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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

C9D - PROPOSTA A LUCIO CHIAVEGATO

Pubblicato su 30 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in 9 DICEMBRE

Caro Lucio,
non sappiamo cosa vada capitando ma il freddo preso nei presidi credo che abbia comminato qualche appannamento. 

Improvvisamente ci troviamo dinanzi a prese di posizione che ritenevamo essere state superate nel senso della chiarezza ancor prima di iniziare il 9 dicembre. 

Ora ci ritroviamo dinanzi ad una strada che non è, e non deve, essere la nostra : la sponsorizzazione dei politici con tentativi di inserirsi come candidati alle prossime elezioni.

Quando siamo partiti noi e i nostri compagni di lotta abbiamo preso la via del superamento non delle Idee, ma della prospettazione di esse attraverso forme e prassi rinnovate, convinti della necessità di andare avanti ed oltre, senza la castratura degli attuali partiti e dei loro rappresentanti.

Ora una certa “ dirigenza “ ,che dice di stare nel C9D, sta cercando di vendere, nel senso più pieno della parola, un patrimonio di Idee ed usare i partecipanti dei presidi che, credendo nella concezione del 9 dicembre, continuano ad andare a lottare: è una palude che emana uno squallido gracidio.

Ed ora rischiamo di porre termine all'avventura del C9D in nome di sponsorizzazioni a politici e per promesse di candidature ? 
Per carità di Patria! 

Per molto tempo abbiamo elaborato ed operato per dare un senso ad un progetto che consentisse di uscire dalla pania delle solite espressioni illusionistiche e dalla incapacità di essere noi a divenire attori della storia. Andando all’analisi dei documenti in cui ci presentammo come C9D, dopo l’individuazione del Nemico, indicammo le vie e le mete. 
Abbiamo parlato di comunicazione e di estetica, di marketing politico inteso alla individuazione dei target. Abbiamo, insomma, fornito degli indirizzi di lotta che ci consentissero di uscir fuori dal pressappochismo inutile e dannoso portato avanti dai partiti e loro camerieri .

Abbiamo detto di Comunità di Popolo e di Confederazione delle Comunità. E delle Comunità “aperte” indicando le strutture organizzative per la riconquista del Territorio ( i presidi ).

E giungemmo a parlare del perché noi guardiamo ad una “strategia rovesciata” (o capovolta) per evitare di ripercorrere antichi errori. 

Nelle loro differenze riconosciute, tutti devono lavorare per e nel C9D che elabora il Progetto (e che cosa vogliamo noi proporre e non sul piano delle parole ma della costruzione alternativa e propositiva del nostro Stato) .

Si progetta anche attraverso il fare. Il fare del C9D consiste nello studiare e rendere operative lasciando l’iniziativa - autonoma ancorché concordata – alle realtà che si riconoscono in questa lotta e che attraverso i rappresentanti territoriali vivono la Comunità “aperta”.

Per questo, caro Lucio, considerando che 2 dei tre soci fondatori , Perin e Zanon, del C9D prendono le distanze, in maniera netta ed inequivocabile, dal presidio di Soave e da quelli che lo rappresentano e, soprattutto, da certa “ dirigenza “ di detto presidio e che ti circonda annebbiandoti la vista, ti chiediamo di farci sapere se intendi continuare, ma solo tu, e questo sia ben chiaro,la comune battaglia con noi oppure se, con nostro grande dispiacere, intendi seguire i tuoi attuali compagni di cordata che non ti stanno salvando, ma ti stanno portando, a tappe forzate, verso il precipizio.

Non vogliamo insegnare nulla a nessuno però vorremmo ricordarti 
che stanno iniziando azioni di “ disturbo” verso i presidi e questo a causa della nostra impostazione rivoluzionaria e pacifica, e al tempo stesso, lontana da partiti politici e loro rappresentanti, e quindi inaccettabile e pericolosa per il sistema stesso.

Questa nostra decisione è stata presa perché non possiamo gettare al vento 2 mesi di sacrifici, di persone coinvolte, in nome della carriera politicante di qualcuno: abbiamo detto, fin dall’inizio, di volere una Italia migliore e non candidature in questo o quel partito.

Caro Lucio, le Idee non si uccidono. 

Con o senza di te, e questo ce lo devi dire tu,noi andremo avanti per la strada segnata dal C9D.

Quello che importa è la vittoria finale e non la sistemazione politica di qualche personaggio in cerca d’autore, per dirla con Pirandello.

Questo è quanto avevamo da dirti, ancora una volta, ripetiamo a te e solo a te, lasciamo una porta aperta ma questa sarà l’ultima, dopo ognuno andrà incontro al destino che si è scelto.

Attendiamo tue notizie.

Con affetto

C9D - PROPOSTA A LUCIO CHIAVEGATO
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Saranno citati in giudizio gli Stati che non si piegano alla dittatura finanziaria

Pubblicato su 30 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

 «Negoziato in segreto, questo progetto fortemente sostenuto dalle multinazionali permetterebbe loro di citare in giudizio gli Stati che non si piegano alle leggi del liberismo». Si chiama Trattato Transatlantico ed è l’uragano devastante che minaccia il futuro degli europei, o quel che ne resta.

All’allarme – da più parti lanciato nei mesi scorsi – si associa ora anche Lori Wallach, direttrice del Public Citizen’s Global Trade Watch, prestigioso osservatorio indipendente di Washington. «Possiamo immaginare delle multinazionali trascinare in giudizio i governi i cui orientamenti politici avessero come effetto la diminuzione dei loro profitti? Si può concepire il fatto che queste possano reclamare – e ottenere! – una generosa compensazione per il mancato guadagno indotto da un diritto del lavoro troppo vincolante o da una legislazione ambientale troppo rigorosa? Per quanto inverosimile possa apparire, questo scenario non risale a ieri».

