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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

PERCHE' LE TASSE NON SONO DOVUTE

Pubblicato su 30 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Stiamo mettendo in cantiere delle iniziative volte ad un RIEQUILIBRIO FISCALE.

Nei prossimi giorni vi daremo tutte le informazioni operative.

Intanto consigliamo vivamente la lettura di questo libro di Paolo Maleddu, " Perché le tasse non sono dovute", che , se interessati, potete chiedere direttamente all'autore:

paolo.maleddu@libero.it

Costo 10 euro + spese spedizione

PERCHE' LE TASSE NON SONO DOVUTE
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ORFANI DI SINISTRA.

Pubblicato su 30 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

“In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.” (Ennio Flaiano)

Quella che segue è una disordinata ricostruzione di alcuni degli eventi tragicomicamente scandalosi che hanno contraddistinto la sinistra italiana negli ultimi 20 anni.

Il patto D’Alema-Berlusconi.
Ha fatto discutere il ritratto di Massimo D’Alema tracciato da Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. In una lettera ha messo nero su bianco che fu proprio l’attuale esponente del Pd a rassicurare Silvio Berlusconi, nel 1994, circa il fatto che il suo impero mediatico non sarebbe stato toccato.

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Il discorso di Violante. ( vedi video- ndr )
Come non ricordare Luciano Violante nel febbraio 2002, quando disse, nello stupore del Paese: “L’on Berlusconi sa per certo che gli è stata data garanzia piena nel 1994 che non sarebbero state toccate le televisioni. Voi ci avete accusato, nonostante non avessimo fatto la legge sul conflitto di interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni’.

 

E ciò in violazione della legge 30 marzo 1957, ignorando l’appello di Giorgio Bocca, Paolo Sylos Labini e Giuseppe Laterza. Non c’era stata ignoranza ma un consapevole patto scellerato tra D’Alema e il suo amico di Arcore. Un regime nato e cresciuto sui rapporti con la mafia stragista, sui servizi deviati alleati della mafia, sui poteri occulti, sulle ingiustizie sociali, sui potentati economici, sulla umiliazione della scuola pubblica e dell’Università.

Fassino e la banca.
C’è anche il mondo delle coop rosse nella celebre inchiesta sulla tentata scalata, dell’Unipol, all’epoca – siamo nel 2005 – in mano a Giovanni Consorte, alla Bnl. Il caso, noto per la telefonata in cui l’allora leader Ds Piero Fassino chiedeva a Consorte: «Abbiamo una banca?», vide il coinvolgimento anche dell’ex numero 1 di Bankitalia Antonio Fazio e del mondo cooperativo. Il caso è stato anche al centro di una complessa vicenda giudiziaria. Furono condannati in via definitiva per insider trading Consorte e il suo braccio destro Ivano Sacchetti. Tutti assolti invece, nell’appello bis, dall’accusa di aggiotaggio.

Le intercettazioni distrutte da Giorgio Napolitano.
Dopo la sua rielezione al Quirinale, Giorgio Napolitano ha visto anche la chiusura della storia delle intercettazioni del Colle con l’ex ministro Nicola Mancino, registrate nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Tutte le conversazioni sono state, infatti, distrutte dal gip di Palermo, Riccardo Ricciardi.

Lo scandalo Monte dei Paschi di Siena.
Quello del Monte dei Paschi di Siena è il “più grande scandalo della sinistra italiana”, paragonabile all’affare della Banca Romana che a fine Ottocento coinvolse direttamente la Sinistra Storica di allora, portando alle dimissioni del capo del governo Giovanni Giolitti (che pure aveva promosso la commissione d’inchiesta: accusato quindi di aver voluto insabbiare le responsabilità). Pier Luigi Bersani minacciò di “sbranare” chiunque accostasse il Pd al Mps. Una reazione scomposta che gli ha fatto perdere consensi ma che soprattutto si è scontrata con la tragica evidenza dei fatti:
1) L’azionista di controllo del Mps è la Fondazione, detta “deputazione generale”, le cui 16 poltrone sono indicate rispettivamente da Comune (otto), Province (cinque), Regione (una). Tutte istituzioni da sempre controllate dal Pci-Pds-Ds-Pd. Le altre due poltrone sono indicate dall’Università e dalla Diocesi.
2) La Fondazione ha il 37,56 % del capitale Mps che corrisponde esattamente al 37,56 del capitale votante: è la grande anomalia tra tutte le fondazioni bancarie italiane.
3) Che cosa dice infatti la legge del 1999 sulle fondazioni firmata Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi? Che esse “devono operare nel mondo del non-profit, pur potendo conservare una vocazione economica ma senza fini di lucro”. Ed individua con precisioni gli ambiti di intervento.

La telefonata di Fabrizio Barca e l’affaire De Benedetti. ( vedi video-ndr )
Oggetto della confessione: il rifiuto all’incarico di capo dell’Economia da parte dell’ex ministro del governo Monti che lamenta pressioni continue da Carlo De Benedetti. “Ho parlato con Graziano (Del Rio, ndr) – rivela – e pensavo di averla stoppata 48 ore fa questa cosa. Poi è iniziata la sarabanda del patron della Repubblica”. Quale? “Un forcing diretto di sms, attraverso un suo giornalista, con una cosa che hanno lanciato sul sito ‘chi vorresti come ministro dell’Economia’ dove ho metà dei consensi”. L’esponente del Pd rincara: “Sono colpito dall’insistenza, il segno della loro confusione e disperazione… e poi in tutto questo ovviamente io dovrei essere quello tuo… e ovviamente c’è pure la copertura a sinistra… sono fuori, sono fuori, sono fuori di testa”.
 

