messi in sicurezza.

 
 Ma ci sono ancora alcuni oggetti di grandi dimensioni, come la sarcofagi, dal peso di tre o quattro tonnellate di cui non si è riusciti a portarli in un luogo sicuro.


 
 Per quanto riguarda il massacro della popolazione locale, è stato ufficialmente confermato dalla agenzia siriana Agency News: almeno 400 cittadini di Tadmour (città moderna di Palmyra) per lo più donne e bambini sono stati vittime dei terroristi dello stato islamico.
La televisione di Stato siriana ha aggiunto che decine di funzionari statali sono stati giustiziati per il loro sostegno al governo del presidente siriano Bashar al-Assad, tra i quali il dirigente del pronto soccorso dell'ospedale locale con tutti i membri della sua famiglia.

I media siriani hanno anche riferito che la proprietà di migliaia di civili che hanno lasciato la città è stata confiscata, e quelli che sono rimasti sono costretti a obbedire allo stile di vita e alla legge oscurantista, altrimenti dovranno affrontare il patibolo.

Le stragi di civili fanno parte della cosiddetta «legge d'ordinanza» di tutti i gruppi Jihadistimedici,  infermieri, dipendenti pubblici sono stati tutti uccisi, appena dopo che ISIS ha occupato la città.



Immediatamente (20 maggio), Daesh (acronimo di ISIS in arabo) hanno imposto la rigorosa legge islamista in città, tagliata la rete elettrica hanno proceduto a una operazione del «porta a porta», nella ricerca, a loro dire, degli «infedeli» e «traditori» passandoli a fil di spadaCon i megafoni sono stati diffusi messaggi minacciosi contro i sostenitori del governo siriano. E' stato il giorno dopo che hanno diffuso le prime foto che mostrano una dozzina di cadaveri mutilati brutalmente, facendo grondare di sangue le strade.
 Il Presidente del Consiglio dei Ministri  SirianoWael al-Halaqi, in una dichiarazione ufficiale ha condannato questo crimine barbaroaccusando i paesi che appoggiano il terrorismo (come Arabia SauditaQatarTurchia ecc) di responsabilità con questi crimini.
In realtà, questo massacro non è diverso da molti altri già commessi in Siria da DaeshJabhat al-Nusra o altri gruppi considerati più o meno «moderati» dai media occidentali.

Come per mala sorte sul sito di Palmyra, sventola la bandiera nera di ISIS, all'ingresso della cittadella che domina le spettacolari rovine.



La distruzione di monumenti antichi è una pratica ricorrente dei gruppi takfiri in quanto li considerano come luogo di culto pagano.
 
Tratto da:http://sadefenza.blogspot.it
TUTTA LA VERITA' SUL RITIRO DELL'ESERCITO SIRIANO E IL MASSACRO DI PALMYRA...
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Ascoli. Difensori d’ufficio dell’euro ammettono che l’euro serve a limitare la Costituzione

Pubblicato su 27 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA, ECONOMIA

Di: Aureliano Ferri

Il giorno 8 Maggio scorso ad Ascoli la locale sezione del PD ha organizzato una conferenza dal titolo accattivante: “Uscire dall’euro?”. Relatori sono stati i professori universitari Gianluca Gregori e Piero Alessandrini, dell’Università di Ancona.

È stato chiaro fin da subito come la domanda costituente il titolo dell’incontro fosse retorica e per i due docenti la risposta fosse ovviamente “no, non si deve uscire”. Da notare che nella presentazione il moderatore, presidente dei giovani del PD ascolano, ha voluto sottolineare come quell’incontro fosse stato organizzato in risposta alle conferenze tenutesi nel capoluogo Piceno nel 2014 con Alberto Bagnai (organizzata dall’Associazione Piceno Tecnologie) e Paolo Barnard (dalla ME-MMT provinciale), entrambe ovviamente di segno diametralmente opposto. 

Il prof. Alessandrini, nel premettere che l’architettura dell’euro presenta “dei problemi”, ha detto che avrebbe esposto degli argomenti scientifici che avrebbero smontato le tesi degli “euroscettici”. Al contrario, purtroppo, ai presenti è stata inflitta la solita minestra riscaldata di luoghi comuni, condita con qualche grafico e sagace battuta nel tentativo di renderla più sapida. Non è mancato qualche compiaciuto riferimento ai “Porci” (i paesi cosiddetti PIIGS, tra cui l’Italia) e l’immancabile tirata sul debito che causerebbe la crisi di fiducia, quindi il rialzo dello spread ecc. ecc.. Tutto questo, salvo poi ammettere che paesi come Stati Uniti (nella prima metà del ‘900) e Giappone a tutt’oggi, hanno avuto o hanno rapporti debito/PIL molto più alti del nostro, senza che esista, ad esempio, una crisi dei bond Giapponesi e nessun Mario Monti chieda sacrifici al popolo del Sol Levante in nome del rigore di bilancio. Il motivo del diverso comportamento dei mercati non è stato esplicitato

Alessandrini ha stigmatizzato con onestà come il quantitative easing di Draghi non abbia portato alcun beneficio all’economia reale, in quanto questa liquidità è rimasta nel circuito bancario o addirittura depositata di nuovo presso la BCE. Chi sperava in un “j’accuse” del sistema è rimasto però deluso, in quanto l’affermato docente si è detto fiducioso che l’iniezione di liquidità di operata da Draghi starebbe per portare presto (non si sa quando) i suoi benefici, che non siano quelli di togliere le castagne dal fuoco alle banche rimaste col cerino della speculazione in mano. 

Gli altri argomenti portati dal prof. Alessandrini a suffragio della sua tesi sono stati gli stessi che quotidianamente si possono ascoltare su qualsiasi canale informativo mainstream: niente di nuovo sotto il sole, dunque, e chi aspettava qualche succoso nuovo argomento da utilizzare polemicamente contro i fautori dell’uscita dalla moneta unica è rimasto a bocca asciutta. 

