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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

La scomparsa del volo MH-370 e la guerra elettronica: quale nesso?

Pubblicato su 31 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in AMBIENTE

8 marzo 2014. Del Boeing 777 - 2H6ER, decollato dall’aeroporto diKuala Lumpur (Malaysia, ex Malesia), pista 32R, e diretto a Pechino, circa 40 minuti più tardi, mentre sorvola il Golfo di Thailandia, si perde il contatto radar.



Nessuna chiamata di soccorso o qualsiasi altro tipo di messaggio è inviato dall'equipaggio. L'ultima comunicazione perviene alla 01:07 LT (ora locale) e non contiene riferimenti ad alcun problema o avaria. Alle ore 01:19 LT è registrata l'ultima trasmissione radio con il comandante che dice: "Va bene, buona notte”. Alle ore 01:20 LT, il transponder viene spento; l' ultimo contatto radar è delle ore 01:30 LT. Si suppone che, dopo essere sparito dal radar, l’aereo abbia continuato a viaggiare per alcune ore, incrociando in direzione opposta a quella programmata nel piano di volo, probabilmente verso sud, sopra l'Oceano Indiano. 

Nei quattro giorni successivi non si riesce in alcun modo a localizzare il velivolo né a reperire i rottami. Cina, Thailandia, Vietnam, Malaysia, Australia e Filippine continuano le ricerche, ma invano. 

Il 24 marzo, il Primo ministro malese annuncia che, in base ai dati satellitari, è stabilito che il volo MH370 si è concluso nell'Oceano Indiano, a circa 2.600 km ad ovest di Perth (Australia). Data la situazione, le autorità della Malaysia ritengono che non esista alcuna possibilità di trovare superstiti tra i 239 occupanti, 227 passeggeri e 12 componenti l’equipaggio. 

Questa è la ricostruzione degli eventi, secondo le fonti ufficiali che, come sempre, sono da prendere almeno con il beneficio del dubbio. Sul caso sono stati scritti già molti articoli, in cui si ventilano le ipotesi più disparate, talora bislacche. Il problema, in queste circostanze, è abnorme: chi può, infatti, tra i ricercatori indipendenti recarsi in loco per investigare? Ergo ci si deve affidare al proprio fiuto, raccogliere qualche tessera sparsa per tentare di ricostruire la dinamica dell’incidente aereo. E’ operazione improba, soprattutto perché le notizie delle agenzie di stampa sono un rumore di fondo. Si può dunque soltanto ricorrere all’abduzione, con tutti i vantaggi ed i limiti di questo metodo. 



E’ lecito congetturare che il vettore sia stato dirottato e costretto ad atterrare nello scalo di Diego Garcia, isola dell’Oceano Indiano, appartenente agli Stati Uniti? Un dato di fatto è il seguente: sul velivolo viaggiavano venti tecnici esperti in guerra elettronica. Erano in procinto di stipulare in Cina dei contratti con aziende i cui interessi riguardano sofisticate tecnologie militari? E’ possibile, come è possibile che i servizi segreti occidentali abbiano deciso di impedire che ciò accadesse, ricorrendo alle contromisure da loro considerate necessarie. [1] 

In un quadro tanto confuso ed intricato, un aspetto è chiaro. Quando i media di regime asseriscono che è stato impossibile individuare il velivolo o i rottami, dopo l’1:30 di quella fatidica notte, dimenticano di ricordare un dato incontrovertibile: i sistemi di rilevazione a terra e satellitari garantiscono che nessun velivolo possa “eclissarsi”. Se gli apparati radar ed i satelliti non hanno rilevato l’apparecchio significa che qualcuno non ha voluto che fosse localizzato. Oggigiorno i satelliti possono persino leggere la targa di un autoveicolo, individuare in una foresta sperduta un lupo munito di ricetrasmettitore a radiofrequenza. D’altronde l’atmosfera è resa elettroconduttiva con metalli quali bario ed alluminio, in modo che isegnali elettromagnetici possano essere trasmessi e registrati con stupefacente efficienza. Nulla può sfuggire a questo sistema di controllo integrato, neppure un debole segnale simile ad un ferormone che un insetto percepisce anche a notevole distanza. 