Il GRATIS che uccide (l’area di libero scambio Usa-Ue)

Le fondamenta di questo trattato clamorosamente eversivo – il grande business che emana i propri diktat non più di nascosto, attraverso le lobby e i Lori Wallachpolitici compiacenti, ma ormai alla luce del sole, e addirittura per legge – comparivano già a chiare lettere nel progetto di accordo multilaterale sugli investimenti (Mai) negoziato segretamente tra il 1995 e il 1997 dai 29 stati membri dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, come ricorda la Wallach in un intervento su “Le Monde Diplomatique”, il giornale che divulgò la notizia in extremis, sollevando un’ondata di proteste senza precedenti, fino a costringere i suoi promotori ad accantonare il progetto. Quindici anni più tardi, scrive oggi Lori Wallach sempre sul giornale francese, in un intervento ripreso da “Micromega” (http://temi.repubblica.it/micromega-online/trattato-transatlantico-un-uragano-che-minaccia-gli-europei/), la grande “trappola” fa il suo ritorno in pompa magna, sotto nuove sembianze.

L’accordo di partenariato transatlantico (Ttip), negoziato a partire dal luglio 2013 tra Usa e Ue – accordo che dovrebbe concludersi entro due anni – non è che una versione aggiornata del Mai. Prevede infatti che «le legislazioni in vigore sulle due coste dell’Atlantico si pieghino alle regole del libero scambio» stabilite dalle corporations, «sotto pena di sanzioni commerciali per il paese trasgressore, o di una riparazione di diversi milioni di euro a favore dei querelanti». Se dovesse entrare in vigore, aggiunge Lori Wallach, «i privilegi delle multinazionali avrebbero forza di legge e legherebbero completamente le mani dei governanti». Impermeabile alle alternanze politiche e alle mobilitazioni popolari, il trattato «si applicherebbe per amore o per forza, poiché le sue disposizioni potrebbero essere emendate solo con il consenso unanime di tutti i paesi firmatari». Ciò riprodurrebbe in Europa «lo spirito e le modalità del suo modello asiatico», ovvero l’Accordo di Partenariato Transpacifico (Trans-pacific partnership, Tpp), attualmente in Barroso, capo della Commissione Europeacorso di adozione in 12 paesi dopo essere stato fortemente promosso dagli ambienti d’affari.

«In virtù di numerosi accordi commerciali firmati da Washington, 400 milioni di dollari sono passati dalle tasche del contribuente a quelle delle multinazionali a causa del divieto di prodotti tossici, delle normative sull’utilizzo dell’acqua, del suolo o del legname». Sotto l’egida di questi stessi trattati, le procedure attualmente in corso – nelle questioni di interesse generale come i brevetti medici, la lotta all’inquinamento e le leggi sul clima e sulle energie fossili – fanno schizzare le richieste di danni e interessi a 14 miliardi di dollari. Il Ttip «aggraverebbe ulteriormente il peso di questa estorsione legalizzata». Basta osservare gli attori sul terreno: negli Usa sono presenti 3.300 aziende europee con 24.000 filiali, ciascuna delle quali può ritenere di avere buone ragioni per chiedere, un giorno o l’altro, riparazione per un “pregiudizio commerciale”. Dal canto loro, i paesi dell’Unione Europea si vedrebbero esposti a un rischio finanziario ancora più grande, sapendo che 14.400 compagnie statunitensi dispongono in Europa di una rete di 50.800 filiali. In totale, sono 75.000 le società che potrebbero gettarsi nella caccia ai tesori pubblici.

Gli accordi-capestro per Atlantico e Pacifico «formerebbero un impero economico capace di dettare le proprie condizioni al di fuori delle sue frontiere: qualunque paese cercasse di tessere relazioni commerciali con gli Stati uniti e l’Unione Europea si troverebbe costretto ad adottare tali e quali le regole vigenti all’interno del loro mercato comune». E dato che i proponenti «mirano a liquidare interi compartimenti del settore non mercantile», i negoziati si svolgono a porte chiuse. Le delegazioni statunitensi contano più di 600 consulenti delegati dalle multinazionali, che dispongono di un accesso illimitato ai documenti preparatori. «Nulla deve sfuggire. Sono state date istruzioni di lasciare giornalisti e cittadini ai margini delle discussioni: essi saranno informati in tempo utile, alla firma del trattato, quando sarà troppo tardi per reagire». Vana la protesta della senatrice Elizabeth Warren, secondo Elizabeth Warrencui «un accordo negoziato senza alcun esame democratico non dovrebbe mai essere firmato».

L’imperiosa volontà di sottrarre il cantiere del trattato all’attenzione del pubblico si comprende facilmente, aggiunge la Lori Wallach: «Meglio prendere tempo prima di annunciare al paese gli effetti che esso produrrà a tutti i livelli: dal vertice dello Stato federale fino ai consigli municipali passando per i governatorati e le assemblee locali, gli eletti dovranno ridefinire da cima a fondo le loro politiche pubbliche per soddisfare gli appetiti del privato nei settori che in parte gli sfuggono ancora». Nulla sfugge alle fauci dei super-privatizzatori: sicurezza degli alimenti, norme sulla tossicità, assicurazione sanitaria, prezzo dei medicinali, libertà della rete, protezione della privacy, energia, cultura, diritti d’autore, risorse naturali, formazione professionale, strutture pubbliche, immigrazione. «Non c’è una sfera di interesse generale che non passerà sotto le forche caudine del libero scambio istituzionalizzato». Fine della democrazia: «L’azione politica degli eletti si limiterà a negoziare presso le aziende o i loro mandatari locali le briciole di sovranità che questi vorranno concedere loro».