Il Prof. Gregori ha poi “affrontato” il tema dal punto di vista microeconomico delle imprese italiane, marchigiane e picene in particolare. Pur ammettendo che il sistema industriale italiano era leader nel mondo negli anni ’60-’70-’80, e stigmatizzando l’uso che spesso la propaganda politica fa di dati “drogati” da fenomeni contingenti, il micro-economista ha sottolineato le criticità attuali dando la colpa del crollo della produzione e delle esportazioni (il focus in queste sedi è sempre sulle esportazioni e mai sul mercato interno, l’occupazione ecc.) alla mancanza di innovazione, soprattutto nel campo della comunicazione internet e del marketing sui social network (ebbene sì, ha detto proprio così): Gregori non pervenuto. 

Nella fase del dibattito i due docenti hanno dovuto inevitabilmente sostenere il fuoco incrociato di domande da parte di alcuni presenti, per nulla soddisfatti dalle accademiche argomentazioni esposte. Per prima cosa un esponente di MoviSol ha contestato il solito assioma debito = spread = crisi, dimostrando, cifre alla mano, che allo scoppio dalla crisi, a parte l’Italia, gli altri paesi “PIIGS” avevano tutti un rapporto debito/PIL molto basso (in Spagna addirittura al 35%) e che dopo l’applicazione delle ricette della BCE, tale rapporto si è addirittura alzato, mentre lo spread scendeva. 

Alessandrini, vedendo così demolito uno dei pilastri della sua stessa presentazione, ha dovuto ammettere che infatti il problema non è il debito: il professore a quel punto ha individuato le cause della crisi nelle “aspettative di crescita percepite dai mercati”. 

Alla domanda dell’esponente MoviSol se la separazione bancaria possa essere un toccasana per tarpare le ali alla speculazione finanziaria e risolvere contemporaneamente il problema della mancanza di credito all’economia reale, semplicemente non c’è stata risposta. 

Agli appunti sollevati dal giornalista Paolo Flammini, esponente della ME-MMT picena, sulla capacità di investimento che si recupererebbe con la sovranità monetaria e il conseguente aumento degli investimenti pubblici, volano di occupazione, il Prof. Alessandrini ha tentato di controbattere agitando lo spettro dell’inflazione (mentre poco prima aveva ammesso che la deflazione in cui siamo precipitati in Italia era un male persino peggiore – come stigmatizzato puntualmente da un terzo partecipante) per poi arretrare e dire: “Vogliamo buttare via tutto? Va bene, io l’euro mica me lo sono sposato”. Non male per un evento che programmaticamente si proponeva di smontare le tesi sull’uscita dalla moneta unica…

Il canuto docente è poi tornato all’attacco sostenendo che la capacità di spesa data dalla sovranità monetaria è “un’arma troppo potente in mano ai politici”. Al ché Flammini gli ha fatto pacatamente notare che ciò contraddice in pieno il dettato della nostra Costituzione antifascista. 

A questo argomento ci si sarebbe aspettati che l’uditorio di un evento del PD avesse qualche sussulto, ma dopo le domande dei tre “contestatori” non ci sono stati altri interventi. 

Va segnalato che Alessandrini al termine dell’incontro si è timidamente detto a favore della separazione bancaria.

Tratto da:http://movisol.org/ascoli-difensori-dufficio-delleuro-ammettono-che-leuro-serve-a-limitare-la-costituzione/

Ascoli. Difensori d’ufficio dell’euro ammettono che l’euro serve a limitare la Costituzione
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PAROLE, PAROLE, PAROLE..........

Pubblicato su 26 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in IPHARRA

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, il massimo organo giuridico di questa Repubblica, sui media si sono sprecati fiumi di parole ( inutili ) da parte di tutti i rappresentanti della cosiddetta opposizione.

I pensionati vittime di questo sopruso sono circa 5 milioni.

Se le opposizioni, da SEL alla Lega passando per il M5S, fossero serie ed avessero veramente a cuore gli interessi della gente, avrebbero fatto “ quadrato” ed si sarebbero prodigate per  portare, a circondare il Parlamento, almeno 500.000 persone interessate alla questione.

Ho detto 500.000, che sono il 10%.

Non gli è neanche passato per la testa.

Per “ lavarsi” la coscienza hanno continuato a blaterare in televisione, a scrivere sui social network, sui giornali……gli manca solo un rotolo di carta igienica.

Parole per i gonzi, inutili e vuote: i soli fatti.

Ma se avessero fatto “ quadrato” 500.000 persone ci sarebbero andate a circondare il Parlamento?

Credo di no.

Ormai quel che resta di quello che una volta fu un popolo, pensa la suo piccolo orticello ( fino a quando glielo lasciano) e se ne frega del bene comune.

Continuare a seguire questi politici, a fare opera di informazione per questa massa magmatica umana non ha più né senso né significato.

Per questi motivi, tra non molto, questo blog cesserà le pubblicazioni e verranno cancellate le pagine ad esso collegate.

Non esiste un Dio che combatta per i pavidi.

Claudio Marconi

PAROLE, PAROLE, PAROLE..........
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Kyenge: la gente non vuole capire che l’Italia è un Paese di immigrazione

Pubblicato su 26 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

L'ennesimo, inequivocabile, " segno dei tempi". C.M.

“A giugno andrò in Nigeria per cercare di capire come aiutarli, per evitare le partenze degli immigrati”.