Composti chimici, nanosensori, sistemi di identificazione creano una rete utile ad identificare strumentazioni e “impronte” elettromagnetiche di qualsiasi tipo, anche “insignificanti”. Dobbiamo credere che non siano stati in grado di rilevare un Boeing 777 che lascia per molto tempo, attraverso le due scatole nere [2], una “traccia” elettromagnetica indelebile? Il sistema GPS è usato dagli automobilisti per programmare un itinerario da seguire e per raggiungere la meta prefissata con un margine di errore minimo, ma non si riesce a trovare il volo MH-370? Non è credibile. 

Si può cancellare un segnale o creare delle interferenze (jamming) che impediscano la localizzazione, ma ciò implica che una longa manus abbia deciso di far sparire dai radar l’aeroplano malese per ragioni su cui, per ora, si può soltanto speculare. 


[1] Sul tema si legga Ombre sul volo MH370, 2014

[2] Con la locuzione "scatola nera" si indicano comunemente i dispositivi elettronici di registrazione dei dati installati in un aeromobile o una imbarcazione con lo scopo di facilitare le indagini dopo un incidente. Leggiqui i dettagli.

Tratto da:http://www.tankerenemy.com
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#04 LIBERI PENSIERI

Pubblicato su 31 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in LIBERI PENSIERI

Di: Comunità Ipharra

La Comunità Ipharra sostiene e continuerà a sostenere tutte quelle forze che sono di provata fede contro l’euro.

Questa, che noi consideriamo una battaglia per la vita, non può lasciare spazio o tentennamenti, si deve combattere a viso aperto.

Le forze che tergiversano non ci interessano, è giunta l’ora di schierarsi apertamente, per il semplice motivo che abbiamo poco tempo per fermare questo disastro che sta distruggendo i popoli europei.

La moneta deve essere di proprietà popolare e non dei banchieri.

La battaglia contro della vita è NO EURO

#04 LIBERI PENSIERI
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CONVEGNO NO EURO A VERONA

Pubblicato su 31 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Questo è il M5S che ci piace, la base, che ignorando la non presa di posizione di Grillo e Casaleggio, si schiera, senza se e senza ma, nella battaglia contro l'euro.

Ignorando eurobond, referendum che non si possono tenere ed altre amenità del genere.

Economia a 5 Stelle aveva chiesto pubblicamente a Grillo di schierarsi contro l'euro, ma la risposta non è arrivata. Da da pensare.

Claudio Marconi

CONVEGNO NO EURO A VERONA
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Esclusiva simulazione di cosa accadrebbe con Euro (con e senza austerity) e senza Euro

Pubblicato su 31 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

PREMESSA

Ipotizzare quanto avverra’ a seguito di una disintegrazione dell’Euro e’ un esercizio estremamente complesso e certamente criticabile, in quanto le variabili in gioco sono realmente molte, e non tutte sono economiche. Una nazione seria quale dovrebbe essere l’Italia, si sarebbe dovuta porre le domanda negli anni 80 se conveniva entrare in un sistema a cambi fissi o quasi (SME) e negli anni 90 se conveniva entrare nell’Euro. Analogamente oggi dovrebbe porsi la domanda di quale futuro ci attende restando nell’Euro e quale se si tornasse a valute nazionali, e se c’e’ convenuto entrare nell’euro.

Ad oggi sono stati fatti parecchi studi e sulutazioni di Break-up dell’Euro; qui ne trovate 9 che abbiamo selezionato per voi:

Nove studi e rapporti a confronto sul break-up dell’Euro

 

Scenarieconomici.it a Marzo del 2013 ha prodotto una simulazione, l’unica pubblicata in Italia, che ha avuto alcune decine di migliaia di letture, segno dell’interesse degli Italiani sulla questione:

Esclusiva Analisi: simulazione di cosa accadrebbe con e senza EURO  (Cliccate sul titolo per aprire l’articolo)

Oggi vi proponiamo una revisione della simulazione. Per semplicita’ non riportiamo nuovamente tutte le ipotesi di calcolo, che restano quelle gia’ presentate nel precedente studio, ma i risultati numerici e grafici.

