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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Video - Convegno Noi Sovrani. Pescara. 28/03/2015. Pomeriggio

Pubblicato su 31 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in RIEQUILIBRIO FISCALE

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"Non sono stupido", un lobbista della Monsanto in tv si rifiuta di bere l'erbicida che "non vi fa male"

Pubblicato su 31 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECOLOGIA

Il glifosato, l’erbicida difeso dal lobbista, è classificato come probabile cancerogeno dall'Agenzia per la Ricerca sul Cancro

"Fate come dico, non come faccio", sembra essere il messaggio di un lobbista della Monsanto che pur sostenendo a parole che l'erbicida Roundup della Monsanto è totalmente sicuro per gli essere umani, si è rifiutato di berne un bicchiere nel corso di un'intervista con la tv francese. "Non sono stupido" , il suo commento..( vedi video sotto - ndr )

 
Patrick Moore, un lobbista della Monsanto, in un'intervista a Canal + sostiene che il glifosato, un ingrediente utilizzato negli erbicidi come il Roundup (marchio che produce la società) non è dietro l'aumento dei tassi di cancro in Argentina.

"Potete berne un litro e vi non farà male", insiste Moore. 
 

L'intervistatore prende subito la palla al balzo e gli offre un bicchiere di pesticida. Il lobbista allora risponde "Sarei felice, so che non mi farebbe male, ma no".  L'intervistatore allora insiste e a quel punto Moore risponde che non era "stupido".

 
"Allora, è pericoloso?", prosegue l'intervistatore.
 
Ma Moore sostiene che il Roundup è così sicuro che "la gente cerca di suicidarsi" bevendolo, e "fallisce regolarmente."
 
"Ci dica la verità, è pericoloso", insiste l'intervistatore.
 
"Non è pericoloso per l'uomo," osserva Moore. "No, non lo è."
 
"Allora, è pronto a berne un bicchiere?" continua l'intervistatore.
 
"No, io non sono un idiota," risponde Moore con aria di sfida. "Mi intervista sul riso dorato, questo è quello di cui sto parlando."
 
A quel punto, Moore dichiara che "l'intervista è finita."
 
"Questo è un ottimo modo per risolvere le cose," scherza l'intervistatore.
 
"Str.." borbotta Moore  mentre si precipita fuori dal set. 
 
La cosa più scioccante è che prima di diventare un lobbista per le organizzazioni nucleari e l'ingegneria genetica, Moore, biologo di carriera, è stato ambientalista per Greenpeace.
 
Recentemente, l'Organizzazione Mondiale della Sanità  ha annunciato che il glifosato è classificato come possibile cancerogeno per l'uomo. La dichiarazione si basa su analisi condotte in diversi paesi.   
 
Tratto da:http://www.lantidiplomatico.it
"Non sono stupido", un lobbista della Monsanto in tv si rifiuta di bere l'erbicida che "non vi fa male"
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Incredibile!!! Tassata pure la pedana per l’accesso ai disabili

Pubblicato su 31 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

CONEGLIANO. Gli hanno tassato la pedana per disabili, installata a proprie spese all’entrata di un condominio privato. Voleva eliminare le barriere architettoniche permettendo anche alle carrozzine di entrare nel suo studio di fisioterapia, ma per lo Stato quella piccola pedana occupa il suolo pubblico, e quindi deve sottostare alla famigerata Tosap: 34 euro da pagare entro il 31 marzo, o scatterà la multa. Luciano Ottavian, titolare non vedente di uno studio di fisioterapia in via Santa Caterina da Siena a Campolongo, non ci sta: ha già incaricato un legale per una possibile causa ad Abaco, la società che riscuote la Tosap a Conegliano, incassando la solidarietà di tutto il condominio e, c’è da scommetterci, anche di un buona fetta di cittadini. «Ho parlato anche con i dirigenti di Abaco – spiega Ottavian – ma sono irremovibili». La tassa sulla pedana per disabili è una delle storture più evidenti della Tosap, che tassa l’occupazione di spazi e aree pubbliche. Balzello che nei giorni scorsi ha portato, ad esempio, a dover pagare per l’ombra proiettata sul marciapiede dalle tende del negozio, scatenando l’ira dei commercianti.Sono tanti i punti di domanda dopo il bollettino recapitato allo studio del dottor Ottavian: la multa è dovuta, visto che la pedana insiste solo su un terreno privato? Perché da quando esiste (dieci anni) nessuno ne aveva mai richiesto l’applicazione della Tosap? E soprattutto, non si potrebbe agire con maggiore buon senso soprattutto quando si tratta di piccoli interventi che migliorano la vita delle persone disabili? «Tra l’altro possiamo dimostrare, con la pianta del condominio, che la pedana è collocata tutta all’interno della nostra proprietà privata» spiega Ottavian, che mai avrebbe pensato di doversi giustificare per aver aiutato le carrozzine ad entrare nel suo ambulatorio.

«La pedana è del 2005, l’ho fatta fare su misura per eliminare la barriera architettonica costituita dal gradino, e l’ho pagata con i miei soldi. Oltre ad essere una tassa ingiusta, mi risulta che esista una legge che deroga questo tipo di interventi dal pagamento delle imposte. Abaco, invece, mi risponde che la tassa è dovuta e che il marciapiede, seppur privato, è di uso pubblico: sono irremovibili, e allora io ho iniziato a parlare con il mio avvocato».
Una causa che rischia di creare ulteriore imbarazzo in città. Nel solo condominio di Campolongo sono insorti, oltre al fisioterapista, anche dentista, gelataio e fiorista. Tutti chiedono un passo indietro da parte di Abaco, e si uniscono alla protesta dei commercianti del centro. Mentre le fatture relative alla Tosap continuano, in questi giorni, ad arrivare a tutti i negozianti coneglianesi.

Fonte: Movimento Base Italia

Tratto da:http://www.informarexresistere.fr/

Incredibile!!! Tassata pure la pedana per l’accesso ai disabili
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Eurosistema, cos’è il TARGET2

Pubblicato su 31 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

TARGET2, l’approfondimento a cura di ABC Economics (Stefano Fugazzi)

CHE COS’È IL TARGET2?