Intervistato da Repubblica Tv, il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato il viaggio nel Paese africano illustrando le politiche del Carroccio per contrastare l’immigrazione clandestina. “Chi scappa dalla guerra deve essere accolto, gli immigrati clandestini non vanno fatti partire e sbarcare”, ha spiegato

L’iniziativa ha fatto sbottare Cecile Kyenge che è appena stata incaricata dall’Unione europea di andare in Nigeria per seguire le elezioni. Così, ospite di 24Mattino su Radio24, ha comciato a sciorinare la consueta lamentela per gli insulti nei suoi confronti sono “aumentati terribilmente”. “Basta fare un giro sul mio profilo Twitter e Facebook per verificarlo – tuona – costantemente segnalo le offese che ricevo alle autorità competenti”.

Poi attacca con le solite vanterie: “Io andrò in Nigeria per conto del Parlamento Ue, per monitorare le elezioni. Altri andranno per propaganda o a fare passeggiate”, dice con l’intento di sminuire il viaggio di Salvini. “Il problema non sono io ma la gente che non vuole capire che l’Italia è cambiata, che è un diventata un Paese di immigrazione e come tale necessita di regole di convivenza da costruire piano piano – ha continuato – questo processo però non è stato, purtroppo, accompagnato”.

Isis, inchiesta a Palermo: l’immigrazione clandestina finanzia le milizie

Infine non poteva mancare il solito discorso immaturo sul razzismo con il quale la Kyenge si nasconde in modo infantile dietro il colore della pelle per giustificare gli attacchi che mirano ai suoi discorsi logorroici e non certo alla sua persona:  “Se poi, ad alti livelli istituzionali,  ha detto – ci sono persone come il mio eterno amico-nemico Calderoli che sdoganano l’insulto razzista – ha detto ancora – tutto diventa più complicato ed è per quello che ho portato in tribunale una decina di rappresentanti delle istituzioni che mi avevano insultato. Chi ricopre un ruolo politico ha delle responsabilità e deve essere anche educatore”.

Tratto da:http://www.imolaoggi.it

Kyenge: la gente non vuole capire che l’Italia è un Paese di immigrazione
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Atene, Parigi e la sovranità...delle nazioni.

Pubblicato su 26 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Jacques Sapir

trd Sa Defenza
 

La sovranità è ora una questione centrale. E' la questione decisiva del momento storico che stiamo vivendo. 

Essa determina le scelte politiche, ma anche la comprensione della crisi che stiamo vivendo. Occupa il posto centrale per due motivi convergenti. 

Da un lato, la sovranità è necessaria per l'azione politica in questo passaggio dal "io" al "noi" di azione collettiva, e la seconda è una necessità assoluta della crisi, sia economica che sociale, politica e culturale che attraversiamo. 

Nella sovranità è fondamentale la distinzione tra legittimo e legaleQuesta distinzione è costantemente sfidata dalla logica di istituzioni che governano il nostro sistema politico.

 Viviamo in regimi e sistemi politici in cui il "come" ha preso il posto del "perché". Ciò corrisponde ad un cambio di gestione, il "tecnico" prevale sulla "politica". Alcune delle crisi che sono state menzionate ne sono la conseguenza. Se vogliamo porre la domanda "perché", e quindi capire che esiste una molteplicità di "come" è possibile, mentre la sovranità è essenziale. Ma se lalegittimità e legalità possono essere comprese solo in termini di sovranità, dobbiamo ammettere che la laicità, nel senso di restituire le convinzioni non verificabili alla sfera privata,  è necessario per la costruzione del bene comune, la "  Res Publica " dalla cui parola deriva Repubblica.
Copyright: Anne-Marie de Grazia

 

1. Entrambi a gennaio.

 Se vediamo questi, due eventi del gennaio 2015, confermano uno direttamente e indirettamente l'altro. Il primo di questi eventi è costituito dagli omicidi del 7 e 9 gennaio 2015 a Parigi. Questi assassinii, e noi di fronte a questa verità crudele: la Repubblica può chiarire e rigettare quanto successo.


Charlie, la Repubblica sta morendo.

Questi atroci crimini, con il dibattito provocato dallo slogan "Je suis Charlie
[1] , pone in essere la nascita di un senso di comunità. Ma questa sentimento è l'opposto della Repubblica. Si mette in discussione la legittimità delle nostre istituzioni e del governo.

Crudele ironia, la tragedia è avvenuta quasi dieci anni dopo il referendum del 2005 di cui ne rammentiamo l'aspetto: il popolo francese aveva respinto a larga maggioranza il progetto del trattato costituzionale europeo  proposto. Eppure la classe politica unita su questo punto ben al di là delle differenze politiche, l'ex destra gollista e il partito socialista,  si sono affrettati a inventare un nuovo trattato, molto simile a quello rigettato. 
Il Trattato di Lisbona è stato poi adottato dall'arcaico "Congresso", della Terza e della Quarta Repubblica, legittimandolo - giustamente - seppure molto inferiore a quello di un referendum. Questo scandalo, è enorme, e segna l'inizio della disintegrazione dello stato, che non può mascherare i deliri di alcuni, la finezza del buonumore di altri, o l'ictus di terzi. Esso era, e rimane, un importante attacco alla sovranità della nazione, ovvero alla sovranità del popolo.

Ma c'è di più e di peggio. Il gennaio 2015 i crimini hanno anche messo in dubbio uno dei principi fondanti della Repubblica e della democrazia. Nel tentativo di imporre una "blasfemia" uccidendo persone a causa della loro religione (o mancanza), è la nostra idea della Repubblica, questa "cosa comune" e Res Publica , che uccide. In realtà non c'è un legame tra tutto questo 
[2] . Quando si viola la sovranità del popolo, si mina la legittimità delle istituzioni, lo Stato di diritto è indebolito, cioè il valore della legge.