Il patto del nazareno Berlusconi-Renzi.
Con il termine Patto del Nazareno si indica l’accordo politico siglato tra il premier Matteo Renzi e Silvio Berlusconi il 18 gennaio 2014 con gli obiettivi di procedere a una serie di riforme costituzionali fra cui la riforma del titolo V della costituzione, con l’eliminazione dei rimborsi ai gruppi consiliari regionali, la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie senza elezione diretta dei senatori e la riforma della legge elettorale, la riforma dell’articolo 18, la riforma del mercato del lavoro.

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Quante altre volte la sinistra italiana, che in troppi continuano ad identificare nel Partito Democratico, dovrà lacerare il cuore del suo elettorato?
Dalla “questione morale” alla presunta superiorità morale il passo è breve.
Si può essere di sinistra (ma è ancora definibile sinistra questa? Ndr), essere convinti di stare nel giusto, ma continuare TRAGICAMENTE a sbagliare.
Di tutti i motivi per i quali vorrei vedere un politico piangere il calo delle tessere è sicuramente il più disgustoso. C’è una crisi economica indotta che non ha precedenti dal 1945, ci sono persone che perdono il lavoro, CI SONO PERSONE CHE SI SUICIDANO CRISTODDIO…

E c’è chi ha il coraggio di piangere in tv per il calo dei tesserati. 

Perdonali Signore perché non sanno quello che fanno…
O forse si?

Tratto da:http://kappadipicche.com/

 

ORFANI DI SINISTRA.
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Ogm: i semi killer della Monsanto dietro l’ondata di suicidi di contadini in India

Pubblicato su 30 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECOLOGIA

Secondo l'attivista Jeffrey Smith il suicidio è collegato al fallimento delle colture di cotone Bt


In India ogni trenta minuti un contadino si suicida. Ad essere incriminata è la multinazionale Monsanto, la fornitrice di prodotti chimici, che persuade gli agricoltori indiani a comprare sementi da organismi geneticamente modificati (OGM) per espandere ulteriormente queste colture in tutto il mondo. La stima è impressionante come il fatto che nel giro di 16 anni, più di un quarto di milione di contadini si è tolto la vita  per la disperazione di non poter sostenere le proprie famiglie, riferisce il Centro per i diritti umani e la giustizia globale (CHRGJ). E una delle possibili cause di questi alti tassi di suicidio è proprio l'arrivo delle colture geneticamente modificate in India, avverte l'attivista Jeffrey Smith in un'intervista a RT.




Secondo l'attivista, gli agricoltori indiani si suicidano a causa del fallimento delle colture geneticamente modificate. Una ricerca indipendente conferma che "circa l'85% delle famiglie degli agricoltori in cui si è avuto il suicidio è collegato direttamente al fallimento del cotone Bt e approssimativamente un altro 10% si lega indirettamente al fallimento dello stesso", spiega Smith.

Il cotone geneticamente modificato causa una serie di problemi: non germoglia, ha una performance peggiore, stimola la putrefazione della radice, la deformazione delle foglie o l’infestazione da cocciniglie. La qualità del cotone inoltre può essere minore o può richiedere più lavoro per raccogliere le piante. Gli agricoltori si lamentano anche del prurito e di eruzioni cutanee quando toccano il cotone e, a volte, quando il bestiame pascola sulle piante di cotone dopo la raccolta si registrano morti tra bufali, capre e pecore.

Smith ha anche rivelato la strategia con la quale la Monsanto spinge gli agricoltori indiani a comprare i suoi semi OGM: realizzare le prove sul campo in condizioni ideali, con irrigazione. Senza di queste, i semi non sono così buoni. Inoltre, la società ha gonfiato le statistiche per dimostrare che questi semi sono garanzia di prosperità, racconta l'attivista.



Smith scorge l'obiettivo della società che è quello di usare l'India, che ha una delle più grandi concentrazioni di contadini in tutto il mondo, perché sia una fonte di reddito per i suoi  semi, utilizzandola così per introdurre molte altre varietà di colture geneticamente modificate che potrebbero, a partire da quel momento, diffondersi in tutto il mondo. "
"Vogliono contaminare il mondo con colture geneticamente modificate in modo che nessuno possa competere con i prodotti non modificati geneticamente puri", ha concluso.

 
Tratto da:http://www.lantidiplomatico.it
Ogm: i semi killer della Monsanto dietro l’ondata di suicidi di contadini in India
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VALDO VACCARO SU ACIDITA' E PH

Pubblicato su 30 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in MEDICINA ALTERNATIVA

(...) Rivediamo i concetti di pH e di acidità

 

Esiste però anche, da parte tua, una certa confusione sul concetto di acidità, che vorrei chiarire per l’ennesima volta, onde evitare che persistano troppi equivoci. Non si può parlare di pH in senso generale, perché esso varia a seconda delle diverse zone del corpo umano.

 

Il significato di acido ed alcalino

 

Alcalino significa sostanza mite e basica, cioè sostanza che entra nelle reazioni accettando il protone dagli acidi, neutralizzandoli. Sono fortemente alcalini gli ossidi, gli idrossidi (OH) di sodio-potassio-calcio-bario-magnesio, e gli acidi deboli (acido salicilico, ammoniaca, carboidrati, borati). 
Acido sta invece per sostanza acre capace di cedere uno o più ioni di idrogeno H+, combinandosi con basi o metalli (formando dei sali, con sostituzione parziale o totale dell’idrogeno) e combinandosi con gli alcoli (originando acidi grassi, grassi palmitici-stearici-oleici che combinati con la glicerina formano i gliceridi, componenti fondamentali dei grassi e degli oli).
Gli alcoli sono poi sostanze organiche composte da carbonio, idrogeno e ossigeno, caratterizzate pertanto dalla formula chimica CH-OH.