È già stipulato che i paesi firmatari assicureranno la «messa in conformità delle loro leggi, dei loro regolamenti e delle loro procedure» con le disposizioni del trattato. Non vi è dubbio che essi vigileranno scrupolosamente per onorare tale impegno. In caso contrario, potranno essere l’oggetto di denunce davanti a uno dei tribunali appositamente creati per arbitrare i litigi tra investitori e Stati, e dotati del potere di emettere sanzioni commerciali contro questi ultimi. «L’idea può sembrare inverosimile: si inscrive tuttavia nella filosofia dei trattati commerciali già in vigore». Lo scorso anno, l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), ha condannato gli Stati Uniti per le loro scatole di tonno etichettate “senza pericolo per i delfini”, per l’indicazione del paese d’origine sulle carni importate, e ancora per il divieto del tabacco aromatizzato alla caramella, dal momento che tali misure di tutela sono state considerate degli ostacoli al libero scambio. Il Wto ha inflitto anche all’Unione Europea delle penalità di Proteste contro il Wtodiverse centinaia di milioni di euro per il suo rifiuto di importare Ogm come quelli della Monsanto, che finanziò l’elezione di Obama.

«La novità introdotta dal Ttip e dal Tpp – osserva Lori Wallach – consiste nel permettere alle multinazionali di denunciare a loro nome un paese firmatario la cui politica avrebbe un effetto restrittivo sulla loro vitalità commerciale». Sotto un tale regime, «le aziende sarebbero in grado di opporsi alle politiche sanitarie, di protezione dell’ambiente e di regolamentazione della finanza», reclamando danni e interessi davanti a tribunali extragiudiziari. «Composte da tre avvocati d’affari, queste corti speciali rispondenti alle leggi della Banca Mondiale e dell’Onu «sarebbero abilitate a condannare il contribuente a pesanti riparazioni qualora la sua legislazione riducesse i “futuri profitti sperati” di una società». Questo sistema, che oppone le industrie agli Stati, sembrava essere stato cancellato dopo l’abbandono del Mai nel 1998, ma è stato «restaurato di soppiatto» nel corso degli anni. Di fatto, l’adozione del super-trattato riduce in schiavitù le istituzioni pubbliche, per le quali i cittadini votano, affidando ad esse il compito di governare il proprio paese. Con le mostruose norme in via di approvazione semi-clandestina, i poteri pubblici dovranno mettere mano al portafoglio se la loro legislazione ha per effetto la riduzione del valore di un investimento, anche quando questa stessa legislazione si applica alle aziende locali. In altre parole: la civiltà democratica finisce qui.

libreidee

Tratto da:http://www.imolaoggi.it

Saranno citati in giudizio gli Stati che non si piegano alla dittatura finanziaria
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Il disastro dell'euro visto dal cittadino (imbecille) perfetto.

Pubblicato su 30 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Tre notizie di queste ore dovrebbero far capire anche al più distratto, al più ignorante, al più innamorato dell'euro, che l'euro ha davvero ammazzato l'Italia.

La prima: la Bundesbank vorrebbe fosse fatta una feroce patrimoniale depredando larghe quote di beni dei cittadini degli Stati a rischio, e il primo della lista è l'Italia.

La seconda: l'Istat ha certificato che quasi il 20% degli italiani oggi vive, meglio scrivere prova a sopravvivere, con 640 euro al mese di reddito.

La terza: per salvare la produzione in Italia gli svedesi di Electrolux vogliono che gli stipendi calino da 1.400 a 800 euro al mese. Il costo del lavoro negli stabilimenti del Nord Est deve allinearsi il più possibile a quello di Polonia e Grecia.

La somma di questi tre eventi dà un totale terrificante: l'Italia è un Paese che non può usare la svalutazione competitiva perchè c'è l'euro, non può fare investimenti pubblici perchè c'è la ghigliottina del 3% di vincolo di bilancio, non può imporre dazi alle frontiere perchè non ha più frontiere. Non può più finanziare, anzi dovrà tagliare, sanità e scuola perchè c'è il Fiscal Compact.

E in questo quadro, le multinazionali schiaviste sono pronte a imporre il grande ricatto: o ti taglio lo stipendio o ce ne andiamo e ti licenziamo. Mentre la capofila delle banche tedesche, la banca centrale, come fosse un governo addirittura detta le leggi che vorrebbe fossero applicate contro gli Stati considerati a rischio - delle speculazioni finanziarie fatte dalle banche tedesche. 

Può darsi che tu, lettore innamorato dell'euro, stia pensando: non mi riguarda, io un lavoro ce l'ho, soldi in banca anche, l'auto pure, la casa ovvio, e le vacanze le faccio. Che me ne frega?  

Dal punto di vista di chi ti sta per confiscare buona parte dei tuoi soldi sul conto corente, ti sta per scannare l'appartamento con una ricca patrimoniale sul tuo patrimonio, ti sta per segare una bella fetta del tuo stipendio, ti sta per mettere nel mirino di Equitalia per il lusso delle tue vacanze e della tua auto, ebbene per tutti costoro tu sei il cittadino imbecille perfetto.

Ce ne fossero tanti, come te. Vorrebbero loro.

max parisi 

 Tratto da:http://www.ilnord.it

Il disastro dell'euro visto dal cittadino (imbecille) perfetto.
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Nino Galloni: le rivalutazioni di Bankit? “Per evitare che l’Italia torni alla sovranità monetaria”

Pubblicato su 30 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Nino Galloni. Economista. Ha insegnato all’Università Cattolica di Milano, all’Università di Modena ed alla Luiss. Dal 2010 è membro effettivo del collegio dei sindaci all’INPS. Autore di Chi ha tradito l’economia italiana? e Prendi i tuoi soldi e… scappa? La fine della globalizzazione.

- Ancora in discussione in Aula in queste ore il decreto che intende imporre una rivalutazione delle quote di Bankitalia, ferme ai 156 mila euro di valore del 1936.  Il capitale – se il decreto legge stilato da Saccomanni il 26 novembre scorso dovesse essere convertito entro stasera – passerà a 7,5 miliardi di euro di riserve della Banca centrale e agli azionisti, principalmente banche private, sarà garantito un dividendo del 6%, quindi fino a 450 milioni di euro di profitti l’anno. Infine, le quote della Banca di Italia potranno essere vendute a soggetti stranieri purché comunitari. Si tratta dell’ennesimo regalo, ormai neanche così tanto mascherato, alle banche o c’è qualcos’altro di più dietro questa iniziativa del governo Letta?
 