La messa in discussione, diretta o indiretta, della sovranità del popolo apre  la porta larga per il suo scioglimento e la sua rinascita sotto forma di comunità, che siano religiose o etniche. Non ci possono essere persone, che si basano sulla costruzione politica della sovranità popolare, dal secolarismo e questo principio fondamentale, inclusa nella nostra Costituzione della Repubblica ove non si riconosca nessuna religione e nessuna razza . Così ci troviamo di fronte la sfida finale: Repubblica o la guerra di tutti contro tutti.

Primavera in inverno.

Ma un altro evento si è verificato sempre in questo gennaio 2015, l'elezione di un nuovo governo in Grecia. Questo evento conferma la centralità della sovranità. Il partito della vera sinistra, SYRIZA è uscito vincitore di queste elezioni. Ma non era la maggioranza assoluta. 

 Dobbiamo quindi pesare il significato storico della scelta fatta dai leader di SYRIZA di unire le loro forze con un partito di destra i "Greci Indipendenti" e non con l'estrema destra come sognava lo sgradevole Colombani [3] . 

Potrebbero allearsi con un partito di centro, esplicitamente pro-europeo (To Potami o Il Fiume), e poi, generosamente finanziata dai gerarchi di Bruxelles, con detriti del Pasok socialista di sinistra. Hanno fatto una scelta che sembra strana a coloro che non capiscono la questione della sovranità

 Questa scelta è oggi una dimostrazione della centralità della questione: sovranità

Infatti, ciò che ha motivato questa alleanza, è la volontà chiaramente espressa del popolo greco, di voler recuperare la sua sovranità e, di conseguenza, la democrazia

 Questo compito determina alleanze. Certo, SYRIZA, tradita e abbandonata da gran parte del governo europeo e francese di "sinistra", trovandosi sola non può riuscire a cambiare la situazione, può solo cedere sotto i ripetuti colpi degli eurocrati, della BCE e dell'Eurogruppo.

L'esempio che ci è stato dato rimarrà indelebilmente scolpito nel nostro comune sentire della memoria storica dei popoli. 

Oggi recuperare la sovranità è la premessa fondamentale di qualsiasi lotta politica

 Un movimento simile, a Syriza, anima PODEMOS in Spagna, il partito del movimento degli "indignados". Questo partito nega la divisione tra "sinistra" e "destra", e sostituisce la questione del potere, con la divisione del stare con il popolo o con i potenti. Si tratta, ancora una volta, di capire la questione della centralità della sovranità che spiega e giustifica questa posizione [4] .

la sovranità è la questione fondamentale del periodo politico aperto dalla crisi dell'Unione europea

 

 Ecco perché questa idea è lo scopo di questo libro. La sovranità è come un rocchetto di filo, che finito di srotolarsi non ce ne più. Se si inizia a rilassarsi, le questioni di legittimità, legalità e laicità sono immediatamente messe in discussione.



Scuse e pretesti.

Tornando al primo evento, purtroppo tragico di gennaio 2015. Abbiamo subito detto che gli autori dei crimini nel mese di gennaio sono  solo figli della disperazione. In entrambi i casi; non tutti i bambini sofferenti, o tutti i bambini perduti, prendono le armi per uccidere i loro simili. 
Poi ho aggiunto, "non fare l'amalgama, e cadere nella trappola della 'islamofobia' " e in nome di questo preparare il terreno per la disattivazione del dibattito sull'Islam e le altre religioni. Questo è un grave errore, le conseguenze potrebbero essere terribili. Ha firmato la capitolazione intellettuale contro i nostri principi fondanti. Non che l'Islam è migliore o peggiore di un'altra religione. Ma ogni religione è il mondo delle idee, delle prestazioniQuesto è il primo senso, un'ideologia. In quanto tale, qualsiasi religione può essere criticata, nel senso di essere sottoposto a critica e all'interpretazione.

Questo è contro scandaloso, ciò che è criminale e ciò che deve essere represso con precisione dalla legge è quello di ridurre un essere umano alla sua religione. E' quello di impiegare comunque i fanatici di tutte le bande.

Qui dobbiamo capire i problemi. La Res Publica questo principio di un bene comune che è alla base della Repubblica, e che nasce dalla sovranità implica la distinzione tra spazio privato e spazio pubblico. Questo spazio pubblico è costituito da un processo di esclusione come un processo di inclusione. Il processo di esclusione è costituito dall'esistenza di confini . Nessuno avrebbe tollerato che in uno spazio pubblico si possono ammettere nuovi membri solo per invertire una decisione. E' ben inteso che l'ammissione di un tale principio firma la morte della democrazia. Ma la controparte di questo è che non vi siano nuove esclusioni tra i membri della comunità politica. Ne consegue che i cittadini non dovrebbero essere distinti dalla adesione religiosa o dalla "razza", ma per la loro appartenenza ad un organo politico, la NazioneCosì il principio di laicità deriva dalla sovranitàLaicità non è un qualcosa in più per la Repubblica: è il cemento 
[5] . È significativo che uno dei grandi pensatori della sovranità, Bodin, ha scritto nel XVI secolo nell'orrore delle guerre di religione, sia scritto un trattato sulla sovranità [6] e un trattato sulla laicità [7] .

 Capire per bene [per non sbagliare]. Noi obblighiamo a definire noi stessi con le credenze religiose, i segni di appartenenza, è proprio questa la trappola cui tendiamo e a cui i terroristi vogliono riportarci, ai tempi delle comunità religiose dove si combatte uccidendosi l'un l'altro. Altri poi aggiungeranno le comunità etniche. Se cediamo su questo punto siamo impegnati su un sentiero che conduce alle peggiori barbarie. La confusione in cui per completare gran parte della classe politica francese è qui con le tragiche e gravi conseguenze. Gli attacchi contro i musulmani (come quelli contro gli ebrei, cristiani, buddisti, ecc ...) sono indicibili e intollerabili. Ma abbiamo il diritto di criticare, ridere, deridere, e persino odiare tutte le religioni. E se uno è scioccato dalle caricature, non comprare il giornale in cui sono stati pubblicati, e questo è tutto.