 

I diversi livelli di pH nel corpo umano

 

Per il sangue, il pH deve essere leggermente alcalino, cioè compreso tra 7.30-7.50 (sulla scala alcalina, che va dal punto zero di massima acidità al 14 di massima alcalinità, passando per il 7.00 di perfetta posizione neutra, che è quella dell’acqua pura e distillata). 

Ma per lo stomaco si va su livelli molto acidi, con pH 2.00-3.50, dove più basso è il pH e più acido e siliceo è l’ambiente, per cui sul livello pH 1.00-2.00 si corrode lo strato mucoso e il tessuto stesso, finendo in situazioni di ulcera gastrica.

 Per l’intestino tenue andiamo invece su posizioni più alcaline, col pH a 8.00.

 

Sangue alcalino e stomaco acido, formula standard di un corpo umano funzionante

 

Per la mucosa vaginale si parla di acidità a livello pH 3.50. Per l’urina la quota è variabile intorno a un pH 6.00-8.00. Per la cute si parla di pH 5.50. È evidente comunque che la formula della salute dell’uomo, essere vegano-fruttariano per disegno creativo, implica un sangue leggermente alcalino (non acido come nel caso degli animali carnivori), e un ambiente digestivo acido ma non super-acido (abbiamo infatti, nel nostro stomaco, 10 volte meno acido cloridrico degli animali carnivori).

 

Cos’è che acidifica e rovina il corpo?
Dobbiamo tener presente un fatto molto spesso incompreso ed equivocato. Proteine, grassi e carboidrati complessi (amidi), benché tutti alcalini in origine, rilasciano a fine-ciclo scorie acide che vanno ad acidificare il sangue.