All’indomani dell’introduzione della moneta unica, il comitato delle banche centrali europee (l’Eurosistema) ha varato un meccanismo noto come TARGET1 (acronimo perTrans-European Automated Real-time Gross Settlement Express Transfer System) con lo scopo di regolamentare le attività e i pagamenti interbancari. Tuttavia, l’avvento della moneta unica ha segnalato la necessità di affinare e integrare maggiormente i processi di regolamentazione concordati nel 1999. A tal fine è stato allestito il TARGET2, un sistema centralizzato in grado di regolamentare – e quindi riequilibrare in tempo reale – gli squilibri della bilancia dei pagamenti dei Paesi membri dell’Unione Europea.

I sistemi di pagamento delle banche centrali sono tipicamente utilizzati per la liquidazione dei crediti provenienti dalle operazioni interbancarie e dai sistemi ausiliari. Tali sistemi ausiliari regolamentano una serie di attività quali il pagamento al dettaglio (retail), le stanze di compensazione, le operazioni in titoli e in valuta. Nel bilancio delle banche centrali, tali regolamentazioni vengono contabilizzate alle voci “Rapporti con l’Eurosistema (TARGET)” nell’attivo e nel passivo.

La seguente tabella riassume le principali voci dello stato patrimoniale di una banca centrale.

target-1

COME FUNZIONA IL TARGET2

Al fine di comprendere meglio il funzionamento di TARGET2 si faccia riferimento al seguente esempio. Si presupponga che un’azienda privata italiana richieda alla propria banca un prestito per finanziare l’acquisto di un’autovettura tedesca. Per adempiere la richiesta del privato, l’istituto di credito richiede alla Banca d’Italia di stampare la somma di denaro corrispondente da prestare al proprio cliente. Ciò determina la contabilizzazione di un’attività (il prestito di denaro alla banca commerciale viene contabilizzata alla voce “crediti” nel bilancio di Bankitalia) e passività (emissione di moneta, “banconote in circolazione in Italia”) nel bilancio della banca centrale italiana. Una volta ottenuto il finanziamento, tale somma viene accreditata sul conto corrente bancario della casa automobilistica tedesca. Tuttavia, il nuovo denaro entrato in circolo nell’economia tedesca crea uno scompenso. Infatti, tale denaro non è stato emesso dalla Bundesbank la quale, tuttavia, sarà costretta a contabilizzare la passività (“banconote in circolazione in Germania”) senza aver effettivamente elargito alcun credito verso la banca privata tedesca (e di riflesso verso la casa automobilistica). Al fine di estinguere lo scompenso monetario venutosi a creare all’interno dell’economia tedesca, la Bundesbank normalizza in tempo reale la posizione avvalendosi dello strumento TARGET2 dell’Eurosistema.

TARGET2, GLI ULTIMI DATI (fonte: “Euro Crisis Monitor”, elaborazione dati ECB)

eurocrisismonitor

Consigliamo anche il seguente approfondimento a cura di Vito Lops de Il Sole 24 Ore: LINK

Tratto da:http://www.imolaoggi.it

Eurosistema, cos’è il TARGET2
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Abolire l’Ue, fabbrica di odio, prima che distrugga l’Europa

Pubblicato su 31 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

A chi cedono sovranità gli Stati nazionali? E poi: sono davvero gli Stati nazionali a cedere sovranità? «Come ha detto recentemente Prodi in un articolo pubblicato da “Il Messaggero”, l’Ue è una commissione intergovernativa la cui unica funzione è l’imposizione di un modello ordo-liberista in cui la potenza politica dello Stato viene messa al servizio di una (meticolosissima) regolazione, finalizzata alla riduzione delle risorse destinate alla società, e all’asservimento e precarizzazione integrale del lavoro», sostiene Franco “Bifo” Berardi. «Il ricatto ha costretto il governo greco a recedere parzialmente, ma il pericolo è che il nazionalismo diventi la sola via di uscita per sfuggire a una Unione che appare sempre più una prigione per il semplice fatto che essa è davvero una prigione». L’espressione “dall’euro non si esce”, che un tempo sembrava una rassicurazione nei confronti di chi aveva un debito consistente, oggi suona al contrario: «Potete anche morire di infarto, non smetteremo di affondarvi le unghie nella carne». Sicché, «parlare di cessione di sovranità a questo punto diviene una truffa».

Non sono gli Stati nazionali che cedono sovranità all’Unione, scrive Berardi su “Sinistra in Rete”. «Il fatto che la gestione della guerra Euro-Russa venga assunta direttamente dal presidente francese e dalla cancelliera tedesca significa che di cessione di Prodisovranità non se ne parla neppure». Certo, di tanto in tanto «qualche baggiano racconta che l’Europa deve parlare con una sola voce». Ma lo sappiamo, sono solo «sciocchezze», perché «gli Stati nazionali mantengono intera la loro funzione di governo della popolazione e di decisione sulla guerra». L’Unione Europea, continua Berardi, «stabilisce una cosa soltanto: in che misura gli Stati nazionali rispettano la sola regola che conta: riduzione delle risorse e asservimento del lavoro». Di conseguenza, «non ha più alcun senso attendersi una riforma o una democratizzazione dell’Ue, o anche solo un’attenuazione del rigore finanziario». Non restaurare la sovranità nazionale ma “correggere” l’Unione? Impossibile: «Dato che l’Ue altro non è che una macchina di asservimento ordo-liberista, dietro ogni cessione di sovranità vi è solo cessione di risorse sociali».

Berardi teme che un ritorno alla sovranità nazionale monetaria comporti il rischio di «un’involuzione autoritaria», fino alla «guerra civile in molte zone d’Europa». Eppure, ammette, «è quello che succederà, perché è la conseguenza dello strangolamento finanziario progressivo, e ancor di più dell’odio e della sfiducia crescente che i popoli d’Europaprovano l’uno per l’altro», dato «il vincolo che li strangola». A questo punto, ragiona Berardi, «o si lascia l’iniziativa di avviare la chiusura dell’esperienza europea alle destre nazionaliste, e il collasso porterà alla guerra civile europea, o un movimento europeo prende l’iniziativa di dichiarare conclusa l’esperienza dell’Unione e inizia il reset dell’unità europea partendo da alcune grandi questioni». Ovvero: una conferenza internazionale sul debito e un’altra sulla migrazione e sull’allargamento dei confini. «Per Berardiquesto occorrerebbe un’intelligenza e un coraggio politico che non si trova da nessuna parte, a quanto pare. Perciò rassegnamoci alla prima alternativa: la miseria, la violenza, la guerra, il nazismo. Oppure no?».