2. Le fondamenta di una crisi.

 Questi abusi settari, sicuramente una piccola minoranza ma comunque esistono in una parte di giovani francesi, rivelano il senso di anomia di questo giovane. I giovani provenienti da immigrato non possono integrare perché non sanno di cosa integrare.


Il fanatismo e anomia.

 Per quanto riguarda la religione e il fanatismo di alcuni giovani mostrano un aumento di identità e rivendicazioni narcisistiche. Il "noi", che è stato proposto dalla Repubblica,  perde progressivamente credibilità con la Repubblica non più sovrana, prima che la sostituisca l'"io". Ma prima che il vuoto di questo 'io', sia prima della impotenza, che cerca di ricostruire il "noi", un "noi" particolare da altri esclusi.  L'affermazione di identità narcisistica ha costruito il tetto del fondamentalismo.


Perché questa battuta d'arresto nella religione? Perché, esprime il volto delle vittime di reati, nel gennaio 2015, è come dire "non hanno rubato", e chiede il ripristino del reato spregevole di blasfemia? Il motivo è semplice: perché rifiuta questa idea di base della sovranità come base della democrazia. 
Abbiamo dimenticato che il corrispettivo per l'uguaglianza politica all'interno dei confini è il rispetto di questi cosiddetti confini. 
Se una comunità politica non è più padrona del suo destino, non può definirsi democratica. 
Se si vuole una prova, ricordare questa citazione da Jean-Claude Juncker, il successore ineffabile di Barroso a capo della Commissione europea: " Non ci può essere scelta democratica contro i trattati europei ". Questa dichiarazione è detta per le elezioni greche del 25 gennaio 2015, appena han visto la vittoria di Syriza
In breve, c'è stata l'affermazione della superiorità del principio tecnocratico sul principio democratico, sono soddisfatti della superiorità delle istituzioni non elette sul voto degli elettori
In questo, il signor Juncker e Barroso sono in gran parte responsabili di tragedie che la Francia ha subito e conosciuto.
Fanno propria, consapevolmente o meno, il discorso dell'Unione Sovietica nei confronti dei paesi dell'Europa orientale, che nel 1968, durante l'intervento del Patto di Varsavia a Praga dichiarano: la famosa teoria della sovranità limitata
Colpisce che considerano i paesi membri dell'Unione europea come colonie, o più precisamente di "dominio", la cui sovranità in oggetto è una Francia divenuta metropolitana (Gran Bretagna). Tranne che in questo caso non c'è metropoli. 
L'Unione europea sarebbe un sistema coloniale, senza metropoli. E, forse, è solo colonialismo per procuraDietro la figura di una presunta Europa unita, che è in realtà divisa dalle istituzioni europee, possiamo discernere il volto degli Stati Uniti, un paese che continua a sostenere i poteri centrali di Bruxelles.

Francia in crisi

Allo stesso tempo, non si può non essere colpiti dalla combinazione di varie crisi in Francia. Quest'ultima passa quindi attraverso una crisi diffusa. I francesi si sentono e si traducono in un grande pessimismo.

Sappiamo cosa sia una crisi economica, e misuriamo ogni giorno che può essere una crisi sociale. Queste crisi creano un profondo senso di insicurezza 
[8] . Le crisi politiche, non son assolutamente sconosciute, non ne eravamo estranei in questi ultimi 50 anni. Ma c'è nella situazione attuale qualcosa di più, sia quantitativamente che qualitativamente. 
Ora scopriamo cosa può essere una nazione di crisi, in particolare quando si sentono degli movimenti tellurici sotto i nostri piedi, quando ciò che è stato pensato per essere una garanzia è improvvisamente messo in discussione, una cosa che ci è stata risparmiata dalla fine della Quarta Repubblica. 
Da questo sentimento nasce l'insicurezza culturale, che si unisce con l'insicurezza sociale, e produce quello che uno scrittore definisce "disagio identitario
[9] . Dietro i sintomi, c'è una realtà, ed è questa realtà che dobbiamo cercare di capire.

Uno dei motivi di questo pessimismo è il fatto che i francesi hanno la sensazione di essere di fronte ad una barbarie dalle molteplici forme. Siamo al tempo stesso inorriditi e affascinati dalla crescita della barbarie. Intere regioni del mondo sono scivolate in una profonda ferocia. Milioni di persone ne sono le vittime. Abbiamo voluto ignorarlo e abbiamo avuto fino ad ora la sensazione di vivere in una zona protetta, una bolla in cui niente di veramente terribile poteva accadere. Sicuramente i massacri al di fuori colpiscono la coscienza, così come la quantità di ingiustizia e di miseria che si sta accumulando lontano dai nostri confini. Ma una gran parte della popolazione, è rimasta senza parole; la sensazione di vivere in una zona protetta, l'Unione europea, che ha vinto. E' questo sentimento, giustificato o meno, che va in frantumi. I francesi sentono che non solo non sono protetti dall'Unione europea, ma che involontariamente o di proposito, la crisi si aggrava ogni giorno di più.

La barbarie europeista.

Più vicino a noi una forma di barbarie economica ha colpito la Grecia dal 2010. La miseria e la disperazione, ma anche la violenza politica e la sensazione di un esproprio profondo e totale, sia della politica economica che sociale sono ora di nuovo presenti nel cuore dell'Europa. Il fenomeno interessa ora una parte di Spagna e Portogallo. 
Questa barbarie economica supera di gran lunga quello che ci si aspettava da una singola crisi. L'attuazione da parte delle istituzioni europee, in modalità teorica protettiva, porta con sé la condanna del sistema che produce e implementa.