Al contrario, gli zuccheri semplici e vivi della frutta, più o meno acidognoli in partenza, producono scorie alcaline, e quindi alcalinizzano il sangue.
Il ruolo-chiave del sistema renale
Le scorie acide rappresentano un problema nel corpo umano e costringono i reni ad eliminarle in continuazione. I reni hanno un ruolo-chiave nell’equilibrio acido-basico tramite il riassorbimento tubulare di bicarbonati e l’escrezione di ioni di idrogeno (vedi tesina Stop all’insufficienza renale, del 21/12/10). Con la riduzione della GFR (glomelural filtration rate, o velocità di filtrazione glomerulare), a causa dell’intasamento biochimico degli ultramicroscopici setacci chiamati glomeruli (vedi minerali inorganici da cibi cotti, e vedi azotemia da cibi carnei), si instaura nel corpo una progressiva acidosi metabolica. Sopravviene infatti una riduzione di clearance (escrezione) di creatinina e di urea, con aumento di acido urico, di potassio-fosforo-sodio e diminuzione di calcio.
Quali sono le conseguenze di una mal-contrastata acidificazione?
Se i reni sono sovraccaricati, o sono depotenziati da insufficienza renale, e se anche il secondo rene che è la pelle non è in grado di comportarsi da valido partner eliminativo, i filtri non riescono a starci dietro e le scorie acide si accumulano nei tessuti provocando malanni a catena: 
1) Il fastidioso bruciore allo stomaco, 
2) Calcoli renali e calcoli alla cistifellea,
 3) Osteoporosi, 
4) Cellulite, 
5) Invecchiamento pelle,
6) Squilibri ormonali, 
7) Dermatiti,
 8) Vitiligine, 
9) Stanchezza cronica, 
10) Alitosi, 
11) Radicali liberi.
Il paradosso dell’acido che alcalinizza e del basico che acidifica
Come già detto, i cibi più alcalini e a segno positivo in partenza sono alla fine quelli più acidificanti, come possiamo notare dalla tabella seguente. Questa tabella indica la capacità alcalinizzante (-) per 100 g di alimento, e la capacità acidificante (+) per 100 g di alimento. Per evitare l’acidosi, la somma tra cibi acidificanti e cibi alcalinizzanti deve parificarsi, cioè tendere allo zero.
Notare come la sostanza più acidificante del pianeta sia il formaggio grana
Salta all’occhio come il formaggio grana, così caro alla gente, sia di gran lunga il cibo più squilibrato ed insidioso del pianeta. Da notare come cole, bevande gassate, caffè, latte pastorizzato, burro, margarina, zucchero, marmellata, vino, caffè, miele, gelati, stiano tutti su posizioni non lontane dallo zero, equilibrati cioè in termini di pH, ma ugualmente dannosi in termini salutistici generali.
Tabella delle capacità alcalinizzanti (-) e acidificanti (+) dei cibi più comuni, per 100 g di alimento
formaggio grana +34,2, formaggio latteria +19,2, carne in scatola +13,2,  pollo + 8,7, salumi +11,6, trota bollita +10,8,  tacchino +9,9, merluzzo +7,1, vitello +9,0, uovo +8,2, maiale +7,9, mirtillo e frutti di bosco - 6,5, banane - 5,5, zucchine - 4,6, patate e carciofi - 4,0, piselli e pomodori -3,1, noci + 6,8,             nocciole - 2,8, fiocchi di avena + 10,4, paste alimentari + 6,0, limoni -2,5, spinaci -14,0, mele -2,2, pesche -2,4, succo d'uva di fresca spremuta -21,0.
Il problema non sta nello stomaco acido, ma negli alimenti acidificanti, cosa ben diversa
Venendo dunque all’acidità dello stomaco che tu tendi a demonizzare, trattasi in genere di acidità normale e costituzionale, e comunque inferiore di 10 volte (in termini quantitativi di acido cloridrico) a quella degli animali carnivori, per cui non siamo attrezzati a disgregare la coriacea buccia che avvolge le proteine animali, per cui esse trovano nel corpo umano una digestione sempre difficoltosa e complicata, lasciando residui e scorie proteiche che causano effetti perversi come putrefazioni e putro-fermentazioni. Anche l’idea che la frutta passi indisturbata lo stomaco grazie alla sua acidità non è affatto realistica, visto che, se lo stomaco è libero, essa lo attraversa rapidamente e si autodigerisce (grazie ai suoi stessi food-enzymes) in zona duodeno, lasciando alla fine preziose scorie alcaline che alcalinizzano il sangue.
Il solito ricorso al riposo fisiologico detossificante
Chi è afflitto da celiachia o comunque da annosi problemi di stomaco, è opportuno che accetti alcuni giorni di digiuno totale ad acqua (3 giorni almeno), per far sparire tutti i maggiori disturbi gastrici ed intestinali in atto. Seguiranno due giorni a centrifugati di carote-sedani-ananas-zenzero, o bietole-topinambur-zenzero-mele.
Eventuale ricorso a una dieta transitoria di preparazione al crudo e alla fibra naturale
La ripresa nutritiva vera e propria potrebbe richiedere una temporanea rinuncia a cibi crudi e ricchi di fibra, come la fibra delle cicorie, delle lattughe, del sedano, dei legumi, delle mele, dei cereali e dei semi. Le fibre naturali sono preziose, ma possono risultare irritanti in questa fase delicata.
In questi casi si può inserire una settimana interlocutoria, a base di zuppe vegetali, seguite da banane schiacciate, purè di patate, salsa di mele (ovviamente non zuccherata), pere tenere, e succhi freschi di frutta e di vegetali.
Non è lo stomaco acido il colpevole, ma le porcherie che consumiamo
Le acidità e i bruciori di stomaco non sono comunque effetto dell’eccessiva secrezione acida della mucosa stomacale, come afferma la medicina, bensì dell’acidificazione apportata dagli alimenti acido-formanti o acidificanti. L’eccessiva acidità, avvertita con chiarezza nello stomaco, dà una sgradevole sensazione di bruciore che è già indizio di ulcera gastrica. La causa principale di tutte le affezioni gastriche va cercata nell’alimentazione innaturale ed irrazionale, che sottopone l’apparato digerente a sforzi laboriosi, irritando e congestionando le pareti di stomaco e intestini, causando così surriscaldamento e febbre interna.
Sessanta tonnellate di cibo e 21 mila animali morti, bottino di una vita malandata
È calcolato che, nell’arco di una vita media, passino nel tubo gastrointestinale 60 tonnellate di cibo.
Se poi parliamo di un cittadino americano medio, si calcola che siano 21000 gli animali morti che passano indecentemente attraverso le sue viscere. Un intero cimitero cittadino nel ventre, nella bocca, nei liquidi e nell’anima di una persona. Cose davvero incredibili, mostruose, raccapriccianti all’inverosimile.
Un disastro per il corpo e per l’anima
Un’offesa infinita ai 4,5 milioni di villi e alle 150 stazioni linfonodali del suo intestino, ai 250-600 metri quadri di superficie tennistica del suo apparato assimilativo e al suo intero sistema immunitario.
Un orrendo insulto agli entusiasmi e alla freschezza del timo, alla melatonina e alla vitalità della ghiandola pineale, ai neuroni del cervello, oltre che al materiale etereo ed impalpabile dell’anima.
Non per fare battute lugubri o malauguranti, ma c’è addirittura di che sorprendersi che cancro e cardiopatie facciano defungere in anticipo soltanto una persona su due nell’America della Smithfield e della McDonald’s, e una persona su tre nell’Europa della Cremonini e della Simmenthal che la segue a ruota.
Ci sono stomaci disastrati ed intestini inguardabili
Anche l’eccessivo lavoro intellettuale, la mancanza di aria pura, la scarsità di esercizio fisico, le varie tensioni, paure, stress della vita contemporanea, sono fattori causanti di dispepsia acida. La frutta cruda, l’insalata e le mandorle dolci sono gli alimenti più indicati per questi infermi, scrive Lezaeta. Ma esistono stomaci talmente degenerati da non tollerare nemmeno tale dieta. In quel caso, diventa indispensabile l’applicazione notturna del cataplasma di fango freddo sul ventre.
L’importanza delle radici, dell’inulina, ovvero dei FOS
Non dimenticarsi dei frutti oligo-saccaridi o FOS, fibre solubili presenti in diversi frutti, verdure e piante allo stato naturale crudo, che non nutrono il nostro corpo ma la flora batterica amica. Ne traggono diretto beneficio i sofferenti di gas intestinali, che si ritrovano con ridotte fermentazioni e con scomparsa del ventre gonfio, grazie ai Bifidobatteri, ai Lactobacilli, e alle altre centinaia di batteri simbiotici e saprofiti. La fonte più nota di FOS è l’inulina, polisaccaride analogo all’amido, contenuto nei tuberi e nelle radici di molte piante, come le cicorie, le lattughe, la cipolla, il porro, l’aglio, i ravanelli, le rape, i carciofi, gli asparagi, la fitolacca, il tarassaco e il topinambur. In Friuli c’è, non a caso, un’autentica venerazione per il ledrèc cul poc, ovvero per il radicchio raccolto con un pezzetto di radice addosso.
Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo
tratto da :  http://valdovaccaro.blogspot.it/2011/01/equilibrio-ph-vitalita-fruttariana-e.html
Tratto da:http://saluteolistica.blogspot.it
VALDO VACCARO SU ACIDITA' E PH
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#PASSODOPOPASSO #STATESERENI #LAVOLTABUONA, VERSO LA BANCAROTTA

Pubblicato su 30 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Quello che avete appena letto è ciò che Matteo Renzi scriveva su twitter appena un mese fa , celebrando l'apparente miglioramento del mercato del lavoro nel mese di settembre:
 

Questo, invece, è ciò che dice l'Istat a proposito dei dati sulla disoccupazione e sull'occupazione nel mese di ottobre: mese in cui, evidentemente, si sono corretti "fenomeni statistici" del mese di settembre, che avevano restituito un tasso di occupazione "lievemente" distorto e comunque smentito nel mese di ottobre. 