La questione è sicuramente più complessa del regalo alle banche su cui si sofferma gran parte del dibattito oggi. Non è quella la reale posta in gioco e sono altri due i punti chiavi che devono essere compresi.
Primo. Si vuole evitare che, anche in caso di uscita dall’Italia dall’euro, il Paese possa tornare ad esercitare in futuro la piena sovranità monetaria con una Banca nazionale attiva. Mentre oggi con un capitale di 156 mila euro sarebbe piuttosto agevole rendere nuovamente pubblica la Banca Centrale e salvare anche le nostre lire, con il decreto deciso dal governo Letta diventa praticamente impossibile. Per ripristinare la sovranità monetaria, nel caso dell’Eurexit e nel caso che dovesse passare questo decreto, l’unica soluzione sarebbe creare una nuova Banca d’Italia. Operazione chiaramente molto complessa. Comunque, la vicenda è un segnale di forte debolezza da parte di chi oggi combatte per sostenere l’euro.
 
 
Secondo punto. A parte i regali a questa o quella entità bancaria, vi è una questione molto più delicata e riguarda il Monte dei Paschi di Siena. Il suo presidente Alessandro Profumo ha dichiarato recentemente che se non si fa la ricapitalizzazione subito di Mps salta tutto il sistema bancario italiano. Traduzione: se non si fa la ricapitalizzazione e Mps diventa pubblica comprerà il denaro dalla Bce allo 0,25%, lo rivenderà allo Stato allo 0,30% e, quindi, quella differenziale di guadagno che oggi hanno le banche dai tassi d’interesse sui titoli di Stato e lo 0,25% non lo ricaveranno più. Sono questi i due aspetti più importanti della questione che devono essere compresi per avere piena consapevolezza della posta in gioco.
 
- Con questo decreto si vuole quindi assicurare che, qualunque sia lo scenario politico che si produrrà a seguito dell’immane crisi economica in atto, lo stato non possa comunque riappropriarsi della sua sovranità monetaria?
 
Si lo ribadisco è il primo punto. La vera battaglia in corso non è solo tra pro-euro o anti-euro, ma che scenario abbiamo in mente in caso di uscita dalla moneta unica. Lo si farà ripristinando la sovranità monetaria e degli Stati o rimanendo schiavi con monete diverse dall’euro? Questo decreto sulla Banca d’Italia è il segnale di cosa? Il fronte anti euro non è oggi una realtà omogenea e si divide tra coloro che vogliono uscire dall’euro a qualunque costo e quelli che vogliono farlo ripristinando la sovranità monetaria. E l’obiettivo, oggi, è tagliare la strada a questi ultimi ed evitare che il giorno dopo che salta l’euro, magari nei modi più imprevedibili, lo Stato possa tornare ad esercitare la piena sovranità monetaria. Certamente lo scenario che si creerebbe in questo modo sarebbe di grande confusione con conseguenze che non si possono oggi prevedere, ma gravi.
 
- Qual è un modello sano di governance di Banca centrale da prendere a modello?
Lo è sicuramente quello dell’Inghilterra, dell’Australia o degli Stati Uniti d’America, se poi i dollari non li stampassero per questioni discutibili. In generale, quello che vedo è che solo la vecchia  Europa abbia deciso di abdicare alla propria sovranità monetaria. Non è da tutti avere rinunciato ad una funzione così essenziale. In futuro, la Banca d’Italia, dovrà essere autonoma ma non indipendente.
 
- Anche se i media tradizionali hanno praticamente deciso di non occuparsi della questione, l’opinione pubblica si è mobilizzata sulla vicenda della ricapitalizzazione delle quote di Bankitalia ed in aula alcuni gruppi parlamentari, soprattutto il Movimento cinque stelle, si sono resi protagonisti di una dura azione di ostruzionismo sulla conversione del decreto. Ritiene che ci siano possibilità concrete che alla fine il governo possa fare un passo indietro?
Me lo auguro. Sicuramente ci si è mossi in ritardo, ma ora che è stata raggiunta una piena consapevolezza è importante proseguire in questa azione. Soprattutto per il Movimento cinque stelle sarebbe una vittoria mediatica importante, di risposta a tutti coloro che l’accusano di muoversi solo su questioni secondarie. Questa è una vicenda di fondamentale importanza per il futuro del nostro Paese.
 

(“Il prof. Nino Galloni sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia”, di Alessandro Bianchi – Link : http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=6753)

Tratto da:http://abceconomics.com

Nino Galloni: le rivalutazioni di Bankit? “Per evitare che l’Italia torni alla sovranità monetaria”
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MARINE LE PEN DISTRUGGE MARIO DRAGHI

Pubblicato su 29 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Ma è mai possibile che per sentire delle verità ci dobbiamo andare ad ascoltare gli eurodeputati francesi ed inglesi? Ma i nostri che fanno ? Dormono? Oppure, più semplicemente, sono i camerieri degli burocrati ? Decidete voi. Claudio Marconi

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OPERAI, A VOI CI PENSA IL " NUOVO " CHE AVANZA DEL PD: DORMITE SONNI TRANQUILLI

Pubblicato su 29 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Non solo i sindacati, ma anche il " nuovo " che avanza nel PD, pensa agli operai. Meditate gente, meditate. Claudio Marconi

OPERAI, A VOI CI PENSA IL " NUOVO " CHE AVANZA DEL PD: DORMITE SONNI TRANQUILLI
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UNGHERIA / GOVERNO ORBAN ANNUNCIA IL TERZO TAGLIO CONSECUTIVO (-10%) DEL COSTO DI GAS E LUCE. SARA' FATTO AD APRILE

Pubblicato su 29 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Siamo proprio sicuri che la Sovranità nazionale e Monetaria non c'entri nulla ? Claudio Marconi

BUDAPEST - Il governo ungherese ha varato il terzo taglio delle bollette di luce e gas. Dopo aver tagliato le bollette di luce, acqua, gas e nettezza urbana del 20% nessuno si aspetterebbe che il governo ungherese continuasse ancora a fare dei tagli e invece cio' che per molti rimane qualcosa di impossibile sta diventando realta'.