Alla base di questa barbarie, è la distruzione del principio dello stato. Questo stupirà solo chi non conosce nulla della tradizione del discorso sullo Stato e la legge che corre nel mondo occidentale da oltre due millenniLo Stato, è quella entità che protegge le persone, che garantisce un corpo di regole accettate da tutti
Ma lo stato può essere concepito fondamentalmente con due sistemi. Può essere di proprietà di un principe, e in questo caso, in realtà, va sconfitto di fretta. Oppure può essere espressione di interesse collettivo: questo è il significato della Res Publica che ha dato gli albori alla nostra repubblica, ed è un complesso più profondo. Il principio repubblicano esiste anche in forme di organizzazione politica, le "repubbliche". Dobbiamo quindi monitorare con precisione l'origine del termine, se vogliamo capire che cosa si riferisce.

 

3. Ritrovare la Repubblica.

 La Res Publica è anche regionalizzata. Questo è un punto essenziale. La solidarietà nasce dalla condivisione delle cose  e la comprensione reale che sono radicate in un dato spazio. Lo Stato qui si identifica con la NazioneIl legame tra  Stato e  Nazione prende una nuova dimensione con l'esistenza della democrazia.


La Repubblica e la Nazione

La democrazia presuppone la previa definizione di sovranitàperché dalla sovranità deriva  la legittimità che, a sua volta, basa la legalità. E' questa sovranità che rende udibile la solidarietà in giunzione tra le persone e le regioni di un determinato territorio. Se uno abdica la sovranità scarta la solidarietà 
[10].  
Affermando che il popolo è l'unico detentore della sovranità, la Rivoluzione del 1789 ha completato la costruzione politica e giuridica che fu iniziata nel Medioevo. Dobbiamo ricordare che non è stata creata da essa. Il concetto di sovranità è molto antecedente alla RivoluzioneQuesto è il motivo per cui dobbiamo tornare alla fonte della tradizione intellettuale del mondo occidentale, e provare a vedere che cosa vi è in essa, è subordinata alla volta o alla cultura a ciò che è veramente universale
Questo movimento di ritorno deve essere in grado di distinguere tra il vero internazionalismo, che è un pensiero che è "tra le nazioni", perché ne riconosce l'importanza e cerca di identificare le cause più comuni ed organizza il compromesso, da il pensiero che nega le nazioni, e  in realtà nega anche la democrazia ,e quindi contribuisce alla distruzione di questo principio, affermazione che genera la barbarie.

Stato, nazione, e società.

La società francese sta cadendo a pezzi. In questa terribile situazione si possono trarre dietro la proliferazione di attestazioni d'identità che ci fa regredire dal "noi" al "io". Questo processo è possibile solo perché lo stato-nazione, scarta il vecchio costrutto sociale. La Nazione è ciò che ci protegge dalla "guerra di tutti contro tutti", nelle parole di Hobbes o anomia per citare Durkheim. Certamente vero è il caso che la legge opprime. Ma la peggiore oppressione è sempre dovuta all'assenza di leggi
Tuttavia, queste leggi sono prese come parte della nazione e la rivoluzione del 1789 ha stabilito il popolo sovrano come il giudice supremo di queste leggi.
La democrazia ha quindi necessariamente bisogno della sovranità. Mentre le nazioni sovrane non abbisognano della democrazia, non la democrazia che è nata là, non, dove è privo di sovranità. Qualsiasi tentativo di stabilire uno spazio democratico ha istituito in realtà uno spazio di sovranità. Questi due concetti sono inscindibili, ma, indica chiaramente che la sovranità è il primo.

Questa crisi della Nazione, è anche una crisi di stato. Lascia i cittadini poveri e impotenti di influenzarli dalla situazione a fronte di interessi costituiti, e alcuni dei quali transnazionali. Questo è così perché sono privati ​​del potere di fare e modificare le leggi, e quindi sono privati ​​del potere di organizzare il proprio futuro collettivo. "Non vi è irrimediabilità che la perdita dello stato", ha detto il re di Francia 
[11] nei tempi antichi, ma che oggi sembra stranamente e tragicamente simile. Il contesto era quello della fine degli anni delle guerre di religione. Sotto l'apparenza di uno scontro religioso tra cattolici e protestanti, il potere, della Spagna, ha cercato di dominare l'Europa. Oggi è cambiato solo il paese ma si fa riferimento sempre a questa stessa situazione . Ma di tutte le guerre civili, conflitti inter-religiosi è il più imperdonabile perché si tratta di scopi oltre misura d'uomo. Quando la posta in gioco è la vita eterna - chi ritiene che vi è - allora tutto diventa possibile e giustificato in quello che allora era considerata la "vita terrena" per  "la vita eterna". Lo scopo estremo può causare estrema barbarie. La guerra di religione è il conflitto che destruttura la società più profonda, che mette i figli contro i genitori, i fratelli contro i fratelli. Così, quando Henry ha fatto questa dichiarazione davanti ai giudici di Rouen, in quanto il Parlamento dell'epoca era un'assemblea dei giudici, ha voluto mettere in chiaro che un interesse più elevato è richiesto agli interessi particolari e la ricerca personale i loro obiettivi legittimi non dovrebbe avvenire a spese del comune obiettivo di vita nella società. Ripristinando il senso della nazione, ha posto fine alla guerra civile.

Misurare quello che c'è di attuale nelle parole pronunciate alla fine del XVI secolo. Una crisi economica ci può impoverire, con ingiustizia sociale che può contribuire a creare barriere tra noi. Tuttavia, la confisca della sovranità nazionale tocca le fondamenta di quella entità che ci consente di vivere insieme.

