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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

COLLEZIONA POLTRONE D’ORO E CONSULENZE, HA GIA’ LE MANI DAPPERTUTTO. D’ALTRONDE LO MANDA PAPA’, CHE SI CHIAMA GIORGIO E ABITA AL QUIRINALE

Pubblicato su 31 Dicembre 2014 da cm in POLITICA

L’INFANTO D’ITALIA – IN OGNI MONARCHIA CHE SI RISPETTI, C’È IL PRINCIPE EREDITARIO. A NOI È TOCCATO GIULIO NAPOLITANO, CON IL REAL PIEDINO IN TUTTA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, DALL’UNIVERSITÀ ALLO SPORT, DAI MINISTERI AL COMUNE DI ROMA

Una pioggia di consulenze pubbliche, incarichi e poltrone per il figlio del Presidente della Repubblica, che scrive leggi, studia riforme, diventa giovane professore nell’università dove rettore è lo zio – I suoi protetti, Zoppini e Martone, non hanno brillato come sottosegretari, ma nulla oscura la stella di Giulio…

Marco Travaglio per “il Fatto Quotidiano”

Come ogni monarchia che si rispetti, anche il nuovo Regno d’Italia ha la sua Real Casa con tutta la dinastia. Solo che la successione non spetta al primogenito di Sua Maestà, bensì a un/a suo/a favorito/a ancora in via di selezione (oltreché dei soliti Amato e Cassese, si parla financo della ministra Pinotti). Esclusi dall’eredità al Trono, i figli di Re Giorgio I-II sono comunque ben piazzati.

 Il primo, Giovanni, è in forza alla Direzione conflitto di interessi dell’autorità Antitrust, dando un tocco di surrealismo al tutto. Il secondo, Giulio, classe 1969, è il più attivo nel bel mondo (si fa per dire) romano fra salotti, atenei, palazzi del potere e spiaggia di Capalbio. È l’Infante d’Italia, omologo dell’Infanta di Spagna Elena María Isabel Dominica de Silos de Borbón y Grecia che tanti guai ha procurato al povero Juan Carlos, accelerandone l’abdicazione (istituto previsto dai cerimoniali della Corona spagnola, non di quella italiana).

 Nel 2003, a 34 anni, Giulio già beneficiava – per la sua leggendaria bravura, s’intende, mica per i lombi e il lignaggio – di due consulenze legali da 15mila euro dalla giunta romana di Veltroni (la Corte dei conti accertò poi che le sue prestazioni potevano essere tranquillamente svolte dal folto ufficio legale del Comune e condannò la malcapitata funzionaria che l’aveva reclutato a risarcire 10mila euro).

Intanto Giulio era già passato a migliori incarichi, tra consulenze pubbliche (Coni, Federcalcio, presidenza del Consiglio) e fondazioni private o quasi (VeDrò di Letta jr. e Arel del duo Amato&Bassanini). Sempre grazie ai meriti scientifici conquistati sul campo, partecipò alla stesura del decreto sulle Authority, che in ultima analisi fanno capo al Papà Re. Poi fu chiamato dal n.1 dell’Agcom, Corrado Calabrò, a presiedere l’Organo di vigilanza sull’accesso alla rete Telecom.

Senza trascurare la travolgente carriera universitaria, all’ombra del suo maestro Cassese (di cui ha curato il Dizionario di diritto pubblico), amico del Genitore Regnante (che nel 2013 tenterà di issarlo sul suo trono). Un’irresistibile ascesa, quella dell’Infante prodige, fin sulla cattedra di Istituzioni di diritto pubblico all’università Roma Tre. Lì, per puro caso, ha regnato per 4 mandati (15 anni) il magnifico rettore Guido Fabiani, marito della sorella di donna Clio, cognato di Giorgio e zio di Giulio.

E lì, sempre in ossequio alla meritocrazia, insegnano il Divo Giulio e la cugina Anna Fabiani, figlia del rettore, mentre il di lei marito Alberto Tenderini, non potendo proprio insegnare, cura le iniziative sportive dell’ateneo. Quando l’anno scorso l’amico Letta Nipote va al governo, due fedelissimi dell’Infante diventano finalmente sottosegretari.

Alla Giustizia l’inseparabile Andrea Zoppini, avvocato, autore di libri a quattro mani con Giulio e ordinario di Diritto privato a Roma Tre, ça va sans dire (presto costretto a dimettersi da un’indagine per frode fiscale, poi archiviata). Al Lavoro l’indimenticabile Michel Martone, che si segnala per gaffe memorabili prima d’inabissarsi nel nulla.