Recentemente, Tsipras ha detto: «Siamo stati lasciati soli». E’ vero, conferma Berardi: «La società europea non ha espresso alcuna solidarietà, se si eccettua l’enorme manifestazione di Madrid». Quanto all’Italia, «la società e la cultura italiana semplicemente non esistono più». La società e la cultura francese? «Sono entrate in un tunnel identitario, da cui il Fronte Nazionale può emergere come forza di governo». In Germania, poi, «nessuno pare rendersi conto dell’odio anti-tedesco che sta montando in ogni città d’Europa: nonostante alcuni flebili distinguo, la società e la cultura tedesca appaiono compatte come accadde nei momenti più tragici». Attenzione: «Il consenso dei tedeschi fa paura, e non si tratta di esprimere “internationale solidaritat”. Si tratta di attaccare l’ordine dello sfruttamento cui i lavoratori tedeschi sono sottoposti». Che fare? Se ci arrenderemo di fronte all’encefalogramma piatto della società europea, dice “Bifo”, sarebbe il collasso sistemico inevitabile a costringerci al brusco risveglio. «Come ha detto Tsipras da qualche parte, non possiamo certo pretendere che i greci, dopo aver fatto da cavia per il “risanamento finanziario”, facciano da cavia per il ritorno alla moneta nazionale. Ma il collasso sistemico arriverà. Più tardi arriva peggio è, per due ragioni facili da capire: più a lungo dura l’Unione Europea, più povera diviene la società. Più a lungo dura l’Unione Europea, più forte e rabbiosa diventa la destra sovranista e nazionalista».

Tratto da: libreidee.org

Abolire l’Ue, fabbrica di odio, prima che distrugga l’Europa
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ANATOCISMO: ANCHE IL GOVERNO RENZI, CON IL D.L. 91/2014 CHE REINTRODUCE L'ANATOCISMO BANCARIO, DIVENTA CAMERIERE DEI BANCHIERI.

Pubblicato su 31 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

COMUNICATO STAMPA

 

ANATOCISMO: ANCHE IL GOVERNO RENZI, CON IL D.L. 91/2014 CHE REINTRODUCE L’ANATOCISMO BANCARIO, LEGITTIMANDO LA PRODUZIONE DI INTERESSI SU INTERESSI CON PERIODICITÀ  UN ANNO, DIVENTA CAMERIERE DEI BANCHIERI. I PRECEDENTI ‘SALVABANCHE’ TUTTI ANNULLATI DA CONSULTA.

     Nelle misure per la ‘crescita economica’ del D.L. n.91, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come tutti i governi che lo hanno preceduto dal 1999, il Governo di Matteo Renzi  non poteva  sottrarsi al ruolo di  fedele cameriere dei banchieri con la reintroduzione dell’anatocismo bancario, cancellato dal decine di sentenze di Cassazione negli anni novanta e perfino dalla Corte Costituzionale, per consentire la ‘Crescita’ degli  interessi – spesso usurari- delle banche, a danno di consumatori, piccole e medie imprese  e delle famiglie già strozzate da tassi di interessi molto elevati e ben superiori alla media UE.

Recita il  decreto, all’art.31: «1. Il comma 2 dell'articolo 120 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385,è sostituito dal seguente:

"2. Il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione, con periodicità non inferiore a un anno, di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni disciplinate ai sensi del presente Titolo. Nei contratti regolati in conto corrente o in conto di pagamento è assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nell'addebito e nell'accredito degli interessi, che sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, comunque, al termine del rapporto per cui sono dovuti interessi; per i contratti conclusi nel corso dell'anno il conteggio degli interessi è comunque effettuato il 31 dicembre".

   Con tale norma, viene demandato al CICR il compito di determinare modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi, riaffermando  la legittimità dell’anatocismo, anche se con periodicità non inferiore a un anno.

   Anche stavolta l’Adusbef, che da oltre 25 anni si batte contro l’anatocismo e l’usura ‘legalizzata’ delle banche, impugnerà il decreto per illegittimità costituzionale, ricordando i precedenti che hanno gravemente danneggiato utenti e consumatori, ma non hanno portato molta fortuna ai governi di turno.

 

I DECRETI SALVABANCHE APPROVATI DAI GOVERNI ED ANNULLATI DALLA CONSULTA

 

SALVABANCHE GOVERNO D’ALEMA-CIAMPI-AMATO (ANATOCISMO).  Martedì 20 giugno 2000, davanti alla Corte Costituzionale, le ordinanze di Tribunali e Corte d'Appello che, dietro richieste dell'Adusbef, avevano rimesso alla Consulta l'illegittimità costituzionale del decreto 'salva banche' n.342 del 4/8.1999 che legittimava l'anatocismo, un collaudato meccanismo di ricapitalizzare gli interessi ogni tre mesi sugli impieghi, annualizzando quelli sui depositi, dichiarate illegali da quattro sentenze di Cassazione.

Con la Sentenza n. 425/2000 depositata il 17 ottobre 2000,  la Corte Costituzionale (Presidente Cesare Mirabelli; redattore Cesare Ruperto) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 25, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), annullando il famoso decreto 'salva banche', varato dal governo D’Alema, norma che voleva legittimare l'anatocismo trimestrale fino ad allora praticato, mettendo una pietra tombale sul diritto dei consumatori a ricalcolare il pregresso.