 

  I 3 SCENARI IPOTIZZATI

Sono stati considerati 3 scenari per i prossimi 6 anni. Tutti questi scenari ipotizzano un contesco internazionale di crescita moderata, senza la presenza di forti crisi internazionali.

Scenario 1 – Austerity and keep Euro – Mantenimento dell’Euro e Politiche Invariate (austerity): cioe’ senza considerare l’ipotesi, tra l’altro piu’ che verosimile, che proseguiranno le fortissime tensioni ed i salvataggi di banche e nazioni, ed i contrasti interni. In tale scenario l’Eurozona proseguira’ le attuali politiche di austerity, volte ad una certa ortodossia nella convergenza dei bilanci e senza nisure espansive (quantitative easing, espanzione monetaria, spesa a deficit)

Scenario 2 – Keep Euro with expansion in Cores Countries – Tenere l’Euro e Politiche Espansive nei paesi del Centro: scenario analogo al precedente, ipotizzando che la Germania ed i paesi del Centrono faccia una politica espansiva a sostegno della loro domanda interna, permettendosi un modesto deficit ed incrementando i salari. Ovviamente in tale scenario si ridurrebbero i differenziali di Costo del Lavoro per Unita’ di Prodotto ed i saldi delle Partite Correnti della Bilancia dei Pagamenti tenderebbero a convergere maggiormente. In sintesi per i paesi periferici vi sarebbe un beneficio sull’export.

Scenario 3 – Euro Break up (not traumatic) – Ritorno alle Valute Nazionali (processo concordato) : in pratica e’ l’ipotesi di una segmentazione valutaria dell’Eurozona senza traumi.

 

I RISULTATI

Tassi di Cambio verso Dollaro USA

 

Euroexit01 - Copy (1)

Inflazione

 

Euroexit01 - Copy (2)

Conto Corrente della Bilancia dei pagamenti

 

Euroexit01 - Copy (3)

PIL

 

Euroexit01 - Copy (4)

PIL Nominale

 

Euroexit01 - Copy (5)

Produzione Industriale

 

Euroexit01 - Copy (6)

Disoccupazione

 

Euroexit01 - Copy (7)

Deficit Pubblico

 

Euroexit01 - Copy (8)

Debito pubblico

 

Euroexit01 - Copy (9)

 

CONCLUSIONI

Lo studio dice chiaramente quanto e’ intuitivo da chiunque mastichi di macro-economia: la rottura dell’Euro (non traumatica) e la rivalutazione del Marco penalizzerebbero pesantemente la Germania, ed avvantaggerebbero le economie periferiche, quella Italiana in primis. Le conclusioni sono le stesse di altri studi. L’effetto e’ lo stesso gia’ riscontrato nel passato in situazioni similari, e le ragioni sono esattamente quelle opposte a quelle che hanno consentito alla Germania di avvantaggiarsi in questi anni rispetto ai paesi periferici.

Lo studio mostra anche che basterebbe un minimo di politica espansiva nei soli paesi Core per dare “sollievo” alle periferie, riducendo i GAP, e dando a queste un minimo di respiro su tutti gli indicatori economici.

Mi rendo conto dei limiti di questo studio, e di svariate altre variabili (anche non economiche, interne o esterne) che potrebbero e dovrebbero rientrare in gioco, ma reputo che a meno di uno scenario distruttivo di default a catena, l’uscita dell’Euro di scena sia un’affare per l’Italia ed altre nazioni periferiche (specialmente quelle che hanno un sistema industriale dignitoso) ed un pessimo affare per la Germania, destinata col Marco ad un futuro Giapponese di deflazione-PIL asfittico-Debito crescente in un quadro demografico da film dell’orrore.