 Ma ci vuol altro per oscurare la stella di Giulio, che séguita a collezionare poltrone: riformato il diritto sportivo per il Coni di Malagò, è commissario ad acta alla Figc di Abete. Sulle prime Renzi pare infastidito dall’ubiquo Infante, ma poi – in piena “emulsione” con S.A.R. – si arrende.

Il Colle storce il naso per il decreto Franceschini sulla Cultura? Ecco sbucare al suo fianco il consigliere Lorenzo Casini, altro gemello siamese di Giulio, con cui firmò l’imprescindibile “Prospettive della globalizzazione. Come uscire dalla crisi”. La Madia tribola a partorire il decreto PA, respinto con perdite dal Quirinale? Chi meglio del rampollo, che le fu pure fidanzato, per lubrificare l’ingranaggio?

Lui nega tutto: quello avvistato qua e là dev’essere un fantasma, o un sosia. La Napoli del dopoguerra ironizzava sulla somiglianza fra Umberto di Savoia e Giorgio Napolitano, il “figlio del Re”. Ora che questi s’è incoronato da solo come Carlo Magno, Giulio è figlio di un re e nipote di quell’altro. Viva l’Italia, viva la Repubblica.

Tratto da:http://blogdieles.altervista.org

COLLEZIONA POLTRONE D’ORO E CONSULENZE, HA GIA’ LE MANI DAPPERTUTTO. D’ALTRONDE LO MANDA PAPA’, CHE SI CHIAMA GIORGIO E ABITA AL QUIRINALE
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GIACINTO AURITI: SCIOPERO DEBITORI

Pubblicato su 31 Dicembre 2014 da cm in IPHARRA

GIACINTO AURITI: SCIOPERO DEBITORI
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SONO GIA’ TRASCORSI 6 ANNI DALL’OMICIDIO DI JORG HAIDER, IL PRIMO POLITICO NETTAMENTE CONTRARIO AI DITTATORI DELL’UNIONE EUROPEA. ECCO PERCHE’ NON FU UN NORMALE INCIDENTE STRADALE

Pubblicato su 31 Dicembre 2014 da cm in POLITICA

Sei anni fa moriva Haider…anatomia di un delitto imperfetto

di Gianni Candotto -

Sei anni fa moriva Jorg Haider, il padre della nuova destra austriaca che per primo aveva fatto saltare i nervi a tutti gli euroburocrati della Ue.
Il primo grande statista europeo a prendere tanti consensi dicendo che l’Europa era un inutile castello burocratico destinato a franare sotto l’incapacità dei politici europei e portando avanti temi allora dimenticati da tanta destra italiana ed europea come l’Europa delle Nazioni, la sovranità monetaria e nazionale, i rapporti privilegiati con la Russia, la lotta ferma a ogni forma di immigrazione, che oggi sono la base su cui si fondano tutti i partiti di destra europei.
Ma l’11 ottobre del 2008 moriva in uno strano “incidente” automobilistico. “Strano” perché molti in Austria, da subito, avevano avanzato forti dubbi sulla versione ufficiale, chiaramente diffamatoria, che sosteneva che Haider stesse guidando a velocità elevatissima, ubriaco fradicio dopo aver passato la serata in una nota discoteca gay.

Versione ufficiale che faceva a pugni innanzitutto con i testimoni oculari che dicevano di averlo visto uscire da un locale di Velden alle 23:45 dopo aver passato la serata alla festa del suo editore assolutamente sobrio (il barman aveva sostenuto di avergli servito una coppa di Champagne in tutta la sera), dopodiché “sarebbe andato a Klagenfurt in un noto locale gay e ivi si sarebbe ubriacato pesantemente”. Però lo Stadtkraemer di Klagenfurt dista circa 30 chilometri da dov’era ed essendosene andato attorno all’una di notte Haider avrebbe avuto la bellezza di 30-40 minuti per ordinare da bere e ubriacarsi. Un record.

Un record anche tenuto conto che tutti i suoi conoscenti hanno affermato che nessuno l’aveva mai visto sbronzo in vita sua e che anzi era noto per la sua vita estremamente morigerata. Un record tenuto conto anche del fatto che il barista dello Stadtkraemer (locale frequentato da gay e anche da etero) ha affermato di averlo visto bere appena un bicchiere.