 

Insomma, una vera  CATASTROFE:
A ottobre 2014 gli occupati sono 22 milioni 374 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-55 mila) e sostanzialmente stabili su base annua.
Il tasso di occupazione, pari al 55,6%, diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali mentre aumenta di 0,1 punti rispetto a dodici mesi prima.
Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 410 mila, aumenta del 2,7% rispetto al mese precedente (+90 mila) e del 9,2% su base annua (+286 mila).
Il tasso di disoccupazione è pari al 13,2%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,0 punti nei dodici mesi.

I disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 708 mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all'11,9%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,7 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, è pari al 43,3%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,9 punti nel confronto tendenziale.
Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente (-32 mila) e del 2,5% rispetto a dodici mesi prima (-365 mila). Il tasso di inattività si attesta al 35,7%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,8 punti su base annua.
Tratto da:http://www.vincitorievinti.com
#PASSODOPOPASSO #STATESERENI #LAVOLTABUONA, VERSO LA BANCAROTTA
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UN COMUNE IN ATTIVO? SI PUO’!

Pubblicato su 30 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Questa fondamentale intervista girata da Salvo Mandarà a Loris Mazzorato, primo cittadino del comune trevigiano che ha fatto notizia perché nell’Italia dello sfascio e dissesto economico ha incarnato quello che potrebbe, anzi dovrebbe essere la norma, dimostra che una gestione municipale virtuosa, efficiente, a tutto vantaggio dei cittadini È MATERIALMENTE POSSIBILE FARLA.

Con buona pace di tutti quei mascalzoni che sostengono che solo tagliando a piene mani è possibile rientrare nei costi sostenibili per le istituzioni pubbliche.

Un comune che risana i propri conti i soli quattro anni, va in attivo di bilancio e non può spendere i soldi accumulati virtuosamente per il perfido meccanismo della legge di Stabilità.

Ascoltatela questa intervista, e notate la differenza tra le parole di Mazzorato e le untuose mistificazioni dei politicanti dell’attuale serraglio televisivo.

E poi guardate al vostro sindaco… nella maggior parte dei casi vi sembrerà un poveraccio.

Jervé

Tratto da:http://www.iconicon.it

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Una tassa per gli ucraini che lavorano o risiedono all'estero

Pubblicato su 30 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Non ci sono parole per commentare l'ultima follia del governo ucraino. Un governo in mano ad un gruppo di tecnocrati senza scrupoli manipolati dagli Stati Uniti.

Da gente come questa non ci si poteva certo aspettare nuove iniziative positive.

Infatti questi qua hanno in mente di introdurre una tassa straordinaria sui cittadini ucraini che lavorano e/o risiedono all’estero.

Gli importi sono questi:

- 500$ al mese per chi lavora e risiede in Russia

- da 200$ a 700$ per chi lavora e risiedi in Europa

Tutti i cittadini ucraini saranno controllati dall'autorità fiscale e se risulterà che lavorano o risiedono in un'altra nazione saranno soggetti al pagamento della tassa.

The tax will be collected from those unable to officially confirm their presence in Ukraine in the event that the fiscal authority receives information about a person’s probable absence for more than 2 months from his place of residence. 

Questa iniziativa dell'Ucraina è inquietante e molto pericolosa perché potrebbe fungere come 'esempio da seguire' per altri paesi europei. Un'ottima idea per impoverire ulteriormente tutti quei cittadini che, nella peggior delle ipotesi, sono magari costretti ad andare via dalla propria nazione per motivi di lavoro. Pure quelli che decidono di spostarsi in un'altra nazione per studio o per altri motivi verrebbero penalizzati.

Rendiamoci conto:

“sei senza lavoro ed emigri per sopravvivere, ma devi dare una tangente al tuo paese che ti ha messo sulla strada".

Come vi sembra l'idea?

Una cosa è certa: per non avere problemi, non bisogna possedere più nulla (di registrato) nella proprio nazione di origine e inoltre bisogna abituarsi all'idea che quando si decide di lasciare il proprio paese bisogna fare il biglietto di sola andata.

Autore: Edoardo Capuano / Articolo originale: en.ukraina.ru

Tratto da:http://www.ecplanet.com

Una tassa per gli ucraini che lavorano o risiedono all'estero
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IL FMI INSISTE: “ITALIA SENZA FUTURO, BISOGNA TAGLIARE LE PENSIONI”

Pubblicato su 30 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA, ECONOMIA

Durante la presentazione del rapporto del Fmi sul nostro paese l’organizzazione statunitense è tornata alla carica chiedendo all’Italia di tagliare la spesa previdenziale per abbattere i costi del Paese.

Il direttore esecutivo del FMI, Andrea Montanino nel presentare il rapporto sul nostro Paese ha detto: “L’Italia, nelle condizioni attuali, non è un Paese per cui si possa assicurare un futuro radioso, o quantomeno sereno. La crescita potenziale dell’Italia di fatto crolla per gli anni futuri, siamo inchiodati allo 0,5%”. Il Fmi nel suo report ha stimato che la crescita dell’Italia sarà dello 0,2, a fronte dello 0,3 previsto nel precedente rapporto. Inoltre Montanino ha ricordato come il private equity (investimenti in società no quotate da parte di fondi specializzati) sia molto più sviluppato negli Usa e che l’Europa è troppo “bancocentrica” e se questo bisogna fare di più perché “le banche italiane hanno fatto progressi nel rafforzare i bilanci, ma devono affrontare sfide e venti contrari ciclici” e devono quindi “essere pronte a soddisfare la domanda quando l’economia si riprenderà”.