Pochi giorni fa, nel totale silenzio della stampa di regime ovunque in Europa e specialmente in Italia, il governo ungherese ha deciso di tagliare per la terza volta le bollette di luce e gas. Il taglio entrera' in vigore ad aprile a poche settimane dalle elezioni. Sarà di non meno del 10%

Antal Rogán, leader del Fidesz party (che e' al potere ed i sondaggi danno vincente alle elezioni di Aprile) ha giustificato questa decisione col fatto che in Ungheria i costi delle bollette erano tra i piu' alti in Europa e le compagnie facevano profitti molto elevati sulle spalle dei consumatori e quindi il governo ha deciso di effettuare questi tagli per redistribuire parte di questi profitti alle famiglie ungheresi cosi da poter avere piu' soldi da spendere.

A tale proposito occorre ricordare che il governo ungherese sta lavorando a un piano per rinazionalizzare le societa' produttrici di elettricita' e gas cosi' da tenere i costi energetici al livello piu' basso possibile.

Ovviamente nessuno avrebbe da ridire su queste politiche di buon senso e non e' una coincidenza che i poteri forti globalisti stanno facendo di tutto per attaccare l'Ungheria e anche l'Unione Europea ha criticato questi tagli perchè secondo gli strapagati parassiti che opreano a Bruxelles il governo ungherese avrebbe danneggiato la concorrenza nel settore energetico, ma fortunatamente tali attacchi non hanno avuto nessun effetto.

Come al solito la stampa di regime ha mantenuto una censura di tipo sovietico su questa vicenda perche' come al solito conviene tenere gli italiani nell'ignoranza visto che - se sapessero - pretenderebbero che lo stesso fosse fatto in Italia e questo ovviamente non conviene alla casta partitocratica italiana, che si limita ad accusare senza alcun fondamento il governo ungherese di essere populista e xenofobo.

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra.

Tratto da:http://www.ilnord.it

UNGHERIA / GOVERNO ORBAN ANNUNCIA IL TERZO TAGLIO CONSECUTIVO (-10%) DEL COSTO DI GAS E LUCE. SARA' FATTO AD APRILE
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“Mio figlio si impiccò a causa della crisi che Berlusconi negava”

Pubblicato su 29 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in 9 DICEMBRE

Una testimonianza del Comitato popolare 580 c.p.

Vogliamo raccontarvi la storia di Anna, una signora di 66 anni a cui la crisi economica di questi anni, ha strappato via il figlio. Anna la milanese, così la chiamano a Napoli dove vive, fu costretta dai genitori a sposare un uomo molto più grande di lei che a soli 16 anni la portò a vivere a Legnano in provincia di Milano. Non ha avuto una vita facile e nonostante abitasse al nord la situazione economica non è mai stata fiorente ma per l’amore per i figli non si è mai persa di coraggio. Nel 2010 ha però avuto il dolore più grande che una madre possa sopportare, quello di sopravvivere al proprio figlio.

Dauria Cristian, così si chiamava suo figlio, si uccise impiccandosi, il 14 febbraio del 2010 all’età di 31 anni, soffocato non solo dalla corda, ma dai debiti che non riusciva a pagare, dalla crisi che nessuno ancora in quel periodo ammetteva esistesse. “In Europa ci sono Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l’Irlanda che sono in situazioni abbastanza preoccupanti, mentre noi ce la stiamo cavando meglio di tutti gli altri” – dichiarava Silvio Berlusconi il 6 febbraio 2010.

“Se avesse avuto il suo lavoro mio figlio non si sarebbe tolto la vita. Lui era l’ultimo di quattro, era il mio piccolino, la mia gioia. Sto male tutti i giorni” – ci ha raccontato Anna tra le lacrime.

“È da storie come quella di Anna che siamo partiti, decidendo di coinvolgere tutti i cittadini con una denuncia di massa” ha commentato Antonio Corcione, promotore dell’evento “Denunciamo il Governo per istigazione al suicidio” lanciato su facebook in collaborazione con Aladino Lorin, l’avvocato Antonio Grazia Romano, Paolo Sabbioni, Lino Ricchiuti e sostenuto attivamente da migliaia di persone con denuncia effettiva alle autorità. Vai al l’articolo.

Corcione, quando ci ha presentato la signora Anna, ha precisato: “Questa lotta che stiamo facendo non ha un nome, non ha un leader, non ha simboli, non ha politici, vogliamo solo che non ci siano più italiani che pensano al suicidio a causa della crisi”.

Questo è il racconto di Anna, una mamma, come tante ormai, che ha perso il proprio figlio suicidatosi per il peso insostenibile della crisi economica finanziaria italiana: “Lui lavorava come scenografo con una ditta, ma nel 2009 decise di mettersi in proprio anche perché con lo stipendio che prendeva non ce la faceva a sostenere le spese. Era molto bravo come scenografo ed infatti lo chiamavano per Zelig, ma il lavoro era comunque poco. Aveva accumulato diversi debiti e non riusciva più a pagare le rate, e dopo la sua morte mi sono arrivate delle lettere da una società di recupero credito di Roma, che mi avvisavano che avrei dovuto pagare io il prestito di mio figlio con gli interessi e la mora entro 15 giorni. Io piangevo, e pensavo, dopo il danno anche la beffa, perché mio figlio si impiccò.
Sono dovuta andare il Lombardia per rinunciare all’eredità per aggirare l’ostacolo del pagamento, anche perché era probabile che arrivassero avvisi di pagamento per altri debiti. Per pagare le spese legali ho dovuto vendere quel poco di oro che avevo. Io non prendevo ancora neppure la pensione, non sapevo come fare, mia sorella dalla Germania, mi mandava un po’ di soldi ogni tanto per aiutarmi.Quando Cristian è morto, per pagare i funerali è dovuto intervenire il parroco di Legnano, perché occorrevano più di 10mila euro e non li avevamo.
Io non ho fiducia più in nulla. Alcune volte penso che sia meglio andare via dall’Italia. Nel bene o nel male la mia vita l’ho vissuta, ma io penso ai miei figli, ai miei nipoti, alle nuove generazioni. Come si può andare avanti così?