Inoltre l’autopsia non ha trovato alcool nel suo stomaco ma solo nel sangue in concentrazioni elevatissime. Come poteva essere? Molti hanno dedotto che gli fosse stata iniettata una sostanza in grado di alterare le concentrazioni di alcool nel sangue.
Anche la dinamica dell’incidente appariva poco chiara. La vettura sarebbe andata a una velocità molto elevata, ma esperti hanno stabilito che una Phaeton blindata, come quella di Haider, non sarebbe mai riuscita nel breve rettilineo in cui ha avuto l’incidente a raggiungere i 140 chilometri orari dichiarati, e anche i tecnici della Volkswagen hanno affermato che anche se fosse stato così l’auto non sarebbe mai uscita di strada perché i dispositivi di sicurezza (telecamere, stabilizzatori automatici di direzione ecc.) non lo avrebbero permesso. Lo stesso Thul (portavoce della Volkswagen) ebbe a dichiarare a The Sun che la Phaeton avrebbe sicuramente protetto Haider da quell’incidente sopportandolo.
E ancora, come mai se secondo la versione ufficiale Haider avrebbe urtato un bordo di pietra alto 25 centimetri a distruggersi è stato il cerchione sinistro anziché il destro?
Tanti gli interrogativi che non hanno avuto mai risposta. Troppi interrogativi che ancora oggi fanno dubitare della veridicità dell’ipotesi dell’incidente….

Tratto da: http://www.grandecocomero.com

SONO GIA’ TRASCORSI 6 ANNI DALL’OMICIDIO DI JORG HAIDER, IL PRIMO POLITICO NETTAMENTE CONTRARIO AI DITTATORI DELL’UNIONE EUROPEA. ECCO PERCHE’ NON FU UN NORMALE INCIDENTE STRADALE
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Articoli del Corriere della sera del 1993:Italia”alle stelle”Germania”alle stalle”.Ecco il perchè dell’Euro

Pubblicato su 31 Dicembre 2014 da cm in ECONOMIA

Due articoli del Corriere della Sera del 1993 :Italia”alle stelle e una Germania alle”stalle”.L’Euro è servito ad invertire la situazione,e ci sono riusciti

La foto in alto ritrae due articoli del Corriere della Sera del 1993: in Italia c’era appena stata la svalutazione della Lira per via delle turbolenze dello SME (Sistema Monetario Europeo). Quella stessa svalutazione che servirebbe oggi per far ripartire l’Italia,infatti nel 1993 ripartimmo alla grande,in Germania invece si registrava un calo del PIL,dell’occupazione ecc (la stessa nostra situazione attuale).

 

Leggiamo i due articoli:

SPIRAGLI . I VANTAGGI DOPO LA SVALUTAZIONE DELLA LIRA. BARATTA: ” UN CONTRIBUTO DECISIVO ALL’ OCCUPAZIONE “
Made in Italy, mai cosi’ bene

La bilancia commerciale verso i Paesi extra Cee attiva in luglio per 3. 936 miliardi. in 7 mesi guadagnati 12 mila miliardi. con gli Usa 31 per cento, con la Cina 138 per cento

 
 Nel frattempo in Germania:
 
CRISI SENZA FINE. LA LOCOMOTIVA D’ EUROPA NELLA PEGGIORE RECESSIONE DEGLI ULTIMI 20 ANNI

Germania mai cosi’ in basso
Nel primo trimestre il prodotto interno lordo e’ crollato del 3, 2 per cento. quasi 350 mila occupati in meno precipitano gli investimenti ma la BUNDESBANK rimane inflessibile e non riduce il costo del lavoro. e il marco per de altro terreno

Questo ovviamente prima del disastro Euro. Ma c’è dell’altro: la Germania e la Francia avevano progettato la distruzione dei Paesi industrializzati del sud Europa con l’adozione dell’euro, in particolare dell’Italia, perché era la Piccola Media Impresa italiana che aveva stroncato quella tedesca, al punto che nel 2000, prima dell’euro, l’Italia era il maggior produttore e la Germania l’ultimo.Ecco l’ ARTICOLO che  dimostra che l’Euro è stato progettato da Francia e Germania per distruggere l’Italia.