Il vero limite dello studio, sta ovviamente nel comportamento umano, in particolare delle classi dirigenti dei paesi periferici, tendenzialmente poco responsabili, che potrebbero non approfittare degli evidenti vantaggi del ritorno alla valuta nazionale, facendo danni con  misure tese a gestire il consenso nel breve periodo, e non a consolidare tale vantaggio in qualcosa di permanente. Ovviamente, tale situazione non risolverebbe tutti i problemi dei paesi periferici, ma certamente aiuterebbe ad affrontarli.

 

ALTRI ARTICOLI SUL TEMA

 

Nove studi e rapporti a confronto sul break-up dell’Euro 

Esclusiva – L’Intervista in forma integrale all’economista Alberto Bagnai – Euro e Crisi

 Sondaggio esclusivo Scenarieconomici.it: Sarebbe favorevole alla reintroduzione di una valuta nazionale al posto dell’EURO? SI 48%, NO 45%

Analisi del DEFAULT di uno Stato: cerchiamo di capire perche’ e quando accade, e cosa accade dopo

Analisi di Sostenibilita’ dei DEBITI PUBBLICI dell’Italia, Germania, Francia, Spagna, UK, USA e Giappone

- Analisi della Svalutazione del 1992-1995

Capire la Crisi dell’Europa in 80 slides

Capire la Crisi dell’Europa in 9 slides (per Dummies)

Thatcher, la profezia avverata: “La Germania si ritroverà la sua naturale fobia dell’inflazione, cosi’ l’EURO sarà FATALE per le economie dei Paesi piu’ Poveri”

George Dorgan (UBS-Reuter): perche’ l’uscita dall’Euro dell’Italia dovrebbe avvenire entro qualche anno e perche’ cio’ aiutera’ l’intera economia europea

Esclusivo. L’ex commissario UE Bolkestein: “L’euro ha fallito. I Paesi del Nord battano moneta complementare”.

Articolo Fondamentale – Lettera ad un Amico Immaginario: l’uscita dall’Euro e’ questione essenziale (a breve sara’ questione di mera sopravvivenza)

Perchè l’Italia ha bisogno di una svalutazione e perché questo non ha nulla a che vedere con lo “stampare denaro per svalutare”.

Ecco perche’ la DISGREGAZIONE dell’EURO e’ lo scenario piu’ probabile

Fack Checking alle argomentazioni pro-euro: smontiamole una ad una

4 Premi Nobel (Paul Krugman, Milton Friedman, Joseph Stigliz, Amartya Sen): “l’Euro e’ una patacca”

L’Economista Kaldor nel 1971 spiegava con precisione millimetrica il perche’ l’Euro avrebbe fatto collassare il sistema

Il Tesoro USA attacca frontalmente la Germania (elevato surplus corrente) e le politiche di austerity da lei imposte

 

By GPG Imperatrice

Mail: gpg.sp@email.it

Facebook di GPG Imperatrice

Tratto da:http://scenarieconomici.it/esclusiva-simulazione-di-cosa-accadrebbe-con-euro-con-e-senza-austerity-e-senza-euro/

Esclusiva simulazione di cosa accadrebbe con Euro (con e senza austerity) e senza Euro
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Claudio Borghi - Le 7 balle sull'uscita dall'euro - La Gabbia - 30-03-2014

Pubblicato su 31 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

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GRANDE DISCORSO DI MARINE LE PEN CONTRO L'EURO

Pubblicato su 31 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

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DALLA COMUNITA' IPHARRA SIAMO PARTITI E NELLA COMUNITA' IPHARRA CONTINUIAMO

Pubblicato su 30 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Di: Comunità Ipharra

Mentre si discetta sul nostro operato, si critica, si ciancia, si dovrebbe fare, dovreste fare,ect. ( ma poi chi dovrebbe fare ? ) cerchiamo di fare i fatti, quelli veri.