Tratto da:http://www.napolitime.it

“Mio figlio si impiccò a causa della crisi che Berlusconi negava”
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I Padroni del Mondo e la Sovranità Monetaria

Pubblicato su 28 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

I Rothschild sono una delle famiglie più potenti al mondo (nel mondo economico la più potente); di origine tedesca, detiene la MAGGIORANZA dei due istituti Privati Bancari che conosciamo, la FED e la BCE.

I Rothschild sono una delle famiglie più potenti al mondo (nel mondo economico la più potente); di origine tedesca, detiene la MAGGIORANZA dei due istituti Privati Bancari che conosciamo, la FED e la BCE.

Ma procediamo un passo per volta e vediamo chi sono questi istituti Bancari Padroni del Mondo!

FED

La Federal Reserve è una Banca Privata, posseduta da azionisti privati di cui i Rothschild sono i maggiori proprietari ed il cui scopo finale è il lucro.

La FED fu istituita con l'approvazione del Federal Reserve Act del 23 dicembre 1913 dal Congresso degli Stati Uniti. L’iter legislativo avvenne in modo “anomalo”, la Camera dei Rappresentanti aveva approvato il Federal Reserve ACT, ma l’atto stava avendo delle difficoltà nell’approvazione da parte del Senato; era il 23 dicembre 1913, quando la maggior parte dei membri del Congresso avevano già lasciato Washington per le vacanze natalizie e secondo le leggi americane, quando vi è una sospensione dell’attività legislativa, occorre aggiornarla in quello che viene definito “sine day”. Il 23 dicembre 1913, il Senato non si era ancora aggiornato in “sine day”, quindi la seduta era tecnicamente in corso e secondo quanto riportato dagli atti, erano presenti “SOLO” tre senatori, che approvarono il Federeral Reserve Act con un consenso unanime in una votazione a chiamata (sarebbe bastata una sola persona contro e non sarebbe passata).

Ad oggi i tribunali degli Stati Uniti hanno più volte decretato che la Fed è una società per azioni privata e sebbene non faccia parte del Governo Federale, è in realtà più potente dello stesso e, a mio parere, più potente del Presidente, del Congresso e delle Corti di Giustizia.

Nel 1913 il Congresso ha dato in mano ad una banca centrale indipendente, denominata Federal Reserve, il monopolio sull’emissione della moneta degli Stati Uniti ed il debito generato da questa società interamente di proprietà privata è ciò che sta mettendo in ginocchio l’economia americana.

“Il potere di emissione dovrebbe essere sottratto alle banche e restituito al popolo, al quale giustamente appartiene” (Giulio Tremonti, ex ministro ed economista, persona che stimo molto, perché oltre a Beppe Grillo è l’unico che ha avuto il coraggio di dire nel passato la verità su come gira il mondo economico).

“Chi prende in prestito è schiavo di chi presta” (Larry Bates, economista).

BCE

La Banca Centrale Europea (BCE) è la banca centrale incaricata dell’attuazione della politica monetaria per i 17 paesi dell’Unione Europea che hanno aderito all’euro formando la cosiddetta “Zona Euro”.

In Italia la sovranità monetaria (il potere di chi stampa ed emette moneta) era fino a ieri della Banka d’Italia. Oggi la sovranità monetaria, è nelle mani della BCE con sede a Francoforte, per la quale, per inciso, è in costruzione la nuova sede con un costo previsto di 1,2 miliardi di Euro e tutto questo mentre Greci e Spagnoli infiammano le piazze per protestare contro i tagli e le riforme pesantissime imposte dall’Unione Europea.

L’Euro è una moneta a debito, infatti questa istituzione provvede ad emettere la nuova moneta addebitandola ai popoli europei secondo la stessa “filosofia” monetaria utilizzata fino ad oggi dalle banche centrali nazionali nei confronti dello stesso popolo, ed attuando il più sfrenato liberismo previsto nel trattato di Maastricht.

L’articolo 107 del trattato di Maastricht, sancisce che “nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti nel presente trattato dallo Statuto del SEBC, né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzione dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo”. In poche parole il Padrone d’Europa è il governatore della Banca Centrale.

Il denaro che noi utilizziamo non è dello stato, ma di Banka d’Italia/BCE!

Le quote di partecipazione alla Banka d’Italia sono per il 94,3% di proprietà di banche private ed assicurazioni!

Da tutto questo nasce la più grande Truffa e la più grande Usura del sistema monetario:

Il Signoraggio!!

Ufficialmente non esiste e pochi ne parlano, eppure è un qualcosa che sta facendo sprofondare l’intero pianeta nel debito (volutamente).

Il Signoraggio è la differenza tra il valore nominale della moneta ed il costo di produzione (tipografico) o più semplicemente è il prezzo che si paga alla tipografia (FED-BCE) per stampare il denaro!!

La moneta, come ogni bene, ha un suo costo di produzione: per le banconote la carta e gli inchiostri; per le monete di metallo le leghe.

Va anche ricordato per chi non lo sapesse, che nel 15 agosto 1971 (avevo un mese di vita) il presidente Nixon eliminò la convertibilità della moneta in oro, affossando per sempre gli accordi di Bretton Woods del 1944.

Quindi l’emissione di moneta da quarant’anni non ha più bisogno di un controvalore in metallo prezioso (oro,argento), ma solo di ‘numeri’ su carta.

In parole povere reputo la Fed e la Bce due vere e proprie TIPOGRAFIE!!

Esempio signoraggio:

Stampare un biglietto da 100 euro costa più o meno 1 centesimo di euro (tra carta ed inchiostri), più il lavoro effettuato che è circa un euro.