Fonte : http://adessobasta-blog.blogspot.it/2014/12/prima-del-disastro-euro-leggere-ma-vi.html

Tratto da:http://jedasupport.altervista.org/blog/economia/euro-germania-francia-italia-articoli/?doing_wp_cron=1419688198.5306560993194580078125

Articoli del Corriere della sera del 1993:Italia”alle stelle”Germania”alle stalle”.Ecco il perchè dell’Euro
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Medioevo Italiano: i macchinari industriali "ora" hanno una rendita catastale e pagano l'IMU come fossero degli immobili

Pubblicato su 31 Dicembre 2014 da cm in POLITICA

Il Medioevo Italiano si approfondisce e diventa sempre più "buio"...
Nessuna VERA Rinascita è possibile in un contesto sempre più FEUDALE nel quale ormai la realtà supera persino l'immaginazione ed i peggiori incubi...
Leggere per Credere.... 
da RC:

....confesso che leggendo non potevo crederci. 
Dunque.... siccome il governo Renzi vuole favorire l’industria italiana considera un immobile la “pressa” imbullonata al pavimento. Che volete che vi dica… 

........Nella legge di Stabilità passata in notturna (secondo l’epica vulgata per stroncare assalti alla diligenza ed ostruzionismi, in realtà per gli osceni casini di scrittura e copertura realizzati dall’esecutivo), è rimasta, precisandosi definitivamente, una norma che rappresenta una forma di patrimoniale sui beni d’impresa.
La Stabilità 2015 ha infatti dato forza di legge alla circolare del 2012 della Agenzia del Territorio 
in cui si stabiliva che tutti i macchinari industriali, imbullonati o meno al suolo
siano decisivi per la destinazione economica di una unità immobiliare
. 
In soldoni, ad ogni macchinario ed impianto, sia esso fisso o meno, presente entro un’immobile adibito ad attività produttiva, 
viene assegnata una rendita catastale 
ed in conseguenza di ciò si pagherà l’Imu anche sui beni strumentali allo svolgimento di attività produttiva
.
 

In altri termini.......................
viene resa definitiva, in forza di legge, la tassazione patrimoniale dei beni d’impresa.
Che dirà, ora, il presidente di Confindustria? Sempre disposto a promuovere entusiasticamente l’azione di questo governo di termiti gabelliere? 
Però, anche qui, non lamentatevi sempre: sono pur sempre stati rifinanziati i benefici della legge Sabatini bis, no? 
Certo, sono solo 12 milioni di euro ma c’è una leva spaventosa, credeteci. 
Soprattutto, una leva fiscale, perché quei fessi che dovessero comprare nuovi macchinari poi ci pagherebbero sopra una bella Imu. 
Abbiamo inventato il moto fiscale perpetuo!.......
Nota di "colore": il vice-Ministro all'economia giurò...
Morando: «Assurda l’Imu sui macchinari, toglieremo la tassa … 

Il VERO problema come sempre non è la Casta Criminogena che ci governa...
ma la maggioranza italiota che la legittima e che le permette di fare impunemente qualunque cosa.
Contando proprio sull'eterna impunità, "quelli lì" osano sempre di più e le regole del Lager Italiano diventano sempre più crudeli, inumane e distruttive.

Infatti davanti all'abominevole monstrum dell'IMU sui Macchinari avremo tre tipi di reazioni:
1. persone ed imprenditori dotati un minimo di raziocinio bestemmieranno in cinese per qualche giorno ma poi lasceranno passare anche questa incredibile gabella.
La maggior parte degli imprenditori italiani infine pagherà anche questa tassa criminogena e distruttiva, magari ipotecando il capannone o facendo debiti...e qualcuno magari vedrà come unica soluzione chiudere oppure suicidarsi. 
Uno 0,1% di imprenditori invece si sveglierà e troverà finalmente la forza di fuggire dal Lager Italiano e di delocalizzarsi altrove, senza trovare più scuse inerziali per rimanere qui a farsi massacrare.
(Capite meglio perché siamo a -25% di produzione industriale in pochi anni e ci avviamo ad un altro -3%? Capite meglio perché la disoccupazione "reale" sta sopra al 20% e quella Istat è al record storico?)
2. parte della maggioranza italiota (katto-komunista) approverà questa incredibile gabella perché tanto gli imprenditori sono tutti brutti&cattivi, ladri, evasori, attaccati ai soldi ed al profitto ...e poi sono i "padroni"...e poi hanno giù rubato a sufficienza per anni ed ora restituiscano il maltolto...
3. parte della maggioranza italiota manco verrà a sapere di questo ABOMINIO criminale...ma si berrà la versione ufficiale spacciata sui mass media di regime che venderà questa legge di stabilità come un qualcosa di rivoluzionario, come uno storico taglio di tasse & cazzate varie. 
In ogni caso, se anche la maggioranza italiota venisse a sapere, non gliene fregherebbe comunque una beata minkia...perché "tanto non tocca a me" ed "io speriamo che me la cavo"...
.....Intantoin attesa dell’aumento di accise in caso la Ue non accetti lo split payment sull’Iva pagata dalla pubblica amministrazione in luogo dei propri fornitori e del reverse charge nella grande distribuzione (quindi si potrà dare la colpa alla Ue, ganzo!)
....Al netto di tutte le clausole di salvaguardia in agguato e delle patrimoniali su attività produttive, dal lato macro noi siamo rimasti alla pressione fiscale del Def. 
Ricordate?