 

SALVABANCHE GOVERNO AMATO-VISCO (MUTUI USURARI). Il 4 dicembre 2001, in Corte Costituzionale,  l´avv. Antonio Tanza, Vice presidente Adusbef, difendeva le ragioni di Scialpi Stefano ed altri consumatori, che avevano pagato interessi eccedenti i tassi soglia stabiliti dalla legge 108/96.  Con sentenza pubblicata il 25 febbraio 2002 (Presidente Cesare Ruperto, Relatore Annibale Marini), la Corte Costituzionale: “dichiara l´illegittimità costituzionale dell´art. 1, comma 2 e dell’art. 1 comma 3, del decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 394 (Interpretazione autentica della legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura), convertito, con modificazioni, in legge 28 febbraio 2001, n. 24. Migliaia di mutuatari ottenevano così i rimborsi delle somme ingiustamente pagate.

 

SALVABANCHE GOVERNO BERLUSCONI-TREMONTI (PRESCRIZIONE BREVE ANATOCISMIO).

Con un emendamento inserito nel decreto milleproroghe  del 2011, il ministro dell’Economia Tremonti, suggestionato e forse ricattato dai banchieri, che minacciavano di non procedere agli acquisti dei titoli di Stato in un momento di crisi delicata sui mercati per l’alto spread sui BTP rispetto ai bund tedeschi, assecondò le loro richieste inserendo una norma che stabiliva la prescrizione breve per l’anatocismo applicato sui conti correnti, ossia 10 anni dal giorno di registrazione contabile dell'addebito illegittimo e non già dalla data di chiusura del conto, come avevano ribadito pochi giorni prima le Sezioni Unite di Cassazione. Una norma ad hoc per impedire i ricorsi, visto che la pratica dell'anatocismo, fu vietata dal 2000. Ancora una volta Adusbef, tramite l’avv.Tanza, sollevò eccezioni di costituzionalità in diversi Tribunali. Con la sentenza n.78/2012 pubblicata il 5 aprile 2012 (Presidente Alfonso Quaranta, Redattore Alessandro Criscuolo), la Corte Costituzionale, riuniti i giudizi, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10.

“Dedichiamo questa vittoria a tutti i consumatori vessati, agli utenti delle banche, che non avendo credito sono costretti a gesti estremi, mentre le banche navigano nella liquidità della Bce: 274 mld di euro, prestito triennale al tasso annuale dell'1%. Questo è un grande giorno anche per i governi che non possono fare i maggiordomi dei banchieri perché anche per l'Italia ci sarà sempre un ‘giudice a Berlino’ disponibile a dare giustizia ai cittadini, alle famiglie e ai consumatori”- fu il commento dell’Adusbef.

 

SALVABANCHE MONTI: sull’obbligo di apertura di un conto corrente deciso dal decreto Salva-Italia, Adusbef che aveva impugnato la norma per illegittimità Costituzionale, attende la decisione della Consulta entro la fine del 2014.

 

SALVABANCHE GOVERNO LETTA-SACCOMANNI. Anche il decreto 133/2013, che scippa 7,5 miliardi di euro da un Ente pubblico,  utilizzando la partita di giro (o raggiro) delle riserve ordinarie e straordinarie di Bankitalia, per rafforzare il patrimonio di banche ed assicurazioni private, si configura come un ennesimo “salvabanche”, sia perché rafforza il patrimonio a spese di un ente pubblico com’è la Banca d’Italia, sia per gli elevati tassi di interessi riconosciuti alle banche socie, pari al 6% annuo, che genera una cedola di 450 milioni di euro l’anno, ben 24 volte superiore al tasso di riferimento BCE. Adusbef ha sollevato eccezione di legittimità costituzionale in Tribunale.

 

SALVABANCHE GOVERNO RENZI-PADOAN. Con tale norma, viene demandato al CICR il compito di determinare modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi, riaffermando  la legittimità dell’anatocismo, anche se con periodicità non inferiore a un anno prevedendo che fino all’adozione della delibera, dovrà applicarsi la precedente delibera CICR del 9 febbraio 2000. Altro punto saliente, la previsione che i contratti in corso e quelli conclusi nei due mesi successivi alla data di entrata in vigore del D.L. dovranno essere adeguati entro il termine di sei mesi dalla pubblicazione del decreto in G.U il 24 giugno 2014 con le seguenti modifiche:

1) la possibilità di anatocismo sugli interessi capitalizzati annualmente;

2) la limitazione dell’ambito della norma alle operazioni in conto corrente o in conto di pagamento;

3) la decorrenza della norma dal momento della pubblicazione della delibera CICR e, nelle more, l’applicazione della delibera del 2000;

4) la decorrenza delle nuove norme per i contratti conclusi a partire dal 60° giorno da oggi;

5 ) per i contratti in corso, l’adeguamento entro 6 mesi da oggi.

 

   Con gli strumenti usuali del diritto e della legalità sanciti dalla Costituzione, calpestati dai Governi di turno, che sembrano anche perseguitati da avverse fortune quando, per favorire gli esclusivi interessi dei banchieri premiano le stesse banche per aver strozzato e saccheggiato ogni giorno famiglie ed imprese, anche stavolta Adusbef ritiene di avere ottime ragioni giuridiche e morali, per smontare i sofismi giuridici che reintroducono l’anatocismo usurario nei contratti bancari, per stringere ancora di più il cappio al collo delle famiglie e piccole e medie imprese già strangolate ed asfissiate.

 

                                                                                                                                                 Elio Lannutti (Adusbef)

Roma,28.6.2014

 

 

29/06/2014

Tratto da:http://www.adusbef.it
ANATOCISMO: ANCHE IL GOVERNO RENZI, CON IL D.L. 91/2014 CHE REINTRODUCE L'ANATOCISMO BANCARIO, DIVENTA CAMERIERE DEI BANCHIERI.
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Grexit o non Grexit, questo è il problema

Pubblicato su 30 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in EUROPA, POLITICA

La posizione economica e finanziaria della Grecia è solo una parte del problema. In ballo c'è molto di più, sul piano geostrategico.

 
da Contropiano.org
 
La posizione economica e finanziaria della Grecia è solo una parte del problema. In ballo c'è molto di più, sul piano geostrategico, e questo di più è l'unica ragione per cui tra "istituzioni" dell'Unione Europea e governo Tsipras non è ancora finita a diplomatiche sediate. Ma più passa il tempo e meno appare possibile conciliare la resistenza di Atene agli ordini di Bruxelles (in realtà, come tutti sanno, di Berlino) e sua permanenza nella moneta unica e nell'Unione.
 