Va anche calcolato che al singolo Stato quella moneta costa ancor di più in virtù del “tasso di sconto” (il costo cioè del denaro tra Banca Centrale e banca locale) che oggi è dello 0.75 %.

Per cui una banconota da 100 euro, allo Stato costa la bellezza di circa 101,5!!!!

Lo Stato paga alla Banca Centrale l’affitto di questa moneta con Titoli di Stato e pertanto s’indebita in maniera spropositata e continuativa nei suoi confronti.

Lo Stato in definitiva monetizza il proprio debito e questo debito continuerà a crescere giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Chiaramente noi paghiamo questo debito, con le relative TASSE!!!

Per bloccare questo circolo vizioso basterebbe togliere alle banche il compenso nominale delle banconote, ma nessuno interviene (in Italia solo il Prof. Auriti ci provò, ed ottenne buoni risultati, ma dopo la sua morte tutto si fermò). C’è una legge in USA che consente al governo di stampare moneta, in due hanno provato a ripristinarla, Lincoln e Kennedy, e sappiamo bene che fine hanno fatto.

Quando un governo non riesce a far quadrare i conti, chiede un prestito alle Banche Centrali (BCE/FED) ed in cambio paga degli interessi, continuando ad alimentare la dipendenza dei governi.

E’ un meccanismo piramidale e ben strutturato, infatti gli interessi sono la base di tutto.

Lo si può vedere anche nelle banche in cui depositiamo i nostri risparmi dove è presente il meccanismo incredibile, della “Riserva Finanziaria”: le banche per legge possono prestare fino a dieci volte la somma in deposito, quindi creare soldi che non esistono (tranne che su carta e monitor).

Con calcolo e freddezza si assicurano che non ci siano mai neppure per sbaglio unità di scambio in circolazione, per poter poi ripagare prestiti e interesse super eclatanti!!

Questo è un fenomeno ben programmato dalle banche per schiavizzare e portare via risorse umane.

L’obiettivo finale sarà quello di arrivare alla moneta elettronica globale per il controllo (schiavitù) globale.

Tutto questo è ben GESTITO da una delle famiglie più potenti al mondo:

I ROTHSCHILD

E mi permetto di dire CHE TUTTO E’ BEN PIANIFICATO A PRIORI A TAVOLINO!!!

Con la privatizzazione della Sovranità Monetaria i politici sono diventati dipendenti dei banchieri.

La sovranità monetaria non è cedibile, e in questa circostanza il popolo si ritrova debitore di quella moneta di cui, invece, dovrebbe essere proprietario, poiché essa acquista valore solo perché i cittadini lo accettano come strumento di scambio o mezzo di pagamento, creando così valore monetario.

Il debito pubblico non è ripianabile, è in continua e costante crescita. Difatti si parla sempre di rifinanziamento e non di estinzione del debito (oltretutto sempre con l’acquisto di nuovi Titoli di Stato.)

Saremo sempre di più succubi e dipendenti, spogliati delle nostre ricchezze e trattati come schiavi.

I prossimi governi saranno costretti a mantenere la linea di austerity tracciata dalla bancocrazia Monti e con un Parlamento ormai organo dei mercati che dovrà sottostare a decisioni e regole già prescritte.

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I Padroni del Mondo e la Sovranità Monetaria
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I Padroni del Mondo e la Sovranità Monetaria

Pubblicato su 28 Gennaio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

I Rothschild sono una delle famiglie più potenti al mondo (nel mondo economico la più potente); di origine tedesca, detiene la MAGGIORANZA dei due istituti Privati Bancari che conosciamo, la FED e la BCE.

I Rothschild sono una delle famiglie più potenti al mondo (nel mondo economico la più potente); di origine tedesca, detiene la MAGGIORANZA dei due istituti Privati Bancari che conosciamo, la FED e la BCE.

Ma procediamo un passo per volta e vediamo chi sono questi istituti Bancari Padroni del Mondo!

FED

La Federal Reserve è una Banca Privata, posseduta da azionisti privati di cui i Rothschild sono i maggiori proprietari ed il cui scopo finale è il lucro.

La FED fu istituita con l'approvazione del Federal Reserve Act del 23 dicembre 1913 dal Congresso degli Stati Uniti. L’iter legislativo avvenne in modo “anomalo”, la Camera dei Rappresentanti aveva approvato il Federal Reserve ACT, ma l’atto stava avendo delle difficoltà nell’approvazione da parte del Senato; era il 23 dicembre 1913, quando la maggior parte dei membri del Congresso avevano già lasciato Washington per le vacanze natalizie e secondo le leggi americane, quando vi è una sospensione dell’attività legislativa, occorre aggiornarla in quello che viene definito “sine day”. Il 23 dicembre 1913, il Senato non si era ancora aggiornato in “sine day”, quindi la seduta era tecnicamente in corso e secondo quanto riportato dagli atti, erano presenti “SOLO” tre senatori, che approvarono il Federeral Reserve Act con un consenso unanime in una votazione a chiamata (sarebbe bastata una sola persona contro e non sarebbe passata).

Ad oggi i tribunali degli Stati Uniti hanno più volte decretato che la Fed è una società per azioni privata e sebbene non faccia parte del Governo Federale, è in realtà più potente dello stesso e, a mio parere, più potente del Presidente, del Congresso e delle Corti di Giustizia.

Nel 1913 il Congresso ha dato in mano ad una banca centrale indipendente, denominata Federal Reserve, il monopolio sull’emissione della moneta degli Stati Uniti ed il debito generato da questa società interamente di proprietà privata è ciò che sta mettendo in ginocchio l’economia americana.

“Il potere di emissione dovrebbe essere sottratto alle banche e restituito al popolo, al quale giustamente appartiene” (Giulio Tremonti, ex ministro ed economista, persona che stimo molto, perché oltre a Beppe Grillo è l’unico che ha avuto il coraggio di dire nel passato la verità su come gira il mondo economico).

“Chi prende in prestito è schiavo di chi presta” (Larry Bates, economista).