(Traduzione: in realtà ben che vada LE TASSE RIMANGONO INVARIATE e/o CONTINUERANNO AD AUMENTARE ... e non potrebbe essere altrimenti) 

La CASTA siamo NOI, magari non io, magari non tu...ma di certo tutti gli altri...
L'unica possibilità per l'Italia (come ripeto da tempo) 
sarebbe una profonda rivoluzione socio-economico-culturale
una profonda rivoluzione di MENTALITÀ
della quale se non ne vedono nemmeno vaghi cenni all'orizzonte...
anzi...tutto il contrario...
"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"
#NOHOPEFORTHISITALY
#ITALIALTROVE
#VIADIQUI

E visto che all'orizzonte non c'è nessun segnale di Rivoluzione di Mentalità 
il Medioevo Italiano continuerà ad approfondirsi
insieme al Declino Strutturale, multi-causale e di lungo periodo.

 
 
 

Se anche ci fosse un cenno di Ripresa...se la mangerebbero TUTTA i feudatari, vassalli, valvassori e vessatori vari...
Ed il popolo italiano
diviso&katto-komunista, concentrato solo sul proprio orticello 
tace, acconsente e subisce.
Notate qualche vaga somiglianza con le mitiche gabelle medioevali?
pedagico: tributo che si pagava per il passaggio in una strada; 
polveratico: tributo che si pagava per i lavori delle strade e per la polvere sollevata al passaggio nelle vie regie;  
rotatico: tributo pagato per il danno fatto dai carri alle vie pubbliche «rotabili»; 
pontatico: tributo pagato per il passaggio sui ponti;  
passaggio: tributo pagato dai passeggeri 
L'unica soluzione per cogliere eventuali opportunità
che può o che potrà offrire FallitaGlia sempre più Hard Discounted
sarà di farlo DA FUORI.
Mi spiace dirlo...ma questa è la Triste Verità.
Tratto da:http://www.ilgrandebluff.info
Medioevo Italiano: i macchinari industriali "ora" hanno una rendita catastale e pagano l'IMU come fossero degli immobili
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Ida Magli: "L'Europa è un continente inventato, è il trionfo della massoneria"

Pubblicato su 31 Dicembre 2014 da cm in POLITICA

Nel 2015 compirà 90 anni, gli ultimi 20 passati ad attaccare l'idea e la realizzazione dell'Europa unita. Lei è Ida Magli, la celebre antropologa che 17 anni fa, con il saggio Contro L'Europa, suscitò parecchio scalpore. Ora torna a ribadire le sue accuse in una lunga intervista concessa ad Italia Oggi. C'è chi considera la Maglia una Cassandra, chi invece - per mutuare un termine renziano - una sorta di gufo. Di sicuro, lei, le idee le ha chiare. Tempo fa la Magli chiedeva a gran voce lo stop all'unificazione, ma "oggi - spiega - è difficile. A causa dell'ignoranza tecnica dei politici che, mi creda, è brutale". Secondo l'antropologa, infatti, "c'è un'indifferenza a qualsiasi fatto che possa far ripensare a quello che hanno progettato. Sento citare di nuovo Romano Prodi", ossia "il responsabile del nostro ingresso nella moneta unica". E oggi, continua, "con l'euro siamo tutti più poveri".

Progetti sbagliati - La Magli, prima ancora che contro la moneta unica, puntava il dito contro il concetto di Europa unita "perché era un progetto sbagliato. L'Europa è giunta a essere quella che è per la storia delle varie nazioni che la compongono". E ancora: "Il punto è che non esiste un'idea di Europa. Guardi, ho fatto tante ricerche ma non ho mai trovato il delinearsi di un popolo europeo". L'unificazione, insomma, è stata un errore poiché "non era possibile farla se non perdendo tutte le ricchezze europee". La Magli prosegue: "Si pensa di poter fare l'unità così. Così come si è pensato di fare lo stesso con la moneta unica, dimenticando che la moneta è lo strumento di un popolo e non la si può imporre fuori dall'economia dei singoli Stati".