Le moderne forme di confisca di potere.

La sensazione che i francesi hanno nella profondità di se stessi è la sensazione di confisca di potere, e la sua sostituzione con sonagli che la politica, almeno alcuni di loro, sono un ronzio nelle orecchie. Questo sequestro è, oggi, realtà. Prende la forma di vari trattati che ci legano all'Unione europea e alla presentazione di rappresentanza democratica in un potere non elettoQuesto sequestro è  fatto dalle multinazionali, che impongono, con il tacito consenso dei nostri governi e delle istituzioni europee con le norme che consentono loro di far valere la leggeQuesto è, infatti, la questione dell'accordo di libero scambio proposto tra il Nord America e l'Unione europea, o TAFTA Partnership. Transatlantic commercio e gli investimenti 
[12] . Questa confisca impedisce alle persone di detenere la sovranità nazionale, ricostruire lo stato e costruire le istituzioni che lo adattano, cioè, allo Stato di porre rimedio ai suoi mali. Questo è un problema più sottile, ma in realtà il più importante della crisi economica. Questa sensazione di privazione e di impotenza, aggravata anche da una bassa potenza, e, che teorizza la sua impotenza aiuta a distruggere in profondità quello che è il legame sociale.

Dobbiamo poi discernere i contorni di questa crisi globale in cui siamo immersi.


4. Crisi e posta in gioco

 Le nuvole stanno iniziando ad accumularsi sulla società francese, e il dramma che abbiamo vissuto dal 7 gennaio al 9 mostra che queste nuvole stanno per trasformarsi in tempesta, è nel nostro passato che possiamo trovare i princìpi  che ci permettono di proiettarci nel futuro.


La società e la politica.

È opportuno  lamentare. La società non è il prodotto di una omogeneità, sia culturale, religiosa, linguistica o economicaLa società non è neppure il prodotto di decisioni consapevoli degli individui il pre-esistente
Gli individui sono in realtà il prodotto della società
Sono diversi perché il processo di produzione sono essi stessi diversi, i miti fondanti della società possono anche essere contestati, il che implica una nuova diversità. Ma questo non è ci riporta che all'ovvio: la politica della società . Questa è la politicache costruisce il legame sociale, e questa costruzione comporta una politica di ridistribuzione permanente. La parola calunniata, se dimenticata, è necessaria la dialettica.

Questo rapporto intimo tra la società e la politica, è necessario guardare come si è verificata questa costruzione in ogni società. Il processo di costruzione della società e anche un processo di differenziazione aziendaleNegarlo, far finta che non ci sono fogli bianchi su cui i pensatori potrebbero scrivere una storia a prescindere dalla storia passata, è la ricetta migliore per portare a tragedie terribili, e il peggio è una guerra civile. Eppure è a questo che oggi tendono le istituzioni europee e l'ideologia europeaQuindi dobbiamo stare attenti a fermare rapidamente questa preoccupante tendenza.

La costruzione della società evidenzia anche le forme che possono identificare la pertinenza attraverso i secoli. Gli antichi sapevano che non c'è legalità senza legittimità, in realtà è la seconda che ha fondato la prima. I miti greci della distinzione romana tra auctoritas e potestas è una lezione che dobbiamo ricordare. Ma il fondamento della legittimità stessa diventa una potenziale fonte di conflitto in quanto la pluralità delle religioni diventa una realtà. Questo è ciò che rivela l'opera di Jean Bodin, che, nello stesso movimento, stabilisce la supremazia del principio di sovranità e si stacca sempre dal legame con una particolare religione. L'unica risposta possibile alle guerre religiose del passato o a coloro che la minacciano oggi, il fondamentalismo di quelli o altri, delle letture letterali, è l'unione tra il principio di sovranità e laicità.

Un altro pericolo minaccia la società, sia per mezzo di accumulazione di ricchezza che è così estrema e diventa odiosa, e sordida corrosione di una ideologia individualista che oggi produce un narcisismo esasperato.
La politica è ora attaccato su due fronti nelle forme del suo funzionamento, ma anche nella privacy della sua relazione con i singoli individui. Questa politica di attacco, e quindi il cuore di quanto prodotto dalla società, ha importanti conseguenze per quanto riguarda le forme di organizzazione di questi ultimi. Questa doppia minaccia è causa della crisi dell'ordine democratico, che, come ogni forma di organizzazione, non è il risultato di "legge naturale", ma l'espressione di una volontà collettiva. Pertanto, il futuro sembra prometterci una scelta tra un ritorno ad un ordine arcaico basato su fantasie di omogeneità della società o di un ordine dispotica basato sul diritto"immorale".

Sovranità e democrazia.

La messa in discussione della sovranità mina la democrazia nel profondo della natura della società francese. Certo, ci possono essere Stati sovrani che non sono democratico; ma non si è mai visto uno Stato democratico che non è sovrano. Quindi questi sono i frutti amari, abbastanza logici, del processo di globalizzazione e la costruzione dell'Unione europea. Affermare che l'Unione Europea è stata concepita, più o meno, per proteggere i popoli contrasta con l'influenza della globalizzazione è una menzogna palese. In realtà è stato in prima linea il movimento che ha sconfitto gli Stati Uniti a favore di grandi imprese multinazionali.
E'  solo l'erede del progetto americano disegnato durante la guerra fredda 
[13] . E' stato costruito sulle basi di quel che sta succedendo, Kouvelakis Stathis, riferendosi al relativamente recente libro di Perry Anderson [14] , descrive come " ... una presa di distanza da ogni forma di controllo democratico e di responsabilità nei confronti delle persone è un principio costitutivo della complessa rete di agenzie tecnocratiche e altri istituti di esperti che costituiscono la spina dorsale delle istituzioni dell'Unione europea. Ciò che è stato eufemisticamente chiamato il "deficit democratico" è in realtà una negazione della democrazia " [15] .