BCE

La Banca Centrale Europea (BCE) è la banca centrale incaricata dell’attuazione della politica monetaria per i 17 paesi dell’Unione Europea che hanno aderito all’euro formando la cosiddetta “Zona Euro”.

In Italia la sovranità monetaria (il potere di chi stampa ed emette moneta) era fino a ieri della Banka d’Italia. Oggi la sovranità monetaria, è nelle mani della BCE con sede a Francoforte, per la quale, per inciso, è in costruzione la nuova sede con un costo previsto di 1,2 miliardi di Euro e tutto questo mentre Greci e Spagnoli infiammano le piazze per protestare contro i tagli e le riforme pesantissime imposte dall’Unione Europea.

L’Euro è una moneta a debito, infatti questa istituzione provvede ad emettere la nuova moneta addebitandola ai popoli europei secondo la stessa “filosofia” monetaria utilizzata fino ad oggi dalle banche centrali nazionali nei confronti dello stesso popolo, ed attuando il più sfrenato liberismo previsto nel trattato di Maastricht.

L’articolo 107 del trattato di Maastricht, sancisce che “nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti nel presente trattato dallo Statuto del SEBC, né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzione dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo”. In poche parole il Padrone d’Europa è il governatore della Banca Centrale.

Il denaro che noi utilizziamo non è dello stato, ma di Banka d’Italia/BCE!

Le quote di partecipazione alla Banka d’Italia sono per il 94,3% di proprietà di banche private ed assicurazioni!

Da tutto questo nasce la più grande Truffa e la più grande Usura del sistema monetario:

Il Signoraggio!!

Ufficialmente non esiste e pochi ne parlano, eppure è un qualcosa che sta facendo sprofondare l’intero pianeta nel debito (volutamente).

Il Signoraggio è la differenza tra il valore nominale della moneta ed il costo di produzione (tipografico) o più semplicemente è il prezzo che si paga alla tipografia (FED-BCE) per stampare il denaro!!

La moneta, come ogni bene, ha un suo costo di produzione: per le banconote la carta e gli inchiostri; per le monete di metallo le leghe.

Va anche ricordato per chi non lo sapesse, che nel 15 agosto 1971 (avevo un mese di vita) il presidente Nixon eliminò la convertibilità della moneta in oro, affossando per sempre gli accordi di Bretton Woods del 1944.

Quindi l’emissione di moneta da quarant’anni non ha più bisogno di un controvalore in metallo prezioso (oro,argento), ma solo di ‘numeri’ su carta.

In parole povere reputo la Fed e la Bce due vere e proprie TIPOGRAFIE!!

Esempio signoraggio:

Stampare un biglietto da 100 euro costa più o meno 1 centesimo di euro (tra carta ed inchiostri), più il lavoro effettuato che è circa un euro.

Va anche calcolato che al singolo Stato quella moneta costa ancor di più in virtù del “tasso di sconto” (il costo cioè del denaro tra Banca Centrale e banca locale) che oggi è dello 0.75 %.

Per cui una banconota da 100 euro, allo Stato costa la bellezza di circa 101,5!!!!

Lo Stato paga alla Banca Centrale l’affitto di questa moneta con Titoli di Stato e pertanto s’indebita in maniera spropositata e continuativa nei suoi confronti.

Lo Stato in definitiva monetizza il proprio debito e questo debito continuerà a crescere giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Chiaramente noi paghiamo questo debito, con le relative TASSE!!!

Per bloccare questo circolo vizioso basterebbe togliere alle banche il compenso nominale delle banconote, ma nessuno interviene (in Italia solo il Prof. Auriti ci provò, ed ottenne buoni risultati, ma dopo la sua morte tutto si fermò). C’è una legge in USA che consente al governo di stampare moneta, in due hanno provato a ripristinarla, Lincoln e Kennedy, e sappiamo bene che fine hanno fatto.

Quando un governo non riesce a far quadrare i conti, chiede un prestito alle Banche Centrali (BCE/FED) ed in cambio paga degli interessi, continuando ad alimentare la dipendenza dei governi.

E’ un meccanismo piramidale e ben strutturato, infatti gli interessi sono la base di tutto.

Lo si può vedere anche nelle banche in cui depositiamo i nostri risparmi dove è presente il meccanismo incredibile, della “Riserva Finanziaria”: le banche per legge possono prestare fino a dieci volte la somma in deposito, quindi creare soldi che non esistono (tranne che su carta e monitor).

Con calcolo e freddezza si assicurano che non ci siano mai neppure per sbaglio unità di scambio in circolazione, per poter poi ripagare prestiti e interesse super eclatanti!!

Questo è un fenomeno ben programmato dalle banche per schiavizzare e portare via risorse umane.

L’obiettivo finale sarà quello di arrivare alla moneta elettronica globale per il controllo (schiavitù) globale.

Tutto questo è ben GESTITO da una delle famiglie più potenti al mondo:

I ROTHSCHILD

E mi permetto di dire CHE TUTTO E’ BEN PIANIFICATO A PRIORI A TAVOLINO!!!

Con la privatizzazione della Sovranità Monetaria i politici sono diventati dipendenti dei banchieri.

La sovranità monetaria non è cedibile, e in questa circostanza il popolo si ritrova debitore di quella moneta di cui, invece, dovrebbe essere proprietario, poiché essa acquista valore solo perché i cittadini lo accettano come strumento di scambio o mezzo di pagamento, creando così valore monetario.

Il debito pubblico non è ripianabile, è in continua e costante crescita. Difatti si parla sempre di rifinanziamento e non di estinzione del debito (oltretutto sempre con l’acquisto di nuovi Titoli di Stato.)

Saremo sempre di più succubi e dipendenti, spogliati delle nostre ricchezze e trattati come schiavi.

I prossimi governi saranno costretti a mantenere la linea di austerity tracciata dalla bancocrazia Monti e con un Parlamento ormai organo dei mercati che dovrà sottostare a decisioni e regole già prescritte.

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