Massoneria - La Magli, quindi, nell'intervista ritorna su uno dei concetti che più le stanno a cuore, ossia l'idea che l'Europa unita altro non si che un progetto massonico. "Certo - rincara - e ora c'è un libro di un massoneGioele Magaldi, che lo conferma. L'ho letto e riletto". L'antropologa spiega: "La tesi è la seguente: la massoneria ha vinto, tutti i suoi progetti sono stati realizzati, ora esca allo scoperto e lavori con trasparenza". Una massoneria che per la Magli passa da Romano Prodi e fino ad arrivare a Matteo Renzi e alle sue riforme, imposte dall'Europa e che si rivelano un male per l'Italia: "Le faccio un esempio, tratto dalla Legge di stabilità: la depenalizzazione di alcuni reati". Per la Magli "si vuole l'imbarbarimento degli italiani, dei belgi, degli inglesi".

Pagelle ai politici - Nell'ultima parte della lunga intervista, dopo l'esplicita stroncatura del premier Renzi, l'antropologa anti-Europa unita dà le pagelle ai politici dell'Italia di oggi. Si parte da Silvio Berlusconi,che "vuole salvare se stesso e s'è messo a praticare le larghe intese, che sono la fine della democrazia". Quindi Beppe Grillo: "All'inizio ci contavo, e invece... Invece si barcamenta pure lui: oggi dice una cosa, domani un'altra. Ecco su di lui mi sono sbagliata". E Matteo Salvini? "Forse ha delle idee, forse. Ma ha anche una presunzione tale che realizzarle sarà difficile". Del tipo? "La conquista del Sud, l'uscita dall'euro. E poi di Salvini ho avuto la misura quando si è messo a nudo...".

Tratto da:http://www.liberoquotidiano.it

Ida Magli: "L'Europa è un continente inventato, è il trionfo della massoneria"
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Un regalo di Natale alle banche

Pubblicato su 31 Dicembre 2014 da cm in ECONOMIA

Approvate misure che proteggono gli istituti dai loro errori 

 di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi** *Sottosegretario all'Economia del governo Prodi **Economista  

Solitamente Babbo Natale porta i regali ai più piccoli. Ma quest'anno, forse anche lui un po' frastornato dalla valanga di messaggi di pubblicità o malignamente disinformato dall'onnipotente National Security Agency, ha fatto un bel regalo anche alle banche più grandi del pianeta. 

Il Congresso americano infatti ha approvato delle misure che proteggono le «too big to fail» in tutte le operazioni con derivati finanziari. 

È stato cancellato il cosiddetto «Emendamento 716» della legge di riforma finanziaria Dodd-Frank che, per taluni derivati, costringeva le banche ad operare attraverso delle sussidiarie.

Era un modo per evitare che i soldi dei depositi bancari venissero utilizzati in operazioni speculative. Poiché i succitati depositi utilizzati usufruivano delle garanzie della Federal Deposit Insurance Commission (Fdic), tutte le banche in crisi finora hanno goduto di generose operazioni di salvataggio con fondi pubblici da parte del governo, i cosiddetti «bail out». 

In realtà la legge Dodd-Frank, originariamente concepita proprio per proteggere i risparmiatori dopo gli sconquassi della crisi finanziaria globale del 2007-8, era già stata abbondantemente annacquata. Permetteva quindi l'utilizzo dei depositi per i derivati relativi alla protezione rispetto ai rischi sui prestiti concessi, alla volatilità dei tassi di interesse e ai crediti inesigibili. Di fatto tale protezione riguardava ben il 95% di tutti i derivati.

Perciò è d'obbligo porsi la domanda del perché vi sia «tanta animosità» per il rimanente 5%, pari a 14 trilioni di dollari in rapporto a un montante nominale complessivo di circa 280 trilioni. Ciò soprattutto in considerazione del fatto che, da tempo, le banche possono contare anche sulla copertura del cosiddetto «bail in», cioè sulla possibilità di attingere ai depositi, oltre che al capitale proprio, per coprire gli eventuali buchi provocati da operazioni finanziarie spericolate e da speculazioni andate male. 