 

 L'Unione europea è in realtà uno spazio troppo eterogeneo che si potrebbe pensare, come Arnaud Montebourg evoca, ad un protezionismo "europeo". Non ci può essere alcuna sovranità, e quindi democrazia a livello europeo.


Quindi abbiamo bisogno di andare avanti con la ricostruzione di un ordine democraticovale a dire un sistema politico per articolare la questione della sovranità e della legittimità e di garantire la democrazia, e dobbiamo farlo guardando le cause di crisi e non solo le sue conseguenze. Per fare questo, è necessario una profonda ristrutturazione delle forze politiche. Ci devono essere molte personalità nei partiti che sono al potere, o sono state, che sono convinti della necessità dell'economia franceseper forme di tutela e di un forte deprezzamento della moneta. Sappiamo che questo è in realtà possibile nel contesto di una uscita dall'euro e il ritorno al franco. Ma questi partiti sono fatti in modo che la "direzione" di questi, un piccolo gruppo di uomini e donne, operino quasi indipendentemente da ciò che pensano i dirigenti di base e intermedi di questi partiti.

Queste "indicazioninon si basano solo sulle istituzioni interne delle loro organizzazioni, ma anche su reti clientelari e diffusa corruzione, per costruire la loro indipendenza dai loro elettoriA questo si aggiunge una politica di pressione e di denigrazione sistematica di tutti coloro che non la pensano come loro. Nel complesso, il livello di democrazia in questi partiti si sta dimostrando molto più basso di quanto non sia nel sistema politico in generale. Si dovrà  passare attraverso una rottura e ricomposizione di questi partiti, sperando che i sostenitori recuperino la sovranità nazionale e si uniscano o almeno lavorino insieme. Il processo di rottura è, a quanto pare, in attuazione in questi partiti di potere. La ricomposizione può essere imminente. Più velocemente si concretizzerà, meglio sarà per il paese.

Ripensare l'ordine democratico

Ricostruire l'ordine democratico oggi, qui e ora, la prospettiva che porta garantisce il mantenimento di una società che è relativamente tranquilla e ha conseguenze stabilizzanti. Ecco perché, oggi, la difesa dell'ordine democratico e dei suoi fondamenti, la sovranità e la laicità, prende le dimensioni di un imperativo categorico. Ma questa riforma radicale può imporre o implicare elementi di populismo. Per combattere la tendenza spontanea delle burocrazie a produrre leggi, indipendentemente dalla loro legittimità, è richiesto l'uso di elementi di legittimità carismatici. E' il senso del ripristino, su questioni chiave, le procedure referendarie che rientrino a far parte di questa forma di legittimità. Soprattutto, è bene ricordare che i poteri dittatoriali, nel loro senso originale e non nel senso volgare che ha preso la parola "dittatura", fanno parte dell'ordine democratico. 
Così non prenderne parte, scuote i nostri all'azione di tutti, interrotti quando si porrà la questione di abrogare leggi approvate in termini giuridici, ma certamente del tutto illegittime. La bussola in questi tempi incerti sarà come sempre la difesa della sovranità  Nazionalestringerci attorno al suo sovrano, vale a dire il popolo, come una saldatura politica di tutto il bene comune e la Res Publica .





Note:


[1] Todd E., Qui est Charlie ? Sociologie d’une crise religieuse, Paris, Le Seuil, 2015.

[2] « La genèse de la laïcité » in Blandine Kriegel, La politique de la raison, Paris, Payot, 1994.

[3] Colombani J-M, « Quels chemins pour les grecs ? », in Direct Matin, n° 1630, 2 février 2015, p.3.

[4] Gales A., « Que pense Podemos ? », article publié dans la revue Ballast, 23 avril 2015, http://www.revue-ballast.fr/que-pense-podemos-14/

[5] Poulat E. Notre Laïcité, ou les religions dans l’espace public, Bruxelles, Desclées de Bouwer, 2014.

[6] Bodin J., Les Six Livres de la République, (1575), Librairie générale française, Paris, Le livre de poche, LP17, n° 4619. Classiques de la philosophie, 1993.

[7] [7] Bodin J., Colloque entre sept sçavants qui sont de différents sentiments des secrets cachés des choses relevées, traduction anonyme du Colloquium Heptaplomeres de Jean Bodin, texte présenté et établi par François Berriot, avec la collaboration de K. Davies, J. Larmat et J. Roger, Genève, Droz, 1984, LXVIII-591, désormais Heptaplomeres.

[8] Castel R., L’insécurité sociale. Qu’est-ce qu’être protégé ?, Paris, Le Seuil et La République des Idées, 2003.

[9] Bouvet L., L’insécurité culturelle. Sortir du malaise identitaire français, Paris, Fayard, 2015.

[10] Guilluy C., La France périphérique. Comment on sacrifie les classes populaires, Paris, Flammarion, 2014.

[11] Discours de Henri IV au Parlement de Rouen en 1597.

[12] R. Cherenti et B. Poncelet Le Grand marché transatlantique : Les multinationales contre la démocratie,. Éditeur Bruno Leprince, mai 2011.

[13] Ce qui fut déjà analysé par J-P. Chevènement La faute de M. Monnet, Paris, Fayard, 2006.

[14] Anderson P. Le nouveau vieux monde, Marseille, Agone, 2011 (en anglais The New Old World (2009) Londres, Verso).

[15] Kouvelakis S., in C. Durand (sous la direction de), En Finir avec l’Europe, Paris, La Fabrique, mai 2013, p. 51

 
Tratto da: http://sadefenza.blogspot.it
Atene, Parigi e la sovranità...delle nazioni.
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