1) La prossima settimana sarà in rete il sito intente della Comunità Ipharra

2) Sempre nella prossima settimana apriremo un LOCALE PER ASSEMBLEA PERMANENTE IN VIALE BOLOGNESI A FORLI' nelle immediate vicinale di Piazzale della Vittoria.

3) Il 18 Aprile faremo un convegno pubblico sulla Disobbedienza Fiscale e come difendersi dalle banche, a Forlì

4) per maggio stiamo mettendo in programma un altro convegno pubblico su Perché l'euro è nemico della Sovranità Nazionale e Monetaria, a Forlì

5) Il 4, 11 e 18 Aprile faremo banchetti informativi in Piazza Saffi a Forlì

La Comunità Ipharra ha dato vita,a Forlì, alle proteste del 9 dicembre, le ha continuate ed ora continua sulla stessa linea.

Non rinneghiamo nulla e non cancelliamo nulla, continuiamo semplicemente sulla strada che, con altri compagni di lotta, avevamo intrapreso nel giugno 2006.

Diciamo Comunità perché cerchiamo uomini che sappiano e vogliano svolgere il loro dovere nella Comunità e di rappresentarla attraverso il proprio attivismo.

Qualsiasi membro della Comunità Ipharra non ha fretta perché sa benissimo che prima di lui qualcun altro ha occupato il suo posto e, dopo di lui, qualcun altro lo occuperà.

La consapevolezza di appartenere alla comunità deve darci la serena sicurezza che la nostra azione nell'adempiere le nostre attività consiste nell'essere fungibili ed il nostro orgoglio nell'essere funzionali.

Le porte sono aperte a tutti quelli che vorranno portare avanti con noi una battaglia per le sovranità - nazionale,monetaria ed alimentare - per la dignità del lavoro, per l'aspirazione ad avere un futuro, per tornare ad essere liberi.

Astenersi perditempo.

E sopra di noi le stelle

DALLA COMUNITA' IPHARRA SIAMO PARTITI E NELLA COMUNITA' IPHARRA CONTINUIAMO
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#03 LIBERI PENSIERI

Pubblicato su 30 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in LIBERI PENSIERI

Di: Claudio Marconi

L’Italia è stata fatta entrare nell’euro perché serviva la vittima sacrificale.

La richiesta di avere l’Italia nella zona euro è partita da Germania e Francia, per il semplicissimo motivo che, se fossimo rimasti fuori, la nostra industria, avvalendosi di una moneta flottante, li avrebbe massacrati.

Con l’euro ci hanno massacrato loro. Un vero affare! Vero Prodi?

La battaglia della vita è NO EURO.

#03 LIBERI PENSIERI
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RENZI : ITALIA = MUSSARI : MPS?

Pubblicato su 30 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Un parlamento composto non di eletti, ma di nominati da segretari di partito a loro volta non eletti democraticamente. Un parlamento in cui la maggioranza assoluta, grazie a un premio di maggioranza giudicato incostituzionale, corrisponde a solo ¼ del corpo elettorale. Un capo dello Stato con un passato di adesione allo stalinismo, eletto una prima volta da un siffatto parlamento, e poi rieletto anche se la Costituzione non prevede un secondo mandato al capo dello Stato (vi sono costituzioni che prevedono la rielezione del capo dello Stato, per una sola volta).

Un capo dello Stato non eletto dal popolo, che, su pressioni straniere, sostituisce l’ultimo governo legittimato dal voto popolare con un premier di sua scelta, poi con un altro premier di sua scelta, poi con un terzo premier di sua scelta, che non è nemmeno legittimato da un’elezione a parlamentare, e che, sfruttando il suddetto premio di maggioranza illegittimo di cui gode nel parlamento dei nominati, si accinge ad abolire il Senato, in modo da poter esercitare il potere assoluto grazie al premio di maggioranza e alla collaborazione di Berlusconi. La deroga alla democrazia e alla Costituzione viene così costituzionalizzata.