Il fondo monetario internazionale già nello scorso Settembre aveva esortato l’Italia a intervenire anche in modo abbastanza drastico sul bilancio pubblico affrontando una riduzione delle pensioni e del sistema sanitario. Come affermato da Kennet Kang, capo missione dell’istituzione guidata da Lagarde, “la spesa pensionistica è troppo alta e un taglio della spesa pubblica deve passare per un taglio della spesa previdenziale”.

Inoltre Kang ha ribadito come il piano di riforme per l’Italia è “audace e ambizioso, ma bisogna agire in fretta per implementarlo” dato che “ il debito pubblico è sostenibile, ma il Paese resta vulnerabile sui mercati”. Ecco perché “bisogna ridurre le tasse sul lavoro, fare investimenti pubblici e rendere la revisione della spesa parte integrante del budget”.

Inoltre il Fmi ha presentato anche un rapporto più completo che affronta il problema della crescita in Europa. “L’evidenza dimostra che l’aumento dell’età pensionabile non necessariamente porta a un aumento della partecipazione della forza lavoro” e quindi si vorrebbero inserire manovre che potrebbero “includere regole per il pensionamento anticipato, razionalizzando i benefici, e l’adozione di altri incentivi finanziari, insieme però a politiche che aumentino la domanda per coloro che intendono posticipare il pensionamento”. Anche se poi queste manovre dovrebbero essere accompagnate da riforme serie per i giovani, per i quali il problema del lavoro resta sempre di una gravità assoluta.

Tratto da:http://www.euroscettico.com
IL FMI INSISTE: “ITALIA SENZA FUTURO, BISOGNA TAGLIARE LE PENSIONI”
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BAGNAI: PERCHÉ COMBATTERE L’AUSTERITÀ MANTENENDO L’EURO NON E’ UNA STRATEGIA PERCORRIBILE

Pubblicato su 29 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Rilanciamo un brano dell’intervista al prof. Bagnai di Alessandro Bianchi dell’Antidiplomatico, già pubblicata da Vocidallestero, la cui comprensione risulta fondamentale: è possibile fare politiche di opposizione all’austerità restando nell’euro? La spiegazione di Bagnai del perché questo sia solo una pericolosa illusione è precisa e chiara.

 

di Alessandro Bianchi,  5 febbraio 2014

– Professore veniamo al dibattito sull’euro. Le tralascio di ripetere tutte le ragioni per cui la moneta unica sia economicamente insostenibile, che illustra ampiamente con la sua opera di divulgazione giornaliera. Mi soffermerei sul fatto che un numero crescente di commentatori, critici dell’attuale architettura istituzionale europea, ha iniziato a chiedere con sempre più insistenza che i paesi dell’Europa meridionale, prima di forzare una dissoluzione della zona euro, formino un cartello e costringano i paesi del Nord ad i cambiamenti necessari. Cosa risponde loro ed è una strategia davvero percorribile oggi?

Con il massimo rispetto o sono incompetenti o sono ipocriti. Insomma: o non conoscono la storia monetaria recente o hanno delle rendite di posizione da difendere. In questo momento dare la colpa di quello che sta succedendo all’austerità e quindi alle regole fiscali, ma non all’euro, significa prendere due piccioni con una fava: perché da un lato assumi una posizione critica, simil-keyenesiana, e quindi fai finta di essere di sinistra, “rivoluzionario”, ma, dall’altro, non tocchi il nocciolo del problema che è la rigidità dell’euro, uno strumento creato per facilitare la libera circolazione del capitale e quindi per dare a quest’ultimo l’ennesimo vantaggio sul lavoro. Ed in questo modo difendi un progetto che è intrinsecamente di destra neoliberale. Quindi, agendo così, personaggi di questo tipo si mettono in salvo in entrambi gli scenari possibili, dove potranno conservare la propria nicchia di potere. Questo è il motivo che li spinge a mentire rispetto ad una serie di evidenze.

In primo luogo, parlare di coercizione politica o di minaccia da parte dei paesi del sud rispetto ai paesi del nord è una cosa totalmente assurda: intanto, anche se uniti, i primi sarebbero sempre in una posizione di estrema debolezza; inoltre, esortare ad un atteggiamento di minaccia, in una fase di tensioni politiche così forti, è una cosa totalmente irrazionale, che rischia di fomentare dei veri e propri conflitti intra-europei che potrebbero non essere solo diplomatici o antidiplomatici, ma qualcosa di peggio. Chi evoca questi scenari è un apprendista stregone, incosciente ed incompetente. Non è con la minaccia che si fa politica, ma con la ricerca di una solidarietà e di un percorso comune.

In secondo luogo, chi evoca questo tipo di scenario fa finta di non capire, o forse non capisce per la mancanza di strumenti intellettuali, che siamo costretti a fare austerità perché c’è l’euro. Basta un qualunque testo di macroeconomia elementare per capirlo. Il perché è molto semplice: gli squilibri che dobbiamo risanare, nonostante l’impostura dei media che ci descrivono la crisi come di finanza pubblica, sono fondamentalmente di finanza privata, determinati dai rapporti di debito e credito estero. Questi squilibri si risolvono rimettendo a posto il saldo delle partite correnti, cioè riducendo il debito estero dei paesi del sud. Ora si dà il caso che in ogni funzione di domanda ci siano due argomenti: il reddito ed i prezzi. Se noi blocchiamo il tasso di cambio, di fatto limitiamo grandemente l’aggiustamento attraverso il meccanismo dei prezzi e quindi per riportare in equilibrio la bilancia dei pagamenti di un paese del sud – per far ridurre rapidamente il suo indebitamento estero, cioè – abbiamo solo l’aggiustamento di reddito. Quindi: o diciamo al resto del mondo di crescere il triplo in modo tale che possiamo esportare di più – il che è palesemente assurdo, perché noi non possiamo né chiedere agli altri di tirarci fuori dai guai, né loro possono farlo – o accettiamo il fatto che col cambio fisso l’unica strada è tagliare i nostri redditi e quindi le nostre importazioni. Ma questo dobbiamo farlo perché ci siamo preclusi il meccanismo di aggiustamento attraverso la variazione del tasso di cambio nominale.