La lista della "riforme strutturali" che Tsipras e Varoufakis hanno fatto pervenire ai loro creditori (gli stati dell'eurozona, fondamentalmente) è in queste ore all'esame dei "giudici". Ma dal poco che è trapelato, la lista sembra lontana dalle "raccomandazioni ultimative" che da due mesi i vari Merkel, Dijsselbloem, Draghi, Schaeuble, Juncker elencano quasi come pre-condizioni per erogare finanziamenti ogni giorno più urgenti. Misure per ridurre la burocrazia e l'evasione fiscale, modifiche tributarie e lotta alla corruzione, alcune privatizzazioni (ma bisognerà vedere di cosa). Niente tagli a salari e pensioni, come da Bruxelles vorrebbero vedere. L'avanzo primario è fissato, come obiettivo,all'1,5% del Pil (per la Ue avrebbe dovuto essere del 3%, ed era già uno sconto rispetto al 4,5 fissato in precedenza). Nella speranza di incrementare le entrate di tre miliardi e realizzare una crescita dell'1,4% per l'anno in corso.
Il tutto mentre i rapporti con la Troika vengono investiti di continuo da una doccia scozzese (tra segnali di disponibilità a trattare e proposte considerate "indecenti" dai vertici europei), secondo una tattica ammessa dallo stesso viceministro delle finanze ellenico, Euclid Tsakalotos, «Stiamo creando ambiguità con i creditori in modo intenzionale, perché devono sapere che siamo pronti a una spaccatura, altrimenti non si può negoziare». Quindi, ad Atene, una sorta di "piano B" comincia a essere presa in seria considerazione.
Se il ragionamento da fare fosse solo economico, per Atene si spalancherebbero immediatamente le porte della cacciata dall'eurozona. Ma la necessità di tenere la Grecia dentro è avvertita anche dai "creditori". E non solo per l'effetto terremoto che avrebbe sulla moneta unica e la stessa credibilità dell'Unione Europea. L'analisi di Adriana Cerretelli, sul confindustriale IlSole24Ore - che al termine riportiamo - coglie benissimo la catena infernale di conseguenze geostrategiche di una eventuale uscita di Atene. Ma anche l'insostenibilità di una situazione che - se il governo Syriza non viene rapidamente ridotto all'obbedienza - potrebbe scatenare tentazioni emulative in altri paesi in forte difficoltà nel rispettare le condizioni capestro imposte dai trattati, o addirittura causare la caduta di governi fin qui inchinatissimi alla Troika, come quello della destra spagnola, che dovrà affrontare un difficilissima prova elettorale a fine anno.
Sottolineiamo, comunque, come il "problema della drastica riduzione della spesa sociale" comincia ad essere apertamente posto, e non più nascosto ("Lo stesso cancelliere del resto è convinto che, con solo il 7% della popolazione mondiale, il 25% del Pil ma il 50% della spesa sociale globale, l'Europa che invecchia non può mantenersi né salvaguardare il proprio welfare vivendo al di sopra dei propri mezzi indebitandosi ma deve ritrovare competitività").
E quindi un "piano B" prende corpo anche dal lato dell'Unione Europea...
 
*****
 
Resta aperta una «soft Grexit»
 
di Adriana Cerretelli - Il Sole 24 Ore.
 
La Grecia va salvata per salvare l'integrità dell'euro e dell'Europa, ripete la narrativa ufficiale. E per molti questo resta ancora lo scenario preferito e preferibile. Di fatto, però, dietro le quinte Grexit sta diventando un'ipotesi sempre più corposa: il piano B su cui ripiegare qualora si esaurissero pazienza e più ragionevoli alternative a un accordo con il governo di Atene. Che ha finalmente presentato a Bruxelles il suo programma di riforme, anche se troppi temono una nuova falsa partenza.
Paradossalmente a remare contro i tira-molla negoziali di Alexis Tsipras è il nuovo ottimismo sulle prospettive di crescita dell'eurozona insieme ai benefici effetti promessi dal quantative easing della Bce di Mario Draghi. La speranza è che l'uscita dalla crisi e il ritorno della ripresa anche questa volta, come sempre in passato, si dimostrino il toccasana per una partnership stanca e sfiduciata, malata di euroscetticismo, nazionalismi crescenti, consensi popolari calanti. Purché non finisca per rallentare, come in passato, il passo delle riforme strutturali, si spera anche che il nuovo corso possa ricompattare gradualmente l'eurozona, provata dalle troppe divaricazioni Nord-Sud, centro-periferia indotte dal lungo settennato di sviluppo smorto o recessivo.
Questo scenario di lenta ma crescente ricostruzione di coesione e fiducia tra i partner della moneta unica varrebbe però per tutti, tranne che per la Grecia. Due mesi di dialogo infuocato ma improduttivo con la coalizione guidata da Tsipras non solo hanno ridotto, soprattutto in Germania, le attese circa il rispetto dei patti e un serio programma di rigore e riforme ma hanno diffuso un profondo scetticismo sulla effettiva capacità della Grecia, qualunque sia il suo governo (il precedente non ha rispettato il 60% degli impegni presi), di integrarsi nell'eurozona e di onorare i suoi debiti.
A frenare Grexit finora era anche una sorta di trappola istituzionale: l'adesione alla moneta unica è giuridicamente irreversibile, per questo l'eventuale abbandono dell'euro non potrebbe avvenire senza il contestuale abbandono dell'Unione, che invece è contemplato dai Trattati Ue. Nessuno però lo auspica per ragioni culturali, politiche e strategiche. L'Ue si ritroverebbe infatti con un "buco" sul fianco orientale in tempi decisamente tellurici, dal Medio Oriente al Nordafrica al Mediterraneo, tra destabilizzazioni a catena, minacce terroristiche, flussi migratori incontrollati. Per non parlare dei contraccolpi sul sistema di difesa Nato cui la Grecia appartiene, della contrarietà americana alla diserzione di un Paese che potrebbe diventare per Russia e Cina il mezzo da sbarco nella regione.
Per evitare contraccolpi geo-politici, Francia e Germania stanno studiando una reinterpretazione dei Trattati Ue che consenta, se necessario, di scaricare la Grecia dall'euro senza costringerla a uscire dall'Unione. L'operazione richiederebbe una decisione unanime dei 28. Persino un bastian contrario come la Gran Bretagna potrebbe in questo caso essere d'accordo per non creare un precedente che limitasse i suoi spazi negoziali nella ridefinizione dei propri termini di integrazione nel sistema-Europa.
In sordina, dunque, il piano B prende sempre più forma, non si capisce se anche nel tentativo di convincere Tsipras a imboccare la retta via o più semplicemente per non ritrovarsi impreparati di fronte a una lacerazione ritenuta inevitabile.
Angela Merkel resta riluttante al divorzio. Ma i suoi margini di manovra per scongiurarlo sono stretti tra il rigorismo della Cdu, il suo partito, la costante ascesa dell'AfD, la nuova formazione anti-euro, e la maggioranza dei tedeschi che per la prima volta risulta nei sondaggi a favore di Grexit . Lo stesso cancelliere del resto è convinto che, con solo il 7% della popolazione mondiale, il 25% del Pil ma il 50% della spesa sociale globale, l'Europa che invecchia non può mantenersi né salvaguardare il proprio welfare vivendo al di sopra dei propri mezzi indebitandosi ma deve ritrovare competitività.
La Merkel può mostrare, dunque, una flessibilità negoziale molto ridotta. Nemmeno Tsipras però può rimangiarsi il 100% degli impegni elettorali in un Paese stremato, alla disperata ricerca di una pausa nel rigore. Davvero sono inconciliabili i contrapposti interessi interni di Grecia, Germania ed Eurogruppo? Con le lenti nazionali di certo, con quella europea molto meno. C'è chi sostiene che con l'uscita di un'economia piccola e diversa, il contagio oggi sarebbe limitato e l'eurozona si razionalizzerebbe diventando più governabile e migliore. I dubbi sono leciti. Il rischio è che invece la finestra aperta sulla secessione spalanchi nuovi orizzonti psicologici, la marcia incontrollata dei pionieri dell'ignoto.
 