Questa Italia si ritrova ormai interamente nelle mani di uomini del PD, analogamente al Monte dei Paschi di Siena, il cui svuotamento finale si deve alla gestione del pidino avv. Mussari, che, messo da uomini del PD a capo di questa banca senza competenze ed esperienze che giustificassero tale incarico, quindi evidentemente in base ad altri fattori, operò in un contesto di consiglieri nominati quasi tutti da enti pubblici a maggioranza assoluta storicamente PD e fece tutte le cose che sappiamo e che ora sono sotto indagine o processo.

Anche Renzi non aveva la competenza né l’esperienza per esser messo dove è stato messo – aveva solo la competenza di showman, di uomo di apparenza, di immagine, di facili simpatie. Anch’egli, quindi, dev’essere fiduciario di qualcuno che decide e che al momento giusto gli ha ordinato di sostituirsi a Letta rimangiandosi la parola appena data e ridata, in un exploit di slealtà digeribile solo in un paese come questo, e già dimenticato nella corrente pioggia demagogica elettoralistica di sconti fiscali e bollettari, avente una più che dubbia copertura e sostenibilità finanziarie.

Però io sono intimamente sicuro che quel Qualcuno non lo ha messo lì, a Palazzo Chigi, per fargli fare il Mussari bis a spese, questa volta, dell’Italia tutta anziché di una banca strategica, in una grande orgia di privatizzazione e distrazione degli asset nazionali rimasti. Se gli dà in mano addirittura una posizione di dittatore parlamentare – o meglio, se attraverso di lui prepara per il prossimo premier una struttura costituzionale che gli darà il potere di dittatore parlamentare (poiché tale sarà come segretario di partito che si nomina i parlamentari destinati alla maggioranza assoluta coi voti di un terzo o meno del corpo elettorale, quindi poi fa ciò che vuole, e col potere di revocare i ministri), allora questo grande Burattinaio ha in mente per l’Italia quanto meno il ritorno alla grandezza dei Cesari.

29.03.14 Marco Della Luna

RENZI : ITALIA = MUSSARI : MPS?
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Ogm rischiano di distruggere il nostro ecosistema

Pubblicato su 30 Marzo 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in AMBIENTE

L'analisi del popolare analista di mercato Taleb, autore del Cigno Nero, mette in luce i rischi a cui l'uomo e gli animali stanno andando incontro.

 

NEW YORK (WSI) - Gli organismi geneticamente modificati potrebbero causare seri danni al nostro ecosistema e anche al nostro pianeta.

 

Il rapporto che sostiene questa tesi porta la firma di Nassim Nicholas Taleb, lo stesso analista di mercato che nel 2008 aveva predetto la crisi finanziaria, facendo notare come i modelli usati erano sbagliati, ora ha fatto un'altra previsione riguardo gli Omg, mettendo in luce i loro rischi.

 

La sua conclusione è stata la seguente: "Gli Omg potrebbero causare un'irreversibile fine della vita e anche del pianeta".

 

A sentirla così sembra trattarsi di pure follia, ma Taleb ha provato a spiegare come questi siano un danno per il consumatore, a causa del loro alto rischio sistematico che possono portare nel sistema: "Il rischio è quello di prendere un gene modificato e metterlo in un altro, questo è qualcosa che alla lunga non può portare a frutti positivi".

 

In altre parole, la mancanza di conoscenza dei principi statistici di base, porterebbe i sostenitori degli OMG, spesso completamente fuori strada.

 

Se poniamo che ogni seme geneticamente modificato che si produce detiene una probabilità dello 0,1% che in qualche modo porti ad una rottura catastrofica dell'ecosistema, portando ad un alto rischio di ecocidio, da solo non sembra troppo dannoso, ma con ogni nuovo seme che si sviluppa, il rischio diventa sempre più grande

Tratto da: http://www.wallstreetitalia.com

Ogm rischiano di distruggere il nostro ecosistema
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