E dove risalta la malafede, l’incoscienza, l’ignoranza di certe persone è quando si fa una riflessione molto semplice: questa è la prima volta nella storia dell’umanità che viene adottato un sistema di tasso di cambio centro-periferia che non preveda alcun tipo di riallineamento nominale, non preveda alcun tipo di rifinanziamento degli squilibri e non preveda alcun tipo di intervento nel caso di squilibri fondamentali.

Cominciamo dal riallineamento del cambio. Le persone che hanno studiato il Gold Standard sulle carte dei Baci Perugina evidentemente non sanno quello che studi del Fondo Monetario Internazionale ampiamente documentano, vale a dire che perfino nel Gold Standard fra il centro – Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito – e la periferia – costituita da paesi come l’Italia, ma anche Cina e Brasile, che esistevano anche allora, sorpresa esisteva la Cina! – il meccanismo di riallineamento nominale del cambio giocava un ruolo molto importante. E non mi riferisco solo al fatto, ovvio, che comunque il contenuto aureo di una moneta poteva essere cambiato. Non parlo di riallineamenti (svalutazioni) traumatici, ma della fisiologia del sistema. I paesi periferici non adottavano, infatti, il tallone aureo ma avevano o il tallone argenteo, e quindi il cambio fluttuava in relazione alla fluttuazione dei prezzi dei due metalli (oro e argento); oppure, come l’Italia fece per tanto tempo, il corso forzoso, cioè biglietti a corso legale, che oscillavano rispetto all’oro (con buona pace dei dilettanti per i quali il corso forzoso – che loro chiamano “moneta fiat” – esiste solo dalla fine del sistema di Bretton Woods). Il cambio perennemente fisso uno a uno (un’unità di conio della periferia per una unità di conio del centro) non è mai esistito nella storia dell’umanità prima dell’euro. E se qualcuno mi dimostra il contrario gliene sarò grato.

Secondo, nell’Eurozona non è stato previsto alcun meccanismo di finanziamento degli squilibri: nel sistema di Bretton Woods, che era un sistema di cambi fissi, era stato creato il Fondo monetario internazionale appunto per rifinanziare gli squilibri di breve periodo delle bilance dei pagamenti. Nell’euro non è stato previsto nulla di tutto questo: l’euro è un progetto costruito su una fiducia illimitata nel fatto che il mercato privato di capitali avrebbe fatto il suo lavoro ed avrebbe riequilibrato la situazione. Chi difende l’euro, quindi, anche se si presenta in maglietta e non in gessato e cravatta, è sostanzialmente un fondamentalista di mercato, uno scarto della scuola di Chicago, superato a sinistra ormai perfino dal vicegovernatore della Bce, il quale, bontà sua, nel maggio scorso (2013) ha ammesso che “i mercati non hanno funzionato come avrebbero dovuto funzionare in teoria”.

Terzo, gli squilibri fondamentali. Le parità erano riaggiustabili nel sistema di Bretton Woods, ma anche nel Gold Standard, come abbiamo detto, attraverso la riduzione del contenuto aureo dichiarato della moneta. La possibilità di un riaggiustamento, che storicamente è sempre stata presente in tutti i sistemi di cambio fisso, nell’euro viene assurdamente e astoricamente negata: un euro tedesco sarà un euro portoghese per sempre: si tratta di una totale assurdità. Altro aspetto, nel sistema di Bretton Woods era prevista la clausola della valuta scarsa, e quindi era previsto che si adottassero dazi discriminatori verso un paese che teneva politiche mercantiliste di surplus continuo. Questo non è più possibile. E’ la prima volta nella storia dell’umanità in cui abbiamo un sistema monetario così assurdo, è la prima volta nella storia dell’umanità in cui abbiamo dei colleghi così poco disposti a venire a patti con la storia e la realtà, e quindi, non a caso, è la prima volta che abbiamo a che fare con una crisi così assurda, inutile e persistente.

– Un sistema monetario assurdo che mette in pericolo il resto del processo di integrazione del continente?

Il sistema creato urta, paradossalmente, contro due esigenze legittime e ovvie, che avrebbe dovuto favorire. La prima esigenza era quella di accelerare il recupero da parte delle economie periferiche. Queste, per crescere di più, avrebbero avuto bisogno di capitali e l’euro ne facilitava certo la circolazione. Al contempo, queste economie, crescendo di più, avrebbero naturalmente sperimentato un tasso d’inflazione maggiore, dato che erano più surriscaldate. Se corri sudi, se un’economia cresce ci si può aspettare che abbia un’inflazione fisiologicamente più alta. Con un sistema monetario così assurdo era prevedibile (e previsto) che fatalmente questo processo naturale si sarebbe trasformato in una disastrosa perdita di competitività da parte delle economie più deboli, che sarebbero andate in crisi proprio a causa del loro tentativo di emanciparsi, ed è quello che è successo.

Il secondo motivo per il quale un sistema così assurdo urta contro la logica di un’unione economica è quello che ho spiegato a dicembre nella mia audizione in commissione finanze, ed ho visto che è stato ripreso da Sapir in un modo molto intelligente. Ed è questo: se tu puoi fare aggiustamenti solo tagliando salari e redditi, di fatto distruggi il Mercato interno, vale a dire il motivo stesso di essere di una unione economica, che non è quello di essere uniti per combattere gli altri, ma è quello di essere uniti per avere un forte mercato interno al quale rivolgersi in caso di shock esterni, un mercato interno che funzioni da “ammortizzatore”. Per competere con gli altri si può essere benissimo piccoli e soli come la Corea del sud che sta tra Giappone e Cina e non ha nessuna intenzione di fare un’unione monetaria né con l’uno né con l’altra perché preferisce mantenere la propria flessibilità. Non è necessario essere un’enorme petroliera per sopravvivere al mare in tempesta ed in qualche caso essere grossi può essere un problema: se la Costa Concordia, banalmente, fosse stata una nave più piccola, avrebbe pescato di meno e non sarebbe successo quello che è successo.