La risposta, secondo noi, sta proprio in quel 5% di derivati esclusi che include i derivati sulle commodity, rilevanti sotto tutti i punti di vista. Come evidenziato in passato, le banche hanno penetrato i mercati delle materie prime, su cui esercitano una crescente influenza sicuramente destabilizzante. Oggi le banche americane sentono la necessità di garantirsi il «bail out» pubblico anche su questi segmenti di finanza speculativa in quanto i loro derivati, soprattutto quelli relativi al petrolio, rischiano di produrre grandissime perdite. Infatti, mentre per i tassi di interesse il comportamento della Federal Reserve è una variabile prevedibile, l'andamento del prezzo del petrolio negli ultimi mesi non lo è stato. Non è stato quindi coerente con la legge della domanda e dell'offerta. In breve tempo esso è sceso da 110 dollari al barile a circa 60 dollari. 

Vi è una chiara scelta politica sottesa alla volontà di inondare i mercati di petrolio e di continuare a produrne grandi quantità anche in situazioni di calo del prezzo assai vistoso. Normalmente non dovrebbe essere così, a meno che non vi siano forti di ragioni geopolitiche. 

Ora appare evidente la volontà di mettere in ginocchio finanziariamente la Russia e l'Iran, due grandi produttori di petrolio i cui bilanci dipendono non poco da tale risorsa. Però adesso le banche americane si trovano in pancia tanti prodotti derivati emessi in garanzia di aumenti del prezzo del petrolio oppure in rapporto a eventuali diminuzioni meno consistenti di quelle attuali. 

La banca forse più esposta è la JP Morgan Chase, tanto che ha mandato il suo chief executive a testimoniare al Congresso per la rimozione dell'emendamento citato. 

La cosa, in verità, è passata sotto silenzio, «seppellita» nella legge finanziaria americana del 2015 che tra l'altro approva anche la copertura di spesa del governo per 1.100 miliardi di dollari per evitare così nuovi shut down. 

Il voto delle leggi finanziarie spesso nasconde tra le migliaia di commi e di norme scelte e decisioni non giustificabili e non sostenibili. In verità il cosiddetto «assalto alla diligenza» accade anche da noi in sede di approvazione della Legge di Stabilità.

Speriamo che la scelta compiuta dal Congresso americano non venga imitata anche dall'Unione europea.

Tratto da:http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1949405&codiciTestate=1
Un regalo di Natale alle banche
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AUGURI

Pubblicato su 31 Dicembre 2014 da cm in IPHARRA

AUGURI
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Così abbiamo iscritto Benito Mussolini al Pd

Pubblicato su 30 Dicembre 2014 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in IPHARRA

L'iscrizione è valida per tutto il 2014 e probabilmente non la rinnoveremo. Il tutto ci è costato 15 euro. Cinque euro al giorno per la Renzi-experience. La password? Faccettanera

 
Di: Andrea Cuomo
 

Ai rom e ad altri malcapitati dem per forza. Gli eredi del Duce inorridiranno, ma per poco: è questione di tre giorni. L'iscrizione è valida per tutto il 2014 e probabilmente non la rinnoveremo. Il tutto ci è costato 15 euro. Cinque euro al giorno per la Renzi-experience . Ma che volete: la provocazione intellettuale non ha prezzo. Per tutto il resto c'è la carta di credito.

È quella - infatti - l'unica cosa vera della nostra iscrizione, che perfezioniamo in quattro minuti quattro sul sito del Pd, trovandoci alla fine democratici per interposta persona e sbigottiti perché inizialmente convinti che l'intelligenza digitale del più grande partito italiano prima o poi ci avrebbe posto davanti a qualche ostacolo insormontabile per noi burloni nemmeno troppo smanettoni. E invece niente. Tutto liscio. Al massimo un paio di captcha , quei codici alfanumerici leggermente distorti da ridigitare che servono semplicemente a dimostrare che alla tastiera c'è un essere in carne e ossa e non un «bot», ovvero un computer. E la moral suasion di un avvertenza: «Dichiaro che i dati inseriti sono autentici, completi (...) di non aver compiuto altre iscrizioni al Pd e sono consapevole che il conferimento di dati non conformi al vero o l'effettuazione di plurime iscrizioni verranno considerati alla stregua del rilascio di false dichiarazioni in scrittura privata, dando luogo alle relative responsabilità anche di natura penale». Ma i nostri dati sono autentici e completi, in fondo. E certo Mussolini non era già socio del Nazareno.