 
 
 
Grexit o non Grexit, questo è il problema
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Il “regime” Monsanto: la multinazionale che si permette di dichiarare guerra a Iarc e Oms

Pubblicato su 30 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECOLOGIA

Lo Iarc attesta che il glifosato è un probabile cancerogeno e la Monsanto, che il glifosato lo utilizza per produrre l’erbicida RoundUp, dichiara guerra a Iarc e Oms mettendo in dubbio il rapporto pubblicato dell’Agenzia per la ricerca sul cancro e lanciando un messaggio che suona minaccioso: «L’Oms ha qualcosa da spiegare».

di Giovanni Fez

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, lo Iarc (agenzia dell’Oms), pubblica da anni periodicamente monografie con le revisioni e gli aggiornamenti sulle sostanze ritenute sicuramente cancerogene e probabilmente cancerogene per l’uomo. Tali monografie rappresentano l’analisi compiuta dell’evidenza scientifica esistente e sono redatte da quella che viene ritenuta una delle fonti più autorevoli al mondo. Nel rapporto reso pubblico lo scorso 20 marzo lo Iarc ha commesso il “reato di lesa maestà”, secondo la potentissima multinazionale Monsanto. Ha cioè inserito il glifosato tra le sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo e sicuramente cancerogene per gli animali (leggi qui il comunicato stampa diffuso dallo Iarc).  Il glifosato è il principio attivo dell’erbicida RoundUp (venduto in 180 paesi) prodotto dalla Monsanto e di centinaia di altri prodotti per l’agricoltura in commercio. Allora Monsanto ha dichiarato guerra attaccando lo Iarc mettendo in discussione la sua autorevolezza. L'azienda statunitense, ha dichiarato il vicepresidente Philip Miller, chiederà all’Oms di far sedere propri esperti ad un tavolo con gli uomini e i consulenti della multinazionale e le agenzie regolatorie per rimettere tutto in discussione. Emerge chiaramente l’obiettivo: pretendere di affermare ed esigere che venga riconosciuto il fatto che consulenti pagati dalle aziende o esperti di parte siedano allo stesso tavolo con scienziati dello Iarc e dell’Oms, con pari autorevolezza e pari voce in capitolo. «Mettiamo in dubbio la qualità di questa classificazione - ha affermato Miller durante una conferenza stampa - l'Oms ha qualcosa da spiegare».  Secondo l'azienda, lo Iarc nella sua analisi ha ignorato gli studi che dimostravano la sicurezza del glifosato, concentrandosi su quelli che la mettevano in dubbio. Ora noi chiediamo: chi ha finanziato gli studi che ne attestano la sicurezza e chi ha finanziato gli studi che ne attestano la pericolosità? Ci sono conflitti di interesse in chi ha fatto parte di gruppi di studio o commissioni piuttosto che di altre? Sapere questo è importantissimo ai fini di un sano esercizio di senso critico. 

Tra i primi a chiedere interventi c’è Aiab, Associazione italiana per l'agricoltura biologica. 

«L'Italia e l'Unione Europea considerino immediatamente le misure necessarie per proteggere agricoltori e consumatori dal glifosato», ha chiesto Aiab. «Che il glifosato faccia male alla salute dell'uomo e dell'ambiente, che si accumuli nei cibi e nell'acqua, lo sappiamo da anni e da anni combattiamo contro questo e gli altri pesticidi, spacciati per innocui», dichiara il presidente di Aiab Vincenzo Vizioli. «Ora - aggiunge - anche le agenzie dell’Oms indicano vari principi attivi come potenzialmente lesivi della salute in forma grave. Lo studio dello Iarc non solo riporta la probabile cancerogenicità del glifosato, ma rileva la correlazione fortissima con danni riscontrabili sul Dna umano: molti lavoratori esposti hanno sviluppato una alta vulnerabilità al linfoma non Hodgkin». 