Tratto da:http://vocidallestero.it

BAGNAI: PERCHÉ COMBATTERE L’AUSTERITÀ MANTENENDO L’EURO NON E’ UNA STRATEGIA PERCORRIBILE
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Renzi fa il lobbista per il denaro digitale di Bill Gates

Pubblicato su 29 Novembre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Al di fuori della comunicazione ufficiale, molti commentatori hanno opportunamente notato che le dichiarazioni di Matteo Renzi sul prossimo abbandono dello scontrino fiscale in nome della mitica "tracciabilità", hanno come vero obiettivo l'eliminazione del contante per adottare il denaro elettronico, altrimenti detto, all'anglosassone, "denaro digitale". Una parte consistente della stampa di corte è andata immediatamente in appoggio delle dichiarazioni depistanti di Renzi, prospettando un quadro catastrofico dell'evasione fiscale che sarebbe favorita dallo scontrino. Per rendere credibili dei dati di dubbia consistenza, si è collocata alla testa della classifica dell'evasione la solita Napoli. Ancora una volta il razzismo antimeridionale è stato usato dalla propaganda ufficiale come veicolante per altre mistificazioni. 
Ma per veicolare la propaganda a favore del denaro elettronico, ci si è serviti anche di un tema come la lotta all'evasione fiscale, ritenuta un cavallo di battaglia della "sinistra". In realtà l'utopia della giustizia fiscale consiste solo nella proiezione di un fantasma vittimistico della destra, che descrive i ricchi sempre sotto la minaccia di un presunto "esproprio proletario".

Il vittimismo dei ricchi è sempre la coperta propagandistica dell'assistenzialismo per ricchi; in questo caso assistenzialismo per banchieri, poiché il denaro elettronico non soltanto rende obbligatoria la carta di credito, ma costringerà anche l'evasione fiscale a passare esclusivamente per le banche. Con adeguati software, l'elettronica può servire non solo a "tracciare", ma anche a stornare i profitti, magari intestandoli a società di comodo. Con la carta di credito occorre versare la tangente alle banche per ogni passaggio di denaro; con la carta di credito obbligatoria, la tangente sarà dovuta anche per l'evasione fiscale dei piccoli dettaglianti.

Il depistaggio informativo costituisce un espediente costante del lobbying finanziario. Anche il fumoso "Jobs Act" concentra l'attenzione su una "libertà di licenziare" che già esiste ampiamente, in modo da distrarre dal vero obiettivo, cioè una generale privatizzazione/finanziarizzazione della previdenza e degli ammortizzatori sociali. Si tratta, in definitiva, di svaligiare quella ben provvista cassaforte che è l'INPS, ed anche di dotare i lavoratori di carta di credito per poter riscuotere le indennità di disoccupazione. Non si capiva infatti perché i disoccupati sinora avessero il privilegio di essere esentati dal versare la tangente alle banche.

Ma nella circostanza sarebbe un errore sottovalutare lo squallore del personaggio Renzi, mancando di notare la puntualità servile della sua attività di lobbying. La maggiore lobby internazionale del denaro digitale è la "Bill e Melinda Gates Foundation", che da anni sperimenta in Africa l'introduzione di forme di "banchizzazione" elettronica delle masse di poveri, ovviamente con il pretesto di sollevarli dalla loro misera condizione. Il sito della fondazione ci offre con dovizia di particolari la cronaca di questa evangelizzazione delle masse al nuovo credo digital-finanziario. 

Bill Gates, il "fondatore" di Microsoft, fa parte, come i Steve Jobs e i Mark Zuckerberg, di quella cerchia di finti "capitalisti per caso", che si sono arricchiti commercializzando le tecnologie ottenute dalla ricerca finanziata dal Pentagono con il denaro pubblico. Attualmente Bill Gates, insieme con la moglie Melinda - che proviene anch'essa da Microsoft -, svolge a tempo pieno l'attività di "filantropo", cioè di lobbista e di allevatore di lobbisti a pro delle multinazionali. La stampa compiacente ci "informa" sul fatto che Bill Gates e Mark Zuckerberg abbiano versato per la lotta contro l'epidemia-Ebola più di Cina e India messe assieme. Un dato del genere sarebbe sufficiente da solo per togliere all'emergenza-Ebola ogni attendibilità. 
La coincidenza vuole che proprio negli stessi giorni in cui Melinda Gates era a Roma per essere ricevuta a Palazzo Chigi, Renzi abbia rilasciato le sue dichiarazioni contro lo scontrino fiscale ed a favore della "tracciabilità" che sarebbe consentita dal denaro elettronico. La "visita" della Gates a Renzi ha dato immediatamente i suoi frutti. 


Il colonialismo filantropico riduce gli Stati a feudi personali di soggetti privati, e ciò non vale solo per l'Africa. L'esponente di una fondazione privata è stata ricevuta da un capo di governo italiano con più onori di quelli tributati ad un capo di Stato. La foto ufficiale dell'incontro fra Renzi e la Gates ci mostra il Presidente del Consiglio nella posa untuosa del paggetto timido e deferente, pronto a ricevere le istruzioni dal padrone. 

Fonte: COMIDAD

Tratto da:http://vocidallastrada.blogspot.it
Renzi fa il lobbista per il denaro digitale di Bill Gates
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