Per il resto, la procedura elettronica di iscrizione al Pd richiede poche informazioni: l'indicazione di una sezione (per il nostro scegliamo quella di Predappio, selezionandola da un menu a tendina che indica tutti i circoli sul territorio) e l'indicazione di un nome utente, di un nome e cognome, del sesso, di una data e di un comune di nascita. Digitiamo tutti i dati veri di Mussolini (Predappio, 29 luglio 1883) e da questi estraiamo con un semplice programma disponibile a tutti online un codice fiscale, che si limita a postdatare l'anno di nascita al 1983. Quindi ecco MSSBNT83L29H017H. Poi alcuni agili passaggi sulla residenza (piazza Venezia 1, Roma), l'indicazione di una carta d'identità per la quale mischiamo a caso i numeri della nostra, un paio di numeri di telefono inventati, la nostra mail (vera) per ricevere l'autenticazione. Che arriva rapidamente e, dopo un paio di passaggi, tra cui la modifica della password temporanea in una a nostra scelta (optiamo per: faccettanera ) ci consente di ultimare l'iscrizione con la scelta della cifra da versare (il minimo è 15 euro se non si vuole la tessera Gold), i dati della carta di credito e quelli per la fatturazione. Il sistema approva, ci invia una mail di conferma («Gentile Benito Mussolini, questa email ti viene inviata a seguito del completamento del tuo tesseramento online al Partito Democratico») e la tessera digitale temporanea che vedete riprodotta a fianco, con tanto di numero di serie (99982014|15605173) e in alto a destra la firma del segretario nazionale. Cioè Matteo Renzi.

Finito? Finito. Così facile? Così facile. Iscriversi alla «più grande forza riformista del Paese», come recita il sito, è più o meno come acquistare un paio di mocassini in saldo su Zalando . L'unica differenza è che in questo caso le scarpe si fanno al Pd.

Tratto da:http://www.ilgiornale.it

Così abbiamo iscritto Benito Mussolini al Pd
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PRIMO MINISTRO GRECO: “E’ MEGLIO PER IL PAESE” ABOLIRE LA DEMOCRAZIA

Pubblicato su 30 Dicembre 2014 da cm in EUROPA

Zero Hedge commenta un’esemplare intervista a Samaras: sfruttando l’urgenza della  crisi e la paura del caos che incombe i burocrati dell’élite europea rilasciano con impudenza dichiarazioni gravissime in cui disconoscono il valore del metodo democratico. Succede in Grecia, ma succede anche da noi, ed è importante sottolinearlo, perché non riconosciamo altro accettabile metodo di governo che non sia quello di dare voce al popolo. 

di Tyler Durden, 27 Dicembre 2014

Durante una “intervista” alla TV di stato che è stata rilanciata tante volte come una vera e propria propaganda allarmista in vista del ‘voto di fiducia’ finale di lunedì, il primo ministro greco Samaras si è scatenato nella serie di commenti più insani e disgustosi di cui sia mai stato capace.

20141227_greece

 

“Non è questione di ciò che sia bene per me o per Nuova Democrazia. E’ meglio per il paese che non ci siano elezioni anticipate.”

Traduzione: non avete bisogno di nessuna fetente democrazia, abbiate fiducia in noi – i vostri governanti benevoli – perché noi faremo ciò che è meglio per il popolo greco.

* LE ELEZIONI ANTICIPATE GETTERANNO LA GRECIA NEL CAOS, DICE SAMARAS (e la BCE)

* SAMARAS: IL PIU’ GRANDE PROBLEMA DELLA GRECIA E’ L’INCERTEZZA POLITICA: (lasciate perdere la disoccupazione giovanile, la povertà, e i tassi di suicidio, e l’emigrazione giovanile alle stelle)

* SAMARAS DICE CHE QUESTO E’ IL MOMENTO DI LASCIAR LAVORARE IL PARLAMENTO (ignorate le grida di dolore del popolo, votate per i burocrati dell’Unione Europea)

E con il partito greco (anti-UE) Syriza ora in vantaggio di 2.5 punti percentuali negli ultimi sondaggi, non c’è da stupirsi che Samaras stia tirando fuori le minacce sul “caos” che ne seguirebbe. “Il popolo greco non vuole le elezioni”, rimprovera. Per “popolo greco”, si suppone che egli intenda i “burocrati europei non eletti”.

Tratto da:http://vocidallestero.it

PRIMO MINISTRO GRECO: “E’ MEGLIO PER IL PAESE” ABOLIRE LA DEMOCRAZIA
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