«Il governo non può ignorare l'allarme lanciato dallo Iarc. Ho presentato un'interrogazione urgente al ministro della salute e a quello delle politiche agricole chiedendo che sia immediatamente recepito il parere dello Iarc e che sia avviata subito un'istruttoria per giungere alla sospensione della distribuzione del pesticida che risulta ampiamente utilizzato nella nostra agricoltura nazionale». Lo ha affermato, in una nota, Loredana De Petris, presidente del gruppo misto e capogruppo di Sel a palazzo Madama.«Questa è la conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno - conclude la senatrice - della necessità di non consentire l'utilizzo di sementi ogm nel nostro paese dato che le stesse sono commercializzate insieme al glifosato per l'impiego congiunto in agricoltura».

Intanto anche il rapporto Ispra fa riflettere e dà l’idea di quanto urgente sia intervenire sull’avvelenamento dell’ambiente a causa dei pesticidi. «Sono 175 le sostanze trovate nelle acque superficiali e sotterranee italiane nel 2012 – dice l’ultimo rapporto Ispra - in cima alla lista ci sono gli erbicidi: il loro utilizzo diretto sul suolo, spesso concomitante con le intense precipitazioni meteoriche di inizio primavera, ne facilita la migrazione nei corpi idrici. Rispetto al passato è aumentata significativamente anche la presenza di fungicidi e insetticidi». Nel biennio 2011-2012 sono stati esaminati 27.995 campioni per un totale di 1.208.671 misure analitiche. Le informazioni provengono da 19 regioni e province autonome, con una copertura del territorio nazionale incompleta, soprattutto per quanto riguarda le regioni centro-meridionali e in maniera più accentuata per le acque sotterranee. Sono stati trovati pesticidi nel 56,9% dei 1.355 punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 31% dei 2.145 punti di quelle sotterranee.

Tratto da:http://www.ilcambiamento.it

Il “regime” Monsanto: la multinazionale che si permette di dichiarare guerra a Iarc e Oms
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Il tunnel alla fine della luce

Pubblicato su 30 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

di Alessandra Daniele

Vi siete accorti dei miliardi di draghi in arrivo?
Non guardate dalla finestra, non sto parlando d’uno stormo di giganteschi rettili alati dal respiro di fuoco giunti ad oscurare il cielo e incendiare la terra. Parlo del Quantitative Easing di Mario Draghi, la pioggia di miliardi stampati per far ”ripartire” l’economia europea. Se non ve ne siete accorti, il motivo è semplice: non sono per noi. Sono per le banche.
È una pioggia sul bagnato.
L’Italia ha però sempre coltivato un’altra particolare forma di Quantitative Easingla corruzione, che allo stesso modo fa regolarmente piovere miliardi sulla fanghiglia, soprattutto attraverso le opere pubbliche.
Se nel tunnel del CERN si accelerano le particelle, in quello della TAV si accelerano le bustarelle.
A poche settimane dall’apertura dell’Expo, è pronto solo un decimo delle strutture previste. Le altre ancora incompiute saranno nascoste da una felliniana serie di enormi quinte e fondali chiamata Camouflage.
Probabilmente ai turisti la soluzione sarà spacciata per una scelta artistica che rappresenta plasticamente l’incompiutezza del progetto di “nutrire il pianeta”.
Mentre s’ingrassano i ladri.
Tutti i Lupin mannari del brulicante ceto parassitario che sistematicamente s’avventa sulle cosiddette Grandi Opere come gli stafilococchi sulle piaghe infette, mandandole in cancrena.
Renzi è il Camouflage dietro il quale l’Italia continua a marcire e venire divorata. Tutto il suo attivismo fasullo, il suo giovanilismo anni ’80 non sono che una quinta di cartapesta.
Mentre un’altra di quelle piaghe, il Giubileo straordinario, viene aperta da Bergoglio, l’altro presunto rottamatore.
Il Papa-immagine che dorme in un sobrio bilocale (all’interno di un enorme palazzo da 
20 milioni di dollari) e lascia che i suoi cardinali vivano in superattici di 700 metri quadri. Che scomunica i corrotti, e poi gli offre l’ennesimo banchetto, li induce in tentazione con la sua versione del Quantitative Easing per far girare l’economia, e organizzare uno spot planetario per la sua azienda.
Anche lui, con tutto il suo pauperismo mediatico, non è che un paravento (sacro) una facciata dietro la quale la Chiesa rimane esattamente la stessa.
Fra lupi, draghi, nani, e fate, pure Berlusconi ha appena ricevuto il suo Quantitative Easing. Le azioni Mediaset sono in rialzo, Mondadori ha comprato RCS Libri, e la riforma della Rai gli trasformerá la concorrenza in tre innocue reti tematiche, una culturale (reading di Baricco, migrazione degli gnu, e viceversa) una sperimentale (monoscopio in 3D) e una generalista, che sotto il totale controllo del governo si trasformerà nella versione renziana di Mediashopping: una catena ininterrotta di televendite.
Intanto Renzi prende l’interim dei Lavori Pubblici.
Anche il “Cantiere delle Riforme” è una delle Grandi Opere.
 
Tratto da:http://www.carmillaonline.com
Il tunnel alla fine della luce
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Impariamo ad informarci in tempi moderni – di Ludovico Nobile

Pubblicato su 30 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in IPHARRA

Che altro deve succedere perché’ la mia generazione scenda in piazza e faccia una rivoluzione? E pure basta guardare a tassazione, disoccupazione (ed in particolare quella giovanile ) , precariato, il deficit democratico delle istituzioni europee, la violenta politica imperialista dei paesi NATO (Yogoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, e Ucraina sono le medaglie insanguinate che portiamo al petto) per rendersi conto che la società sta regredendo e l’Europa ha preso una svolta di tipo autoritario sia pure nascosta dagli specchi di istituzioni internazionali para massoniche al servizio di forze reazionarie`; la gente non lo capisce o se ne frega?
Spesso sento dire che in Italia non faremo mai una rivoluzione perché siamo un paese di vecchi o perché il 70% degli italiani ha una casa di proprietà o anche perché ci basta guardare il calcio in televisione mangiare un piatto di pasta e fumarci una sigaretta con il caffè. La verità che è che il malcontento può portare la gente in piazza ma questo non basta a fare una rivoluzione, per quello ci vuole un’organizzazione pronta a succedere all’amministrazione uscente e tanti soldi, come ci ha mostrato il Dipartimento di Stato Americano , fabbrica di tutte le ultime rivoluzioni in giro per il mondo (il Venezuela o l’Ucraina sono esempi perfetti).

 

La verità è che una rivoluzione la possiamo fare anche senza scendere per strada informandoci e informando chi ci circonda. Il sistema informazione in Italia è sotto lo stretto controllo di gruppi (lobby, massonerie, servizi segreti, gruppi bancari e multinazionali) filo atlantici come voluto nel piano di rinascita democratica della P2 ; lo stesso succede negli altri paesi occidentali ed infatti questi sistemi sono coordinatissimi quando si tratta di argomenti sensibili come guerre e rivoluzioni , Unione Europea. E’ risaputo che prima di intervenire militarmente le oligarchie occidentali devono vendere la guerra all’opinione pubblica il controllo totale dei mezzi di informazione è cruciale alla raggiungimento di tale obbiettivo. Vi basterà’ osservare come prima di un intervento militare i telegiornali riportano notizie di odiose violenze contro donne e bambini , servono esattamente a vendervi la guerra. Se pensate che quello che è successo in Iraq o in Libia dove sono morte centinaia di miglia di persone sia il risultato di una guerra ‘giusta’ non è perché siete cretini ma semplicemente vivete in un contesto di precarietà lavorativa , distratti dall’industria dell’intrattenimento e sovraesposti ad una propaganda bellica contro la quale non avete ne voglia ne tempo di assumere un ruolo critico.

 

Ci confondono con il teatro della politica dove la dialettica destra e sinistra è solo intrattenimento che persegue un pensiero unico trasversale sintesi di interessi privati, aziendali, finanziari, militari, massonici e criminali. Mi rendo conto che potrei scrivere pagine e pagine per argomentare alcuni temi toccati ma preferisco suggerire al lettore un modo pratico per cominciare la propria rivoluzione ….culturale. In un mondo dove l’informazione è un prodotto come un altro e l’acquirente sono i grossi gruppi di potere che governano il mondo , il sistema produce l’informazione commissionata selezionando in modo darwiniano i compiacenti giornalisti allineati. Negli ultimi tempi c’e’ un grande sforzo di creare raccoglitori di news da parte di giganti come yahoo o google per potere controllare quello che la gente legge….spezzate le catene con il mainstrean e cominciate a leggere anche le news di fonti alternative. Il modo migliore e scaricare un’ app che si chiama feedly o anche semplicemente salvare queste fonti nel folder del vostro browser.

 

Vi segnalo alcune fonti che seguo sa tempo qui sotto (Informarexresistere, l’antidiplomatico, conflitti e strategie , pandora tv sono sempre ottimi) :

 

In inglese:

 

Blogs 

http://grahamefuller.com/

http://stopwar.org.uk

http://tariqali.org

http://www.truthdig.com/staff/chris_hedges

http://www.theguardian.com/profile/johnpilger

http://johnpilger.com/

http://www.theguardian.com/profile/josephstiglitz

http://www.newstatesman.com/writers/slavoj_zizek

http://www.theguardian.com/profile/slavojzizek

http://www.theguardian.com/profile/tariqali

http://www.alternet.org/authors/noam-chomsky

http://chomskydotinfo.blogspot.ru/

http://vineyardsaker.blogspot.ru/

http://www.theguardian.com/media/julian-assange

http://ftalphaville.ft.com/

 

Other:

http://www.globalresearch.ca/

http://www.atimes.com/

https://consortiumnews.com/

http://www.counterpunch.org/

http://dissidentvoice.org/

http://fair.org/blog

http://www.foreignpolicyjournal.com/

http://www.theatlantic.com/graeme-wood/

http://mondediplo.com/

http://www.veteranstoday.com/

http://www.washingtonsblog.com/

http://www.zerohedge.com/

https://euobserver.com/

http://rt.com/

http://www.reuters.com/

http://www.nytimes.com/

http://www.spiegel.de/international/

 

In italiano:

http://megachip.globalist.it/

http://blog.ilgiornale.it/foa

http://www.pandoratv.it/

http://www.formiche.net/

http://abceconomics.com/

http://www.altreconomia.it/

http://www.analisidifesa.it/

http://www.dagospia.com/

http://www.articolo21.org/

http://www.byoblu.com/

http://www.comidad.org/dblog/

http://www.censurati.it/

http://www.comedonchisciotte.org/site/

http://www.conflittiestrategie.it/

http://www.controinformazione.info/

http://www.controlacrisi.org/

http://cronachelaiche.globalist.it/

http://etleboro.blogspot.ru/

http://www.lantidiplomatico.it/

http://giuliettochiesa.globalist.it/

http://www.tzetze.it/

http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/gchiesa/

http://www.ilsussidiario.net/

http://www.informarexresistere.fr/

http://www.libreidee.org/

http://www.limesonline.com/ ( da prendere con le molleJ)

http://materialismostorico.blogspot.ru/

http://www.nocensura.com/

http://www.infiltrato.it/

http://www.signoraggio.it/

http://www.unimondo.org/

http://frontediliberazionedaibanchieri.it​ ( aggiunto da noi - ndr )

 

Su Youtube:

http://www.youtube.com/channel/UC7b2ucggsoy5DEB_asCTjUg/videos

http://www.youtube.com/channel/UCyjNhbCPBuxM4jRxpjxr0ZQ/videos

http://www.youtube.com/channel/UCvXqbTcERGF4JVFvT53QyIg/videos

http://www.youtube.com/channel/UCPryy7QxVImaZ8zNcBidO5A/videos

http://www.youtube.com/channel/UC05m3EOCgvCldG5CizFfEJg/videos

http://www.youtube.com/channel/UCcyN-xAU_VN–KWA5ZCZjoQ/videos

http://www.youtube.com/channel/UCxMu38GAMIVPyhsxzd2PVGw/videos

http://www.youtube.com/channel/UCW4b9qhEQPI8XD9z_i4WAPw/videos

http://www.youtube.com/channel/UCZNjpcQLBx26W6lDWvpg7PQ/videos

 

Tratto da:http://www.conflittiestrategie.it

Impariamo ad informarci in tempi moderni – di Ludovico Nobile
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